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giovedì, dicembre 08, 2011

Cala la qualità della vita in Provincia di Viterbo

[]. Meno cinque: a tanto ammontano le posizioni che Viterbo perde nell'indagine annuale del Sole24Ore riguardante la qualità della vita. Sei i parametri che vanno a comporre il punteggio assegnato ai centri sotto osservazione, a loro volta ripartiti in altri 36 fattori: tenore di vita, affari e lavoro, servizi-ambiente-territorio, ordine pubblico e tempo libero. Una bocciatura sonora quella ricevuta dalla provincia di Viterbo che si attesta solo al settantunesimo posto su un totale di 107 province prese in esame. Bolzano, reduce dal gradino più alto del podio dello scorso anno, viene spodestata da Bologna. Fanalino di coda dell'intera nazione,invece, per Foggia già reduce dalla penultima posizione dello scorso anno. E se in generale Viterbo scivola nella seconda metà della classifica, nel particolare di ciascuna area presa in esame la situazione non è rosea.

Nella graduatoria della ricchezza prodotta il capoluogo viterbese si colloca solo alla 75esima posizione con un pil pro capite pari a 23.609 euro. Altra maglia nera arriva nell'importo medio degli assegni per chi è "a riposo": ultimo in tutto il Lazio, il capoluogo della Tuscia scende alla 77esima posizione con soli 621,31 euro medi mensili di pensione. Non va meglio il trend dei risparmi: le famiglie viterbesi non riescono a dedicare a questo capitolo più dell'1,149%. Percentuale comprensibile considerando che la spesa pro-capite per i consumi privati ammonta a 1.112 euro mensili. La provincia riesce però a reggere bene all'onda d'urto dei rincari sul fronte abitazione.

Viterbo si guadagna la 29esima posizione con 1.700 euro al metro quadro: una cifra ben distante dai faraonici 5.150 euro al metro quadro che fanno capitolare Roma in fondo alla classifica. Altro record negativo però in termini di "posti rosa": solo il 28,16% delle donne viterbesi ha un'occupazione. In affanno cronico anche il mercato del lavoro per i ragazzi di età compresa tra i 25 e i 34 anni: solo il 62% di questi giovani lavora (contro l'85% di Lecco che guida la classifica). Ennesimo cartellino rosso in in termini di sanità: il tasso di emigrazione ospedaliera nel Viterbese è del 19,18% (centesima posizione). A determinare la stroncatura della qualità della vita nella città dei Papi concorre poi la questione dell'ordine pubblico.Prendendo in esame i casi ogni 100 mila abitanti, il quadro che ne esce è angosciante: 213 furti in casa, 82 tra scippi, rapine e borseggi, 67 furti d'auto e 186 truffe informatiche. Insomma, stando ai dati dell'indagine, la qualità della vita nel Viterbese è in caduta libera

Elisa Conti

Corriere di Viterbo Martedì 6 Dicembre 2011

martedì, dicembre 06, 2011

Le cabine telefoniche diventano multimediali

Prima città italiana, Viterbo, a sperimentare le nuove cabine telefoniche multimediali, grazie a una sinergia tra l'Amministrazione comunale e la Telecom che, ai primi dell'anno, già dovrebbe permettere di realizzare un nuovo modello apripista. Poi, dovrebbero seguire a una a una tutte le altre, con una metamorfosi che, in breve tempo, dovrebbe consentire a Viterbo di avere, nelle cabine telefoniche, un abbellimento: delle strutture dalla valenza, anche estetica, accentuata. Non è un mistero per nessuno che, nell'era del cellulare, le vecchie cabine telefoniche, con i loro gettoni, i loro tasti, le cornette e quant'altro, sono qualcosa di desueto: in fondo, già oggetti d'antiquariato. In compenso, le nuove tecnologie incalzano: e se, negli aeroporti - ma anche a piazza del Comune - c'è wi-fi, diffonderne l'installazione nelle cabine, in modo tale da consentire, a chiunque abbia un cellulare di ultima generazione, di collegarsi a Internet, sembra essere, più che un'opzione, uno scenario obbligato. Tra Palazzo dei Priori e la Telecom, sarebbero già stati avviati - il condizionale, in questo caso, è d'obbligo, stante la mancanza di riscontri ufficiali e di conferme - contatti proficui, con un obiettivo già ben delineato e, soprattutto, perseguibile in tempi brevi. Quali le funzioni delle cabine multimediali? Per loro natura, e il nome stesso lo dice, si tratta di strutture che, potenzialmente, potrebbero essere contenitori di un'assai vasta molteplicità di funzioni. Soprattutto perchè, in ambito tecnologico, ciò che è potente non dev'essere, di necessità, ingombrante.

In ogni caso, le cabine saranno dotate d'un nuovo look. Verrà rifatta la visuale. Ci saranno, per esempio, grandi schermi, con proiezione continua delle bellezze di Viterbo. Verranno, appunto, dotate di wi-fi. Inoltre - e, questo, incide sensibilmente in materia di sicurezza - si arriverà a installarvi dei sistemi di videosorveglianza. Cabine da "grande fratello"? Piuttosto, dei punti ad alta incidenza tecnologica, dei veri e propri snodi della vita moderna, in grado di offrire alla cittadinanza un punto di riferimento esterno che, quanto a possibilità tecnologiche, non abbia nulla da invidiare a certi muniti, e fornitissimi, interni domestici. Comunicazione in tempo reale, dunque, grazie a quello che, girando, si trova all'angolo della strada. Non più cabine semiabbandonate, in angoli in ombra, ma qualcosa di vivo, di vitale e di pulsante. Ormai, il dato è tratto. E Viterbo, a quanto se ne sa, in questo grande progetto, è in pole position. Il lavoro, dietro le quinte del palazzo, sembra essere intenso. Cambiano gli scenari urbani, se essere a misura d'uomo significa anche, sempre più, essere a misuira di tecnologia

