lunedì, giugno 29, 2009

Il Bullicame ... a secco

C'è chi lo ha definito, e non a torto, "il tesoro dei viterbesi", un piccolo paradiso poco distante dalle mura cittadine in cui sorgenti di acqua calda e piscine naturali che sgorgano dal nulla in mezzo al verde danno prova di quante meraviglie sia in grado di offrire la natura.
Ma come tutti, o quasi i tesori di cui è ricca la città dei Papi, anche il Bullicame è gestito con una logica che, sia concesso, lascia davvero a desiderare.
Se nei secoli l'Eden viterbese ha conquistato non solo l'anima ma anche il corpo di chi ha avuto la fortuna di conoscere la beneficità delle nostre acque, oggi non sarebbe lo stesso.
Il cratere di circa 5 metri, forse la fonte termale più nota tra le sorgenti viterbesi, verte in una spiacevole situazione che non lascia indifferenti i tanti cultori del Bullicame che negli ultimi mesi, capitanati dallo scrittore viterbese Giovanni Faperdue, si sono riuniti sul social network più gettonato.
"Sono quelli che rivogliono le pozze del Bullicame"
a segnalare che nel luogo caro a Dante Alighieri, solo per citare uno dei suoi più autorevoli fruitori, oggi esce si e no un rigolo d'acqua tra l'altro alimentato non dal naturale sfioro della sorgente principale che anticamente colmava le tre piscine, ma da una pompa.
Del calore vivo di quest'acqua miracolosa oggi rimane ben poco.
E per quanto possa sembrare piacevole in estate, attualmente le piscine sono tiepide e timide in cui ben poco rimane dell'antico splendore.
Scherzi della natura? Tutt'altro.
L'acqua che sgorga dal ventre della terra è andata negli anni via via diminuendo a causa della continua "razzia" delle Terme che ha provocato un abbassamento della falda e il successivo impoverimento del bacino idrotermale.
Fino a pochi anni addietro la sua portata era sufficiente ad alimentare le piscine costruite nel Parco del Bullicame (anche se definirlo parco è forse un po' azzardato), realizzato attorno alla storica sorgente, ma agli occhi di chi l'ha vista nei suoi tempi migliori, oggi offre uno spettacolo desolante.
L'area completamente recintata, ma accessibile liberamente giorno e notte, agli occhi di chi la visita è impossibile non avvertire un senso di abbandono che ha tradito la memoria storica del luogo.
É facile indignarsi se si pensa che chi gode di un tale patrimonio non solo alimenta una struttura termale particolarmente onerosa anche alla luce degli ultimi esorbitanti aumenti del biglietto d'ingresso e degli abbonamenti, tanto che un'ipotetica famiglia di quattro persone se volesse godere del privilegio di immergersi nel calde acque termali viterbesi di domenica deve sborsare 100 euro in cambio di un servizio che per certe cifre dovrebbe offrire decisamente di meglio, ma viene utilizzato in modo per così dire inopportuno.
Sembra infatti che il centro termale poco distante dalla fonte Carletti oltre ad usufruire di 35 litri di acqua al secondo anziché 14 venga sfrutti la fonte pure per alimentare l'impianto di riscaldamento dell'intera struttura.
É possibile essere depredati così impunemente di un patrimonio pubblico? e possibile che i viterbesi per godere di qualcosa che gli appartiene devono accontentarsi delle briciole (o meglio delle gocce) se non vogliono prosciugare le proprie tasche per una centro termale? Con la viva spera che il progetto in atto che dovrebbe far luce sulla reale salute del bacino termale del Bullicame possa finalmente regolamentare una situazione ignorata (volutamente?) per troppo tempo

