L'idea di riportare a Tuscania, almeno per un periodo, alcuni dei reperti archeologici più belli ed importanti rinvenuti nel nostro territorio è stata lanciata da diverso tempo da Luigi Salvatori.
"Quando ho presentato questo progetto ho trovato consensi unanimi - afferma Luigi Salvatori - sia da parte degli amministratori come pure da tutte le associazioni culturali. Adesso però a questo positivo riscontro devono seguire i fatti. Basterebbero quattro grandi reperti da esporre nel periodo maggio-ottobre per realizzare un evento di richiamo internazionale. Per rendere possibile questa mostra innanzitutto bisogna contattare la sovrintendenza e le direzioni dei musei che ospitano questi reperti. Abbiamo a Roma presso i Musei Vaticani l'Adone morente un sarcofago bellissimo e di straordinaria importanza archeologica. A Firenze invece potremmo chiedere il temporaneo trasferimento di due pezzi straordinari: il leone di Valvidone e la ‘Lasà una statua rinvenuta nella tomba dei Vipinana. L'ultimo pezzo a cui mi riferisco si trova nel museo nazionale etrusco di Trieste si tratta di un vaso pitturato dove viene raffigurata la rappresentazione degli inferi con Caronte il traghettatore delle anime dannate. Si tratta di una scena mitologica mai raffigurata in nessun altro reperto etrusco. Questi quattro pezzi potrebbero attrarre migliaia di visitatori."
Questa iniziativa potrebbe essere utile anche a rilanciare il Museo Archeologico di Tuscania che in questi ultimi tempi sta attraversando un periodo poco felice. La chiusura delle sale superiori a causa dei problemi di stabilità della copertura che ormai si protrae da lungo tempo arreca un serio danno di immagine al paese perché indebolisce notevolmente l'offerta culturale che al contrario andrebbe sviluppata.
"Ho proposto all'assessore alla cultura Giovanna Perugini - dice Luigi Salvatori - di ristampare il libro che ho redatto in collaborazione con Roberto Quarantotti e prodotto dall'Archeoclub nel quale sono rappresentati tutti i reperti archeologici provenienti da Tuscania e che sono esposti nei vari musei in tutto il mondo. Si tratta di una iniziativa che non ha un costo rilevante, con pochi euro è possibile far conoscere e valorizzare la storia di Tuscania"

Fiorenzo De Stefanis

Corriere di Viterbo Mercoledì 2 Febbraio 2011

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