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mercoledì, novembre 12, 2008

Il Polonord a Viterbo

I lavori della megastruttura adesso sono arrivati ai soli tre piani sottostanti ma per l'estate sarà completa
Il Polonord, la città nella città, sta diventando realtà.
"Il primo centro polifunzionale di aggregazione urbana"
, così lo definisce il suo ideatore. Non chiamatelo assolutamente centro commerciale. Significherebbe usare un eufemismo. Si trova di tutto e soprattutto di più. Per viaggiare all'interno della megastruttura di dieci piani che copre una superficie di oltre 60 mila metri quadri, basta ascoltare le parole del padre del Polonord, Piero Ferri:
"Ho sognato un luogo dove poter incontrare o fare nuove amicizie ogni giorno, potersi divertire in palestra, nelle piscine coperte o in quella scoperta su una terrazza alta 20m o nei campi di squash, poter andare al cinema e magari scegliere tra migliaia di film nell'ora desiderata, bere o mangiare con frugalità o raffinatezza, affrontare e discutere in piazza problemi vecchi e nuovi, collegarsi ad internet gratuitamente, avere a disposizione 60 negozi carichi di ogni genere di prodotti per soddisfare ogni mio desiderio."
Ma il sogno di Ferri si sta facendo tangibile e la struttura è già ben visibile dalla strada Tuscanese.
Ma questa città che ruota attorno ad una piazza centrale, riparata da una copertura geodetica in vetro, in realtà non offre solo svaghi.
"Studi medici - continua -, notai, consulenti, assicuratori, architetti, parrucchieri, banche, farmacia, ufficio postale, sale conferenze, salette per musicisti chiassosi, parcheggi coperti e scoperti.
Ed ancora un'area verde dove far gattonare i bambini e una sala piena di giochi dove farli scatenare e divertire, un asilo nido a pochi metri dal mio luogo di lavoro, un grande residence con servizio alberghiero, un grande albergo dove poter ospitare amici venuti da lontano, una pista per correre dove le auto non possono arrivare, ossia due dita sopra il cielo, un luogo che possa vivere giorno e notte, dove poter assistere a sfilate presentazioni di nuovi prodotti, esibizione di complessi, mostre e chissà quant'altro."
Ma non finisce qui. La megastruttura è già arrivata al piano 0. Significa che per giugno la parte strutturale sarà terminata. Per l'apertura si dovrà attendere un altro po'. Ma già il grosso è fatto. Tra le curiosità offerte vi sono le salette in cui affittare un film o vedere una partita con gli amici su uno schermo cinematografico.
O semplicemente dove cenare in un'atmosfera raccolta con la propria fidanzata. Magari perché no, per chiederle di diventare la compagnia della vita, come avviene in una nota pubblicità.
Ed ancora la pozza da sub profonda 8 metri, forse un poligono e annunci che all'improvviso scattano sui maxischermi per uno sconto in una delle numerose attività del centro.
Magari la signora "Tizia" mentre passeggia per il centro può improvvisamente scoprire che c'è il 30% di sconto su una messa in piega.
E considerato che dopo un'ora ha appuntamento dal dentista, una aggiustatina ai capelli non le farebbe male.
Questo e molto ancora può succedere al Polonord. In un'atmosfera tutt'altro che gelida

giovedì, ottobre 23, 2008

Interminabile ponte del Diavolo

Adesso oltre al ponte sono "indiavolati" anche i residenti di Castel d'Asso che hanno deciso di mandare un esposto alla Procura della Repubblica e alla Corte dei conti, per conoscenza.
Un passo alla volta. Nel marzo scorso a causa di una forte tempesta, con conseguente straripamento del fiume Urcionio, è crollato l'attraversamento che univa Viterbo alla cittadina di Castel d'Asso: il noto ponte del Diavolo.
Quel semplice fazzoletto di cemento sgretolandosi ha portato con sé una valanga di disagi senza fine.
Soprattutto per chi, dovendo raggiungere le proprie case e i propri terreni agricoli, si è trovato costretto a giri infiniti per strade anguste e piene di curve non sicure.
Adesso alcuni cittadini, dopo mesi trascorsi nell'attesa, hanno deciso di percorrere delle nuove vie: questa volta legali.
Pochi mesi dopo il crollo, il Comune si era rivolto alla Regione per avere dei fondi, poi concessi, per risanare la voragine.
I lavori sono iniziati come previsto durante l'estate. Ma adesso i cittadini vogliono sapere quando si concluderanno.
"a Castel d'Asso i residenti - dichiara l'avvocato Antonio Iezzi - sono esasperati e se non avremo risposte immediate e tangibili, presenteremo a giorni un esposto alla Procura della Repubblica e alla Corte dei Conti per conoscenza."
L'avvocato sottolinea che sono numerosi i problemi cagionati da questa interruzione ormai tale da circa sette mesi.
In più la strada che viene percorsa in sostituzione di quella del Diavolo è pericolosa soprattutto se attraversata da mezzi pesanti.
"Primo poi secondo me - aggiunge - ci scapperà l'incidente. Mi sono rivolto ad un tecnico per farmi spiegare se realmente erano necessari dei tempi così lunghi e mi ha risposto che per rifare quel pezzettino era sufficiente non più di un mese.
Io non capisco perché stanno creando una struttura tanto complessa per una piccola porzione. Hanno ingabbiato un perimetro di fiume molto più grande del necessario.Trovo incomprensibile creare certo un ponte faraonico, per pochi metri.
A questo punto credo che la prima soluzione proposta, ovvero quella di costruire un ponte militare, era la migliore."
Ci sono alcuni interrogativi che l'avvocato vuole fare presente.
"Ho più volte interpellato - conclude - l'impresa che gestisce i lavori di ricostruzione del ponte, sia telefonicamente che attraverso dei fax.
Ma mai nessuno si è degnato di rispondere. Come cittadini abbiamo il diritto di sapere quanto è costato questo ponte e quanto tempo ci vorrà ancora per terminare questa opera d'arte."
Se si passa davanti al cantiere è affisso un cartello con gli "estremi" dell'opera e già qualche risposta agli interrogativi la si può desumere.
Si legge:
"Regione lazio... Lavori di somma urgenza di sistemazione idraulica del fosso Urcionio in prossimità dell'attraversamento della strada del Diavolo."
Alcune voci illustrano:
"Importo di contratto: 185.759,94 euro. Dirigente del lavoro: Antonio Sansoni. Impresa appaltatrice: Fabbrica imprese di costruzioni s.r.l. Bagnoregio. Direttore tecnico: Nicola Panunzi. Inizio lavori: 19/06/08."
Manca però l'indicazione del termine dei lavori. Forse come narra la leggenda, a proposito dei ponti con questo nome, il crollo è stato veramente opera del diavolo e quel che ci vuole è una bella benedizione.