Corriere di Viterbo Lunedì 5 Dicembre 2011

sabato, novembre 19, 2011

La Cassia sbatte contro il nocciolo

Progetto Le associazioni favorevoli a un secondo tracciato
"Non siamo contro la realizzazione del progetto, ma non possiamo accettare che la tipicità e la produzione tipica di un territorio venga spazzata via dall'asfalto."
Queste le parole di Enea Baldi, presidente del comitato Cassia-Capranica.
"Il raddoppio della Cassia è necessario e soprattutto importante per garantire uno sviluppo economico futuro, ma il piano varato dalla Regione Lazio raderà al suolo 400 noccioleto, esproprierà terreni pagandoli circa 20 mila euro all'ettaro dimenticando che il prezzo di mercato si aggira intorno agli 80 mila euro."
Il tracciato ideato dalla Pisana, secondo il presidente del comitato non tiene conto delle esigenze di viabilità ne tantomeno delle ricadute occupazionali garantite dalla produzione di noccioleti.
"É come se in Toscana decidessero di ricoprire d'asfalto i terreni a Montalcino - precisa Baldi -. Inoltre, non possiamo accettare che le istituzioni prendano decisioni senza consultare le parti chiamate in causa. Non si può espropriare senza sapere che quei terreni hanno un valore economico e occupazionale."
La proposta allora è quella di:
"Seguire un altro progetto, quello approvato nel 2009 nel consiglio comunale di Capranica - prosegue Baldi -. Un piano che pur nella sua complessità, accorcerebbe di due chilometri il tracciato. Non attraverserebbe i binari della ferrovia, costerebbe meno e non avrebbe lo stesso impatto distruttivo sulla produzione. Adesso valuteremo la consistenza di eventuali espropri e gli aspetti legali ad essi connessi. Il nostro paletto adesso è quello del 6 dicembre, data entro la quale dovremo essere presentare le osservazioni in Regione."
Lunedì la riunione a Sutri tra le associazioni. Intanto, però il presidente della commissione lavori pubblici regionale Nando Gigli minimizza sulle polemiche affermando che:
"Non mi sembra che i sindaci interessati al progetto del raddoppio della Cassia abbiano assunto posizioni rigide e di contestazione."
Secondo il consigliere regionale:
"Alcuni primi cittadini a onor del vero, non hanno mai contestato il tracciato presentato dall'assessore alle infrastrutture Malcotti e illustrato dai progettisti e dai tecnici. Semmai i sindaci hanno avanzato alcune riserve che si sono impegnati a definire e chiarire alla prossima conferenza dei servizi. C'è stata anche la riproposizione da parte di un sindaco di una parziale e limitata variante al tracciato, la cui fattibilità i progettisti si sono riservati di verificare e valutare. Colgo l'occasione per invitare tutti ad evitare su un'opera decisamente strategica per la Tuscia, la proposta di soluzioni esasperatamente localistiche. Scongiurare il rischio di creare pretesti e motivazioni che potrebbero determinare un ulteriore rinvio dell'approvazione definitiva del progetto"

venerdì, marzo 25, 2011

Più fondi per l’emergenza kiwi

"La Commissione e l'amministrazione regionale tutta seguono da vicino l'emergenza kiwi."
È' quanto dichiarato da Francesco Battistoni, presidente commissione agricoltura della regione Lazio, durante l''audizione odierna sulla batteriosi del kiwi. Grande la partecipazione. Tra i presenti vi erano esponenti delle organizzazioni agricole, delle centrali cooperative, degli enti locali, della ricerca e dei produttori.
"In Consiglio - prosegue Battistoni - in pieno spirito di collaborazione, abbiamo approvato la legge sulle fitopatie, che non va considerato come punto di arrivo ma di partenza. Il nostro impegno, ora, va nella direzione di incrementare i fondi a sostegno di tale legge, di riattivare l'unità di crisi sulla batteriosi del kiwi e di pensare ad un coordinamento delle ricerche scientifiche in corso, tanto per il contenimento della malattia, quanto per l'individuazione di piante resistenti al batterio."
Battistoni ha concluso l'audizione con l'impegno di portare a conoscenza della presidente Polverini la richiesta di avere un incontro diretto con i produttori di fronte a questa grave emergenza
Corriere di Viterbo Giovedì 24 Marzo 2011

venerdì, marzo 04, 2011

Quel Fotovoltaico che fa ombra …

Duemila ettari di pannelli fotovoltaici rischiano di coprire i terreni agricoli della Tuscia. Un pericolo che potrebbe essere limitato dal "Decreto Romani" che ieri è stato votato dal consiglio dei ministri, dopo giorni di aspre polemiche. Il punto sostanziale del decreto prevede la riduzione degli incentivi del 22 per cento a partire dal mese di giugno. Inoltre sui terreni agricoli sarà possibile produrre al massimo 1 Mw di energia fotovoltaica e utilizzare per gli impianti di produzione non più del 10% del terreno coltivabile. Limitazioni consistenti che le associazioni ambientaliste, il centrosinistra e alcune associazioni di categoria hanno accolto con estrema criticità.
"a rimetterci, è l'intera filiera delle energie rinnovabili: un sistema di piccole imprese che, negli ultimi anni, ha prodotto ricchezza e posti di lavoro"
, dichiara la presidente della Cna, Luigia Melaragni.
"Il taglio retroattivo dei certificati verdi per l'eolico, le forti limitazioni per il fotovoltaico in agricoltura, la riduzione degli incentivi oltre all'incertezza normativa per i futuri investimenti sono alcune delle criticità emerse che fermano un mercato in forte crescita"
, commenta invece l'associazione degli Ecologisti democratici della Tuscia. Ovviamente il fotovoltaico è una importante risorsa per il paese ed una forma di produzione energetica da fonti rinnovabili, compatibile con l'ecosistema. Ma non è detto che tutto ciò che viene definito "eco" poi alla fine sia buono per il territorio. La provincia di Viterbo è terra le prime nelle graduatorie italiane ed europee per la produzione di energia da impianti fotovoltaici. A Montalto di Castro è stato attivato dall'Enel il più grande impianto fotovoltaico d'Europa.
"Ad oggi - dice l'assessore provinciale all'ambiente, Paolo Equitani -, tra impianti realizzati e richieste inoltrate alla provincia 2mila ettari di territorio saranno coperti da pannelli. l'80% di queste aree sono zone agricole. Credo che la Tuscia abbia fornito il suo importante apporto per la produzione energetica da fonti rinnovabili. Continuare in questo modo significa deturpare il territorio. Per questo accolgo con soddisfazione la decisione del consiglio dei ministri che non va ad intaccare quelle che sono le prospettive europee, ma limita il proliferare dannoso e la speculazione sulla realizzazione degli impianti fotovoltaici."
Anche lo stesso sindaco di Viterbo, Giulio Marini, alla vigilia dell'approvazione del decreto aveva evidenziato come:
"La provincia si abbondantemente martoriata dal proliferare di impianti fotovoltaici, per questo sono favorevole alle limitazioni che verranno imposte dal nuovo decreto elaborato dal ministro per lo sviluppo economico, Paolo Romani."