sabato, giugno 27, 2009

A Montalto di Castro 800 posti barca per turisti

Un'ulteriore opportunità per il litorale castrense, dalle parti di Montalto. È stato definito così dal sindaco Salvatore Carai, il progetto relativo alla realizzazione del porto turistico locale.
Saranno circa 800 i posti per le barche che attraccheranno nella cittadina tirrenica, una nuova struttura che va così ad arricchire le risorse dell'indotto turistico della zona, già in gran parte votato a questo tipo di attività.
"La struttura in progetto non è assolutamente impattante col resto del paesaggio locale."
Questo ha voluto precisare anzitutto Carai. Il porto turistico sorgerà infatti a destra della foce del fiume Fiora, valido attracco anche per i pescatori locali che da anni sono una delle risorse produttive del terziario più importanti e che finalmente potranno godere di un servizio in più, mettendo fine alla annosa diatriba circa le loro precarie condizioni di attività, dopo le mareggiate soprattutto.
"Lo scorso 15 giugno – ha spiegato il primo cittadino castrense - è stata convocata la Conferenza dei servizi per poter iniziare a discutere il progetto e i suoi possibili miglioramenti con la Regione Lazio, entro trenta giorni da questa data, contiamo che vi sia l'apertura definitiva del procedimento."
Ad esprimere un parere e soprattutto a lavorare sulla sostanza di questo importante progetto per la realtà marittima di Montalto, sono chiamati oltre al Comune, anche la Regione Lazio, l'Ardis, la Capitaneria di porto e il Demanio marittimo

venerdì, giugno 26, 2009

Il Festival Mirto d'oro 2009

Apertura "col botto" per il cartellone della stagione teatrale estiva di Ferento: il concerto di Franco Battiato, che, dopo l'anno sabbatico 2008, è in tour e farà tappa al teatro romano di Viterbo.
Un evento, già di per sé eccezionale, anteprima di una serie di spettacoli tutti di notevole spessore con protagonisti attori e attrici di prestigio: Leo Gullotta, Luca De Filippo, Ivana Monti, Eleonora Brigliadori e, dulcis in fundo, ma non per questo da meno importante, Giorgio Albertazzi che si cimenta nella lettura di Dante.
Da non dimenticare, subito dopo il concerto di Battiato, il recital di Giobbe Covatta, un'escalation su virtù e vizi degli italiani e, sempre nel cartellone, lo spettacolo "Un giorno lungo quarant'anni" nel quale Gianfranco D'Angelo con al fianco Nina Moric, "racconta l'Italia" confrontandola con i suoi successi.
Ieri mattina nella sala del consiglio di Palazzo Gentili il presidente della Provincia di Viterbo Alessandro Mazzoli, l'assessore provinciale al Turismo, Angelo Cappelli, l'assessore alla Cultura del Comune di Viterbo, Fabrizio Purchiaroni e Patrizia Natale del Consorzio teatro Tuscia hanno illustrato alla stampa il programma della manifestazione, che prenderà il via il 12 luglio.
"Ferento rappresenta una tappa fondamentale dell'attività della Provincia e del servizio che rendiamo al territorio - ha detto il presidente Mazzoli - Il calendario degli appuntamenti, realizzati con la preziosa collaborazione del consorzio teatro Tuscia, dà il senso del nostro investimento e della convinzione con cui portiamo avanti questa manifestazione.
Il programma dà ampio spazio al teatro, alla musica, alla danza e dire che siamo soddisfatti è veramente poco."
Gli ha fatto eco l'assessore Angelo Cappelli.
"La stagione 2009 di Ferento è sia un punto d'arrivo che uno di partenza - ha dichiarato -.
Si conclude un lavoro impegnativo fatto da tante persone che con dedizione hanno messo insieme un programma d'eccezione.
Si parte perché con Ferento si apre la stagione estiva degli eventi nella Tuscia che saranno tutti di grande richiamo."
i 13 spettacoli in programma si terranno tutti nel teatro romano di Ferento alle 21.15 dal 12 luglio al 6 agosto.
"Il programma di Ferento - ha aggiunto l'assessore Purchiaroni - non ha bisogno di essere presentato, i nomi parlano da soli e sono una garanzia per la riuscita.
Per la città di Viterbo è un momento importante perché Ferento è la prosecuzione naturale della stagione teatrale dell'Unione e mi auguro abbia lo stesso grande successo."
Patrizia Natale del Consorzio Teatro Tuscia, che ormai da molti anni si occupa dell'organizzazione degli spettacoli estivi al teatro romano ha detto:
"Ferento è una manifestazione che si fa da circa 40 anni e che, nonostante l'età, si mantiene vitale e brillante.
In programma oltre a classici della prosa e rivisitazioni, ci sarà spazio per la musica.
L'inaugurazione invece è stata affidata a Franco Battiato che il 12 luglio si esibirà in concerto.
Il 4 agosto sarà la volta della giovane Alessandra Amoroso, la cantante vincitrice dell'ottava edizione di Amici."
Ci sarà anche il balletto con un Satyricon con cento persone in scena per le coreografie e la regia di Aurelio Gatti; la giovane, ma già affermata, Ambeta e Josè Perez, in una serata di gala con 7 étoiles internazionali.
Luca De Filippo, messi da parte i panni eduardiani, si cimenterà ne "La dodicesima notte" di Shakespeare, Ivana Monti affronterà interpreterà "Le Troiane" di Euripide, mentre la Brigliadori sarà la Lisistrata di Aristofane, diretta da Livio Galassi.
Infine anche due "chicche": In scena "Il Vantone" di un Pier Paolo Pisolini ispirato da personaggi delle borgate romane e la commedia platina "Pseudolus" interpretata da Franco Oppini per la regia di Maurizio Annesi.
I prezzi: 50 euro (ridotto 40) per Battiato; 20 poltrona (ridotto 18) e 18 euro (ridotto 16) per Albertazzi.
Diciotto euro (16 ridotto) per la poltrona e 16 euro (ridotto 14) per tutti gli altri spettacoli

