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sabato, novembre 19, 2011

La Cassia sbatte contro il nocciolo

Progetto Le associazioni favorevoli a un secondo tracciato
"Non siamo contro la realizzazione del progetto, ma non possiamo accettare che la tipicità e la produzione tipica di un territorio venga spazzata via dall'asfalto."
Queste le parole di Enea Baldi, presidente del comitato Cassia-Capranica.
"Il raddoppio della Cassia è necessario e soprattutto importante per garantire uno sviluppo economico futuro, ma il piano varato dalla Regione Lazio raderà al suolo 400 noccioleto, esproprierà terreni pagandoli circa 20 mila euro all'ettaro dimenticando che il prezzo di mercato si aggira intorno agli 80 mila euro."
Il tracciato ideato dalla Pisana, secondo il presidente del comitato non tiene conto delle esigenze di viabilità ne tantomeno delle ricadute occupazionali garantite dalla produzione di noccioleti.
"É come se in Toscana decidessero di ricoprire d'asfalto i terreni a Montalcino - precisa Baldi -. Inoltre, non possiamo accettare che le istituzioni prendano decisioni senza consultare le parti chiamate in causa. Non si può espropriare senza sapere che quei terreni hanno un valore economico e occupazionale."
La proposta allora è quella di:
"Seguire un altro progetto, quello approvato nel 2009 nel consiglio comunale di Capranica - prosegue Baldi -. Un piano che pur nella sua complessità, accorcerebbe di due chilometri il tracciato. Non attraverserebbe i binari della ferrovia, costerebbe meno e non avrebbe lo stesso impatto distruttivo sulla produzione. Adesso valuteremo la consistenza di eventuali espropri e gli aspetti legali ad essi connessi. Il nostro paletto adesso è quello del 6 dicembre, data entro la quale dovremo essere presentare le osservazioni in Regione."
Lunedì la riunione a Sutri tra le associazioni. Intanto, però il presidente della commissione lavori pubblici regionale Nando Gigli minimizza sulle polemiche affermando che:
"Non mi sembra che i sindaci interessati al progetto del raddoppio della Cassia abbiano assunto posizioni rigide e di contestazione."
Secondo il consigliere regionale:
"Alcuni primi cittadini a onor del vero, non hanno mai contestato il tracciato presentato dall'assessore alle infrastrutture Malcotti e illustrato dai progettisti e dai tecnici. Semmai i sindaci hanno avanzato alcune riserve che si sono impegnati a definire e chiarire alla prossima conferenza dei servizi. C'è stata anche la riproposizione da parte di un sindaco di una parziale e limitata variante al tracciato, la cui fattibilità i progettisti si sono riservati di verificare e valutare. Colgo l'occasione per invitare tutti ad evitare su un'opera decisamente strategica per la Tuscia, la proposta di soluzioni esasperatamente localistiche. Scongiurare il rischio di creare pretesti e motivazioni che potrebbero determinare un ulteriore rinvio dell'approvazione definitiva del progetto"

domenica, settembre 04, 2011

L’autostrada è da farsi

Dopo i tanti "No" al Corridoio Tirrenico, l'invito al "Sì", arriva dalla Cna di Tarquinia e Viterbo che invitano politici e cittadini contrari all'autostrada al senso di responsabilità in nome del progresso, dell'economia e del futuro dei giovani. Dato per imminente l'inizio dei lavori per la realizzazione del tracciato autostradale. La Cna interviene a voce di Suriano e Melaragni:
"Si superino le polemiche nell'interesse del territorio - dichiarano - diamoci tutti da fare, con senso di responsabilità, affinché vadano in porto i progetti per la crescita di questa terra. Ce lo impongono la crisi economica e la necessità di guardare al futuro delle imprese e dei giovani."
Luigia Melaragni, segretaria provinciale della Cna, e Pierluigi Suriano, presidente della Cna di Tarquinia, chiedono siano superate le polemiche.
"L'opera assume un ruolo strategico nel sistema delle infrastrutture viarie e di trasporto.- riferiscono i due presidenti della Cna - Anche il Focus Impresa e Lavoro della Tuscia Viterbese, che riunisce la Camera di Commercio, le associazioni imprenditoriali, Cna compresa, le organizzazioni sindacali e a tutela dei consumatori, la ha individuata tra le condizioni prioritarie per il rilancio economico e sociale, insieme con il completamento della Trasversale Orte - Civitavecchia, la piena operatività dell'Interporto Centro Italia di Orte, il raddoppio e la variante della Cassia."
Con questi obiettivi Melaragni e Suriano si accingono nelle prossime settimane ad un incontro con gli enti camerali di Grosseto e Livorno, per verificare eventuali azioni a sostegno della realizzazione del tracciato autostradale.
"In una provincia con una dotazione infrastrutturale arretrata e insufficiente, potenziare e mettere in sicurezza la rete viaria significa lavorare per lo sviluppo, - continuano i due presidenti - purché, certamente, sia garantita la compatibilità delle opere sotto il profilo ambientale. L'autostrada, con parere favorevole del consiglio comunale di Tarquinia, è stata definita rispettosa della qualità del territorio. Riteniamo poi altri aspetti al centro della polemica, del tutto pretestuosi. Per ciò che riguarda il pedaggio, per esempio, va apprezzato l'impegno del sindaco per ottenere l'esclusione dei residenti dal pagamento."
La Cna continua invitando tutti a compiere uno sforzo e a condividere il progetto:
"Vorremmo - concludono - che si riflettesse sui riflessi positivi dell'apertura, data per imminente, del cantiere dell'autostrada a Tarquinia, in un momento di eccezionale difficoltà per l'economia e di mancanza di occupazione. Dobbiamo fare in modo, a tale proposito, che sia garantito alle imprese locali il pieno coinvolgimento nei lavori in programma. Ci auguriamo che questo obiettivo sia sostenuto dall'intera comunità"

sabato, marzo 19, 2011

Autovelox truccati anche in Provincia di Viterbo

Autovelox truccati in 146 comuni: nel viterbese coinvolte quattro municipalità. Guai giudiziari per i primi cittadini e alcuni funzionari dei comuni viterbesi di Canepina, Civitella D'Agliano, Fabrica di Roma e Vejano, finiti nelle maglie dell'inchiesta nazionale portata a termine dalla Guardia di Finanza di Brescia. I finanzieri di Desenzano hanno messo i sigilli agli uffici della Garda Segnale gestita da B. D., 60 anni, originario di Cedole, in provincia di Mantova, ma da anni residente a Desenzano del Garda. L'uomo già negli anni Novanta era stato al centro di diverse indagini penali in relazione agli appalti per la gestione di servizi di rilevamento delle infrazioni al codice della strada tramite autovelox, è nuovamente cascato nella rete degli investigatori per via delle modalità di gestione della stessa attività.
La società del 60enne era contemporaneamente finita nel mirino anche dei finanzieri di Sala Consilina che lo scorso anno, attraverso l'operazione "Devius" accertarono l'illecita contestazione di circa 82 mila violazioni al codice della strada con indebite richieste di sanzioni per circa 11,5 milioni di euro. Entrambe le indagini hanno permesso di appurare che il titolare della società, attraverso una cinquantina di autovelox di cui solo due omologati, è riuscito in molti casi ad ottenere gli appalti con le amministrazioni comunali attraverso finte gare a cui partecipavano solo ditte a lui riconducibili ovvero attraverso una molteplicità di "servizi aggiuntivi" quali, ad esempio, l'incarico retribuito di "videoterminalista" a favore di una persona designata, molto spesso, dal Comandante della Polizia Locale. In tutti i verbali prodotti dalle apparecchiature di B. D., grazie ad un sofisticato sistema informatico, venivano falsamente riportate sempre le matricole delle uniche due apparecchiature omologate che risultavano pertanto presenti in più punti del territorio italiano contemporaneamente. In questo modo gli automobilisti non avevano strumenti per poter contestare l'idoneità delle apparecchiature davanti ai giudici.
Circa 150 sono le amministrazioni comunali coinvolte i cui responsabili, circa 500 tra funzionari pubblici ed altri, sono stati segnalati per i reati di truffa aggravata, turbata libertà degli incanti e corruzione. In totale sono 558 le persone denunciate, 146 le amministrazioni comunali coinvolte, 367 i funzionari pubblici. Sono stati sequestrati 6 misuratori di velocità; 10 computer; 4 hard disk e 4 pen drive. Sigilli anche agli uffici della società e ad altre 51 unità immobiliari per un valore pari a 2.346.300 euro; distrazione fraudolenta di beni: 8.965.000; Iva evasa 5.973.849 euro; Irap evasa 723.734,00. Lavoratori "in nero" identificati: 147

venerdì, marzo 04, 2011

L’aeroporto di Viterbo aprirà nel 2019?