Intanto sul problema del fotovoltaico cresce l'attenzione anche delle organizzazioni sindacali che per la prossima settimana, probabilmente martedì, stanno organizzando un'assemblea pubblica per affrontare l'argomento degli impianti fotovoltaici. Ora si attende che la stessa Regione Lazio preveda delle limitazioni

Gabriele Anselmi
Corriere di Viterbo Venerdì 4 Marzo 2011

lunedì, febbraio 14, 2011

Allarme “fondi” per gli allevatori

Un accorato appello di sostegno "finanziario" quello che arriva dall'Associazione regionale allevatori del Lazio.
"Abbiamo appreso con stupore e grande preoccupazione la notizia secondo la quale nel 2011 il Sistema delle Associazioni Allevatori dovrebbe essere escluso dal finanziamento pubblico - scrivono in una nota -. Forse non è superfluo ricordare che nel Paese il Lazio è la quinta regione per produzione di latte bovino. Il Lazio produce eccellenze alimentari riconosciute con il marchio Dop e apprezzate ovunque: Pur essendo tra le Regioni che hanno mostrato maggiore sensibilità al problema - concludono gli allevatori della regione -, chiediamo all'assessore all'agricoltura Birindelli e al Presidente della commissione agricoltura Battistoni l'urgente apertura di un tavolo per il monitoraggio della situazione e per far giungere a chi di dovere lo sconcerto e la preoccupazione del mondo zootecnico e delle Istituzioni regionali e locali"
Corriere di Viterbo Lunedì 14 Febbraio 2011

giovedì, febbraio 03, 2011

Un piano di rilancio per Vetralla

"Un impegno concreto per una nuova idea di Vetralla"
: il Circolo vetrallese di Futuro e Libertà si organizza per le comunali. Si è svolto domenica scorsa, presso la sede provinciale di Futuro e Libertà di Viterbo, un convegno politico-organizzativo in vista delle elezioni amministrative di primavera. I lavori, presieduti dal coordinatore provinciale di Futuro e Libertà, Claudio Taglia,alla presenza degli on. Potito Salatto e Paola Guerci, si sono sviluppati attorno alle problematiche delle cittadine della provincia di Viterbo che saranno interessate dalla prossime consultazioni elettorali. Ed è stato proprio il rappresentante degli amministratori vetrallesi di Futuro e Libertà, Francesco Biancucci, ad aprire il convegno con una relazione che, tenendo conto della situazione regionale e nazionale, ha messo a fuoco le principali priorità da inserire nel programma di sviluppo per Vetralla. Biancucci ha sottolineato
"la necessità di pensare un piano di rilancio per il nostro territorio che coinvolga tutte le realtà produttive (del commercio, dell'artigianato, della piccola industria, dell'agricoltura) e che finalmente punti alla valorizzazione del ricco patrimonio storico, culturale, archeologico di cui Vetralla è straordinariamente ricca. Un'idea nuova di Vetralla e della politica per Vetralla che consenta di riattivare tutte le energie produttive, culturali, di associazionismo, di iniziativa, pubblica e privata, che permetta di immaginare e costruire insieme un volto nuovo per la città e per il suo territorio."
"Si tratta, insomma, - ha aggiunto Roberto Santoni, responsabile del Circolo - di abbandonare una politica di corto (a volte cortissimo) respiro per progettare, in rete con le altre istituzioni provinciali e regionali, la riattivazione dei servizi di base per i cittadini e un rilancio del tessuto economico-produttivo che ridisegni il futuro della città. In questo senso il locale Circolo di Futuro e Libertà sta già lavorando per gettare le basi di un programma di sviluppo concreto, aperto a tutti coloro che vogliono collaborare portando il proprio contributo di idee e di esperienze, per una politica che diventi realmente al servizio di tutti i cittadini"

Diana Ghaleb

Corriere di Viterbo Mercoledì 2 Febbraio 2011

domenica, gennaio 30, 2011

Agricoltura motore dell’economia

"L'agricoltura è una risorsa che deve tornare ad essere protagonista nell'economia del Lazio. Lo ritengo fondamentale e lo dobbiamo fare insieme."
Con questo impegno la presidente della Regione Lazio, Renata Polverini, scalda la platea degli oltre ottocento rappresentanti di Coldiretti che ieri hanno preso parte al vertice laziale organizzato a Viterbo.
"Per me fare politica non significa gestire il potere, ma fare delle scelte e assumersene le responsabilità - dice la Polverini -. Per questo gli elettori hanno scelto di votarmi e questo è il mandato che voglio portare a termine. Siamo la Regione più indebitata d'Italia, ma ciò non mi preoccupa e lo abbiamo dimostrato con i fatti, facendo in pochi mesi quello che chi ci ha preceduto non è riuscito a fare in cinque anni. Stiamo risolvendo il problema della sanità, abbiamo stabilizzato il bilancio, il nostro "
patto di stabilità regionalizzato
" è stato un esempio per tutte le altre regione. Con questo spirito abbiamo affrontato anche gli impegni che il mondo dell'agricoltura ci chiamava ad assumere. Siamo stata la prima regione in Italia ha trovare l'accordo sulle quote latte. Un passo storico. Su questo binario dobbiamo muoverci. Lo dobbiamo fare di concerto con le associazioni di categoria come la Coldiretti - ha concluso la Polverini -. Confrontandoci quotidianamente è lavorando per il bene della nostra Regione."
Parole che hanno messo di fronte a risposte concrete i rappresentanti di Coldiretti.
"Ci teniamo a promuovere una strategia identitaria – ha spiegato il presidente della Coldiretti di Viterbo, Leonardo Michelini - con il quale si voglia offrire una cultura legata al territorio e, conseguentemente, allo stesso consumatore. La Coldiretti ha per prima sostenuto questa politica, in un periodo fuori da ogni sospetto; probabilmente all'inizio non ci aspettavamo quel valore economico che poi si è andato a creare. Noi abbiamo il dovere di spingere avanti questo progetto attraverso tutti i segmenti della filiera, di concerto con la regione e con tutti gli operatori del settore."
"L'assessore Birindelli e la presidente Polverini - mettono in risalto di dirigenti della Coldiretti Lazio -, hanno risposto, molto concretamente, alle richieste del sindacato agricolo. É questo il risultato che la nostra organizzazione agricola porta a casa dopo un anno di trattative, scontri, incontri e che ha trovato il suo punto di concertazione nell'assemblea odierna. Un goal importante - concludono i dirigenti Aldo Mattia e Massimo Gargano - perché, di fatto, così come ha evidenziato la Polverini, è il frutto di una valida rappresentanza che ha contribuito a restituire la giusta collocazione al comparto"