lunedì, giugno 22, 2009

Effetto Brunetta a Viterbo

In seguito alle indagini promosse dal ministro Brunetta per monitorare le assenze nella pubblica amministrazione, la provincia di Viterbo risulta, per il mese di maggio, una delle più virtuose d'Italia.
Anche il Lazio, per quanto riguarda le regioni, è al terzo posto dopo Molise e Liguria con un calo dell'assenteismo del 60,9%.
Viterbo però fa ancora di meglio: è, infatti, la terza provincia in classifica, dopo Gorizia (-72,4%) e Agrigento (-92,1%), con il 70,7% di malattie in meno rispetto al maggio dello scorso anno.
Le assenze dei dipendenti pubblici sono state rilevate dall'Istat e, in seguito, raggruppate secondo criteri ben precisi che riescono a mettere meglio a fuoco la situazione dei diversi settori amministrativi e delle differenze che intercorrono a livello geografico.
Nel complesso a maggio 2009 le assenze per malattia si sono ridotte del 34,6%, un risultato ancora più significativo se si considera che già nel 2008 era stato registrato un calo dell'11%.
Significativa in particolare la diminuzione delle malattie di durata superiore ai 10 giorni che in tutto il paese sono scese del 29,2%.
I settori migliori sono le Asl e gli istituti di previdenza sociale, mentre il peggiore è quello istituzionale (ministeri, presidenza del consiglio e agenzie fiscali).
Una classifica distinta è stata inoltre stilata in merito al mondo dell'istruzione suddividendo tutto il corpo docenti per grado di insegnamento.
Anche in questo campo i dipendenti pubblici sembrano aver seguito il consiglio del ministro della pubblica amministrazione: sia i professori che il personale Ata hanno, infatti, diminuito le assenze di più del 30% (rispettivamente -33,7%, e -32,7%).
Geograficamente parlando i docenti del Nord Ovest si meritano il primo posto per assiduità nel lavoro, mentre il personale amministrativo migliore del Belpaese è quello del Sud e delle Isole.
Gli insegnanti del Lazio sono a quota -28,6%, mentre gli Ata sono a -30,6%. La situazione specifica della provincia di Viterbo è particolare: gli insegnanti sono meno "bravi" rispetto alla media laziale (-20,5%), ma il personale Ata ha fatto di meglio (-32,5).
La classifica scende ancor più nel dettaglio specificando in quali livelli di scuola si trovano i docenti più volenterosi.
E qui a Viterbo si riscontra una curiosa discrepanza. Se, infatti, la scuola dell'infanzia e la primaria rilevano ottimi risultati (rispettivamente -35,2% e -34,1%), la secondaria di primo grado della Città dei Papi riporta addirittura un valore di segno positivo.
Le assenze dei professori sono quindi aumentate dell'1,6% invece di diminuire e solo Rovigo (con un +12,6%) è messa ancora peggio.
Nella scuola secondaria di secondo grado infine la situazione migliora, anche se non di molto, e Viterbo registra una diminuzione di appena -2,6%, poco prima di Biella (-1.3%) e Piacenza (+4,3%).
Analizzando tutti i dati quindi la discrepanza più netta che si rileva è la forte differenza tra il mondo dell'istruzione e quello dell'amministrazione pubblica.
Nella Tuscia i docenti e il personale Ata sono, infatti, i meno "corretti", mentre meritano una nota positiva i dipendenti di Provincia e Inps che hanno limitato al massimo le assenze per malattie nel corso di questo ultimo anno.
Pagelle anche per chi siede in parlamento, stilate sulla base della partecipazione alle votazioni. I deputati del Lazio hanno un indice di attività di appena 1,9. Un po' meglio i senatori che registrano un 2,1. Per quanto riguarda le presenze al voto invece, questi ultimi fanno qualcosa in più rispetto ai colleghi deputati (80% di presenzialismo contro 76%).
i rappresentanti della regione Lazio non si posizionano affatto bene rispetto agli altri e, considerando che ci troviamo proprio nell'area che ospita i palazzi governativi, non è certo un punto a favore.
La provincia di Viterbo però può almeno vantarsi di una rappresentante davvero esemplare come l'onorevole Allegrini, che a livello nazionale è risultata proprio una delle migliori

