sabato, febbraio 27, 2010

Contro il randagismo nasce l'idea cane di quartiere a Vetralla

Una storia a lieto fine per un cagnolino randagio che diventa "cane di quartiere". Tobia aveva scelto come casa un cortile di via Aldo Moro, a Cura. Quotidianamente assistito da alcuni abitanti, dopo una denuncia il cane ha rischiato di essere spedito al canile. Grazie alla prontezza di spirito dell'associazione Garibaldi onlus, Tobia è stato adottato dalla signora Celeste, residente nella via in questione.
L'associazione Garibaldi si dichiara sempre pronta ad agire in protezione degli animali, per qualunque necessità sul territorio vetrallese. L'associazione si occupa da tempo di raccogliere i cani dalle strade per portarli in un rifugio, gestito da circa cinque persone supportate da duecento soci, che in seguito si occupano di sistemare gli animali all'interno di altre famiglie. Il rifugio ospita i cani abbandonati, feriti, malati, permettendo loro di vivere in un terreno di 3mila metri quadrati situato nei terreni di proprietà della presidente Angela Maria Massini. I cani sono circa cinquanta. Il rifugio Garibaldi è attivo da quattro anni, gestito interamente dai volontari che si offrono per gli animali senza il supporto di alcuna convenzione.
"Abbiamo recinti spaziosi - spiega la presidente - in cui vengono messi fino ad un massimo di cinque cani, raggruppati secondo il loro carattere e la taglia. Cerchiamo di fare il più possibile per farli stare bene in un ambiente tutto immerso nella natura. Facciamo correre liberi gli animali per molte ore al giorno, mentre ripuliamo con cura tutte le gabbie e le riforniamo di cibo ed acqua. Forniamo loro esclusivamente crocchette italiane no ogm. Hanno tutti il microchip di riconoscimento, in regola con le leggi vigenti."
Per chiedere un aiuto a mantenere i piccoli ospiti dell'associazione, è stato organizzato un pranzo di beneficenza che si terrà il 14 marzo, alle 13 presso "Villa Thjerì" a Capranica. Per informazioni e prenotazioni si può chiamare al numero 338/9383581 (Angela)

giovedì, febbraio 25, 2010

Ciclo di conferenze: Il mistero dei misteri

Un ciclo di tre conferenze dal titolo
"Il mistero dei misteri. Ovvero uno sguardo scientifico su misteri veri e presunti"
si svolgerà, a partire da sabato 27 febbraio, ad Ischia di Castro organizzato dal comune. Si tratta di argomenti di grande attualità o di notevole spessore che sempre più spesso o non trovano alcuna risonanza presso il vasto pubblico o, quando arrivano alla ribalta, lo fanno sotto l'aspetto di scoop, di notizie inaudite e sensazionali, di misteri insomma, svelati a volte dall'Indiana Jones di turno. E non sempre è piacevole vedere temi, su cui lavorano seriamente molti studiosi, trattati come un gossip, privati di spessore e problematicità, quasi che il pubblico fosse del tutto incapace di seguire un ragionamento appena più articolato. Ischia di Castro ha avvertito l'l'esigenza di dare spazio su alcuni di questi argomenti ad una valutazione scientifica, libera dall'assillo di non far cambiare canale ai telespettatori o di vendere più copie dell'ultimo romanzo di moda. Per dimostrare, semmai, che anche un taglio più "serio" può essere altrettanto interessante. Il ciclo di conferenze si terrà presso l'auditorium comunale con inizio alle ore 17,30. Sabato 27 febbraio sarà affrontato il tema
"Cristo e la Maddalena secondo il Codice da Vinci: realtà o finzione?."
Relatore: don Carlo Nanni, magnifico rettore della Pontificia Università salesiana di Roma. Si tratta di un argomento che ha suscitato polemiche e che continua ad essere oggetto di un vivace dibattito, anche se studiosi del calibro di Franco Cardini, hanno pesantemente bocciato le tesi sostenute da Dan Brown nel suo romanzo.
"Ad una analisi approfondita appare subito la lunga sequenza di luoghi comuni sulla storia del Cristo e della Chiesa che vengono miscelati insieme dallo scrittore, nel voler creare un'aura di sospetto nei confronti del cattolicesimo- si legge in una nota - Esemplare risulta già l'omissione, nelle successive edizioni, della nota "
Informazioni storiche
" che accompagna l'edizione in lingua inglese e le prime cinque edizioni in lingua italiana, ma scompare dalla sesta in poi, nella quale Brown afferma che "
tutte le descrizioni di documenti e rituali segreti contenute in questo romanzo rispecchiano la realtà
", e si fondano in particolare sul fatto che nel 1975, presso la Bibliothèque Nationale di Parigi, sono state scoperte alcune pergamene, note come Les Dossiers Secrets che sono notoriamente dei falsi. Il 6 marzo sarò la volta di "
Etruschi: non un mistero ma un capitolo della storia italica
" relatore: Giovanni Colonna dell' Università La Sapienza Roma. Molte le ipotesi sulla più antica civiltà italica. La più antica menzione degli Etruschi rimasta è quella dello scrittore Esiodo, scritta nel suo poema Teogonia, in cui, al verso 1016, menziona "
tutti i popoli illustri della Tirrenia
" volutamente al plurale, poiché intendeva comprendere le genti non greche d'Italia. Esiodo scriveva i suoi versi all'inizio del Vii secolo a.C.: a questo periodo (690 a.C.-680 a.C.) risalgono le più antiche iscrizioni etrusche conosciute, le quali, però, fanno già uso di quell'alfabeto che indubbiamente i commercianti etruschi avevano imparato nei contatti con i Greci all'emporio di Cuma (l'attuale Napoli), almeno settant'anni prima. Ora, poiché non è possibile che la nazione etrusca si sia affermata come tale improvvisamente, è chiaro che la sua formazione fu il risultato di un lento e progressivo consolidamento in terra italica. Il 13 marzo, infine, si parlerà di "
Atlantide da Platone ad oggi: un mito senza tempo e senza luogo
". Relatore: David Lodesani, dottore di ricerca presso l' Università La Sapienza Roma. Nel racconto di Platone Atlantide era una potenza navale situata "
oltre le Colonne d'Ercole
" che conquistò molte parti dell'Europa occidentale e dell'Africa novemila anni prima il tempo di Solone. Dopo avere fallito l'invasione di Atene, Atlantide sprofondò "
in un singolo giorno e notte di disgrazia
". Essendo una storia funzionale ai dialoghi di Platone, Atlantide è generalmente vista come un mito concepito dal filosofo greco per illustrare le proprie idee politiche

