Bagnaia, un gioiello dimenticato da tutti

Ennesima puntata della storia senza fine. Nulla di nuovo bolle in pentola, i fatti sono sempre gli stessi. Ma l'epilogo di quella che assume sempre più caratteri tragicomici non sembra neanche lontanamente preannunciarsi.
Protagonista come più volte denunciato è Bagnaia, il paese, o meglio
"quartiere dormitorio dimenticato ormai da decenni nell'ostinata indifferenza del Comune."
Arduino Troili, presidente della polivalente La Torre, ultimo centro di aggregazione sopravvissuto oltre che "refugium peccatorum" di compaesani indignati, torna a denunciare una situazione a dir poco inaccettabile e non più tollerabile.
A poco sono servite le richieste di cui si è fatto portavoce, più volte poste all'attenzione del sindaco Giulio Marini e degli assessori competenti, perché al degrado che regna nel paese un tempo dimora di duchi e cardinali si potesse dare una risposta esauriente.
Le magagne che soffocano la cittadina sono tante ed è possibile visionarle a chiare lettere sull'elenco stilato in presenza del sindaco e degli assessori Arena e Galati precisamente il 4 aprile scorso, quando una delegazione della Polivalente si è recata a Palazzo dei Priori per avere le risposte che nel susseguirsi delle amministrazioni comunali
"nessuno ha avuto l'interesse di dare."
"Dopo le innumerevoli denunce indirizzate al Comune sotto forma di missive, raccolte di firme e mail siamo stati gentilmente accolti dal sindaco in persona che ci aveva garantito che le nostre ragioni sarebbero stare discusse nel successivo consiglio comunale - racconta Troili -.
Cosa che non credo sia mai avvenuto, visto che a Bagnaia nulla è cambiato, eccetto i lavori di pavimentazione del parcheggio ai piedi del borgo medievale per il quale tra l'altro avevamo presentato un progetto ben diverso."
Con il lungo elenco in mano, scritto di pugno da uno degli assessori presenti, Troili inizia a commentare uno ad uno i diciassette punti dolenti che il sindaco si sarebbe impegnato di risolvere quanto prima.
Dai lavori mai finiti del parcheggio di valle Pierina agli abusi edilizi perpetuati all'interno del centro storico, dal totale stato di abbandono degli immobili di proprietà del Comune di via Malatesta alle discariche a cielo aperto intorno alle mura del pese vecchio, dalla mai collaudata scala che conduce dal parcheggio di valle Pierina a villa Lante all'arredo urbano fatiscente, per non dire inesistente, sono davvero tanti e spiacevoli i problemi che avrebbero dovuto essere posti all'attenzione del consiglio comunale.
Ma qui di fatto nulla è cambiato.
"Nulla di quello che ci avevano garantito è stato fatto - continua Troili -. Il nostro paese mai come in questi ultimi anni è stato così barbaramente abbandonato da tutti. Eppure si tratta di una realtà di indubbio valore turistico. Abbiamo uno dei giardini rinascimentali più belli d'Europa, un quartiere medievale splendido ma non sembra interessare a nessuno.
Si contano sulle dita i turisti che vengono a visitare i nostri monumenti. E come biasimarli? Basta percorrere le vie del centro per rendersi conto in che razza di paese ci si trovi.
L'arredo urbano è ridotto ai minimi termini per non dire che è inesistente, le piante di piazza XX settembre, che sarebbero dovute essere ripulite da tempo, stanno sollevando tutto il manto stradale intorno alle due storiche fontane, il tanto declamato vigile di quartiere che avrebbe dovuto monitorare il traffico del centro qui non lo abbiamo mai visto.
Per non parlare dei bagni pubblici: sono una vergogna c'è una parete sporca di sangue da mesi e mesi.
Abbiamo addirittura chiesto di chiuderli visto che tanto la speranza di renderli agibili è impensabile, ma neanche a questo hanno dato ascolto."
Altra gravissima mancanza, per la quale le centinaia denunce rivolte al Comune non sono servite a nulla, è l'inspiegabile assenza del collegamento Adsl che priva i residenti e tutte le realtà economiche locali di un servizio di cui tutti gli abitanti delle zone limitrofe dispongono da tempo.
Un problema al quale il consigliere Andrea Marcosano aveva garantito l'immediata risoluzione.
"Capisco la grave crisi economica - conclude il presidente della polivalente La Torre - con la quale dobbiamo fare i conti, ma credo che a mancare non siano solo i soldi ma soprattutto l'interesse e la volontà politica di rivalutare il nostro paese"

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