Dante è tornato al Bullicame

"Ma che c'avrà st'omo pellegrino da lamentasse! Io proprio nun lo capisco... me pare gojo. Sarà du ore che passeggia nervoso e parla, parla, parla, parla... ma da solo. J'avrà dato 'l sole alla testa"
Inizia così l'incontro tra il "vellano vitorbese" (Giovanni Faperdue) e Dante Alighieri (Antonello Ricci), che avverrà domani sera alle 19,20, al Parco del Bullicame nella Prima Festa del sito termale.
Certo, il Divino Poeta non poteva mancare, dato che nel canto XIV della Commedia ne fa una così precisa descrizione, in similitudine con il fiume infernale Flegetonte.
Ed ecco qua Giovanni Faperdue, già autore de Il Tesoro dei viterbesi, proporre con sagacia e divertimento Dante è tornato al Bullicame, farsetta viterbese in due atti.
"Ho creato l'occasione per fare domande a Dante, prendendo le mosse dal suo testo scritto - spiega Faperdue - come, ad esempio, le peccatrici (chi erano, davvero meretrici?).
E poi la città, come vede il poeta la Viterbo di oggi: da una parte la città pulita (quella dei guelfi) e dall'altra la città meno pulita (quella dei ghibellini). Ma è veramente così? Un testo a cui ho lavorato durante le vacanze: puntiglioso, divertente ed espressione della viterbesità che lega tanti ricordi ai luoghi del Bullicame. Come la Pasquetta, quando si viveva il rito del bagno nelle acque sulfuree e dopo si rompeva la Scarsella, il tipico dolce pasquale."
Con questa Prima festa, continua Faperdue "si vuole affermare il diritto inalienabile dei viterbesi ai bagni nelle acque termali. Da giugno l'acqua è tornata nelle vasche del Bullicame, dopo 9 anni di totale assenza. Ora, anche con il lavoro di tre associazioni di volontariato, è un luogo fruibile gratuitamente. "é un grande risultato - conclude Faperdue - : il Bullicame ha un alto valore simbolico e, come Santa Rosa, appartiene alle radici della cultura viterbese".
Antonello Ricci, conosciuto a buon titolo come il Menestrello della Tuscia, è rimasto subito "intrigato" dalla farsetta e dal proprio ruolo di Dante.
"Un testo accattivante, che ha come scena gli stessi luoghi della Commedia, con una patina antica, citazioni, espressioni dialettali e un finale a sorpresa.
Il Bullicame era il mare dei viterbesi - spiega Ricci - e negli anni '60 la domenica era tutto uno spuntare di ombrelloni, sdraio e seggioline.
Le famiglie trascorrevano la giornata di festa a "bordo pozza" con bagno nelle acque sulfuree. All'ora di pranzo, le mamme si impegnavano tra piatti di fettucine, cannoli, paste al forno, arrosti e dolci vari portati direttamente da casa".
Luoghi da sempre frequentati e a diverso titolo.
Ad esempio, se andiamo indietro nel tempo, "qui si maceravano la canapa e il lino e papa Piccolomini, nei Commentari, cita una Viterbo circondata da piante di lino in fiore.
Che, nel '300, era gabellato al pari del lino di Napoli, il più importante in Europa". L'evento ha il patrocinio della Prefettura, Provincia, Camera di commercio e Comune di Viterbo. È attivo un gruppo su Facebook-Quelli che amano le pozze al Bullicame con 1400 adesioni, che insieme ad altri fatti come lo studio sul bacino del Bullicame commissionato dalla Regione alla locale Università della Tuscia, e l'operato dell'assessore comunale Claudio Taglia, sono le sinergie per giungere al traguardo.
La manifestazione, che si svolge domani per l'intera giornata, prevede l'apertura dell'Orto Botanico dalle 10 alle 18; alle 11 gli stand, degustazione di tipicità e intrattenimenti vari; alle 17, l'inaugurazione della Festa con le autorità e poi musica dal vivo, danze brasiliane, poesie dialettali; poi la "Leggenda e la storia del Bullicame" di Giovanni Faperdue.
Alle 19,20 la recitazione della farsetta "Dante è tornato al Bullicame" di e con Faperdue e Ricci.
Alle 20,15 "Il Bullicame come nun ve l'hanno mai raccontato.
Aneddoti, spigolature e bagatelle" di Antonello Ricci. Poi spettacolo di danze brasiliane e grande finale con "le foche" i fuochi d'artificio che coloreranno d'allegria il notturno cielo di fine estate.

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