domenica, giugno 21, 2009

Caffeina 2009

Cultura, spettacolo e soprattutto "esercizio della mente, liberamente ovvero senza condizionamenti."Al terzo anno di vita "Caffeina" diventa un colossale contenitore di eventi, oltre 140, con l'immancabile e prestigiosa serie di presentazione di libri di firme illustri a partire da Maurizio Costanzo, Enrico Mentana, Ascanio Celestini, Gaetano Savatteri, Giampaolo Pansa (che ritorna, dopo il successo del 2008), Vladimir Luxuria.Tre i momenti di spettacolari: Sergio Castellino e Margaret Mazzantini nel reading a margine del romanzo "Venuto al mondo" (1 luglio) Vinicio Capossela e Vincenzo Costantino per la presentazione del libro "In clandestinità" (4 luglio) e Alessandro Bergonzoni in "Nel", uno spettacolo per "unire a lui tutti gli uomini" (a pagamento la sera conclusiva il 17 luglio).
Tutto, per la maggior parte, concentrato dal 30 giugno fino al 17 luglio, tre settimane, dunque, tra piazza e cortile San Carluccio, il complesso medievale "La Zaffera" (con letture di classici), piazza San Pellegrino, piazza Scacciaricci e dintorni.
La presentazione del cartellone, ieri mattina, a Palazzo dei Priori da parte degli animatori Filippo Rossi e Andrea Baffo è stata preceduta da un filmato.
Erano presenti: il sindaco Giulio Marini, l'assessore comunale alla Cultura, Fabrizio Purchiaroni, il presidente della Provincia, Alessandro Mazzoli; l'assesore provinciale alla Cultura, Fausto Furietti; il presidente della Camera di Commercio, Ferindo Palombella; il direttore della Confindustria di Viterbo, Antonio Delli Iaconi.
Presenti anche molti sponsor e, tra i rappresentanti delle istituzioni, per conto del Governo, di Mauro Rotelli, a nome del ministro delle Politiche giovanile, che ha confermato l'appoggio che Caffeina ha nel contesto dei festival letterari italiani e nell'opeazio "Largo ai giovani" ad opera dello stesso dicastero.
Tra gli eventi anche una mostra curiosa e prestigiosa "Cose dell'altro mondo" con pitture di Robin Jean Hughes della nuova Zelanda e foto della reporter italo americana Anita Sanseverino Galan del New Jersey.
A inaugurare gli eventi, la sera del 30 giugno, Antonio Scurati con
"Il bambino che sognava la fine del mondo."
Per la sezione "Storia" , un contenitore nel contenitore, oltre Pansa, giornalisti di spessore come Marcello Sorgi (ex direttore Rai Uno e La Stampa), Filippo Anastasi (Rai), massimo franco e, l'11 luglio Giordano Bruno Guerri destinatario di un premio Caffeina - Storia.
"Caffeina quest'anno non prevede solamente incontri con gli autori: c'è spazio per i bambini, con favole, animazione e spettacoli, naturalmente "Senza caffeina"; c'è la consegna di un premio letterario e c'è, nelle vie del quartiere San Pellegrino, Wall, una mostra-concorso fotografica nazionale dedicata ai Muri, nel ventennale della caduta di quello di Berlino, con Toni Capuozzo a presiedere la giuria; c'è Caffeina Storia incentrato su snodi e personaggi del nostro recente passato.
