sabato, settembre 18, 2010

Il Festival di drammaturgia alle Scuderie di Palazzo Farnese

Dopo il successo della prima settimana di Quartieri dell'Arte, l'appuntamento con il festival di drammaturgia contemporanea è per questa sera, alle ore 21,00, presso le Scuderie di Palazzo Farnese con la prima italiana assoluta di "Mobil". La mise en espace di Marco Belocchi nasce dalla penna del grande drammaturgo catalano Sergi Belbel e vede come protagonista il cellulare: per una volta il trillo del cellulare, al quale ci siamo ormai rassegnati, non è elemento di disturbo, ma il protagonista di uno spettacolo teatrale. Quattro personaggi, due donne di mezza età e i loro figli trentenni, un ragazzo e una ragazza, un aeroporto dove si consuma un attentato terroristico, un albergo, un auto. In 29 brevi scene, complice il telefonino, le loro vite finiscono per intrecciarsi. Il ragazzo, che sembra amante invece che figlio, cerca di scrollarsi di dosso il peso di una madre decisamente ingombrante. La ragazza accusa il padre, assente nella scena, di aver approfittato della buona fede di sua madre e di averle rovinato la vita. Attraverso quindi un gioco di messaggi, segreterie telefoniche, scambi di numeri e di telefonini, si consuma un dramma generazionale al limite del grottesco, ma di forte impatto emozionale. Un segno di questa modernità tecnologica straripante nel mondo odierno attraverso cui ormai passa non solo la normale comunicazione verbale, ma anche il non detto, il sentimento nascosto e represso, l'ambiguità, la confusione che questi nostri tormentati tempi stanno percorrendo con tutto l'affanno, la fretta e l'ovvia totale incomprensione e incomunicabilità. "Mobil" (che in qualche modo sottende "mobilità") è in questo senso una vera commedia contemporanea, anche nella concezione dei luoghi: una stazione ferroviaria, un'auto, un aeroporto, concependo il luogo teatrale come un set cinematografico, dove il vero protagonista è forse il movimento, la contemporaneità delle azioni e soprattutto questo ossessivo rapporto con il telefono cellulare, simbolo della neo-comunicazione e apportatore di nuovi codici linguistici. La scrittura di Sergi Belbel, il più acclamato drammaturgo catalano vivente, crea vicende affascinanti e provocatorie sullo sfondo di alienazioni urbane e violenze da società occidentale contemporanea. I tratti del suo stile si ritrovano in "Mobil", testo che vede protagonista il famigerato e immancabile telefono cellulare. La commedia telefonico-digitale, come recita il sottotitolo, è una delle più recenti pièce di Belbel, una delle più provocatorie, delle più incisive, dove la violenza verbale esplode in un'effervescenza che lascia talvolta senza fiato, dove il quartetto di attori che la interpreta è chiamato a un notevole tour de force recitativo, come si addice alla migliore tradizione drammaturgica
Corriere di Viterbo Sabato 18 Settembre 2010

Nessun commento:

Posta un commento