"No ai viaggi della speranza che promettono cure efficaci con le cellule staminali."
Questo l'accorato appello di Sergio Fravolini, presidente di Aism (Associazione italiana sclerosi multipla) davanti al crescente numero di portatori di sclerosi che si affidano al trapianto di cellule staminali all'estero nella comprensibile speranza di guarire da una patologia per la quale attualmente non esiste cura definitiva.
Un fenomeno in forte crescita che vede medici o presunti tali in tutto il mondo assicurare di essere in grado di praticare terapie a base di staminali capaci di curare quasi tutto dalla calvizie all'Alzheimer passando per la sclerosi multipla.
Questa situazione aumenta lo sconcerto tra le persone malate che se, mentre da un lato, hanno l'impellente necessità di sapere se e quali sono le speranze concrete di poter accedere a terapie realmente efficaci, dall'altro percepiscono la mancanza di adeguati canali d'informazione che le possano aiutare a scegliere in modo consapevole se sottoporsi o meno a tali terapie.
"Un fenomeno quello dei viaggi della speranza in forte crescita anche nel viterbese - esordisce Sergio Fravolini -.
Non sono poche le persone affette da sclerosi multipla che si lasciano convincere che l'impianto di cellule staminali possa guarirli definitivamente da un male per il quale attualmente non ci sono cure che possano garantirlo.
Mi sono trovato in molti casi a sconsigliare questo tipo di terapia non solo perché è ancora in fase sperimentale ma sopratutto in quanto è qualcosa che mette a serio rischio la vita delle persone che vi si sottopongono."
Lungi dallo screditare la validità futura di tale terapia è fondamentale sottolineare che si tratta di una pratica ancora in fase sperimentale.
"Normalmente quando si sperimenta una cura deve essere studiata in tre fasi fondamentali, laboratorio, farmacia, uomo, prima di essere adottata - spiega - Attualmente siamo ancora alla fase uno.
Al Sant'Orsola di Bologna lo stanno sperimentando sulle scimmie ma siamo ancora lontani da una soluzione definitiva.
Ci vorranno almeno dieci anni, prima che i ricercatori possano fornirci una risposta certa. I medici che promettono guarigioni miracolose a base di staminali sono solo interessati ai soldi."
Il costo dell'impianto praticato in vari paesi del mondo dalla Cina alla Thailandia, dalla Republica Domenicana a Manila e a Barbado's è davvero esorbitante.
"Si parte dai 25 mila euro senza contare il costo del viaggio. Una cifra assurda per una cura che non è in grado di garantire nulla, anzi l'unica cosa che assicura sono gli eventuali e gravissimi effetti collaterali che molto spesso portano a spaventosi tumori sparsi in tutto il corpo - continua -.
Ho visto casi di pazienti morti in giro di pochi mesi perchè i "
lievi effetti collaterali
" preannunciati dai medici che avevano praticato l'intervento si sono rivelati mortali.
Ho conosciuto una ragazza che si era sottoposta all'impianto di staminali e che in pochissimi mesi è stata colpita da quattro tumori al cervello."
L'unica strada da percorrere, dunque, è quella dettata dalle cure convenzionali, immunoglobuline, immunosoppressori ed immunomodulatori, che se da un lato non possono promettere una guarigione definitiva aiutano a tenere sotto controllo la malattia e vivere una vita normale.
"Non è stato facile neanche per me riuscire a stabilizzare la malattia - conclude Sergio Fravolini affetto da sclerosi multipla da quasi dieci anni e che è riuscito a portare avanti studi approfonditi sul suo stesso corpo per migliorare la sua condizione - È' stata dura, ma fortunatamente non ho mollato.
Oggi posso vivere una vita normale"

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