E se sono confermati anche quest'anno i concerti di mezzanotte c'è una grande novità, per questa edizione: si tratta dei corsi di Caffeina.
Cinque serie di lezioni dedicate ad argomenti insoliti e stimolanti (astronomia letteraria, biblioterapia, lingua etrusca, "dal libro al gioco" e "parole in scena").

giovedì, giugno 04, 2009

PaleoLazio, chi c'era prima di noi ad Acquapendente

Alla ricerca dell'origine della vita nella vasta area del Lazio. Stamani alle 10 presso il Museo della Città di Acquapendente verrà inaugurata la mostra
"PaleoLazio, chi c'era prima di noi."
Con l'aiuto di scenografie, pannelli e modelli di animali nella mostra si racconta la storia della vita nel Lazio a partire da 250 milioni di anni fa, quando il Lazio era completamente sommerso dal grande mare della Tetide, di cui il Mediterraneo è solo un piccolo residuo.
Interverranno alla cerimonia di inaugurazione Alberto Bambini, sindaco di Acquapendente; Laura De Martino della Regione Lazio, Ufficio Musei, Sistema museale Resina; Pietro Tamburini, coordinatore Sistema museale lago di Bolsena; Claudio Manicastri, direttore Museo civico di zoologia di Roma; Gianluca Forti,direttore Museo del Fiore di Acquapendente; Filippo Belisario dell'Agenzia regionale Parchi; Francesco Biondi, dell' Università della Tuscia.
Dopo il prosciugamento del "grande mare" nell'area apparve l'uomo, del quale la presenza nella Preistoria risale a più di 200.000 anni fa.
Nonostante l'intensa attività vulcanica che ha coperto gli antichi paesaggi con una spessa coltre di depositi, alcune località hanno restituito strumenti in selce come i bifacciali, tipici della industria litica acheuleana che risale al Paleolitico inferiore ed è prodotta dall'Homo erectus e presapiens.
La presenza umana è accompagnata dai resti di grandi mammiferi come elefanti e ippopotami. I manufatti esposti provengono dalla formazione geologica definita come Terrazzi del Tevere nella zona di Orte.
Sui terrazzi più recenti sono stati raccolti strumenti del Paleolitico medio, caratterizzati da raschiatoi e punte ritoccate di Industria Musteriana prodotti dagli uomini di Neandertal.
I pachidermi dei millenni precedenti sono sostituiti da animali più piccoli come cervi e stambecchi.
Dopo la fine dell'attività vulcanica, quando il territorio ha raggiunto un assetto simile all'attuale, si nota la presenza dell'Homo sapiens sapiens, soprattutto in grotte e ripari sotto pareti rocciose, segnalata dall'industria litica su lame di selce del paleolitico superiore e del Mesolitico.
La mostra di Acquapendente resterà aperta fino al 31 maggio 2010 nei giorni di venerdì sabato e domenica dalle 10 alle 13 e dalle 15.30 alle 19; nei restanti giorni visite su prenotazione per scolaresche e gruppi.
Telefonare ai numeri 800.411834 - 0763.730246