Gabriele Anselmi

Corriere di Viterbo Martedì 25 Gennaio 2011

domenica, gennaio 23, 2011

Cna con il progetto Bottega scuola per il recupero dei mestieri d’arte

"Dall'artigianato artistico la nostra economia può ricevere un forte impulso di modernizzazione. Investire in questo settore significa compiere una scelta a favore di una crescita che abbia come segno distintivo la qualità."
Queste le parole del presidente provinciale della Cna (Confederazione nazionale dell'artigianato e della piccola e media impresa) Angelo Pieri, durante la conferenza stampa di ieri mattina. Impegnata da tempo a sostegno dell'artigianato artistico, la Cna ha, infatti, presentato un piano annuale d'iniziative volte a dare continuità a tutte quelle professioni che rischierebbero altresì di cadere nel dimenticatoio. Cavallo di battaglia del piano presentato dalla confederazione
"Tradizionalmente. Mestieri d'arte, valore per il futuro."
Il progetto, elaborato dal sistema Cna e presentato alla Regione in occasione del bando del 2009, offrirà a dodici giovani, disoccupati o inoccupati, l'opportunità di partecipare a un percorso formativo che alternerà lezioni teoriche e pratiche. Sono, infatti, previste 100 ore di formazione in aula e ben 880 ore di tirocinio in sette botteghe artigiane operanti in settori che esprimono livelli eccellenza nella Tuscia: il restauro, la costruzione di strumenti musicali, il ricamo, la lavorazione dei metalli preziosi e della ceramica e, infine, la fotografia. I giovani interessati all'iniziativa dovranno presentare le richieste di partecipazione a Cna sostenibile entro il prossimo 10 febbraio.
"Siamo orgogliosi di dare il via a una delle prime esperienze di bottega - scuola nel Lazio - ha commentato Luigia Melaragni, segretaria provinciale dell'associazione - ci proponiamo di raggiungere precisi obiettivi, non da ultimo, contribuire a determinare una netta inversione di tendenza rispetto all'idea prevalente che questi mestieri siano poco allettanti e di basso contenuto professionale. Intendiamo, infatti , offrire stimoli all'innovazione e allo sviluppo di produzioni di alta qualità nell'ottica del binomio artigianato d'arte - turismo."
Affinché si dia reale efficacia agli interventi del programma regionale per la valorizzazione dell'artigianato artistico e tradizionale del Lazio, la Cna ha ottenuto, lunedì scorso, una riunione per illustrare agli artigiani il bando della Regione per la selezione delle aziende che fruiranno dei servizi previsti.
"In questo settore - hanno sottolineato il presidente Pieri e la segretaria Melaragni - c'è la testimonianza quotidiana di persone che faticano, mettono la loro intelligenza e la loro energia creativa a disposizione della comunità. Tutto questo per crescere insieme. Alle istituzioni spetta, quindi, il compito di adottare le politiche giuste per la conservazione del patrimonio culturale, per la valorizzazione della qualità e per la manutenzione del territorio. Compiti che implicano, in primis, il recupero dei centri storici, sedi privilegiate di produzioni ad alto valore aggiunto dell'artigianato artistico, in modo che questo settore possa manifestare appieno anche le sue potenzialità di attrattore turistico."

In casa Cna il propulsore è la giusta valorizzazione del passato

Elisa Conti

Corriere di Viterbo Sabato 22 Gennaio 2011

martedì, gennaio 11, 2011

L’olio della Tuscia rilancia l’agricoltura

Promuovere in modo adeguato i prodotti della Tuscia: questa il passo vincente per completare il percorso dei progetti di filiera. É stata un'analisi estremamente approfondita quella che ieri hanno fornito sul Pif per l'olio della Tuscia il protagonisti della realizzazione del progetto, vale a dire: Bruna Rossetti, presidente Confcooperative, Petronio Coretti, presidente Cia, Francesco Battistoni presidente della commissione regionale dell'agricoltura, Angela Birindelli, assessore regionale all'agricoltura e i presidenti della cooperativi degli olivicoltori di Vetralla e della cooperativa degli olivicoltori di Blera.
"Si tratta di un progetto di oltre 2,3 miliardi di euro di cui 1,2 miliardi di euro di spesa pubblica che ricade su 54 aziende del territorio della provincia - ha detto Bruna Rossetti -. Confcooperative e Cia, in previsione della pubblicazione di questa opportunità, già dai primi mesi del 2008, singolarmente avevano animato il territorio, sensibilizzando cooperative e imprese. A giugno 2008, tra le 24 manifestazioni di interesse pervenute all'assessorato all' agricoltura della Regione Lazio sono presenti sia quella promossa da Confcooperative, che quella promossa da Cia. Inizia qui l'opera di tessitura della rete di condivisione e di interesse comune in favore del territorio e delle aziende interessate che vede le due associazioni muoversi all'unisono."
Allo stesso modo Coretti ha detto:
"Siamo convinti che da questa alleanza possano nascere nuovi progetti e nuovi sistemi di valorizzazione e promozione per altri prodotti della Tuscia. Penso al vino e ai prodotti cerealicoli."
Soddisfatti dell'impegno amministrativo gli stessi presidenti delle cooperative di Blera e Vetralla, che non hanno mancato di rimarcare come sia necessario, a questo punto guardare alla promozione dei prodotti.
"Dalla stagione degli annunci siamo passati alla politica dei fatti - ha detto Battistoni - Fin da subito ho capito quanto il settore agricolo avesse bisogno di un cambio di marcia. Mi sono adoperato per la semplificazione amministrativa, per aumentare la capacità di spesa del Psr e accelerarne le pratiche. Oggi con l'autorizzazione al finanziamento della Pif un altro tassello è stato messo al giusto posto per ricomporre il quadro dell'agricoltura laziale."
Ugualmente l'assessore Birindelli ha detto:
"Il progetto che oggi è stato presentato è molto importante, perchè finalizzato al miglioramento qualitativo del prodotto e alla sua commercializzazione. Sono molto felice del risultato raggiunto e, allo stesso tempo, sempre più convinta che le forme associative e di cooperazione non possono fare altro che migliorare."

(GAn)

Corriere di Viterbo Martedì 11 Gennaio 2011

domenica, gennaio 09, 2011

Economia a picco nel 2010 per Federlavoro

Un 2010 tutt'altro che roseo per l'economia di capoluogo e provincia. Questo, ciò che si evince dall'analisi economica annuale diffusa dalla Federlavoro di Viterbo. Una battuta d'arresto accusata soprattutto dalle piccole e medie aziende locali nei comparti di commercio, artigianato e servizi. La produzione media delle imprese artigianali e di manifattura è, infatti, diminuita del 10% rispetto al 2009 e il commercio di vicinato in genere ha accusato una brusca frenata su quasi tutti i comparti (-8%). Oltre la crisi generale, l'analisi registra la schiacciante concorrenza dei grandi punti vendita, come ad esempio gli ipermercati, e la concorrenza di strutture di conduzione extracomunitaria che importano prodotti a buon prezzo ma di scarsa qualità, provenienti dal mercato est asiatico. Una concorrenza non proprio ortodossa, che gli imprenditori dei settori interessati dichiarano di non poter sostenere perché risulta impossibile concorrere con chi paga la manodopera ad ottanta centesimi di euro lordi ad ora, contro la media italiana di almeno 12 euro orarie. Bene, invece, i piccoli negozi artigianali e di commercio alimentare specializzati che nel 2010 registrano un aumento del 3,5% sul fatturato medio. Pollice giù per negozi di fiori, cartolerie, agenzie di viaggi, rivendite al minuto di detersivi e materiali per pulizie: attività che hanno avuto più insuccesso nel 2010. Economia grigia anche in materia di assunzioni che rispetto al 2009 sono diminuite del 4% con un incremento dei contratti a progetto e tempo determinato.
"Un sistema fiscale - fanno sapere dalla Federlavoro - che va senza dubbio rivisto e migliorato. Nonostante i controlli mirati siano aumentati e finalmente sia stato rispolverato il redditometro, risulta, infatti, inalterata la formula "non possiedo nulla e faccio come mi pare".É ormai evidente - si legge nel comunicato - che molti imprenditori tuttora in attività riescono a navigare nella tranquillità con ditte e società di capitali senza pagare imposte a danno dei virtuosi che, per un sistema paradossale esclusivamente italiano, vengono tartassati con studi di settore e infiniti adempimenti burocratici. Per questi motivi, la fase fiscale e amministrativa può generare indirettamente "perdita di concorrenza" per quelle piccole medie aziende che sino ad oggi riuscivano ad esportare manufatti e merce in zona ue o extra Ue, a tutto danno del Prodotto interno lordo già ridotto quasi allo zero a livello nazionale. Il sistema fiscale - conclude la Federlavoro - dovrebbe quindi essere rivisto e migliorato
Corriere di Viterbo Sabato 8 Gennaio 2011

