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giovedì, giugno 23, 2011

L’Università della Tuscia dice addio alle facoltà

Nuovo assetto per l'Università della Tuscia: l'ateneo dice addio alle facoltà e dà il benvenuto ai dipartimenti. Questa sostanzialmente la grande novità che l'università del capoluogo include nell'offerta formativa 2011-2012, anticipando così la riforma statutaria prevista dal ministero dell'istruzione. Tutte le funzioni delle attuali facoltà saranno,quindi, trasferite ai dipartimenti che in tutto l'ateneo passeranno da 19 a 7.
"Un cambiamento pioneristico - ha spiegato il rettore Marco Mancini, durante la conferenza di ieri - la nostra università è la prima in tutta la nazione a compiere questo passo. Una vera e propria rivoluzione che s'innesta perfettamente in quel percorso d'innovazione che il nostro giovane ateneo persegue da due anni in seguito a una direttiva ministeriale che chiedeva di rivedere gli organi di governo dell'università: consiglio di amministrazione, senato studentesco e nucleo di valutazione."
Le strutture dell'università della Tuscia si snelliscono e tutti i corsi di laurea,siano essi di primo e secondo livello,si ricollocano quindi all'interno dei dipartimenti. Sette quelli previsti in base all'omogeneità dei progetti di ricerca e alle materie trattate: Istituzioni linguistico - letterarie, comunicazionali e storico-giuridiche dell'Europa; scienze umanistiche, della comunicazione e del turismo; Scienze dei beni culturali; Economia e impresa; Scienze ecologiche e biologiche; dipartimento per l'Innovazione nei sistemi biologici, agroalimentari e forestali e, infine, quello di scienze e tecnologie per l'agricoltura, le foreste, la natura e l'energia. E con le facoltà se ne vanno anche presidi e segreterie: ciascun dipartimento farà capo a un direttore e il personale tecnico - amministrativo di ciascuna delle attuali sedi sarà re distribuito.
"i corsi di laurea - ha precisato Mancini - resteranno i medesimi e, all'interno di ciascun dipartimento, ricerca e didattica saranno attività continue. Un'ulteriore possibilità per la nostra utenza studentesca."
Novità in vista anche per ciò che concerne i servizi on-line che saranno implementati. Gli studenti avranno l'opportunità d'immatricolarsi e iscriversi agli anni successivi direttamente da casa collegandosi al sito www.unitus.it e accedendo "Portale dello studente". Come gli anni passati, inoltre, il 15 settembre l'Università della Tuscia organizzerà una visita guidata dell'ateneo: lo scorso anno sono stati circa 700 i ragazzi che hanno aderito all'iniziativa. Insomma, come ha dichiarato il presidente della Crui: "Rinnovarsi o perire" e l'università viterbese ha sicuramente fatto dell'innovazione un proprio cavallo di battaglia

martedì, marzo 29, 2011

L’Università della Tuscia spalanca le porte all’imprenditoria tedesca

Cultura, economia e divertimento: l'Università della Tuscia spalanca le porte al mondo dell'imprenditoria laziale e tedesca e lo fa in modo del tutto innovativo. Si svolgerà giovedì 31 marzo, presso la facoltà di lingue, la tavola rotonda sul tema
"Imparare il tedesco: una necessità europea."
La manifestazione, ideata per promuovere l'incontro tra i giovani e le istituzioni tedesche, l'imprenditoria e l'università, ha già riscosso l'adesione di circa 140 studenti provenienti dalle scuole di Grosseto, Tarquinia, Bracciano, Bassano Romano, nonché di Viterbo.
"L'obiettivo - spiega il preside, Gaetano Platania - è di presentare alcuni aspetti della cultura tedesca, la specificità della lingua, la possibilità di un aspetto formativo bilaterale e, soprattutto, le prospettive professionali che si aprono a chi conosce il tedesco."
Alla manifestazione prenderanno parte personaggi di spicco del mondo istituzionale tedesco, non da ultimo, Friedrich Dauble, ministro plenipotenziario dell'ambasciata tedesca a Roma.
"Un modo - sottolinea la professoressa Ursula Bavj - per rinsaldare la collaborazione anche con l'università di Dresda con la quale abbiamo già istituto l'accordo di una doppia laurea."
Protagonisti indiscussi della giornata gli studenti, che saranno invitati ad interagire, porre domande e parteciperanno ad un quiz su personaggi luoghi ed eventi della cultura tedesca

