mercoledì, settembre 29, 2010

Tomba del Dado riaperta

Tomba del Dado Un unicum nell'architettura funeraria etrusca
Anche se magari non è appropriato parlare di miracolo, l'apertura al pubblico della Tomba del Dado può giustificare anche questo azzardato paragone. L'evento, che si concretizzerà ufficialmente nei prossimi giorni per merito della CooperativaCorunas e della sua intraprendente e mai doma presidente Luciana Franci, segna infatti una bella pagina della storia di Tuscania. La Tomba del Dado è presente su tutti i libri di storia dell'arte e rappresenta un unicum nell'architettura funeraria degli etruschi. Un manufatto del VI secolo che dimostra la valenza storica e artistica dell'antica civiltà di Tuscania. Una valenza che purtroppo si è persa nel tempo, tanto che per tutti gli anni novanta e fino a oggi questi ori di famiglia giacevano sepolti tra le sterpaglie e i rovi. La riapertura al pubblico della Tomba del Dado è resa possibile da un accordo tra i privati e la Soprintendenza archeologica. La Coop Curunas è riuscita là dove hanno fallito, nonostante i ridondanti impegni elettorali, decine di amministrazioni comunali che si sono succedute nel tempo. Gli eredi Pacini, proprietari dei terreni limitrofi alla necropoli della Tomba del Dado, hanno dato fiducia a Luciana Franci e alla sua cooperativa di servizi. Con questo ultimo importante risultato la Coop Curunas ha fatto poker, rendendo fruibile ben quattro necropoli: la Tomba della Regina, la Tomba di Pian di Mola, l'Ara del Tufo e, dulcis in fundo, la Tomba del Dado. Adesso spetta agli organi dello Stato favorire il pieno sviluppo di questo importante progetto così come sancito dall'articolo 1 del Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio:
"Lo Stato, le Regioni, le Città metropolitane, le Province e i Comuni assicurano e sostengono la conservazione del patrimonio culturale e ne favoriscono la pubblica fruizione e la valorizzazione"

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