mercoledì, dicembre 22, 2010

Addio a Tuscia Expò: ora è ufficiale

"La Regione si defila da Tuscia Expò, lo ha detto l'assessore al Bilancio Stefano Cetica."
La notizia, nero su bianco, l'ha detta il consigliere regionale del Pd, Giuseppe Parroncini, nel corso dell'iniziativa del partito sul tema
"La destra taglia il futuro della Tuscia."
Un incontro dal quale sono emerse molte altre situazioni critiche per il viterbese.
"La Regione - dice Parroncini - ha tagliato 5 milioni per la realizzazione di 30 opere in altrettanti nostri Comuni, ha dimezzato da 6 a 3 milioni il fondi per i parchi, ha svuotato i nostri 60 milioni sul reddito minimo garantito e il prestito d'onore. L'ultima è Tuscia Expo: la Regione, infatti ha deciso di defilarsi anche da questa e quindi i 7 milioni di euro per il centro espositivo sono solo un bel ricordo."
Più duro il capogruppo del Pd in consiglio regionale, Esterino Montino.
"Non siamo disposti a fare alcun passo indietro - ha affermato Montino - sui 140 milioni per la ferrovia Viterbo-Civita Castellana-Roma e sui fondi per e poi il completamento del Belcolle. C'è stato un calo degli investimenti nelle opere pubbliche pari al 70 per cento tanto che costruttori e sindacati hanno protestato insieme , in difesa di un settore ormai che è in sofferenza."
A conclusione dell'iniziativa tutti gli esponenti del Partito democratico hanno ribadito la loro attenzione alla politica finanziaria della Regione oltre ai fondi da destinare ai territori
Corriere di Viterbo Mercoledì 22 Dicembre 2010

domenica, dicembre 19, 2010

Promuovere l’oro verde della Tuscia

"La qualità lascia una traccia". Questo lo slogan che la Coldiretti ha scelto per promuovere la diffusione e insieme la valorizzazione dell'olio della Tuscia e soprattutto della cooperativa olivicola di Canino, dall'oleificio sociale cooperativo di Tuscania e dalla cooperativa "Cesare Battisti" di Vetralla. Le tre realtà associative sono aderenti a Unci Coldiretti, e hanno stipulato un accordo con Unaprol che, come ricorda il direttore, Gabriel Battistelli, è il primo patto, del genere, che viene siglato in tutta Italia. Diffondere il buon made in Italy, rendere certa la tracciabilità e in questo modo garantire alle persone che il prodotto che portano in tavola è genuino, del territorio e soprattutto sano, questo l'obiettivo.
"Prima di mangiare bisogna pensare alla salute - afferma il presidente del consorzio agrario Renato Bartolini -. Gli oli che si trovano a 2,50 euro possono risultare convenienti, ma non si conosce la loro composizione. I nostri oli invece, sono garantiti."
Tre sono gli ori che secondo il direttore della Coldiretti, possiede la Tuscia.
"Noi possediamo l'oro verde, l'olio, l'oro rosso, i pomodori e l'oro giallo, il grano. Il nostro obiettivo è farli conoscere e promuovere una coscienza collettiva in tal senso. Per questo lo slogan sulla tracciabilità. Il buon prodotto lascia un'impronta e questo permette di sapere il suo percorso, dalla raccolta fino alla vendita, favorisce l'economia del territorio poiché più valore corrisponde a maggiori vendite, ed è sicuro dal punto di vista salutistico."
Analoghe le parole del direttore del consorzio agrario, Ugo Nardini che spiega come la promozione passerà attraverso gli scaffali di tre supermercati della provincia. Primo passo per poi arrivare a trovare i prodotti della Tuscia anche nei tavoli dei ristoranti.
"Sono tre i supermercati che venderanno l'olio di queste tre realtà associative - afferma Nardini -. Si tratta dell'Eni-Market di Tuscania, dell'Eni- spesa di Viterbo e anche dell'Hdiscount di Montalto di Castro, tutti affiliati al consorzio agrario di Viterbo. Un esperimento, questo che permetterà all'olio della Tuscia di poter essere conosciuto. Si tratta di prodotti tipici, buoni e che hanno anche la garanzia di qualità data dal sistema di tracciabilità e di sicurezza nei controlli di filiera dati da Unaprol, il consorzio olivicolo italiano i cui soci soci si impegnano a rispettare norme comuni di produzione e tecniche adeguate di lavorazione e trasformazione delle olive, nel pieno rispetto delle più severe norme igienico-sanitarie. Con Unaprol la Coldiretti ha stipulato un accordo per la fornitura e la commercializzazione."

Alla base, però, c'è il patto con il consumatore, tramite il quale la Coldiretti si impegna a garantire controllo, rigore nel rispetto degli standard e soprattutto genuinità dei prodotti

