Crisi della ceramica. Lugi Annesi, segretario generale della Filcem Cgil, spiega la situazione.
"La bolla immobiliare ha innescato la crisi sia finanziaria che economica. Dal 1997 al 2007 i prezzi delle abitazioni negli Usa si sono moltiplicati per 2,6 volte come in Francia e Scandinavia, mentre si sono triplicati in spagna e Gran Bretagna.
In America i prezzi sono crollati del 30% e non sembra finita, tanto che il Tesoro americano ipotizza un ulteriore - 22% per il 2009 e del 7% in meno per il 2010.
Se c'è qualcosa che sta andando peggio della crisi del '29 è proprio il mattone. In Italia della bolla speculativa del mattone non si parla e sembra che non ci siano pericoli per la nostra economia.
Il prezzo delle abitazioni in Italia, nel 2008 è sceso del 2%, molti prevedono che nel 2009 scenderà del - 9%.
In realtà dal 1997 al 2007 i prezzi delle abitazioni italiane sono raddoppiate. Un'enormità, soprattutto a confronto con il potere di acquisto degli italiani. Quindi, la bolla c'è anche da noi."
e sottolinea:
"L'aumento dei prezzi delle case in Italia non è stato causato da un aumento demografico o dall'aumento reddito, ma solo da una domanda speculativa, alimentato dai tassi bassi, guadagni in borsa e dalla creazione dei fondi immobiliari.
Quindi la domanda di case svanisce con la stessa velocità con cui appare. Il processo è lento e siamo solo agli inizi. Gli immobili sono la componente principale della ricchezza delle famiglie italiane circa 60%. Mentre la crisi ci sta travolgendo, il governo continua a giocare e non fa nulla per frenare l'evasione fiscale.
Dalle ultime dichiarazioni dei redditi risulta che la media è di 18mila euro, ma nei paradisi fiscali hanno trasferito 550 miliardi di euro, evasi al fisco."
Dopo questa accurata analisi a livello generale Annesi parla dell'impatto di tutto ciò sul Distretto industriale civitonico.
"La crisi del Distretto ceramico di Civita Castellana, per il numero degli addetti e la percentuale dei posti a rischio occupazionale, è la crisi più grave che c'è oggi in Italia.
Oggi, sono rimasti solo 3mila addetti, dei 5mila che c'erano nel 2000, nei 3 comparti: sanitari, stoviglierie e piastrelle: 1.060 in cassa integrazione ordinaria, 530 in straordinaria, 490 in mobilità per un totale di 2.080.
Inoltre sono stati licenziati 418 lavoratori precari."
"Martedì prossimo - aggiunge Annesi - presenteremo al Governo le seguenti proposte: sostituzione dei sanitari usurati in tutti gli immobili pubblici; incentivo di 200 - 300 euro per i privati che sostituiscono i sanitari nel 2009-2010; favorire l'accesso al credito alle aziende; meno garanzie in proprio al proprietario dell'azienda; consolidamento dei debiti; patrimonializzazione delle imprese; riduzione delle tariffe del gas e dell'elettricità; potenziamento e ampliamento stradale nepesina, del collegamento con Roma e della ferrovia Roma - Firenze.
Cassaintegrazione ordinaria da 52 settimane a 104, straordinaria da 36 mesi a 42 mesi, fruibili nel quinquennio; per calcolare il massimale della cigo o mobilità, inserire nel salario anche la contrattazione di secondo livello; no alla reiezione della domanda di Cigo se dopo 13 settimane non c'è la ripresa dell'attività."
e ancora, conclude Luigi Annesi:
"No alla reiezione della domanda di Cigo se si passa in cassa integrazione speciale o mobilità e infine procedura più veloce per l'approvazione delle domande della cassa in deroga.
Dal Governo ci aspettiamo soluzioni vere e non generiche"

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