mercoledì, giugno 03, 2009

Concerti e manifestazioni a Tarquinia in ricordo del compositore Giacomo Setaccioli

Tarquinia ricorda il maestro Giacomo Setaccioli, una figura importante nel contesto della storia cornetana.
Nell'ambito delle celebrazioni del 140° anniversario della nascita del Maestro, l'associazione musicale "G.Setaccioli" di Tarquinia ha organizzato una manifestazione che avrà luogo da domani al 7 giugno. Concerto d'apertura nel pomeriggio di giovedì 4, eseguito dalla banda della polizia municipale di Roma.
La sera di venerdì 5, presso il Palazzo dei Priori, ci sarà un recital musicale sulle composizioni del maestro Setaccioli, eseguito da Debora Onagro, diplomata in clarinetto al conservatorio "a.
Steffani" di Castelfranco Veneto e da Pierluigi Piran al pianoforte. Domenica 7 giugno alle 21, nella splendida cornice naturale del sagrato della chiesa di S.Maria in Castello, la banda cittadina eseguirà il concerto di chiusura.
Giacomo Setaccioli, a cui la banda è intitolata, a ricordo di un altro dei personaggi (Vincenzo Cardarelli solo per citare il più famoso) che hanno avuto i natali a Tarquinia e che è stata una figura di spicco nel panorama musicale di fine ottocento, tra i compositori e gli insegnanti italiani di conservatorio.
Nato a Tarquinia nel 1868, si diploma in flauto presso il liceo musicale di Santa Cecilia. Viene però folgorato ben presto dalla composizione. Studia con Cesare De Sanctis (allora rinomato didatta), si diploma nel 1893 e tenta quindi la carriera di compositore.
La sua prima opera, "L'ultimo degli Abenceagi", attira l'attenzione del tenore Roberto Stagno e del soprano Gemma Bellincioni, la quale sarà protagonista della seconda, "La figlia di Mark", in scena al Costanzi di Roma il 6 maggio 1896.
Due anni dopo, una sua Ouverture da concerto vince il primo premio ad un Concorso indetto dall'Accademia di Santa Cecilia.
Nel 1903 Setaccioli termina di scrivere addirittura una "Adriana Lecouvreur" su libretto di Enrico Golisciani che mai però calcherà le scene, anche perché il principale sostenitore del compositore e dell'opera, Stagno, muore nell'aprile 1897; e poi, sullo stesso soggetto, si era fatto avanti un certo Cilea.
Da quell'anno Setaccioli diviene insegnante di contrappunto a S.Cecilia. Saltuariamente si dedica anche alla direzione d'orchestra, scrivendo inoltre saggi e articoli che vengono pubblicati in diverse riviste.
Fece scalpore la polemica a distanza con Alfredo Casella, scandita da una serie di violenti articoli

