Bulicame: le rassicurazioni del Comune

Il sindaco Giulio Marini e l'assessore al Termalismo Claudio Taglia offrono rassicurazioni riguardo al "saliscendi" del livello delle acque nelle sorgenti termali del capoluogo. E lo fanno con la presentazione di uno studio realizzato su commissione della Regione Lazio dal Dipartimento di ecologia e sviluppo dell'economia sostenibile dell'Università della Tuscia, di cui è responsabile il professor Vincenzo Piscopo. Uno studio idrogeologico dell'area idrotermale di Viterbo che è durato oltre un anno, ha spiegato il docente, e che è stato caratterizzato da indagini a tutto campo, per arrivare a sviluppare ipotesi di una gestione razionale del patrimonio idrotermale del capoluogo.
Sono stati censiti pozzi e sorgenti non solo di acque termali, calcolata la loro misura di portata, effettuate analisi chimiche, isotopiche, realizzati emungimenti. Attraverso queste analisi è stato evidenziato che lo strato acquifero termale beneficia di una notevole "ricarica" meteorica, che costituisce una importante risorsa. Nello strato più profondo, la portata delle acque è di 150 litri/secondo che, in superficie, considerata anche una naturale dispersione delle acque, diventa di 65 litri/ secondo.
I grafici che sono derivati dalle indagini evidenziano che, negli anni, il flusso dell'acqua termale è costante. Il dato particolare della sorgente del Bulicame che, come concordato dal direttore delle miniere, professor Pagano, mostra un calo, pur mantenendosi costante nei decenni, è dovuto unicamente ad un impatto antropico. Ovvero, nella zona sussiste una concentrazione di emungimenti, ma non c'è crisi riguardo alla portata. Riguardo all'ipotesi di gestione enunciata dal professor Piscopo, che consiste nella riduzione della dispersione delle acque rilevata dall'indagine e in un conseguente recupero e ridistribuzione della portata per ogni sorgente, l'assessore Taglia ha dichiarato come, alla luce, dello studio prodotto, si renda necessario intervenire sulla messa in sicurezza dell'area interessata ma, soprattutto, individuare i metodi per intervenire in modo equilibrato, tutelando e valorizzando il patrimonio termale, ma anche quello agricolo che lo circonda.
Un equilibrio non certo semplice da realizzare, al quale l'amministrazione continua a lavorare, confortata ora anche da queste informazioni rassicuranti sullo stato delle acque termali viterbesi: lo ha dichiarato il sindaco Marini, aggiungendo che, potendo ora contare su dati scientifici, crescerà ulteriormente l'interesse da parte dell'imprenditoria nei confronti del patrimonio termale locale, che merita di essere tutelato e salvaguardato anche alla luce del suo enorme potenziale di sviluppo dell'economia viterbese

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