Importante cerimonia inaugurale, martedì prossimo alle 12, presso il Museo Nazionale Tarquiniense per la riapertura della cappella e dello studiolo del Cardinal Giovanni Vitelleschi. Il restauro è stato finanziato dal Comune di Tarquinia e dalla Regione Lazio tramite i Fas (Fondi per le Aree Sottoutilizzate), su un progetto promosso dalla Società Tarquiniense d'Arte e Storia che vede quale presidente Giovanni Vasco Palombini, detto progetto è stato accolto con favore sia dalla Soprintendenza Archeologica dell'Etruria Meridionale, sia dalla Soprintendenza ai Beni Storico Artistici ed Etnoantropologici del Lazio. Tarquinia si riappropria così di un'altra importante testimonianza del suo patrimonio artistico.
"L'Amministrazione aggiunge un nuovo significativo tassello all'opera di valorizzazione dei beni architettonici della città - dichiara il sindaco Mauro Mazzola - e dimostra quanto la collaborazione tra le Istituzioni sia necessaria per la loro valorizzazione e per renderli fruibili al pubblico."
La Cappella e lo Studiolo sono decorati da un ciclo di affreschi del Quattrocento riguardanti i temi dell'antico testamento. Riprendendo un'idea del prof. Giuseppe Cultrera, direttore del Museo Nazionale Tarquiniense negli anni Venti del Novecento, nelle due stanze i curatori del restauro hanno collocato alcuni dipinti quattrocenteschi, una collezione di ceramiche da ‘butto' e alcune lapidi rinascimentali.
"Il recupero di questi spazi - dichiara l'assessore alla cultura, Angelo Centini - rappresenta un ulteriore passo in avanti per la costituzione di un itinerario museale urbano, comprendente il Museo Diocesano e Comunale d'Arte Sacra, nel quale sono stati già collocati alcuni dipinti cinquecenteschi di proprietà comunale recentemente restaurati e dove è prevista l'esposizione dell'intera collezione civica, il Museo della Ceramica, recentemente riallestito per opera della Società Tarquiniense d'Arte e Storia e il Museo Civico, previsto al secondo piano di Palazzo Bruschi, che ospiterà anche la biblioteca comunale e che presto sarà restituito alla cittadina completamente restaurato."
Il restauro aggiunge quindi un'altra importante attrattiva al già vasto patrimonio fruibile in città, ma pende sulla cittadina un'altra spada di Damocle: il blocco dei Fondi Por (piano operativo regionale) da parte della Regione Lazio. Sembra però che la giunta Polverini possa fare un passo indietro, dato che a detta revoca si sono opposti sia i consiglieri di minoranza come quelli di maggioranza. I fondi nella zona erano rivolti alla valorizzazione delle aree e siti archeologici di Vulci, Tarquinia, Cerveteri, e Civitavecchia
Anna Maria Vinci
Corriere di Viterbo Sabato 5 Febbraio 2011

0 commenti

Posta un commento

News su Viterbo e Provincia

Offerte di lavoro a Viterbo e Provincia