É un cane che si morde la coda, soprattutto è una questione di date che si dilatano nel tempo. Dopo la presentazione programma degli interventi infrastrutturali a lungo termine 2011-2044 di Adr al presidente Napolitano, la preoccupazione sulla data di realizzazione dell'aeroporto è tornata a tenere banco. Il sindaco, Giulio Marini, era intervenuto commentando il piano di "Aeroporti di Roma", sottolineando come:
"Al suo interno, non viene riportata una calendarizzazione degli interventi, né tantomeno l'esatta collocazione temporale della realizzazione del nostro aeroporto."
A precisare le tempistiche sono invece gli stessi dirigenti di Adr che, riprendendo testualmente un passo del programma degli interventi infrastrutturali a lungo termine, collocano ufficialmente la realizzazione dell'aeroporto di Viterbo entro il 2019.
"Poiché l'attività attuale dell'Aeroporto di Ciampino è il punto di partenza per le previsioni di breve termine - cita il documento di Adr -, le seguenti previsioni sono basate sui modelli e gli schedulati di traffico attuale proiettate fino all'apertura dell'Aeroporto di Viterbo prevista per il 2019."
Un dato certo, sottoscritto da Adr, che non lascia spazio a molti commenti.
"Dopo la presentazione programma degli interventi infrastrutturali a lungo termine 2011-2044 - fa sapere il consigliere regionale del Pd, Giuseppe Parroncini - polemizzare sul futuro aeroporto sarebbe come sparare sulla Croce rossa. Ciò non toglie che sia giunto il momento di aprire una riflessione seria sull'argomento. Ha ragione il sindaco Giulio Marini quando dice che Adr non indica una collocazione temporale per la realizzazione dell'opera, stupiscono però una serie di coincidenze. Adr - rileva il consigliere della Pisana - sembra voler puntare ancora su Ciampino, quando questo sarebbe dovuto già passare da 200 a 60 voli, azzerando i commerciali e lasciando quelli militari e di Stato. In queste condizioni quale compagnia low cost punterebbe su Viterbo? Stesso discorso per l'occupazione, laddove si spiega che i primi 30.000 posti di lavoro arriveranno dallo sviluppo di Fiumicino nel primo decennio e altri 200.000 a lungo termine. Quindi per la città dei Papi andiamo ben oltre il 2020."
Una situazione che, a detta del consigliere sembra precipitare ogni giorno di più.
"Il centrosinistra oltre tre anni fa ha fornito l'aeroporto su un piatto d'argento. Ad oggi - conclude Parroncini - Fiumicino si espande con la terza pista e anche con la quarta, Adr lo annovera addirittura tra le infrastrutture a lungo termine. Forse è arrivato il momento di mettere qualcosa nero su bianco. Perché va bene l'ottimismo, ma qui ogni giorno si va di male in peggio."

venerdì, febbraio 25, 2011

L’aeroporto diventa un progetto reale

L'aeroporto prende forma, almeno sulla carta. Il sindaco Giulio Marini, insieme all'assessore all'aeroporto Giovanni Bartoletti e l'assessore provinciale ai lavori pubblici, Gianmaria Santucci, ha presentato il masterplan dello scalo: ovvero lo studio progettuale, dell'aeroporto di Viterbo.
"Con la sottoscrizione della convenzione per l'affidamento e la redazione dello studio di impatto ambientale di lunedì scorso - dice il sindaco Marini -, l'ulteriore conferma da parte del Ministro Matteoli, le parole della presidente della Regione Lazio Polverini, condivise anche dal sindaco Alemanno, inizialmente incerto ed ora convinto e deciso, lo stimolo e le sollecitazioni provenienti anche da buona parte del mondo politico del centro sinistra affinchè si porti a compimento il progetto dell'aeroporto della città di Viterbo, ci porta a vedere il bicchiere mezzo pieno e non più mezzo vuoto come molti tendono a fare ancora oggi, nonostante i positivi risultati di questi ultimi giorni."
Nel prospetto stilato dai tecnici è ben visibile l'area dell'aeroporto e tutte le altre infrastrutture viarie di collegamento.
"Ora - spiega ancora Marini - tutte le parti coinvolte potranno e dovranno mantenere gli impegni presi. Il Comune con la Provincia, che provvederanno alla realizzazione dello studio di impatto ambientale, all'aspetto urbanistico e infrastrutturale, ai servizi Enel, gas, agli attacchi stradali e ai collegamenti, hanno richiesto e ottenuto un cronoprogramma con date, adempimenti ed enti preposti, in modo da monitorare tempistiche e avanzamento dei lavori."
Quello delle strade è il primo problema che emerge nel breve periodo, per questo l'assessore provinciale Santucci va subito al sodo.
"La Provincia e il Comune, insieme agli altri enti competenti - spiega Santucci -, si stanno dando da fare per tutto ciò che è di propria competenza, e cioè la parte urbanistica e infrastrutturale di collegamento con l'aeroporto. Non a caso uno dei primi atti della giunta Meroi è stato quello di firmare col Comune un protocollo d'intesa per realizzazione di un primo lotto di collegamento stradale tra la sp Teverina e il tratto urbano della Cassia. Il progetto di questo primo lotto sarà pronto entro il 10 marzo prossimo."
Il progetto è stato illustrato nei dettagli dall'assessore Bartoletti.
"La pista sarà lunga 2.900 metri e larga 45 - ha spiegato l'assessore Bartoletti -: sarà un aeroporto a medio raggio che andrà a sostituire lo scalo internazionale di Ciampino. Nuò essere paragonato a quello delle città di Pisa e Perugia, con la distinzione che quello della città toscana ha una pista che punta verso il centro abitato, mentre entrambe le estremità della nostra puntano in aperta campagna. Attraverso una piccola rotazione della pista verrà eliminato anche il rischio di interferenza dei voli con il poligono di Monteromano. Ora l'obiettivo principale è lo sblocco del finanziamento da parte del Cipe. Nel mentre sarà nostra intenzione istituire un tavolo di concertazione e una serie di incontri programmatici. A tal proposito, due incontri sono già stati stabiliti per i prossimi mesi"

