Il presente di Grotte Santo Stefano

Grotte Santo Stefano, piccolo centro abitato diventato nel 1928 frazione del capoluogo, secondo i suoi abitanti è dimenticata dall'amministrazione comunale che ormai da anni non interviene per promuoverne uno sviluppo economico e sociale.
L'accusa parte da Francesco Guancini, consigliere comunale del Pd che chiede la pianificazione di un nuovo piano regolatore.
"Circa ottanta anni fa Grotte Santo Stefano, Bagnaia e San Martino al Cimino - spiega Guancini - sono passate da paesi autonomi a frazioni per dare a Viterbo la possibilità di essere Provincia.
Purtroppo però lo scotto che abbiamo dovuto pagare è stato grosso. Il capoluogo infatti ha sempre tenuto poco conto delle esigenze delle frazioni, in particolar modo di Grotte, in quanto troppo distante dal capoluogo e mai inserita in un contesto urbano e sociale come le frazioni di Bagnaia e San Martino."
Secondo il consigliere del Pd gli altri paesi limitrofi che hanno una propria amministrazione (ad esempio, Vitorchiano, Bomarzo, Celleno, Graffignano, Bagnoregio) hanno incrementato le opere pubbliche, hanno dato ai cittadini maggiori servizi, hanno migliorato le strutture e soprattutto hanno effettuato continue varianti di Prg ottenendo così una migliore vivibilità e di conseguenza il benessere sociale ed economico.
Fino agli anni '60 l'economia del paese si è basata sull'agricoltura, sul commercio e sull'artigianato e su coloro che, espatriati per lavoro, ritornavano in paese con risparmi e liquidazioni tali da consentirgli di farsi una casa o ristrutturare quella avuta in eredità, immettendo sul mercato quella liquidità che sicuramente era maggiore di quella in possesso di quei grottani che erano rimasti in paese.
"Fin qui sembrerebbe la tipica vicenda di un paesino di provincia - continua - . Ma poi le cose sono cambiate. I risparmi e le liquidazioni dei lavoratori che sarebbero dovuti tornare non coprivano più le spese per farsi una nuova casa e quindi siamo gradatamente entrati in crisi.
Oggi siamo un paese di poveri pensionati, abbiamo un forte decremento della popolazione, non abbiamo servizi come negli anni Ottanta, non abbiamo aree da poter edificare sia residenziali che artigianali.
Ora l'amministrazione deve intervenire prontamente. Il piano regolatore è indispensabile altrimenti rischiamo di affondare ancor di più."
Circa dieci anni fa la circoscrizione aveva individuato un'area all'interno del paese da destinare a zona Ppep.
L'Amministrazione ha fatto i relativi progetti inviandoli poi alla Regione che ha chiesto chiarimenti in merito, ma la risposta del Comune di Viterbo alla Pisana non è ancora stata data.
"Inoltre - continua Francesco Guancini - in occasione dell'attuazione del Piano di insediamento produttivo, perorato dalla nostra circoscrizione, erano state allegate alla domanda circa trenta richieste di artigiani disposti ad acquistare terreno per la costruzione di altrettante strutture inerenti lo loro attività.
Quindi è chiaro che l'interesse dei cittadini a promuovere uno sviluppo di Grotte Santo Stefano c'è, ma non viene loro data la possibilità di procedere."
Il piano regolatore consentirebbe la costruzione di nuove sedi sia artigianali che residenziali e potrebbe essere un'opportunità per alcuni cittadini viterbesi che abbiano intenzione di investire le loro risorse in un paese tranquillo, portando nuova linfa ad un'economia ormai al collasso.
Grotte Santo Stefano, infatti, a differenza di Bagnaia e San Martino, è lontano dalla città capoluogo con la quale ha sempre avuto pochi rapporti sia economici che culturali e ha sempre visto i propri cittadini lottare per avere una propria autonomia politica ed amministrativa.
Vicoli dissestati, casali rurali dismessi e marciapiedi praticamente inutilizzabili. É questo lo scenario al quale si assiste girando per le strade della frazione viterbese.
"La variante - conclude Guancini - può, e deve, ricostruire un tessuto urbano troppo esteso e non necessita di strutture particolari, ma può essere progettata dall'ufficio tecnico comunale con poche spese e sicuramente in tempi brevi."
Gli interventi quindi sono fortemente necessari e a quanto pare non dovrebbero neanche costare molto all'amministrazione comunale di Viterbo.
Grotte Santo Stefano altrimenti rischia di diventare un paese di anziani senza alcuna prospettiva di crescita per le generazioni future

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