Antonella Pace

Corriere di Viterbo Sabato 18 Dicembre 2010

giovedì, dicembre 02, 2010

Porto turistico di Tarquinia: tutti pronti per la grande sfida

(a. m. v.) Quale economia per lo sviluppo economico della cittadina e la valenza del Porto turistico come volano dell'economia, questi in sintesi i temi affrontanti dalle istituzioni riunite nella sala consiliare del Comune lunedì scorso. L'incontro, organizzato dai consiglieri comunali del Popolo della libertà, ha visto un'ampia partecipazione di amministratori ed esponenti politici a tutti i livelli: presenti, infatti, tra i molti, il sindaco Mazzola, l'assessore provinciale Bianchini, il consigliere del ministro Meloni Mauro Rotelli, il consigliere regionale Francesco Battistoni e l'assessore della Regione Lazio Francesco Lollobrigida. Tra i temi affrontati l'ha fatta da padrone il progetto del Porto turistico che dovrebbe sorgere sulla sponda del fiume Marta. Presenti molti rappresentanti delle categorie produttive, delle associazioni e del mondo giovanile. Gli amministratori, riguardo al Porto turistico, hanno annunciato la ferma intenzione di rimuovere, quanto prima, gli ostacoli di natura burocratica che ritardano il decollo del progetto. Angelo Guzzetti, presidente dell'Associazione Porto turistico di Tarquinia, ha evidenziato, dati alla mano, l'impatto estremamente positivo che tale opera riverserà sull'economia tarquiniese,
"con la creazione di oltre duemila posti di lavoro e di enormi possibilità di investimento, da realizzare nel più totale rispetto delle esigenze ambientali e di sicurezza."
Sono poi intervenuti i consiglieri comunali del Pdl:
"Vedere la sala del consiglio comunale finalmente gremita di cittadini - commentano all'unisono - è stata per noi fonte di grande soddisfazione. Oggi è più che mai chiaro come i partiti politici e gli amministratori abbiano il preciso dovere di affrontare tematiche serie ed importanti come queste, perché è quello che i cittadini chiedono loro. Da parte nostra, siamo pronti a raccogliere questa sfida e continueremo su questa strada con altre iniziative di questo genere, che vedranno Tarquinia, i suoi problemi e il suo futuro sempre al centro dell'attenzione"
Corriere di Viterbo Giovedì 2 Dicembre 2010

sabato, novembre 20, 2010

Aeroporto, un sogno che si infrange

Niente soldi per le infrastrutture Viterbesi, ma l'aeroporto è sempre nei progetti dei politici locali. Continua a rimanere un caso quello della costruzione dell'aeroporto di Viterbo in quanto, anche se al momento senza progetto esecutivo il finanziamento del Cipe non sarebbe erogabile, l'ente nazionale ancora una volta non ha messo un euro su Viterbo. Niente aeroporto e soprattutto niente infrastrutture, che è la cosa maggiormente preoccupante. Il vero nodo è la strategia che gli industriali romani e allo stesso modo con l'intervento del sindaco capitolino, Gianni Alemanno, stanno portando avanti. Addirittura alcune settimane Alemanno, con altri rappresentanti degli industriali, tra i quali Luca Cordero di Montezemolo, avrebbe avuto un incontro per il potenziamento del collegamento ferroviario tra Roma e Fiumicino. Gli industriali avrebbero richiesto garanzie per tale investimento e guarda caso, come è stato riportato anche da quotidiani nazionali, l'impegno venuto da Alemanno è quello di arrivare all'ampliamento dell'aeroporto di Fiumicino. Ipotesi che per Viterbo significherebbe il tramonto di ogni migliore speranza di realizzazione dello scalo. Certamente qualche dubbio emergerebbe se, rileggendo bene l'intervento del presidente di Confindustria del Lazio, Maurizio Stirpe, all'assemblea degli industriali di Viterbo, quando in cima alla lista delle infrastrutture necessarie alla Regione, mette l'autostrada Roma-Latina. Guarda caso il Cipe ha sbloccato i fondi proprio per quel tratto autostradale. Ovviamente non mancano le critiche della politica locale.
"Viterbo deve volare oltre le false promesse. "Dopo circa tre anni abbiamo "scoperto" quanto a molti era ben chiaro sin dall'inizio: l'aeroporto a Viterbo è stato un mezzo politico, uno slogan, una chimera fortemente voluta da taluni per ingrassare interessi di pochi e sfruttare la speranza di chi, nella Tuscia, subisce la cronica mancanza di lavoro, di infrastrutture e di opportunità. Ognuno tragga le proprie conclusioni in merito. Il re è nudo!", dichiara Giovanni Anelli, responsabile dell'Italia dei valori. "Ora, dato che la Confindustria regionale e lo stesso Tajani hanno calato la pietra tombale sullo scalo di Viterbo, forse potremo cominciare a discutere con realismo di come dare alla Tuscia risposte in quanto a strade, ferrovie e collegamenti per pendolari e turisti, quelli veri - aggiunge Anelli -. Perché si possono trovare soluzioni e, soprattutto, si deve cercare un percorso alternativo che renda giustizia ad istanze di anni! Il distacco con Roma deve essere colmato. Una volta per tutte. Parallelamente, si dovrà progettare come far rinascere l'economia assopita e inaridita di questa provincia"

martedì, novembre 09, 2010

Nomisma: 24 aeroporti in Italia sono di troppo

Ci sono troppi aeroporti in Italia, addirittura ben 24 sarebbero le "eccedenze" rispetto alle reali esigenze e alle possibilità finanziarie per mantenerli e svilupparli. É il senso di un'indagine condotta e resa nota da Nomisma, la società di consulenza fondata, tra gli altri, da Romano Prodi, One Works e Kpmg. Un quadro che, più o meno direttamente, getta nuove ombre sul progetto dell'aeroporto di Viterbo, visto che secondo l'indagine più che ipotizzare come potenziare o comuqnue diversificare l'offerta aeroportuale su Roma occorrerebbe trovare il modo di "tagliare" l'esistente. Il documento di Nomisma, di circa 100 pagine, propone una lunga teoria di numeri, tabelle e cifre che in modo inequivocabile finiscono con l'auspicare il taglio di molte aerostazioni, piuttosto che lo sviluppo di altre. Per sostanziare questa tesi vengono riportate varie situazioni di sprechi, come ad esempio strutture senza passeggeri (Siena), o con forti limiti di crescita strutturali (Ciampino). Secondo gli esperti, per avere ragione di esistere, un aeroporto dovrebbe avere un traffico minimo di passeggeri nell'ordine di circa 500mila unità, un dato che appena un quarto degli scali italiani può vantare. Viterbo, quindi, non avrebbe ragione di essere realizzato, sempre secondo i dati dell'indagine, così come dovrebbero essere messi in fondo ad un cassetto i progetti in atto in altre realtà del nostro Paese, tipo Comiso, in Sicilia, una struttura che ha richiesto una spesa di 53 milioni di euro di soldi pubblici, pronta da due anni ma ancora congelata. Discorso simile anche in Toscana, dove tra Firenze e Pisa si sta cercando di far sorger dal nulla pure Siena. I 24 aeroporti che dovrebbe essere "pensionati", sempre secondo l'indagine, sarebbero Foggia, Parma, Rimini, Forlì, Brescia, Cuneo, Perugia, Bolzano, oltre a tanti altri definiti, di fatto, "mini aeroporti". La replica La polemica non è nuova ma il sindaco Marini ci tiene una volta di più a mettere i puntini sulle "i".
"Bisogna ricordarsi che Viterbo nasce come alternativa a Ciampino - spiega il primo cittadino - e quindi è inserito in un ‘sistemà che vede Fiumicino come aeroporto internazionale di riferimento, insieme per l'appunto a Viterbo come scalo secondario ma comunque collegato al principale."
Il sindaco cita una serie di esempi in giro per l'Europa.
"Londra ha tre aeroporti secondari, le grandi capitali europee almeno due di supporto, come Parigi oppure Madrid. Ma anche altre realtà, vedi Barcellona o la stessa Milano, affiancano all'aerostazione principale almeno un'altra sulla quale smistare parte dei milioni di passeggeri. Il progetto di Viterbo nasce proprio con questa finalità, come peraltro è chiaramente espresso nel documento programmatico del Governo nel quale si parla per l'appunto di ‘sistema Fiumicino-Viterbo'."

