All'asta il castello di Torre Alfina

All'inizio fu Desiderio. L'ultimo re dei Longobardi, intorno alla metà del 700, è stato l'artefice dei primi lavori al castello di Torre Alfina.
Poi è toccato a Gaucci, uno degli ultimi re del Perugia e della Viterbese. Oggi, dopo una lunga serie di vicende giudiziarie dell'ex patron, la fortezza di Big Luciano è all'asta, con una procedura seguita dal curatore fallimentare del tribunale di Perugia.
Unità immobiliare disposta su più piani, 55 vani, pertinenze esclusive come corti, giardini, aree verdi, soggetta a contratto di locazione di 8 anni.
Una gran bella casetta, ma a prezzo base poco popolare: 10 milioni e 319.000 euro. É il minimo per essere i benvenuti al castello Monaldeschi, chiavi in mano. Per Lucianone era la residenza simbolo, dove presentava i grandi colpi di mercato. Ma dopo il crac del Perugia, nel novembre del 2005, per lui sono iniziati i guai: bancarotta fraudolenta ed evasione fiscale hanno fatto scattare la custodia cautelare, evitata in un esilio dorato a Santo Domingo.
Lo scorso novembre la svolta: tre anni di reclusione attraverso il patteggiamento - un anno e otto mesi ai figli Alessandro e Riccardo - che gli eviteranno il carcere grazie all'indulto.
E poi anche la revoca della custodia cautelare, che gli ha permesso di rientrare in Italia. Qui però non può più contare sul suo regno di Torre Alfina. Per lui solo un infortunio, mentre oggi i problemi sono tutti per gli abitanti della zona: senza un proprietario, addio turismo e sviluppo.
Ne è convinto anche il sindaco di Acquapendente, Massimo Bambini.
"Questa - dice - è un storia sofferta e molto complicata. Gaucci qui aveva infatti un vasto patrimonio diviso in lotti, uno intestato alla Siata (Società immobiliare agricola Torre Alfina), andato all'asta un paio di volte.
In tutto sono 18 lotti, tra cui il castello, nell'ultimo periodo gestito dal figlio più piccolo, Riccardo.
C'era in ballo anche un accordo con un ristoratore locale per organizzare serate a tema e banchetti.
Fino al sequestro giudiziario la sera di San Valentino di qualche anno fa."
Una proprietà enorme, tra cui la fortezza,
"della quale l'inventario è stato chiuso da poco. Mi auguro veramente - conclude Bambini - che qualcuno riesca ad acquistarla, perché oggi è chiuso e Torre Alfina così vale la metà. L'avevamo chiesta per qualche iniziativa, ma col sequestro l'autorizzazione non è arrivata. Invece, con un proprietario un minimo illuminato che la metta a disposizione per visite, sarebbe un volano importante.
Per noi, insomma, è vitale."
Da Desiderio a un desiderio, il cerchio si potrebbe chiudere così. Gli interessati al castello possono presentare le offerte alla cancelleria del tribunale di Perugia entro le 12 del 7 ottobre.
Un consiglio: senza squilli di tromba.

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