Soriano nel Cimino ricorda il bombardamento degli Alleati del 5 giugno 1944

Per non dimenticare il bombardamento aereo che ha colpito Soriano il 5 giugno del 1944, l'amministrazione ha organizzato una cerimonia commemorativa per ricordare le numerose vittime.
Un evento tragico che ha segnato per sempre il paese cimino. Il bombardamento del giugno 1944 da parte degli alleati, oltre a far fuggire i pochi tedeschi rimasti, causò molti morti civili, rase al suolo diversi quartieri e ridusse all'impotenza il locale movimento di resistenza.
Il ricordo di quella catastrofe, sempre vivo nella mente di molti cittadini, privò della casa tanti sorianesi e creò molti lutti.
Un giorno dedicato alla memoria storica che non serve solo a far rivivere i ricordi, ma anche ad invitare al rigore morale e al rispetto del senso di giustizia.
La cronaca cittadina, prima di quel bombardamento aereo del 5 giugno, non registrava eventi di particolare importanza.
Infatti secondo le testimonianze dell'epoca, per molti sorianesi la guerra era ormai finita e il peggio passato.
L'arrivo delle truppe alleate a Roma era una garanzia di sicurezza e di libertà. In realtà la popolazione era convinta che Soriano non sarebbe mai stato bombardato. E invece alle ore 19,20 del 5 giugno '44, sono stati sganciati numerosi grappoli di bombe, che hanno distrutto i rioni Concia, Piazza Nuova e Santa Rosa.
Le vittime sono state 188 e 250 le case distrutte, altre 300 danneggiate. Danni per 150 milioni di lire. Questa la nuda cronaca dei minuti di inferno. É per non dimenticare tutto questo, che ogni anno puntualmente a Soriano vengono messe in piedi una serie di iniziative che cercano di ricordare quei momenti.
Il programma della giornata prevede alle 18,15 la Messa presso la chiesa di Sant'Agostino in suffragio delle vittime e a seguire la deposizione della corona di alloro presso la lapide in via Vittorio Emanuele.
Alle 21 al chiostro ci sarà il concerto del coro polifonico "f. Suriano", diretto dal maestro Andrea Fagioni. Parteciperanno ai canti anche le classi quarte della scuola elementare e gli studenti della scuola media

martedì, giugno 02, 2009

Turismo sulla via Amerina

Che il turismo possa dare ossigeno all'economia locale è ormai un'opinione assai diffusa tra la gente.
Proprio per questo importante motivo la scorsa domenica è stata organizzata un'uscita turistica e didattica all'antica via Amerina, luogo di grande attenzione storica per tutta la zona dell'Agro Falisco. L'iniziativa s'inquadra nel progetto "Via Amerina" che coinvolge i dieci comuni del comprensorio falisco e romano: Calcata, Castel Sant'Elia, Civita Castellana, Corchiano, Fabrica di Roma, Faleria, Gallese, Nepi, Orte, Vasanello.
Quindici, tra insegnanti dell'Istituto d'arte e semplici interessati, sono partiti per un pomeriggio tra storia e natura, sapientemente guidati dalle archeologhe del Siat: Tamara Patilli e Silvia Menichelli.
Il progetto è nato per volontà dell'assessorato alla cultura, spettacolo, sport della regione Lazio, che ha riconosciuto come area integrata il comprensorio della via Amerina e delle Forre del Treja individuando nei dieci comuni dell'area i beneficiari di contributi per 650mila euro.
L'investimento è trasversale e punta alla rivalutazione di quel crocevia di storia, comunicazioni e commerci che è stata anticamente la via Amerina.
Realizzata dai Romani è lunga 52 chilometri e si distaccava dalla Cassia all'altezza dell'antica stazione di posta che oggi si troverebbe all'altezza della Valle del Baccano, raggiungendo poi Nepi arrivava sino a Falerii Novi, al Castello Amerino, a Orte e all'odierna Amelia.
Nell'antichità fu adibita al traffico locale, ma accrebbe la sua importanza nel basso medioevo, dopo essere diventata l'unico collegamento rimasto aperto per i Bizantini tra Roma e l'Esarcato di Ravenna.
Oggi una parte della via Amerina è stata recuperata dopo una lunga opera del gruppo archeologico romano e della soprintendenza archeologica per l'Etruria meridionale.
Tre le forze in campo per la visita di domenica scorsa e che in tutta probabilità si ripeterà presto: il progetto "Via Amerina", il Siat, che organizza uscite didattiche e turistiche anche per gli agriturismi e l'Istituto d'arte di Civita Castellana che, per vocazione, da sempre si prodiga per la rivalutazione dei beni territoriali, e che anche questa volta ha saputo cogliere l'occasione di crescita e aggiornamento dei propri insegnanti.
Il ricco patrimonio storico-artistico del territorio falisco può diventare quindi una risorsa economica da sfruttare con oculatezza.
Sotto questo aspetto va tenuta in debita considerazione anche la futura realizzazione dell'aeroporto di Viterbo e i flussi di turisti, sia italiani che stranieri, che potrebbero fermarsi ad ammirare la bassa Tuscia invogliati da un'adeguata ricezione alberghiera e da percorsi turistici ben organizzati ed attraenti

