"alla riduzione delle emissioni di gas ad effetto serra prevista dal Protocollo di Kyoto", nessuno lo mette in dubbio, ma ascoltarle "sventolare" mosse dal vento e, ancor più, "frenare", quando la forza di Eolo sarà troppo marcata (devono mantenere velocità costante), non sarà allo stesso modo musica per le orecchie di chi vive da quelle parti. O magari di chi, in quelle stesse zone, viene da turista, per esempio ad ammirare la meraviglia della "città che muore", Civita di Bagnoregio (150mila visitatori all'anno, fonte il sindaco di Bagnoregio, Francesco Bigiotti). O per trascorrere ore spensierate sul lago di Bolsena, ad un tiro di schioppo da dove le suddette pale muoveranno l'equivalente di 12 ettari di aria, una volta in funzione. Paragonare la ventilata (è proprio il caso di dirlo) installazione di un campo eolico di circa 3 ettari, composto da una ventina di pale, in località Campolungo col proverbiale ingresso di un elefante in una cristalleria, non pare azzardato. La pensano così anche le istituzioni che, insieme alla cittadinanza, hanno dato vita ieri ad una partecipata assemblea pubblica nella sala consiliare del Comune di Bagnoregio, padrone di casa il già citato sindaco Bigiotti. Il quale ha detto a chiare note che lui, quelle pale, è il primo a non volerle, e che disconosce la "bozza di convenzione" che la precedente amministrazione civica, della quale anche lui faceva parte, aveva discusso con l'Enel. Oggi (per l'esattezza lo scorso 16 marzo) è sul tavolo della Regione la richiesta di Valutazione di impatto ambientale (Via) del progetto. Una bozza di convenzione del 2007 e mai formalizzata,
"e che in ogni caso non avrebbe avuto alcun valore", ha precisato il sindaco. Insomma, quel campo eolico a Bagnoregio e dintorni nessuno lo vuole perché ammazzerebbe la vocazione turistica del territorio, creando danni oggettivi al paesaggio (a sostenere che pale da 165 o 150 metri non siano visivamente impattanti francamente ci vuol coraggio), per non parlare dell'inquinamento acustico e della "invasività" scaturita dal piazzare nel tereno 20 piloni dal diametro di 10-12 metri ciascuno, con piattaforme di 80mq di cemento armato ad una profondità di svariati metri. I privati (almeno un centinaio di famiglie residenti) hanno 45 giorni per presentare le proprie "osservazioni" alla Regione; le istituzioni, invece, due mesi. "Ci faremo sentire", ha tuonato ieri il sindaco di Bagnoregio, affinché da sentire, da qui ai prossimi anni, non restino solo le pale che sventolano
Giorgio Palenga
Corriere di Viterbo Sabato 9 Aprile 2011
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