domenica, febbraio 13, 2011

Tuscania esclusa dalla superstrada Terni-mare

La superstrada che collega l' Umbria con la Tuscia e che nel futuro, speriamo prossimo, dovrà permettere di raggiungere la costa con le due importanti arterie, ss Aurelia e Autostrada Tirrenica, rappresenta per Tuscania la più importante infrastruttura stradale. Da questa arteria chi vuole soggiornare a Tuscania può facilmente raggiungerla provenendo da tutte le direzioni. Gli stessi benefici, in uscita, varrebbero anche per la mobilità dei cittadini di Tuscania. In attesa del completamento di quest'opera Tuscania è già stata molto sacrificata. Non è la prima volta che viene fatto rilevare come l'assenza di uno svincolo sulla provinciale tuscanese nei pressi del comune capoluogo provochi disagi agli automobilisti:
"Sono già decine gli ospiti del mio albergo che hanno raggiunto Tuscania uscendo dallo svincolo sulla vetrallese - racconta un operatore turistico - quando faccio notare che arrivando dall' Umbria avrebbero potuto uscire a Viterbo tutte le volte mi viene detto che sulla superstrada nei pressi di Viterbo non esiste alcuna indicazione per Tuscania."
Quanto affermano questi turisti è vero. Le uscite difatti nei pressi di Viterbo vengono indicate con Siena, Viterbo Nord, Aeroporto, Terme: il nome di Tuscania non compare mai. Uscendo ad Aeroporto-Terme Tuscania compare solo al termine dello svincolo in direzione " delle pozze del bullicame". Il comune di Viterbo pochi anni fa è riuscito ad ottenere uno svincolo di sola entrata sulla tuscanese. Questo dimostra come risulti assolutamente pretestuosa la giustificazione "tecnica" che avrebbe impedito, all'epoca della costruzione della superstrada, uno svincolo in uscita sulla tuscanese. Non si capisce perché la servitù militare dell'aeroporto, questa la giustificazione tecnica dell'epoca, avrebbe valore per Tuscania e non per Viterbo.

lunedì, gennaio 31, 2011

L’Aurelia sarà trasformata in autostrada?

L'autostrada Tirrenica che collegherà Cecina (Livorno) a Tarquinia, sarà costruita in sovrapposizione al tracciato dell'attuale Aurelia. Lo ha annunciato oggi l'amministratore delegato di Sat (Società autostrada tirreinica) Ruggiero Borgia, secondo il quale il progetto definitivo dell'arteria autostradale sarà pronto entro la fine del marzo prossimo. Una grande notizia e una altrettanto grande realizzazione quella che si preannuncia.
"Non costruiremo nemmeno un chilometro di autostrada in sede propria - ha spiegato Borgia - e in questo modo risparmieremo 5 milioni di metri quadrati di territorio. É anche per questo motivo che abbiamo ritenuto la soprapposizione all'Aurelia il progetto migliore."
Il risparmio sarà anche economico per fronteggiare i tagli imposti dalla crisi econonica. La Sat è infatti impegnata a ridurre l'investimento sulla Cecina - Tarquinia da 3,7 a 2,2 miliardi di euro. Borgia ha anche anticipato che gli incroci a raso lungo l'Aurelia tra la provincia di Grosseto e quella di Viterbo saranno eliminati garantendo uno svincolo per ogni comune e nuove strade secondarie. Dopo anni di polemiche e scontri, la Sat ha scelto la soluzione indicata da anni dai movimenti ambientalisti e da alcuni enti locali, cioè la trasformazione dell'Aurelia in autostradata, evitando così di utilizzare milioni di chilometri quadrati di territorio per un nuovo tracciato. Si eviteranno così anche quei pericolosi incroci a raso che sono stati la causa di numerosi incidenti, alcuni dei quali anche mortali. Un'opera di enorme rilevanza sia dal punto di vista turistico, sia dal punto di vista del traffico

giovedì, gennaio 20, 2011

Rispunta l’autostrada tirrenica

"Autostrada tirrenica: i cantieri potrebbero aprire nelle prossime settimane."
A dichiararlo è l'assessore regionale alle Infrastrutture e a i Lavori pubblici, Luca Malcotti a latere della diffusione da parte dell'Ance sulla situazione dei cantieri nel Lazio con 8mila licenziati ed il 10% in meno di commesse alle imprese. L'assessore Malcotti ha sottolineato come la crisi non riguardi le vie di comunicazione dove sono state stanziate ingenti somme di denaro. In particolare
"per la Rosignano-Civitavecchia si partirà da sud, quindi da Civitavecchia e non più da nord, il che significa che per 16 chilometri dallo svincolo sull'Aurelia a Tarquinia, potrebbero aprire i cantieri nelle prossime settimane."
Dichiarazioni, quelle del titolare regionale delle infrastrutture che cadono come un fulmine a ciel sereno su Tarquinia dopo che più volte i movimenti a tutela e difesa del territorio, avevano tranquillizzato i cittadini parlando di continui rinvii nell'inizio dell'opera. C'era addirittura chi sosteneva come l'autostrada fosse stata accantonata. Ora questo nuovo capitolo in quella che ormai a Tarquinia è stata ribattezzata l'autostrada del mistero. In tanti hanno prospettato più volte nel corso dei mesi il via ai lavori, ora arriva questa nuova uscita pubblica di un autorevole amministratore regionale. Il dubbio nei cittadini resta: sarà l'ennesima promessa da bar o realmente questa volta le ruspe entreranno in azione? Ciò che preoccupa maggiormente è l'assoluta incertezza sul tracciato che se è rimasto quello pubblicato con le relative particelle di esproprio, sul sito ufficiale della Società Autostrade Tirrenica, dilanierebbe buona parte delle proprietà. In particolare nel corso dei mesi era montata la protesta dei gestori degli impianti di rifornimento dislocati lungo l'attuale percorso, incerti per il loro futuro e di diverse attività della zona commerciale. In un caso addirittura l'esproprio terminava proprio su una colonna portante del capannone, segno tangibile e indelebile di come in fase progettuale si siano potute registrate numerose carenze. Lo scorso aprile il ministero dell'Economia e la Ragioneria generale dello Stato avevano anche bocciato il progetto dell'autostrada tirrenica, puntando l'attenzione sul rinnovo delle concessioni autostradali e in particolare su quella tra Anas e la Sat, più conosciuta come Tirrenica. Lo stop ordinato dalla Ragioneria, si sosteneva, bloccava il passaggio al Cipe per il rinnovo della convenzione, dal momento che a fronte di un costo dell'opera di 3,5 miliardi di euro alla fine della concessione (2046) era previsto un "valore di subentro" rilevante (3,7 miliardi). Un costo che alcuni definivano troppo elevato per le casse dello Stato. Tale valore di subentro sarebbe stato determinato dal fatto che il piano finanziario, stranamente, non prevedeva ammortamenti. Inoltre, non era previsto, né il potere di Anas di disporre la decadenza in caso di reiterate violazioni da parte del concessionario, né l'accollo del costo del progetto definitivo al concessionario stesso

