La cittadina rischia di perdere il finanziamento stanziato dalla Regione Lazio per il
recupero della chiesa di Santa Maria in Forum Cassii. Secondo gli accordi, per permettere l'avviamento dei lavori, il Comune avrebbe dovuto versare circa il 30 per cento della cifra messa a disposizione dalla Regione; l'ex sindaco Marconi progettava di ricavare tali risorse dalla vendita di parte delle quote della Farmacia comunale. Caduta la giunta, Foro Cassio viene dimenticato. Un ultimo appello, proveniente da diverse realtà del territorio, destinato alla dottoressa Carelli (commissario prefettizio del Comune), chiede una proroga alla Regione, in modo che si possano trovare le risorse per salvare una parte importante della storia del paese.
"Crediamo che il futuro di ogni comunità stia nella capacità di recuperare, difendere e valorizzare le proprie radici storiche e culturali."
Inizia così la lettera aperta, indirizzata alla Carelli, stesa dai numerosi cittadini che hanno portato avanti la lunga battaglia per il recupero ed il restauro della chiesa di Santa Maria di Foro Cassio.
"Al recupero è sempre stato dato un significato che va oltre l'intrinseco valore culturale dell'opera - proseguono i promotori della petizione -; in esso abbiamo visto la capacità di una comunità che riappropriandosi del proprio passato era in grado di proiettarlo verso il futuro non solo in un'ottica di valorizzazione culturale, ma anche e soprattutto turistica e quindi come possibile volano di sviluppo economico. Continuiamo a credere in questa impostazione e non crediamo che sia giusto che venga umiliata dalle dispute politiche e amministrative del Comune. Riteniamo che il suo comportamento nella questione in oggetto sia stato corretto e coerente poiché la richiesta di finanziamento di 571.000 euro è legata ad un co-finanziamento comunale di circa 171mila euro."
E sottolineano:
"Non vogliamo entrare nel merito delle sue scelte, ma la cosa che le chiediamo con forza è la possibilità di una richiesta alla Regione Lazio nella quale si chiede una proroga di un anno per la scadenza del finanziamento. In altri termini le chiediamo di lasciare a Vetralla una porta aperta per vedere realizzata un'opera di recupero che potrebbe essere molto importante per il futuro del nostro Comune."
A firmare l'appello sono stati: la Pro loco, il comitato Salva Foro Cassio, l'associazione popolare Il Sassogrosso, il Consiglio comunale giovani Vetralla, il Museo della città e del territorio, la casa editrice Davide Ghaleb, l'associazione Diva Cassia onlus, Vetralla Città d'arte, il centro sociale polivalente "Pietro Canonica". Insomma, la mobilitazione di enti, associazioni e quant'altro sia possibile è davvero grande, ma non sarebbe potuto essere altrimenti visto che si tratta di un finanziamento come detto, assai importante, a cui tutta la popolazione di Vetralla tiene moltissimo. Una cosa che si evince questa, da quanto scritto nella lettera aperta destinata al commissario prefettizio