giovedì, marzo 12, 2009

Pirandello in scena oggi nella Sala Carmen Maria Radulet

Un incontro dedicato ad una figura mitica del teatro quello di stamattina alle 11 all'Università nella Sala Carmen Maria Radulet (Aula Gradoni) per "Pirandello in scena".
Si confronteranno Paolo Fallai (giornalista del "Corriere della sera" e scrittore), Walter Manfré (regista) e Paolo Bonacelli (attore), interviene Maurizio Giammusso (critico e giornalista, docente universitario).
Mentre il 17 marzo alle 11 all'Auditorium della Facoltà di Lingue, sempre per ricordare Pirandello si potrà assistere alla "mise en espace" del celebre "L'uomo dal fiore in bocca", diretto e interpretato da Alberto di Stasio con la partecipazione di Gloria Pomardi.
Tutto questo nel contesto di un'iniziativa che si svolge a partire di oggi per
"Discipline del teatro e dello spettacolo"
e con il relativo programma del corso universitario in svolgimento, che per l'anno accademico 2008-2009 concentra la propria attenzione su Luigi Pirandello.
L'iniziativa mira a strutturare un discorso approfondito sul grande drammaturgo, fino ad arrivare alle pratiche di nuova drammaturgia contemporanea.
Fino al 14 maggio presso la facoltà di Lingue dell'Università della Tuscia si svolgeranno 10 appuntamenti: spettacoli, incontri, proiezioni che ruoteranno intorno alla figura di Pirandello, alle esperienze sceniche legate ai suoi testi, con uno sguardo alle nuove esperienze.
L'iniziativa rientra in "Sentieri d'ascolto 09" e riguarda il progetto di "Teatro in regione" che l'Associazione teatrale fra i Comuni del Lazio sviluppa per la Regione Lazio.
Gli altri appuntamenti sono per il 26 marzo presso la Sala Carmen Maria Radulet (Aula Gradoni) sul tema "Luigi Pirandello ed Eduardo de Filippo": ne parla Maurizio Giammusso; per il 31 marzo presso la Sala Carmen Maria Radulet "Da Pirandello a oggi: viaggio nella nuova drammaturgia italiana" raccontato da Attilio Scarpellini (critico e giornalista); per il 2 aprile nell'Auditorium della Facoltà di Lingue "Da Pirandello a oggi: esperienze di nuova drammaturgia": lettura concerto Giovanna d'Arco appunti di viaggio, di e con Ilaria Drago.
Il 21 aprile nell'Auditorium della Facoltà di Lingue " Da Pirandello a oggi: esperienze di nuova drammaturgia": performance "Me vojo sarvà", "Nessuno ci guarda", di e con Eleonora Danco.
Seguiranno, quindi, gli appuntamenti dedicati a Pirandello e il cinema con una introduzione che il 23 aprile nella Sala Carmen Maria Radulet farà Maurizio Giammusso.
Quindi il 30 aprile nell'Aula Gradoni la proiezione di "Ma non è una cosa seria", di Mario Camerini; il 7 maggio di "Kaos", di Paolo e Vittorio Taviani e il 14 maggio infine la proiezione di "Enrico Iv" di Marco Bellocchio