domenica, gennaio 09, 2011

Latina vuole scippare l’aeroporto a Viterbo

Una storia infinita, come la saga di un film di alcuni anni fa dove a volare era un enorme cane alato. A Viterbo si spera che a volare sopra le teste dei cittadini siano dei "luccicanti" aerei di linea, ma considerando le notizie che a più riprese arrivano sulla realizzazione dell'aeroporto sembra proprio che nella Tuscia sia più probabile l'avvistamento di cani alati. Inoltre a tornare attuale è anche la polemica sulla migliore ubicazione del progetto. E in questo i pericoli maggiori arrivano da Latina che dopo aver ottenuto lo sblocco dei fondi per la realizzazione dell'autostrada di collegamento con Roma, il sogno dell'aeroporto potrebbe essere ad un passo. Senza una guida in Comune, dove attualmente si muove il commissario prefettizio, dalla Provincia di Latina, amministrata dal centrodestra con il presidente Armando Cusani, vengono mormorii su una possibile valutazione del progetto. Tanto che già si parla di una prossima campagna elettorale per l'elezione del Sindaco incentrata anche sui progetti delle grandi infrastrutture. Il primo a girare il coltello nella piaga, se si guarda dal punto di vista del Viterbese, è il segretario provinciale dell'Italia dei Valori della Provincia di Latina, Enzo De Amicis.
"Non si conoscono ancora bene i termini dello studio commissionato dall'Enac alla One Works, Kpmg e Nomisma sulle strategie di programmazione per il sistema aeroportuale italiano e trasmesso al Ministero delle infrastrutture, che subito ritorna di scena il caso dell'aeroporto di Viterbo, che sembra il più estraneo ad una politica di contenimento di costi superflui rispetto ad un vero rilancio del mercato del trasporto aereo"
, dice De Amicis riferendosi proprio all'aeroporto della Tuscia. Ma questa è solo la ciliegina su una torta che potrebbe diventare amara tra i denti degli amministratori viterbesi.
"Se si volesse interpretare davvero bene lo spirito di questo studio costato all'Enac 500mila euro basterebbe analizzare la prima vera conclusione del Piano che ridimensiona la proliferazione degli scali aeroportuali in Italia e soprattutto tende a cancellare gli sprechi per scali che sono mal collocati, mal collegati e sottocapitalizzati. E questi requisiti li ha tutti lo scalo di Viterbo - chiarisce senza fronzoli il segretario pontino dell'Idv -. E quali obiettivi oltretutto avrà Viterbo per catturare il mercato e portarlo sul suo territorio, vincendo la competizione di altri scali? Tutto questo a fronte di un forte aumento del traffico aereo previsto, che per il 2030 aumenterebbe anche di oltre il 100% e che porterà lo scalo di Fiumicino alla saturazione già nel 2017. Rispetto a questa pianificazione Viterbo rappresenterebbe un buco nero nella riorganizzazione del Piano per la grande difficoltà di accesso alla rete ferroviaria e stradale e per i costi eccessivi, e poco utili degli investimenti infrastrutturali, e quindi di collegamento che si dovrebbero sopportare. Proprio in virtù di tutto ciò ritengo ancora che la decisione, esclusivamente politica, di cancellare Latina dalla mappa degli scali aeroportuali può essere rivista e questo in virtù anche di favorire un sistema integrato aeroportuale con Fiumicino per gli scali low-cost e cargo."
Nel suo elogio alle qualità di Latina, De Amicis chiude dicendo:
"a favore di Latina c'è sicuramente il fatto di non comportare eccessive dispersioni di risorse per le nuove costosissime infrastrutture ferroviarie e stradali di collegamento. Il monito che lancio alle forze politiche del territorio e principalmente a quelle che ci rappresentano alla Regione Lazio e quello di riprendere l'analisi della possibile localizzazione del terzo Scalo aeroportuale a Latina nella valutazione più complessiva di uno Scalo aeroportuale strategico e dai costi complessivi ridotti rispetto a quello di Viterbo"

sabato, dicembre 11, 2010

Infrastrutture: potenziamento del collegamento ferroviario tra Orte e Falconara

Buone notizie per il potenziamento del collegamento ferroviario tra Orte e Falconara. Il governo, infatti, ha approvato un importante atto riguardante il trasporto su rotaia. Si tratta dell'atto di Governo n.284, riguardante lo schema di programma tra il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e la Rete Ferroviaria Spa, per gli anni 2007-2011, con aggiornamento 2009. Nel documento si esprime in sostanza parere favorevole al potenziamento della linea ferroviaria nazionale e nello stesso si prevedono sia interventi inerenti il collegamento Orte-Falconara, sia il programma di avvio delle opere afferenti l'anello ferroviario di Roma e dell'intera tratta regionale del Lazio, con particolare riferimento alle province di Rieti e Viterbo. Ieri, così, il sindaco Marini ha diffuso una nota nella quale ringrazia
"il capogruppo del Pdl della Commissione Trasporti del Senato, Angelo Cicolani, per aver contribuito all'approvazione di questo importante atto governativo riguardante il trasporto su rotaia."
"Sono certo - continua Marini - che la nostra città potrà beneficiare dei vantaggi derivanti dall'approvazione di questo importante atto. Sulla base di questa decisione governativa e sull'ammissione del forte ritardo subito nel potenziamento della rete laziale, potremo rivolgerci alle sedi competenti per sollecitare i necessari, prioritari e indispensabili interventi riguardanti la nostra rete ferroviaria."
Il tema delle infrastrutture è da tempo al centro dell'agenda politica e al primo posto nelle richieste del mondo dell'imprenditoria

mercoledì, dicembre 08, 2010

Trasversale Orte-Civitavecchia: Nessun allarme i fondi ci sono

I soldi per il completamento della trasversale prendono altre "strade", ma la Regione recupera in corner evitando la protesta della Tuscia. Sono state ore intense quelle vissute negli ultimi giorni quando dal prospetto di bilancio varato con il voto unanime dalla giunta regionale, di cui per il viterbese fa parte l'assessore all'agricoltura Angela Birindelli, erano spariti i 117milioni di euro identificati con il capitolo di spesa
"Completamento Trasversale Orte-Civitavecchia."
Tutto è successo in poche ore, tanto che sia nel centrodestra, sia nel centrosinistra, si è scatenata la bufera. Qualche malumore è serpeggiato tra gli esponenti del Pdl locale, tanto che il sindaco Giulio Marini, insieme al presidente della Provincia, Marcello Meroi hanno preso in mano la il problema intervenendo direttamente con i membri della giunta regionale per riequilibrare in tempi estremamente brevi la situazione. Lo stesso assessore ai lavori pubblici, Luca Malcotti, è stato chiamato in causa rispondendo:
"Ogni notizia in ordine al definanziamento della Orte-Civitavecchia è destituita di ogni fondamento. L'opera - ha spiegato - era finanziata con i fondi Fas che, come è noto, sono stati spostati sul piano di rientro; l'intervento è tuttora coperto da finanza regionale e la giunta Polverini manterrà gli impegni presi."
La promessa non basta, servono i fatti.
"Il finanziamento per la Orte-Civitavecchia rimane in un fondo più ampio che si identifica come "
fondo per enti e ricogniti
" - dice ancora Malcotti - L'impegno preso per la Orte-Civitavecchia è stato suddiviso per i prossimi anni. Al momento verranno stanziati 55milioni di euro per il 2011 e 45milioni per il 2012. Inoltre stiamo valutando se destinare altri 17milioni di euro provenienti da risparmi dio gestione già sul 2011 o più avanti."
A tranquillizzare l'ambiente anche lo stesso assessore Angela Birindelli intervenuta per spiegare che:
"La Orte - Civitavecchia è un'infrastruttura strategica per lo sviluppo della provincia di Viterbo e sarà realizzata con fondi regionali, mantenendo gli impegni presi con i cittadini. La Giunta Polverini, anche in questo momento di difficoltà economica, ha dimostrato ancora una volta di operare con senso di responsabilità e attenzione ai territori."
Dunque i soldi, a parole, sembrano esserci.
"Diciamo che l'emergenza è stata risolta in tempi brevi - ammette il sindaco Giulio Marini -. Però potremmo soltanto ritenerci soddisfatti quando la giunta regionale voterà la delibera utile a destinare ufficialmente i fondi alla Orte-Civitavecchia. Spero che questo avvenga prima del consiglio regionale che approverà il bilancio."
Le poche parole di Marini fanno capire quanto sia stata aspra la battaglia per recuperare i soldi della Trasversale. Il primo a criticare la scelta della Regione è stato il consigliere regionale del Pd, Giuseppe Parroncini dicendo.
"Questo è l'ultimo regalo, insieme al termovalorizzatore e al nucleare, che questa destra vuole metterci sotto l'albero di Natale. Ma ormai anche chi finora ha cercato di difendere l'indifendibile per pura militanza, se davvero ci tiene alla Tuscia oggi deve alzare la voce con noi."
Estremamente dura Simonetta Badini, neo esponente di Fli.
"Sembra che sia in atto un disegno preordinato dice la Badini -, volto a colpire e penalizzare proprio il territorio viterbese, avallato dalla assoluta passività degli amministratori locali che supinamente accettano tali soprusi. Una sorta di suicidio per il nostro territorio, avvenuto nel più totale silenzio e immobilismo di chi ci rappresenta."
Critica anche la Filca Cisl, tanto da annunciare:
"Azioni di protesta per far sì che anche tale opera non venga inserita nel calderone delle incompiute, penalizzando ulteriormente questo territorio e la crisi occupazionale di questo settore. Tutto questo con il placet della politica locale"