Insomma, nel dibattito sull'opportunità di creare una realtà aeroportuale nella Tuscia, secondo il sindaco, si potrà dire tutto ma non che si rischi di ritrovarsi di fronte ad una sorta di "cattedrale nel deserto", per ciò che concerne il movimento di passeggeri

Giorgio Palenga

Corriere di Viterbo Martedì 9 Novembre 2010

venerdì, novembre 05, 2010

Timidi segnali di ripresa per la ceramica

Passata è la tempesta. O almeno questo è quello che si augura Confindustria Viterbo, che ieri, durante una conferenza stampa con il presidente Domenico Merlani e il direttore Antonio Delli Iaconi, ha illustrato i dati della diciassettesima edizione di
"Economia viterbese - Analisi congiunturale e strutturale 2009-2010."
La pubblicazione è stata curata dalla dottoressa Raffaella Cerica e dal professor Valerio Maria Lazzari in collaborazione con lo staff di Confindustria. Delli Iaconi e Merlani hanno anche presentato la 64esima assemblea generale dell'associazione degli industriali, che si terrà il prossimo 11 novembre alle 16,30 presso l'Auditorium dell'Università degli studi della Tuscia, e che vedrà la presenza del commissario europeo all'Industria Antonio Tajani, del ministro del Lavoro Maurizio Sacconi e di Renata Polverini, presidente della Regione Lazio. Per Merlani
"il 2009 è stato un anno drammatico e confidiamo di aver toccato il punto massimo di caduta per le nostre imprese. Per il settore della ceramica timidi segnali positivi sono stati registrati nei primi mesi del 2010 grazie alle esportazioni, che hanno consentito di recuperare alcuni posizioni di mercato soprattutto per quelle imprese che hanno investito su innovazione, marketing e design. Più difficile è la situazione nel comparto delle costruzioni dove si rischia di arrivare presto al collasso se non si sbloccheranno i vincoli imposti dalle attuali normative."
"Il comparto che segna maggiormente il passo sul fronte fatturato - spiega Raffaella Cerica - è quello dei sanitari (-18,8%), che nel decennio 1997/2007 aveva avuto ritmi di crescita sostenuti."
"Il settore manifatturiero - sostiene Lazzari - nei primi sei mesi dell'anno ha fatto rilevare deboli segnali di ripresa, anche se va detto che si partiva da una situazione di crisi, come quella del 2009, che non ha precedenti."
Il rapporto di quest'anno evidenzia come il 2009 si è chiuso con un bilancio fortemente negativo per l'industria manifatturiera viterbese. Il rallentamento dell'attività produttiva che aveva inciso solo marginalmente sui risultati del 2007, si è progressivamente accentuato nel 2008, per toccare il suo massimo nel 2009. La fase di ripresa manifestatisi nei primi mesi del 2010, alla luce dei dati raccolti, appare ancora debole ed incerta, ma tutto lascia pensare che il momento più acuto della crisi sia ormai alle spalle. L'economia della Tuscia, sulla falsariga di quella nazionale, non marcia a passo costante, ma alterna piccoli scatti in avanti a pause. Nel complesso la prestazione dell'industria provinciale nel 2009 risulta per alcuni versi leggermente migliore di quella registrata dall'intero settore manifatturiero italiano, mentre nel primo semestre del 2010 il quadro si inverte e l'industria della Tuscia stenta più di quella nazionale nell'intraprendere un cammino di piena ripresa. Il 2009 ha rappresentato duenuqe il culmine della crisi. Il fatturato ha avuto una dinamica molto negativa. A valori correnti, il fatturato dell'industria viterbese è diminuito lo scorso anno del 14,0% (-2,9% nel 2008). La prestazione peggiore è venuta dall'export, che dopo aver ben tenuto nel 2008 (+3.8%) nel 2009 è risultato in caduta del 24,4%. Il fatturato sul mercato interno è invece diminuito di un più contenuto -10,6%, (-4,8% nel 2008). Diverso l'andamento dell'industria italiana che a fronte di una caduta della domanda sul mercato interno è riuscita ad agganciare la ripresa del commercio internazionale, e a mettere a segno un buon incremento delle esportazioni
Corriere di Viterbo Venerdì 5 Novembre 2010

giovedì, novembre 04, 2010

TuYou – Tuscia Young: 9 novembre e 16 dicembre

Martedì 9 novembre e giovedì 16 dicembre 2010, alle ore 16 nella sala conferenze "Franco Benedetti" di Palazzo Gentili, la Provincia di Viterbo ospiterà i due appuntamenti del convegno "TuYou – Tuscia Young", il primo meeting provinciale dedicato alle politiche giovanili, organizzato dall'assessorato alla Gioventù in collaborazione con il ministero della Gioventù, l'Agenzia nazionale giovani, l'Unione Province Italiane, Gioventù Protagonista, Euroguidance, Rete Iter, e Informagiovani.
L'incontro del 9 novembre avrà un taglio prettamente europeo, e si occuperà, infatti, del tema "Europa e giovani: opportunità e risorse." Interverranno il presidente della Provincia di Viterbo, Marcello Meroi e l'assessore alla Gioventù, Paolo Bianchini per i saluti; Paolo Di Caro, direttore dell'Agenzia Nazionale Giovani (ang), che relazionerà su "Gioventù in Azione e la cittadinanza attiva dei giovani"; il presidente di Eurodesk Italia, Ramon Magi, che parlerà di come "Investire nella mobilità educativa transanazionale dei giovani"; Andrea Rocchi di Euroguidance, che si occuperà de  "L'importanza di Ploteus nelle politiche di mobilità."Al termine del convegno, prima dell'apertura del dibattito e di un conseguente momento conviviale, la Provincia e l'ANG firmeranno una convenzione sulle politiche giovanili.
L'appuntamento del 16 dicembre sarà invece un evento dedicato alla Tuscia e al nostro Paese, e avrà come tema "Le politiche giovanili nel contesto nazionale e territoriale."Interverrano l'assessore alla Gioventù Paolo Bianchini, che presenterà il nuovo nome e il nuovo logo delle politiche giovanili della Provincia di Viterbo; il consigliere del ministro della Gioventù, Mauro Rotelli, che svelerà lo stato di attuazione della programmazione 2007/2009 e le linee di indirizzo future; la responsabile dell'area Welfare dell'Unione Province Italiane (upi), Samantha Palombo, che parlerà de "L'esperienza delle Province Italiane e le politiche giovanili"; il coordinatore nazionale di Informagiovani, Alberto Serafin, che si occuperà di "Informazione e comunicazione sociale nei confronti delle nuove generazioni"; Martino Rebonato della Rete Iter, che relazionerà su "Partecipazione e crescita: il Piano Locale Giovani."
Alla manifestazione sono stati invitati gli alunni delle scuole della Tuscia, le associazioni la cui attività si esplica a stretto contatto con il mondo dei ragazzi, e i rappresentanti dei consigli comunali dei giovani di tutte le amministrazioni del territorio provinciale. Coloro che interverranno alla manifestazione avranno a disposizione il materiale informativo riguardante gli argomenti trattati nelle due giornate del convegno.