mercoledì, novembre 19, 2008

Tuscia in protesta all'Università

Un auditorium con qualche vuoto, docenti che ascoltano seduti in silenzio, annuendo ogni tanto alle parole dei rappresentanti, solo alcuni intervengono decisi, presidi di facoltà in disparte, studenti pensierosi e scoraggiati, a parte quelli del movimento di "Tuscia in protesta" che prendono la parola per spiegare quanto dibattuto durante l'assemblea nazionale alla Sapienza di Roma.
Questo il clima che si è respirato durante l'incontro-confronto tra università e autorità del territorio sul tema
"Significato e ruolo di scuola, università e ricerca per lo sviluppo economico e culturale della Tuscia"
, tenutosi nella mattinata di ieri alla facoltà di Lingue.
A parte un momento di "tensione" fra alcuni studenti e il loro rappresentante in consiglio d'amministrazione, Alessandro Telli, gli animi erano abbastanza spenti, contrariamente a quanto si sperava, considerata "l'aria che tira" in queste settimane negli atenei e piazze di tutta Italia, dove migliaia di studenti si sono mobilitati per opporsi alla legge Gelmini e formulare un piano nazionale di autoriforma universitaria.
Si è discusso, invece, diplomaticamente e tranquillamente, alla Tuscia sul ruolo dell'ateneo nella realtà viterbese.
"L'università deve aver cura del territorio che la ospita - spiega il rappresentante degli studenti di Lingue Marco Vaccari - e deve cooperare con le aziende e gli enti locali, affinché diventi un officina della società, promotrice di cultura ma anche di consapevolezza e responsabilità sociale.
Solo un'università libera e autonoma può svolgere il proprio ruolo all'interno di una società futura abbastanza incerta e priva di opportunità."
Studenti, docenti e personale tecnico amministrativo, fortemente preoccupati per il loro futuro, chiedono quindi un intervento diretto e un impegno attivo delle aziende territoriali nel mondo universitario, convinti di quanto sia fondamentale la partecipazione dell'università nella vita socio-economica e produttiva della cittadinanza.
Il mondo accademico della Tuscia, quindi, è ritenuto un pilastro fondamentale del sistema territoriale viterbese, a livello nazionale ed europeo.
"Nella storia del nostro Ateneo ci sono state scelte politiche importanti e lungimiranti - sostiene deciso il presidente Alessandro Mazzoli, seriamente vicino al problema università - che hanno contribuito ad un cambiamento socio- territoriale.
Sin dagli inizi si è pensato al nostro Ateneo come una realtà libera e pubblica, ma soprattutto scelta in connessione con l'economia locale.
Una realtà che potesse interagire con il patrimonio culturale, ambientale e agricolo della nostra città.
C'è la necessità di guardare all'innovazione e allo sviluppo.
Una radicale trasformazione è già avvenuta nel '90 quando Viterbo ha aperto le porte non solo ai militari ma anche agli studenti di tutta Italia, nonostante ciò, però, non possaimo considerare il capoluogop della Tuscia, ancora, una città universitaria.
C'è bisogno di una maggiore politica di integrazione e cooperazione tra le istituzioni accademiche e i comparti socio-economici del nostro territorio, che ha ancora tanto da offrire al futuro di molti"

martedì, novembre 11, 2008

UniTuscia, aumentano iscrizioni e prof

L'università della Tuscia è virtuosa o no? Questa è una bella domanda. Il "Sole 24 ore" sui dati Cnvsu e Miur, ha tirato un po' le somme sulla situazione degli atenei italiani.
Viterbo non esce con le ossa rotte, ma potrebbe andar meglio. Partiamo dal dolce. Il dato più positivo è sicuramente la crescita delle iscrizioni che è di gran lunga superiore alla media nazionale.
Infatti dal 2000 al 2008, si è registrato un aumento degli iscritti del 46,4%, contro una media nazionale del 10,6% e con diversi atenei dello Stivale che registrano un picco negativo.
Nell'anno accademico che si sta concludendo, gli iscritti sono stati quasi 7mila. Anche per quel che concerne l'importo dei tagli ai fondi degli studenti, previsti per il 2011, tutto sommato la Tuscia galleggia, saranno tagliati 946 euro contro i 1.258 della media nazionale.
Adesso però i nodi vengono al pettine. Numero dei professori ordinari e associati in crescita e quello dei ricercatori in diminuzione. Dal 2000 ad oggi infatti, con l'entrata soprattutto in vigore del cosiddetto "nuovo" ordinamento, i posti dei professori si sono moltiplicati.
Non senza una spiegazione. Prima le lauree erano quadriennali o quinquennali, mentre dal 2001 la formula unica è il 3+2. Che significa? Lo studente dopo che ha terminato il primo livello può scegliere una specialistica biennale, di conseguenza più specialistiche uguale più professori e spesso meno iscritti.
É una questione di numeri. Gli studenti che prima erano concentrati in meno corsi adesso sono "spalmati" in più specialistiche.
Per restare nell'orticello di casa Tuscia, il numero di cattedre ordinarie per il 2008 è di 116 con una crescita dal 2000 ad oggi del 38,1% (la media nazionale è pari a 32,2%).
Anche i prof associati "crescono": sono 115 con una variazione dal 2000 ad oggi del 35,3%. Nell'ateneo il numero degli associati che sperano di accedere al gradino più alto della gerarchia è notevole.
O per lo meno il loro aumento rispetto al 2000. Infatti la variazione nazionale è stata dell'8,8%. Un dato su cui si deve riflettere è sicuramente anche un altro. Il calo dei ricercatori. Una delle fasce più giovani che è sceso dal 2000 ad oggi del 18,5% in controtendenza con la stima nazionale che registra una crscita del 23,2%.
Nell'ateneo della Tuscia ne sono presenti solo 88. Le linee guida della riforma additano proprio la proliferazione dei corsi e delle carriere dei docenti come alcuni dei principali mali dell'università.
Ma la moltiplicazione dei corsi non è partita proprio dal Ministero? Adesso però la corsa degli atenei è agli incentivi, previsti dal decreto legge varato giovedì scorso.
Ma chi sono i meritevoli e chi i "cattivi". Il premio, si legge nell'articolo 2, del decreto sopracitato, è riferito a
"promuovere e sostenere l'incremento qualitativo delle attività delle università statali e di migliorare l'efficacia e l'efficienza nell'utilizzo delle risorse, una quota non inferiore al 7% del fondo di finanziamento ordinario (...) è ripartita sulla base dei risultati dei processi formativi e della attività di ricerca scientifica nonchè dell'effettiva riduzione dei corsi di studio e del ridimensionamento delle sedi didattiche."
Si tratta di fondi pari a 530 milioni di euro. Chissà se una porzione della fetta toccherà alla Tuscia.