sabato, novembre 20, 2010

Aeroporto, un sogno che si infrange

Niente soldi per le infrastrutture Viterbesi, ma l'aeroporto è sempre nei progetti dei politici locali. Continua a rimanere un caso quello della costruzione dell'aeroporto di Viterbo in quanto, anche se al momento senza progetto esecutivo il finanziamento del Cipe non sarebbe erogabile, l'ente nazionale ancora una volta non ha messo un euro su Viterbo. Niente aeroporto e soprattutto niente infrastrutture, che è la cosa maggiormente preoccupante. Il vero nodo è la strategia che gli industriali romani e allo stesso modo con l'intervento del sindaco capitolino, Gianni Alemanno, stanno portando avanti. Addirittura alcune settimane Alemanno, con altri rappresentanti degli industriali, tra i quali Luca Cordero di Montezemolo, avrebbe avuto un incontro per il potenziamento del collegamento ferroviario tra Roma e Fiumicino. Gli industriali avrebbero richiesto garanzie per tale investimento e guarda caso, come è stato riportato anche da quotidiani nazionali, l'impegno venuto da Alemanno è quello di arrivare all'ampliamento dell'aeroporto di Fiumicino. Ipotesi che per Viterbo significherebbe il tramonto di ogni migliore speranza di realizzazione dello scalo. Certamente qualche dubbio emergerebbe se, rileggendo bene l'intervento del presidente di Confindustria del Lazio, Maurizio Stirpe, all'assemblea degli industriali di Viterbo, quando in cima alla lista delle infrastrutture necessarie alla Regione, mette l'autostrada Roma-Latina. Guarda caso il Cipe ha sbloccato i fondi proprio per quel tratto autostradale. Ovviamente non mancano le critiche della politica locale.
"Viterbo deve volare oltre le false promesse. "Dopo circa tre anni abbiamo "scoperto" quanto a molti era ben chiaro sin dall'inizio: l'aeroporto a Viterbo è stato un mezzo politico, uno slogan, una chimera fortemente voluta da taluni per ingrassare interessi di pochi e sfruttare la speranza di chi, nella Tuscia, subisce la cronica mancanza di lavoro, di infrastrutture e di opportunità. Ognuno tragga le proprie conclusioni in merito. Il re è nudo!", dichiara Giovanni Anelli, responsabile dell'Italia dei valori. "Ora, dato che la Confindustria regionale e lo stesso Tajani hanno calato la pietra tombale sullo scalo di Viterbo, forse potremo cominciare a discutere con realismo di come dare alla Tuscia risposte in quanto a strade, ferrovie e collegamenti per pendolari e turisti, quelli veri - aggiunge Anelli -. Perché si possono trovare soluzioni e, soprattutto, si deve cercare un percorso alternativo che renda giustizia ad istanze di anni! Il distacco con Roma deve essere colmato. Una volta per tutte. Parallelamente, si dovrà progettare come far rinascere l'economia assopita e inaridita di questa provincia"

martedì, novembre 16, 2010

La tratta che fa impazzire i pendolari

È bufera sulla tratta ferroviaria Viterbo-Civita Castellana-Roma. Treni soppressi, corse sostitutive assenti e notevoli disagi per i pendolari che quotidianamente usufruiscono della linea che collega la città con la Capitale per raggiungere i posti di lavoro e di studio. Una linea ferroviaria regionale, attualmente data in concessione all'Atac di Roma, che entra così nel mirino delle proteste per un servizio sempre più inefficiente che crea non pochi malumori tra gli utenti. Stando a quanto affermano i sindacati, la disfunzione del servizio sarebbe imputabile a una vera e propria carenza di materiale, in altre parole a mancare sarebbero gli stessi convogli ferroviari. A oggi i treni fermi sarebbero addirittura cinque, di cui quattro fuori uso perché incidentati e uno attualmente sottoposto ad interventi di manutenzione. Considerata la mancanza di treni, la società si è vista costretta a coprire le corse con dei convogli piuttosto "attempati", i cosiddetti Tibb, che evidentemente non riescono a garantire un servizio efficiente e rimangono spesso bloccati in officina a causa di guasti tecnici. Accade così che lo sciame di passeggeri speranzosi che ogni mattina si reca alla stazione, rischi di rimanere appiedato dal giorno alla notte.
"Considerata la portata del problema - spiega Antonio Paglia, della Cgil - abbiamo richiesto a gran voce un incontro con la Regione Lazio ma a oggi non abbiamo ricevuto alcun tipo di risposta. Sulla vicenda regna il black out totale e l'unico ente che ha mostrato sensibilità rispetto al problema e si è dimostrato collaborativo in tal senso, è stata la Provincia. Inoltre - prosegue il sindacalista - la società ha cercato di coprire le corse soppresse istituendo un servizio di autobus sostitutivo ma anche quest'idea non è andata in porto. La società Cotral, interpellata per coprire questo tipo disagio, non necessita infatti di mezzi necessari da destinare al servizio sostitutivo."
Una tratta ferroviaria, quindi, che va avanti a stento e per cui appare sempre più fattibile il prospetto di chiusura. Un interruzione del servizio alla quale i sindacati si oppongono con forza:
"Siamo ben disposti a rimodulare gli orari purché il servizio non venga interrotto - spiega il rappresentate della Cgil - la linea ferroviaria è vecchia ed abbandonata perché da diverso tempo non è più oggetto d'interventi strutturali adeguati. Tuttavia, in tempi come questi, in cui si parla tanto di salvaguardia ambientale, sarebbe un vero e proprio scempio sopprimere i treni e sostituirli con degli autobus. Così facendo si andrebbe sovraccaricare la presenza di pullman in una città, come Viterbo, che in passato, ha già manifestato ingenti problemi di traffico congestionato"

