Nasce Tuscia Sociale

Affollato debutto per la neonata Tuscia sociale, associazione culturale presieduta dall'assessore al bilancio del comune Claudio Taglia e tenuta a battesimo dal filosofo Marcello Veneziani.
All'Antico Caffè Schenardi oltre a numerosi sostenitori anche alcuni volti noti della politica locale e nazionale: in prima fila la senatrice Laura Allegrini, la presidente provinciale della federazione di Alleanza nazionale Maria Gabriela Grassini, l'assessore ai Servizi sociali del comune di Viterbo Daniele Sabatini e il consigliere Antonio Fracassini.
Chiara ed esplicita la "mission" di questa nuova realtà culturale che intende agire politicamente sul territorio.
Nell'ampia e dettagliata analisi delle evoluzioni storiche e sociali che hanno portato all'attuale quadro politico dominato da Silvio Berlusconi, Tuscia Sociale intende ripartire "dal basso", dal territorio appunto, recuperando quell'impegno civile, quel senso di appartenenza politica che negli ultimi anni si è andato perdendo.
"Intorno a Berlusconi c'è il nulla - esordisce Veneziani, esponente della 'nuova destrà -. Lo svuotamento di contenuti che la politica ha registrato in questi ultimi anni è stato artefice del dissolvimento del fondamentale legame tra il il territorio, la gente e la politica.
Uno stato di cose dettato senza dubbio anche da un sistema elettorale che, con lo sbarramento del 4 per cento, lascia fuori il voto di quasi nove milioni di italiani."
E riferendosi al nome proprio dall'associazione di Claudio Taglia, Marcello Veneziani fa appello alla necessità di recuperare la "società".
Tra gli argomenti trattati non manca anche un chiaro riferimento alla scomparsa in Parlamento delle espressioni più estreme sia di destra che di sinistra.
"La governabilità prima di tutto, ma la rappresentanza delle diverse espressioni politiche deve essere assicurata, come vuole la tradizione politica e democratica di questo Paese."
Davanti al rischio di omologazione e della scomparsa di qualsiasi dibattito sulle finalità alimentato non solo dal quadro politico nazionale ma anche dalla globalizzazione
"è necessario recuperare l'impegno civile partendo proprio dal territorio e dall'ascolto delle varie istanze sociali dalle città, dalla quotidianità della gente - conclude -.
É necessario confrontarsi, discutere sui temi che coinvolgono direttamente la vita delle persone costruendo un quadro di riferimento, come quello proposto da Tuscia Sociale, che sia capace di ricreare una linea ideologica in funzione della quale poter prendere posizione e agire concretamente."
La senatrice Laura Allegrini ha espresso preoccupazione non solo per la costituzione del Pdl ma anche per il rischio del proliferare confuso dell'associazionismo.
"Temo l'ingovernabilità alla quale rischiamo di andare incontro nel periodo di interregno che ci separa dal primo congresso nazionale del Pdl.
In questo lasso di tempo è facile che si verifichi una frammentazione tra tanti soggetti che pensano di diventare leader di se stessi, per poi ritrovarsi leader di nessuno.
Chi ci dice che dopo Tuscia Sociale i commercianti ad esempio non costituiscano una Tuscia commercio?."
Chiara e diretta la risposta di Veneziani:
"Meglio il caos creativo che il vuoto: l'unica strada è il movimento dal basso, l'associazionismo"

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