Troppo fosforo nel Lago di Bolsena

"Aumento di fosforo nel lago attribuibile alle carenze del sistema fognario."
L'assessore all'ambiente Angelo Busà lo aveva detto ( "Prima i depuratori, poi il resto"), e l'associazione lago di Bolsena onlus lo certifica, con una lettera inviata il 10 settembre ai Comuni del comprensorio lacustre. Lettera che fa seguito a quella del 24 luglio
"a voi indirizzata per meglio precisare gli interventi urgenti che i Comuni lacustri potrebbero chiedere alla Regione e alla Provincia per la tutela del lago."
Il presidente dell'associazione Piero Bruni chiede ai Comuni - allegando una bozza di richiesta di interventi, che i consigli comunali, potrebbero adottare - di proporre a: Regione, Provincia e Ato 1 di completare sul versante a ponente il collettore circumlacuale in modo da raccogliere i reflui di Grotte, Gradoli e San Lorenzo Nuovo e dei nuovi insediamenti; di aggiornare l'attuale collettore a levante (telecontrollo, sistemi di allarme, prevenzione e registrazione di eventuali fuoriuscite di troppo pieno dalle stazioni di pompaggio, stato delle pompe e dei gruppi elettrogeni, aggiornamento della cartografia, stato della separazione fra fognature stradali e urbane, decantazione ed eventuale trattamento degli scarichi pluviali stradali prima della loro immissione nel lago, tenendo conto che in essa possono essere abusivamente versati liquidi nocivi e che l'immissione di acqua nel lago è utile solo se più pulita di quella in esso contenuta); di redigere uno studio e il conseguente piano operativo che consenta di attivare convenienti incentivi per la volontaria conversione nel bacino da agricoltura intensiva fertilizzata e irrigua in agricoltura estensiva ecocompatibile; di non autorizzare ulteriori prelievi idrici dal lago di Bolsena per ridurre il contenuto di arsenico nella rete idrica; di intavolare trattative con la Regione Umbria per contenere i loro prelievi idrici dal lago; di rivedere le esportazioni di acqua fuori dall'Ato 1; di avviare una ricerca di nuove fonti di captazione idrica, in particolare per approvvigionare Viterbo che sta subendo una forte espansione urbanistica. Inoltre, i Comuni dovrebbero chiedere a Regione, Provincia e Ato 1:
"Che si dispongano urgentemente i necessari finanziamenti per realizzare gli studi e i lavori di quanto sopra specificato."
Nella lettera, l'ingegner Bruni parla di:
"Criticità qualitativa e quantitativa dell'acqua."
Criticità qualitativa. Secondo le analisi scientifiche svolte dall'associazione:
"La maggiore criticità del nostro lago è data dall'aumento di fosforo che giunge dal bacino emerso quale componente dei fertilizzanti agricoli e dei liquami urbani. Monitoraggi mostrano che il lago è al limite della non ecocompatibilità."
Criticità quantitativa.
"Il sistema lago/emissario registra da tempo una grave carenza d'acqua. In più, si sta progettando un consistente aumento dei prelievi per diluire l'eccessiva quantità di arsenico della rete idrica potabile. Inoltre la Regione Umbria sta pianificando prelievi. Comuni, Provincia, Ato 1 e Talete esprimano alla Regione la loro opposizione"

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