mercoledì, novembre 10, 2010

Autostrada Tirrenica, è guerra

Autostrada Tirrenica. Le attività commerciali interessate dal nuovo progetto autostradale alzano la voce, chiedendo certezze per il loro futuro. A smuovere le acque non soltanto i proprietari di attività che si affacciano attualmente lungo la Statale Aurelia, per lo più impianti di erogazione di carburanti, ma anche di vendita diretta di prodotti ortofrutticoli, ma anche gli imprenditori che hanno investito i propri capitali nella zona commerciale di Tarquinia.
"Perché il sindaco Mazzola non mantiene le promesse fatte a tutta la cittadinanza? - tuonano - Aveva garantito che avrebbe tutelato tutte le attività locali cercando di studiare un percorso che avesse il minore impatto possibile per tutta la cittadinanza, ed invece oggi, attraverso internet leggiamo che le nostre attività sono nell'elenco di quelle dimesse."
Il proprietario di una delle attività che si affacciano sull'Aurelia coinvolti in questo taglio contestano anche le modalità con le quali hanno appreso la brutta notizia.
"Si convocano assemblee pubbliche e consigli straordinari per ogni motivo anche il più futile, invece per un progetto così importante come può essere l'autostrada e tutti gli espropri che ne conseguono, si rimanda tutto ad un semplice dischetto nel quale riuscire a capire qualcosa diventa veramente difficile."
Ed ancora:
"Noi abbiamo delle famiglie, spese programmate, mutui a carico, come è possibile che non si riesce a capire quale possa essere il nostro futuro. Chiediamo semplicemente di sapere in anticipo se alla nostra età dobbiamo cercarci un'altra occupazione oppure c'è qualche barlume di speranza di salvare le nostre attività."
i lavori che secondo il ministro Matteoli sarebbero dovuti iniziare già nel mese di settembre, sembra siano stati ritardati sino a gennaio. Preoccupati soprattutto i proprietari di distributori di benzina. Dal progetto definitivo sembra infatti che gli impianti esistenti vengano dimessi ed al loro posto vengano realizzati due grandi aree di servizio, una in direzione Grosseto e l'altra verso Civitavecchia.
"Qual è il nostro futuro?-incalzano- Chiediamo troppo se vogliamo certezze. I nostri impianti sono in comodato d'uso per cui anche da un esproprio noi non otterremmo niente, anzi perderemo solo la nostra occupazione. Fateci continuare a lavorare, solo questo chiediamo. Forse però ad essere tutelati saranno solamente i soliti noti."
Sul piede di guerra anche diverse attività insediate nella zona commerciale di Tarquinia. Nell'area infatti, sempre secondo il progetto definitivo dovrebbe insistere uno svincolo che andrebbe ad intaccare ben dieci attività commerciali.
"Noi abbiamo presentato le nostre osservazioni scritte alla Sat che laconicamente ci ha risposto che il progetto definitivo era quello e soltanto durante la fase operativa avrebbe tentato di ovviare alle problematiche avanzate.- spiegano- Da quanto abbiamo potuto apprendere, le carte su cui si è basato il progetto erano datate e le nostre attività che sono di recente insediamento, neanche esistevano. Ma dove era chi ci doveva tutelare, loro sì che sapevano della presenza dei nostri capannoni. Si parla tanto dell'autostrada come una boccata d'ossigeno per l'indotto economico locale. Finora però vediamo solamente attività che danno lavoro a numerosi tarquiniesi che saranno costrette a chiudere i battenti. Noi a questo gioco al massacro non ci stiamo."
Ora molto probabilmente inizierà di nuovo un continuo rimpallo di responsabilità tra stata, Sat, Regione e comune ma gli imprenditori a ricoprire il ruolo della vittima sacrificale proprio non ci stanno e compatti sono disposti a perorare sino in fondo le proprie ragioni

lunedì, ottobre 18, 2010

Bus alimentati con olii della ristorazione … erano anni che se ne parlava!

Piano tecnico delle navette ibride: prima presentazione avvenuta lo scorso 14 ottobre. Alle amministrazioni comunali della Provincia di Savona, partner nel progetto Etruscan coordinato dalla Provincia di Viterbo, è stato illustrato nello scorso giovedì, il piano tecnico delle due navette ibride, attualmente in fase di costruzione, alimentate a energia elettrica solare e a biocarburante prodotto da olii di ristorazione esausti. Nonché il percorso tecnico-amministrativo per installare gli impianti di trasformazione degli oli usati in biocarburante. Su iniziativa dell'assessore all'ambiente Paolo Equitani, ha preso parte a questa manifestazione anche una delegazione della Provincia di Viterbo, settore ambiente e energia, tra cui la dirigente Flaminia Tosini e dell'Università della Tuscia, Sonia Castellucci.
La Provincia di Viterbo sta riorganizzando il sistema di raccolta degli olii usati, e nell'ambito del partenariato del progetto Life+, la Provincia di Savona si pone come partner osservatore interessato a replicare l'iniziativa e a ripetere sul proprio territorio le buone pratiche che si realizzeranno nel corso del progetto Etruscan. L'iniziativa riveste un forte interesse per le amministrazioni comunali che attraverso questo modello possono, a livello provinciale, combinare la risoluzione del problema dello smaltimento degli oli usati con la promozione di trasporto pubblico ambientalmente sostenibile. Su questi temi si è tenuto a luglio a Bolsena un primo workshop rivolto ai comuni della provincia di Viterbo. Un secondo appuntamento per le amministrazioni comunali viterbesi è previsto nel corso del 2011. La delegazione ha anche definito i dettagli per la presentazione del progetto Etruscan alle scuole della provincia di Savona, previsto per la giornata del 21 ottobre. Gli studenti delle scuole della Provincia di Viterbo e dell'Università della Tuscia sono destinatari privilegiati di questa iniziativa. A loro sarà rivolto prioritariamente l'uso delle navette su territorio provinciale per escursioni didattiche gratuite e per trasporto verso le sedi dell'Università. Un concorso per la creazione del logo del progetto è stato lanciato a settembre, la cui scadenza è prevista per novembre e che è rivolto a studenti degli istituti superiori e universitari. I moduli didattici gratuiti sul cambiamento climatico, animati da giochi, cominceranno a partire da gennaio in tutte le scuole della provincia che prenoteranno un incontro. Approfondimenti sul progetto si possono trovare sul sito, in continua crescita: www.lifeetruscan.eu

martedì, gennaio 12, 2010

Le strade di Vetralla ... meritano di finire su Youtube!

Codici mette su youtube un filmato delle strade vetrallesi più dissestate ed i relativi cartelli del Comune, che segnalano di procedere con cautela.
"Strade malridotte, buche ovunque e automobili che corrono il rischio di danneggiarsi ogni volta che le attraversano o sono costrette a fare veri e propri slalom per evitarle. È questa la situazione di molte vie di comunicazione nel comune di Vetralla; una situazione che i cittadini devono affrontare ogni volta che si spostano all'interno del territorio comunale."
Ad evidenziarlo è la delegazione locale del Centro per i diritti del cittadino, che con una telecamera, ha percorso in automobile le strade del territorio , filmando il tutto e caricando su internet i video girati.
"L'inchiesta - proseguono da Codici - si è concentrata su via della Veronica, via Foro Cassio, via Mazzacotto, località Il Giardino e Tre Croci dove, fra l'altro, via Viterbo è ancora chiusa da una rete che impedisce l'uscita dal paese agli automobilisti, ma che nel frattempo sembra aver contribuito all'ulteriore dissesto del tratto di strada adiacente."
"Percorrendo le strade - insiste Codici - abbiamo notato inoltre molti cartelli, che immaginiamo siano stati messi dall'amministrazione comunale, in cui appare scritto 'Attenzione Strada dissestata procedere con cautelà, con tanto di segnale pericolo dossi e limite di velocità posizionato sui 30 chiometri orari. Le domande che vorremmo ora porre al sindaco Marconi e alla sua amministrazione sono le seguenti: dopo aver messo questi cartelli stradali, se un cittadino danneggia la propria automobile perché, pur mantenendo i limiti stabiliti, finisce in una buca senza rendersene conto, la responsabilità di chi è? Chi paga il danno? Perché le strade non vengono riparate?"
e ancora:
"Invece di investire i soldi pubblici nell'acquisto dei cartelli che indicano il dissesto delle strade, non sarebbe stato meglio spenderli per riparare alcuni tratti, oppure per sostituire le targhe che indicano le vie nei paesi o parte della segnaletica verticale, in molti casi illeggibili o ridotte in uno stato pietoso? Perché via Viterbo a Tre Croci è ancora chiusa?"
"Crediamo - conclude la delegazione di Codici - che queste domande siano legittime e che la risposta non sia dovuta soltanto a noi, ma innanzitutto ai cittadini del Comune di Vetralla"

