Dal "Bruco" al "Rapace", dal "Cane" alla "Locomotiva". É un'ingegnosa operazione di "riciclo artistico" quella compiuta da Stefano Rossi, che, adoperando materiali di scarto tra cui bulloni, pezzi di carrozzeria di vecchie auto, parti di motore e altri oggetti quotidiani ormai in disuso, ha realizzato vere e proprie opere. Un lavoro cominciato alcuni anni or sono che ha avuto la sua consacrazione ufficiale nella mostra organizzata a Graffignano in occasione dei festeggiamenti in onore di Maria SSs. Addolorata. Ad allestire la mostra sono stati Emanuele Conversa e Sofia Rossi del liceo artistico di Viterbo. Tra quadri e foto, spiccavano le opere di Stefano Rossi, ben distribuite nel salòne dell'edificio che sovrasta la piazza principale del paese. Sorprendenti il flusso di visitatori e il giudizio della gente a proposito delle opere "assemblate", una vera e propria dimostrazione di genialità.
"Io non mi sono mai occupato di opere d'arte - confessa Stefano Rossi -. Ho cominciato ad avere l'idea di fare queste creazioni quando, nel silenzio del mio garage, ho trovato tanti pezzi inutilizzati di vecchie auto. Mi si è accesa una lampadina nella mente e guardando, ad esempio, vecchie valvole, bulloni, mi sono detto: ma questi sono occhi, zampe, ali di un animale. Ho, così, cominciato a lavorere, fino ad arrivare a queste soluzioni. Ma non pensavo di suscitare tanta curiosità e di ottenere tanti apprezzamenti."
In effetti bisogna dire che alcune opere, ricavate dal riciclo di materiale di scarto, già da tempo fanno bella mostra nei locali del Museo "Piero Taruffi" di Bagnoregio.
"Le avevo fatto così, spontaneamente, durante i giorni di pioggia, quando non è possibile dedicarsi ad altro. Ed ho continuato sempre con lo spirito di chi vuol creare qualcosa di originale senza pensare che si tratti di un'opera d'arte. Direi, piuttosto, che si tratta di una creazione originale. La mostra, invece, mi ha dato l'opportunità di avere un confronto diretto con la gente."
In effetti gran parte di coloro che hanno avuto l'opportunità di visitare la mostra allestita a Graffignano si sono complimentati con Rossi ed oltre agli amici, alla gente comune, anche esperti, docenti d'arte, "addetti ai lavori" hanno manifestato il loro apprezzamento. D'altro canto come non si può apprezzare una persona capace di riutilizzare parafanghi, pedali, pezzi di moto e quant'altro per creare un "Rapace", uno "Zanzarone", un "Gufo", un "Bruco", un "Ragno", un "Cane", una "Locomotiva", un "Pollosauro", un "Airone" o l' "Albero della cuccagna"? Il riciclo di vecchi materiali, peraltro, è simbolo di "riconversione artistica". Il segno che, per l'arte, niente va scartato. Neanche un tubicino, che, nella fantasia creativa di Rossi, diventa l'attributo di un cane.

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