giovedì, ottobre 09, 2008

Marco Mancini rettore dell'Università

La corona d'alloro con toga e l'ermellino più prezioso vanno a Marco Mancini. É ufficiale: è lui il nuovo rettore. Il poker è servito. E per sapere della vittoria non si è dovuto nemmeno attendere la fine dello spoglio. Già dopo un'ora il verdetto è arrivato, con il solo scrutinio delle schede dei docenti. Infatti su 309 professori votanti, 198 hanno dato la loro preferenza a Mancini, 82 a Valentini e 10 a Moresi; 19 sono invece le schede considerate nulle.
Le preferenze del personale in una situazione con già il 70% circa a favore ad un candidato non può cambiare le sorti .
E adesso qualche sassolino va tolto.
"Sono molto soddisfatto per il risultato - afferma il magnifico rettore Mancini -. Ha votato il 95% degli aventi diritto e già questo è segno di grande democrazia partecipata e un segnale di crescita del nostro ateneo.
Questa vittoria mi ricompensa di una campagna segnata da qualche amarezza. Tutto si è svolto nella piena leggittimità e questa risposta forte da parte della platea elettorale è un'ulteriore dimostrazione.
Vincere al primo turno con questi numeri mi rende ancora più orgoglioso."
Il segreto del successo?
"Ha vinto la mia credibilità e il contenuto del mio programma."
Prima azione da rettore per il triennio 2008-2011?
"Una consulta per le riforme di ateneo e i provvedimenti per i dipartimenti."
Durante le ultime fasi di voto, tanti sono i professori presenti per saper che aria tira e cercare di carpire in anticipo il "finale di partita".
La maggior parte della curiosa platea è composta dai manciniani ma non mancano i valentiani, un po' assenti i moresiani.
Alle 18 meno un minuto le porte dell'aula magna si chiudono e i giochi sono fatti. Ma le porte sono di vetro è la folla non si muove e guarda. Qualcuno azzarda un commento, ma nessuno svela la preferenza espressa. Il voto è sacro e segreto. Un dato è certo e confortante per l'ateneo. L'affluenza è stata alta, ben oltre le previsioni. Gli assenti sono solo una ventina di docenti e una quindicina del personale tecnico-amministrativo.
"Come rappresentante sindacale del personale tecnico amministrativo - afferma Luigi Boroli, segretario provinciale della Cisl università - mi reputo soddisfatto per la grande partecipazione dei lavoratori.
Queste elezioni sono state molto sentite ed è un segno di grande democrazia il fatto che nella Tuscia possa votare anche il personale tecnico amministrtivo.
Il voto rappresenta per noi una conquista."
Nei corridoi del rettorato c'è un gran movimento anche di alunni che aspettano di fare gli esami.
"Mi auguro - puntualizza prima dell'esito finale la professoressa Barbara Turchetta - che il nuovo rettore possa portare avanti una politica di sviluppo dell'ateneo, soprattuto attraverso un'apertura verso il territorio, una politica comunque già avviata in questi anni."
Con sorriso e libro sotto braccio prende la parola anche la professoressa Ursula Bavaj:
"Quello che spero è che il nuovo rettore faccia qualcosa per salvare l'università dai tagli che le stanno piombando."
"Il rettore Marco Mancini - conclude il professore Valerio Viviani - ha fatto finora un buon lavoro e sono sicuro che continuerà a portarlo avanti, migliorando i servizi e le offerte del nostro ateneo".