venerdì, ottobre 08, 2010

Chiude il Museo contadino a Tarquinia

Chiude il Museo della Civiltà contadina. L'associazione Borgo dell'Argento che per diversi anni aveva curato in maniera assolutamente volontaria, l'allestimento che riproduceva fedelmente uno spaccato della vita contadina della Tarquinia dei primi del novecento, si è vista non rinnovare il contratto di locazione da parte dell'amministrazione comunale.
"Il vecchio contratto scadeva nel mese di agosto - spiegano i rappresentanti dell'associazione - e a settembre il Comune ci ha chiesto di smobilitare il tutto e di riconsegnare le chiavi."
Il Museo della Civiltà contadina era situato nel cuore della Tarquinia medioevale nei pressi della porta Maddalena, sovrastato dalla suggestiva Torre detta di Dante.
"Tarquinia che si vanta di essere la culla della cultura e dell'arte perde un'altra testimonianza della sua storia - incalzano -, Ancora una volta vengono calpestate le tradizioni della nostra città. L'unica spiegazione che il Comune ci ha fornito e che il museo era spesso chiuso al pubblico. Possiamo invece garantire che tutti i fine settimana il museo è stato sempre visitabile ed ogni qual volta abbiamo ricevuto chiamate di turisti che volevano visitarlo fuori dall'orario canonico, siamo sempre accorsi ad aprire, anteponendo l'interesse della città agli impegni privati."
Forse alla base della scelta, anche gli attriti che nel recente passato si erano registrati tra l'associazione e l'amministrazione comunale, vedi Giostra degli Sponsali e Sagra del Ferlengo. Inoltre si mormora che al posto del museo sorgeranno alcuni uffici comunali. Nel museo inoltre erano conservati oltre 300 oggetti di utilizzo quotidiano, appartenenti al secolo scorso che attestavano il consistente patrimonio contadino di Tarquinia. La collezione, unica nel suo genere, presentava utensili, libri, mobili, abiti antichi, biancheria, monete, giochi di una volta e perfino una lista di proverbi. In un'unica sala si potevano ammirare: la vecchia cucina, la camera da letto, l'armadio, l'angolo degli attrezzi, i gioghi per il bestiame, la falce, il cava-finocchi, le lanterne della ferrovia, la sella del buttero con la mazzarella, lo smielatore, lo svecciatore, le grandi bagnarole, la pompa del vino a mano e tanti tanti altri utensili.
"Stiamo cercando di affidare il nostro materiale ad altri musei che abbiano a cuore il rispetto delle tradizioni. Ci domandiamo infine cosa ci stia a fare a Tarquinia un assessore alla Cultura, se non riesce a preservare neanche il patrimonio già esistente. Forse vale di più una lauta cena per il Premio Cardarelli che un museo unico nel suo genere."

Inoltre anche quest'anno per motivi non meglio precisati la Sagra del Ferlengo emigrerà nuovamente a Monte Romano

Fabrizio Ercolani

Corriere di Viterbo Venerdì 8 Ottobre 2010

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