martedì, dicembre 01, 2009

Fiumicino-Viterbo, più lontana di Norimberga-Fiumicino

L'incubo pendolari continua. Una saga infinita, una lotta in cui non ci sono né vinti né vincitori. O meglio gli unici che costantemente sono costretti a subire, perché non hanno altra possibilità, sono i pendolari che ogni giorno salgono sui treni, maleodoranti, e sarebbe il minimo, ed in costante ritardo. Due o tre ore il tempo che i pendolari sono costretti ad aspettare per poter salire sui treni. A questo si aggiunge anche la richiesta del Mosp, ovvero il Movimento pendolari di Viterbo, che, secondo il Movimento studentesco, ha presentato una serie di proposte inammissibili.
"Questi signori - dicono alcuni esponenti del Movimento studentesco onda pendolari (Mosop) - hanno fatto la voce grossa vista la latitanza delle istituzioni e hanno presentato una serie di proposte. Innanzitutto l'attestazione dei convogli di Viterbo a Porta Romana, che comporterà ancora più disagi a studenti e pendolari che si recano nella città dei Papi. La soppressione della fermata di Tre Croci per alcuni treni della sera. La soppressione del treno della mattina da Roma per Viterbo 22134 che parte da Anguillara alle 06.11, da Bracciano alle 06.36 per giungere a Viterbo alle 07.42, richiesta che recherà disagi sia alle persone che rientrano a casa dai turni di notte, sia agli studenti che frequentano le superiori a Viterbo. Se questa proposta dovesse essere accettata il primo treno da Roma giungerebbe a Viterbo alle 08.42."
Secondo il movimento studentesco le richieste del Mosp saranno responsabili di un ritardo di circa due ore nei collegamenti ferroviari e di fatto comporterà l'isolamento di Viterbo e tutta la provincia dalla Capitale.
"Noi non accetteremo passivamente che questi signori propongano la soppressione del treno degli studenti e l'attestazione dei convogli di Viterbo a Porta Romana - diccono dal Msop -. Anche noi abbiamo il diritto di viaggiare da esseri umani visto che paghiamo l'abbonamento, e questi signori del Mosp non possono arrogarsi il diritto di far sopprimere i treni a loro piacimento. I problemi dei ritardi non si risolvono lasciando gli altri pendolari a piedi."
Situazione insostenibile anche secondo un pendolare che si trova a dover viaggiare per andare a trovare la propria famiglia in Germania.
"Io vado spesso a trovare la mia famiglia in Germania e ogni volta sono costretto ad aspettare per ore a causa di ritardi - dice Bruno Corbianco -. É un situazione insostenibile. Bisogna prendere provvedimenti immediati. Impiego più tempo per compiere la tratta Fiumicino-Viterbo che per il tragitto Norimberga-Fiumicino"

lunedì, marzo 30, 2009

Autostrada tirrenica al posto dell'Aurelia?

Sul corridoio tirrenico, l'attacco durissimo del consigliere provinciale di Rifondazione Riccardo Fortuna (nella foto).
"Tra Pd e Pdl cambia solo una consonante? Come denunciato nei giorni scorsi dal giornalista ed ex direttore dell'Unità Furio Colombo, anche a noi pare evidente un brutto 'inciucio tra Pd e Pdl' ai danni del territorio e di chi lo abita.
C'è un progetto che deve 'passare' a tutti i costi, un danno enorme per la comunità e un grande affare per qualcuno: la Sat, Società Autostrada Tirrenica."
"Secondo il Ministro per le infrastrutture Matteoli - continua Fortuna - entro fine anno dovrebbero cominciare i lavori per la distruzione dell'Aurelia attuale in favore di un'autostrada, quindi a pagamento, che ne ricalcherà il percorso.
Sì, i nostri governanti si accingono a distruggere la stessa Aurelia, che nel recente passato avevano allargata al costo di un fiume di miliardi di vecchie lire, ma si sa che gli sprechi di denaro pubblico non hanno mai spaventato le nostre caste.
Siamo di fronte ad un colossale esproprio, con l'aggravio della deturpazione di una fascia costiera che verrà letteralmente tagliata via dall'entroterra.
Si pensi che l'altezza del 'muro autostradale' che vogliono realizzare, è grosso modo pari a quella del muro che separa Israele dalle zone palestinesi in Cisgiordania, 8-10 metri, mentre la larghezza del sedime autostradale è fino a 5-6 volte superiore a quella della zona di interdizione intorno al muro israeliano.
Non essendo la costiera maremmana in guerra con la Tuscia e la Toscana, facciamoci dunque un'idea dell'effettivo 'valore' di questo progetto per le comunità.
Si dovranno quindi demolire case e manufatti e poi anziché terminarne l'adeguamento, si divorerà metà dell'attuale Aurelia, affinché essa diventi praticamente impercorribile, costringendo il passaggio a pagamento sulla nuova tratta, da parte dei milioni di veicoli che transitano tra Roma e la Toscana.
L'affare è sicuro. Chi tra gli automobilisti non volesse pagare, può tranquillamente impantanarsi nella vecchia Aurelia, ridotta a poco più che una strada vicinale."
"Alla Provincia di Viterbo ed alle altre coinvolte - conclude Fortuna - intanto non viene chiesto alcun parere, mentre si interloquisce solo con le Regioni, che (giustamente) lo stesso Furio Colombo definisce come interessate quanto colpevoli.
Sono proprio Toscana e Lazio infatti, due Regioni in mano al Pd, a volere a tutti i costi la realizzazione del progetto, oltre ovviamente allo 'sponsor' istituzionale Matteoli, toscano di An.
Tramite Marrazzo, il Pd laziale si è ampiamente rivelato ed ha accolto la proposta della Sat , mentre i sindaci del Pd locale, si stanno largamente allineando.
I capitali necessari all'opera li metterebbe la società, mentre il Governo dovrebbe provvedere alle autorizzazioni ed ecco che l'affare è servito.
Il primo tronco necessiterebbe di un investimento di 3,8 miliardi di euro, tanto dunque valgono i nostri futuri pedaggi, tanto verrà tolto dalle tasche degli italiani e delle aziende, ma a questa astronomica somma dobbiamo pure aggiungere l'ovvio profitto che ogni impresa persegue.
Fate un po' voi il conto del 'favore' che a noi tutti stanno facendo il 'Partito degli Italiani' del ministro Matteoli e il Partito democratico di Toscana e Lazio.
Non c'è male vero?"

sabato, marzo 28, 2009

Prendi l'autobus, ti conviene: a Civita Castellana se ne sono accorti!

"Prendi l'autobus, ti conviene". Questo è lo slogan dell'opuscolo informativo e di educazione stradale che l'amministrazione comunale, in collaborazione con la Vitertur, sta distribuendo alle famiglie civitoniche per migliorare e stimolare l'utilizzo del mezzo pubblico in paese.
Il trasporto pubblico è conveniente per la collettività perché diminuisce la congestione dovuta all'uso dei mezzi di trasporto individuali, utilizza meno energia del trasporto privato, riduce i costi, riduce l'inquinamento atmosferico ed acustico, permette di muoversi anche a chi non possiede un mezzo privato.
"L'amministrazione comunale - dichiarano il sindaco Massimo Giampieri e l'assessore alla mobilità Antonio Scarinci -, fin dal suo insediamento ha compiuto una serie di interventi infrastrutturali e di ottimizzazione con un lavoro che ha portato a realizzare il parcheggio a servizio della stazione di Borghetto, marciapiedi in vaste zone della città, una serie di rotatorie come a via Falisca, via Ferretti, via Mazzocchi, piazza Di Vittorio, la riorganizzazione dei parcheggi, la realizzazione della quarta piazzola di sosta in via Belvedere Falerii Veteres e di diverse strade di penetrazione, misure di razionalizzazione della viabilità e potenziamento della segnaletica orizzontale e verticale, la chiusura parziale e temporanea del centro Storico con la realizzazione di percorsi pedonali protetti, l'imminente aggiudicazione dei lavori della variante Braccio Lungo Treja-Nepesina e relativo parcheggio a servizio del cento storico."
"L'impegno di questi anni - continuano i due amministratori - sarebbe stato ancor più efficace se accompagnato da una più forte azione di prevenzione, vigilanza e repressione contro quei comportamenti scorretti degli automobilisti che rendono il problema del traffico uno dei più complessi tra quelli che un amministratore deve affrontare.
Il contenimento della spesa per il pubblico impiego, previsto dalle leggi finanziarie che si sono susseguite negli ultimi anni, insieme al patto di stabilità, hanno provocato nel tempo un depauperamento degli organici della polizia locale che ha impedito un'azione più efficace.
La recente approvazione del nuovo regolamento di polizia municipale potrà offrire in un futuro prossimo un contributo significativo per affrontare il problema della vigilanza in maniera più decisa."
Va ricordato che il trasporto pubblico locale è stato ottimizzato grazie al rinnovo del parco automezzi con vettori a basso inquinamento, all'apposizione lungo le linee di nuove paline e pensiline con gli orari di fermata

sabato, ottobre 25, 2008

L'aeroporto di Viterbo complementare a Fiumicino?