lunedì, giugno 01, 2009

I residenti di Parco Falisco denunciano lo stato di degrado

É ancora polemica. E in primo piano c'è di nuovo il degrado. Questa volta l'obiettivo è su Fabrica di Roma dove Gualdo Anselmi, referente dell'Italia dei Valori della cittadina, si è fatto interprete del disagio segnalato da diversi cittadini che denunciano il grave stato di abbandono in cui versa la frazione Parco Falisco.
"Da decenni - è scritto in una nota - gli abitanti del quartiere lamentano i gravi disagi in cui sono costretti a vivere, a causa di Giunte comunali indifferenti ai problemi di questa frazione, che conta ormai circa 2000 residenti, ovvero un quarto dell'intera popolazione del Comune.
Il Parco Falisco, nato come lottizzazione negli anni '80, a tutt'oggi risulta come un'area non completamente acquisita dal Comune, nonostante l'esistenza di atti ufficiali: tutto ciò al solo scopo di non assumersene l'onere relativo alla gestione e al mantenimento, anche se non ignora di riscuoterne i relativi tributi."
Ma la nota non si ferma qui. I cittadini non mancano di puntare il dito accusatore verso altri aspetti del degrado.
"Lo stato attuale dei servizi di manutenzione delle strade - continua la nota - è praticamente inesistente, specie in quelle collaterali.
Non esiste un minimo servizio di pulizia, per cui gli stessi cittadini vi provvedono occasionalmente.
Il grave dissesto delle strade compromette da anni la sicurezza dei veicoli che vi transitano giornalmente.
L'illuminazione è carente, con pali corrosi dalla ruggine e fuori norma. Siepi incolte ed erbacce sostituiscono ormai quelli che un tempo potevano considerarsi marciapiedi. E a corredare lo scenario di un quartiere da terzo mondo, rifiuti sparsi dappertutto e cassonetti quasi sempre stracolmi e maleodoranti, che spesso restano lì per giorni, prima di essere svuotati.
Volendo poi prendere in esame altri servizi come la fornitura di acqua potabile e il sistema fognario, potremmo dire che la situazione è anche peggiore."
i cittadini di Parco Falisco ,dunque, fanno sentire la loro protesta e non vogliono considerarsi residenti di serie b, stanchi di una situazione tanto penosa che da anni li vede
"confinati in una specie di lager"
, condannati a scontare una qualsivoglia pena senza esserne colpevoli.
Insomma, quello che i residenti chiedono, è un intervento immediato delle istituzioni per risolvere i numerosi problemi sul tappeto