www.altolazionotizie.it
Giovedì 4 Novembre 2010

martedì, ottobre 19, 2010

Viterbo 84esima nell’indagine Ecosistema urbano 2010

Dieci posizioni in più rispetto all'anno scorso, ma la risalita è relativa, perché consente di raggiungere appena l'ottantaquattresimo posto nella classifica generale. La città dei Papi resta nelle zone di retrovia della graduatoria di "Ecosistema urbano", l'indagine che ogni anno conduce Legamebiente nelle 103 province italiane. Poco verde pubblico, un numero esagerato di auto che circolano e il problema rifiuti, con una raccolta differenziata tra le più basse d'Italia, sono tra le criticità del territorio rilevate dai dati raccolti dall'associazione ambientalista.

Per l'indagine sono stati presi in considerazione 125 parametri, divisi poi in quindici indicatori di massima, a loro volta riconducibili a sette macro settori: acqua, ambiente, aria, energia, pubblica amministrazione e aziende, rifiuti, trasporti. Viterbo fa bella figura per la qualità dell'aria, dove con il 14esimo posto è tra le realtà più virtuose dell'intero Stivale, unico dato in salita tra tutte le province laziali. Così come risulta parsimoniosa nello spreco di acqua, visto che occupa addirittura la quinta posizione tra le città italiane. Buono anche il 20esimo posto per i pannelli fotovoltaici, ma per tutto il resto delle singole classifiche la città sprofonda molto indietro. Tutti in auto Il vasto elenco di criticità può cominciare con la presenza delle automobili. Ogni 100 viterbesi, transitano ben 75 auto, un dato che pone la città dei Papi al penultimo posto a livello nazionale. Si sta peggio solo ad Aosta, dove si raggiunge la cifra record di 208 macchine, sempre ogni 100 abitanti.

Le altre province laziali seguono a ruota: Latina (73 auto ogni 100 abitanti), Roma (71), Rieti (70) e Frosinone (72). Spazzatura Pollice verso anche sul fronte rifiuti. La produzione pro capite resta molto alta, nonostante la crisi economica, con 530,1 kg ad abitante in un anno (delle altre province del Lazio, Roma è a quota 641,7, Latina a 585,7, Frosinone 549,9 e Rieti 514). Crolla addirittura il dato della raccolta differenziata, con una discesa dal 17 per cento dell'anno passato al 10,8 per cento attuale. Nel Lazio la palma del migliore va alla provincia di Frosinone, salita dal 21,2% al 38,6% grazie al porta a porta; ma salgono leggermente anche Latina (30,1%) e Rieti (12,9%), mentre Roma resta quasi ferma dal 19,5%.

Uno dei record negativi riguarda invece il verde fruibile (esclusi parchi e aree protette) che vede per Viterbo la miseria di 1,80 ettari a disposizione per abitante (97esimo posto sulle 102 province, staccatissimi dagli altri dati regionali). Non va meglio per gli ettari comunali di superficie verde, con 128 mq di aree verdi su ettari superficie urbana. Altro Male, infine, anche per le politiche energetiche e l'indice di mobilità sostenibile, fondo classifica per anche per le aziende certificate Iso 14001

Giorgio Palenga

Corriere dell'Umbria Martedì 19 Ottobre 2010

venerdì, settembre 24, 2010

Porto turistico di Tarquinia: è bagarre

É bagarre sul porto turistico. Le dichiarazioni del sindaco Mazzola proprio non vanno giù al Pdl locale, che attacca senza mezzi termini il primo cittadino avanzando alcuni interrogativi.
"Dove stava in questi tre anni Mazzola? Ed il suo compagno Marrazzo cosa ha fatto per sbloccare il progetto - incalzano -? Se il porto turistico è così importante per il rilancio dell'economia locale, perché Mazzola non ha fatto niente per garantirne la realizzazione? Dal 2007 al 2010 cosa ha fatto il nostro ‘amico in Comune' in materia?."
Non si è fatta attendere dunque la risposta del Pdl al sindaco di Tarquinia Mauro Mazzola che nei giorni scorsi ha bacchettato l'ex governatore del Lazio, Francesco Storace, dopo che lo stesso ha presentato alla Pisana, insieme ai colleghi della Destra, una proposta di legge per rilanciare il progetto del porto alla foce del fiume Marta.
"Il nostro sindaco Mazzola - tuonano gli esponenti del Popolo della libertà - sa bene che la firma del protocollo d'intesa tra l'allora sindaco Alessandro Giulivi e l'allora presidente della Regione Francesco Storace è avvenuta nel marzo 2004. Purtroppo per i nostri cittadini, nel 2005 si è insediato il presidente di centrosinistra Piero Marrazzo che si è completamente disinteressato allo sviluppo del nostro territorio. Cosa ha fatto in Regione il compagno Marrazzo? Nulla. Come al solito il nostro ‘amico in Comune' predica bene e razzola male."
Gli esponenti del Pdl non usano mezzi termini per controbattere punto su punto alle dichiarazioni di Mazzola.

"Fino ad oggi - proseguono - non ha fatto niente per sbloccare il progetto del porto e adesso che Storace cerca di giungere ad una soluzione per il rilancio del piano, sempre sostenuto dal centrodestra, Mazzola che fa? Si sveglia, dichiarandosi pure favorevole. Ma dove è stato in questi tre anni? Mazzola non ci incanta con le sue belle parole. Di proclami li abbiamo sentiti fin troppi. Che il porto turistico costituirebbe un volano per la crescita di Tarquinia e di tutto il territorio noi del Popolo della libertà lo sappiamo da sempre. Il centrosinistra non ha però mosso un dito per portare avanti un discorso già ampiamente avviato e spianato dai partiti dell'allora Casa della Libertà."Come al solito, Mazzola si accoda sempre quando qualcuno fa qualcosa di importante e interessante o che va di moda - concludono -. Da lui, ormai siamo abituati: sempre tante chiacchiere per apparire, ma ben pochi fatti".

Una battaglia che sembra solo all'inizio per un'opera di cui si parla da anni e che probabilmente allo stato attuale, vede qualche barlume di speranza in fondo al tunnel

f.e.

Corriere di Viterbo Venerdì 24 Settembre 2010