Il giorno prima a Roma, quello dopo a Viterbo, ma il tema dell'incontro è sempre lo stesso: la realizzazione dello scalo della Tuscia.
Dopo la cabina di regia di giovedì col ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture Altero Matteoli, ieri nel capoluogo si è tornati a parlare di tempi, finanziamenti e progetti per la nascita di un'opera fondamentale per lo sviluppo del territorio viterbese.
Il Commissario europeo ai Trasporti, Antonio Tajani, il direttore del Trasporto aereo della Commissione europea, Daniel Calleja, il presidente e il direttore dell'Enac, Vito Riggio e Silvano Manera, il direttore dell'Enav, Nadio Di Rienzo, e il dirigente di Adr, Franco Giudice, si sono ritrovati a Viterbo insieme al sindaco Giulio Marini, il quale, grazie alla collaborazione dell'Aeronautica, li ha accompagnati in una visita all'aeroporto militare "Fabbri", prima di ritrovarsi tutti nella sala d'Ercole di palazzo dei Priori.
Hanno partecipato all'incontro anche gli assessori provinciali ai Trasporti, Renzo Trappolini, e ai Lavori pubblici, Antonio Rizzello, il consigliere provinciale Francesco Battistoni, il presidente della Camera di Commercio, Ferindo Palombella, e gli assessori comunali Giovanni Bartoletti, Giovanni Arena, Fabrizio Purchiaroni e Sandro Zucchi.
Dalla tavola rotonda, quindi, si è passati all'azione sul campo, dato che il gruppo in mattinata ha effettuato un sopralluogo alla pista di decollo e d'atterraggio e alla torre di controllo: l'ennesima dimostrazione della volontà delle istituzioni di realizzare davvero lo scalo viterbese.
"Ieri (giovedì, ndr) abbiamo iniziato un percorso importante - afferma il primo cittadino Giulio Marini -, e se oggi siamo qui è perché la procedura è entrata nel vivo.
Il percorso è lungo e complicato ma possiamo contare sul sostegno del governo e dell'Europa."
Se infatti giovedì a spiegare la posizione del governo ci ha pensato Matteoli, ieri a far sentire la vicinanza dell'Europa alla città di Viterbo è toccato a Tajani.
"Lo scalo della Tuscia sarà il secondo aeroporto di Roma - afferma il Commissario - dato che Ciampino soffre per problemi sia ambientali, sia di traffico aereo in corrispondenza di Fiumicino.
Viterbo può prenderne il posto, diventando così il secondo aeroporto della capitale e servendo un'importante fetta di territorio nell'Italia centrale e assumendo un'identità europea e, in prospettiva, anche internazionale."
In questa avventura la Tuscia potrà contare sul pieno appoggio della Commissione.
"L'Unione europea è pronta a collaborare alla realizzazione dell'aeroporto di Viterbo - sottolinea ancora Tajani - sia cofinanziandone la progettazione e gli studi di fattibilità, sia per la realizzazione delle infrastrutture di collegamento intermodale attraverso le risorse del programma ‘Marco Polo', purtroppo poco utilizzato dai paesi membri della Commissione."
A questo punto, quindi, spetta al governo italiano presentare i progetti per ottenere i fondi, specie per il rinnovamento dei collegamenti, stradali ma soprattutto ferroviari, tra la Tuscia e la capitale, i quali rappresentano la vera criticità in vista dell'aeroporto.
Ad occuparsi del nodo legato ai trasporti intermodali è Vito Riggio, presidente dell'Enac.
"Le condizioni affinchè la sfida dell'aeroporto di Viterbo diventi realtà sono due - dice -. La prima riguarda la progettazione, lo studio di fattibilità urbanistica e ambientale da presentare al massimo entro tre o quattro mesi.
Poi si dovranno iniziare insieme sia i lavori per la nascita dell'aeroporto che quelli per l'ammodernamento delle infrastrutture.
Non si può creare una nuova Malpensa, un'altra cattedrale nel deserto. Quando, tra 3 o 4 anni lo scalo entrerà in funzione, dovranno necessariamente essere pronti anche i collegamenti per trasportare in breve tempo i passeggeri a Roma.
Dobbiamo fare come gli spagnoli hanno fatto a Madrid con l'aeroporto di Barajas, che rimane il nostro modello."
Progetto ambizioso, ma in sostanza chi è che paga?
"Lo Stato non ha disponibili le risorse necessarie - continua Riggio con grande franchezza - ma se a realizzare l'aeroporto sarà il concessionario, cioè AdR, con fondi propri, allora le possibilità di creare un'infrastruttura importante di dimensione europea ci sono tutte.
Se invece i soldi non ci saranno, lo scalo non si farà."
Lapidario ma chiaro, anche se il governo, insieme agli enti locali, ha ribadito la propria volontà politica di portare avanti questo progetto.
Inoltre, come sottolineato da Tajani, si può ricorrere ai fondi europei.
"Non appena ci sarà il progetto per lo scalo - interviene poi il sindaco Marini - il governo varerà una legge obiettivo per la realizzazione di infrastrutture a sostegno dell'aeroporto di Viterbo, così come previsto dal Dpef nel luglio scorso."
Le infrastrutture restano un nodo difficile da sciogliere, ma una cosa è certa: Viterbo è un sito ottimale per la delocalizzazione di Ciampino.
A pensarla così è in primo luogo il direttore generale del Trasporto aereo dell'Unione europea, lo spagnolo Daniel Calleja.
"L'aeroporto di Viterbo - spiega - ha le caratteristiche per rispettare le tre condizioni indispensabili indicate dalla Commissione in materia di aeroporti: capacità, sicurezza e sviluppo sostenibile.
Nei prossimi anni - continua - il trasporto aereo continentale aumenterà di circa il 250%, per questo dobbiamo dotare i paesi membri di una rete aeroportuale efficiente.
Non a caso la ue sta lavorando al progetto ‘Cielo unico europeo', cofinanziando i progetti fino al 50%.
Accessibilità, intermodalità e sostenibilità sono al primo posto per la Commissione, e Viterbo può riunire tutti questi aspetti."
Secondo Calleja, lo scalo viterbese non solo non interferirà con il traffico diretto a Fiumicino ma, assorbendo i voli low cost di Ciampino, libererà spazi aerei che potranno essere utilizzati dall'hub della capitale, ampliandone le capacità e quindi lo sviluppo già programmato.
E se a Viterbo le compagnie low cost come Ryanair non vorranno atterrare, pazienza.
"Ce ne saranno altre - conclude Vito Riggio - l'importante è creare un aeroporto complementare a Fiumicino e specializzato in voli low cost.
Non dobbiamo commettere lo stesso errore fatto anni fa con le autostrade, quando la crisi economica fermò il processo di modernizzazione.
Una volta passato il periodo nero, non dovremo più essere gli ultimi della classe."