martedì, febbraio 23, 2010

Bilancio del Carnevale Civitonico edizione 2010

Il Carnevale Civitonico edizione 2010 si è dunque definitivamente concluso. La terza e ultima sfilata mascherata si è svolta con fluidità tra musiche, balli ed allegria, seguita poi a mezzanotte dal tradizionale rogo de "o' Puccio" in piazza Giacomo Matteotti, rogo che ha sancito ufficialmente la fine dei festeggiamenti di questo anno,
"Non potevamo augurarci di meglio per il Carnevale Civitonico 2010"
, questo è stato il commento a caldo degli assessori al Turismo, Alessio Alessandrini, e allo Spettacolo, Letizia Gasperini. In una piazza affollata dai civitonici in maschera si è chiuso il sipario sull'edizione del Carnevale più discussa degli ultimi anni.
"Abbiamo offerto uno spettacolo ai turisti e a tutti gli spettatori degno del nostro miglior Carnevale. E questo è stato possibile grazie all'impegno di tutti i partecipanti, dei capigruppo e di tutta l'organizzazione. Le tre sfilate si sono svolte con ordine e continuità. La chiusura del carnevale in piazza Matteotti è stata ben accolta e molto partecipata. Il servizio navetta che ha fatto la spola tra il percorso della sfilata e piazza Matteotti è stato molto efficiente. Insomma, davvero, non potevamo che augurarci un Carnevale così."
Domenica sera, dopo il corso di gala nella parte nuova della città, i festeggiamenti sono continuati nel centro storico, dove con il trascorrere delle ore sempre più maschere arrivavano ad animare la festa in piazza organizzata in collaborazione con la locale discoteca Arabesk. Alle 23 circa si è svolta la premiazione dei vincitori del Carnevale civitonico 2010, dopo lo spoglio delle schede e il conteggio dei voti delle tre sfilate. Tra i carri di Prima categoria il vincitore è stato
"Sfilano gli elfi, i maghi e i grifoni nel bosco incantato dei forchettoni"
, dei "Forchettoni"; secondi
"Nella lussuria semo cascati e l'andri vizi l'avemo lasciati"
, degli "Scroccafusi",; terzi
"Ballando sotto le stelle Rosina e le blu belle"
di "Rosina". Tra i carri di Seconda categoria il vincitore è stato
"Tra le fiamme e le scintille... il gruppo egizia fa faville"
del gruppo "Egizia"; secondi "o forno de Chiarina" del gruppo "Ortofunaro"; terzi
"Con il tocco sopra à capa ape Biffe s'è laureata"
, del gruppo "Biffe". La maschera vincitrice è stata invece "La giostra e i giostrai" del gruppo "o Zucchero Filato". Altri premi assegnati sono stati il premio Scenografia, andato al gruppo "Indiani" con
"Sherk fiona e ciuchino se so bevuti tutto o vino"
; il premio Coreografia al gruppo "Catarì" con
"Catarì nun è più quella de prima..s'è beccata la suina"
; il premio Originalità è toccato al gruppo "Cindy", con
"Dal Burundi a Timbuctu.. Cindy dall'africa nun torna più"
; Il premio per il Comportamento è andato al gruppo "Jamaicano" con
"Forza gente cartelle in mano, giocate a tombola cò o gruppo Jamaicano"
; il premio Costume ai "Carusielli" con
"o carusiello fa o tuareg d'inverno e dice no al carnevale moderno."
Il premio per il miglior bozzetto è stato assegnato pari merito ai gruppi "Cindy" ed "Egizia", mentre il vincitore assoluto del Carnevale 2010 è stato il gruppo dei "Forchettoni".
"Vorremmo ringraziare tutte le forze dell'ordine, il 118 e la Croce Rossa, che hanno assicurato il regolare svolgimento delle sfilate e della festa - hanno aggiunto gli assessori Alessandrini e Gasperini -, e tutti i cittadini coinvolti nella manifestazione e che hanno subito dei disagi per essa. Chiudiamo dicendo che inizieremo subito a lavorare per prepararci per il prossimo anno, pronti a un'eventuale sfida con gli altri Carnevali della provincia, della regione e della nazione, per decretare il più divertente e coinvolgente Carnevale del 2011, convinti che il carnevale civitonico non teme rivali"

domenica, febbraio 21, 2010

La rassegna di teatro amatoriale a Fabrica di Roma

Al via oggi pomeriggio, con il patrocinio della Regione Lazio, delll'amministrazione Provinciale di Viterbo, del Comune di Fabrica di Roma, assessorato alla cultura-turismo e dell'associazione Proloco al Teatro Palarte di Fabrica di Roma la iv edizione della rassegna nazionale di teatro amatoriale. Si può affermare sicuramente che il miglior teatro libero italiano andrà in scena a Fabrica di Roma tutte le domeniche alle 17.30 fino all'11 aprile. Sono sette le compagnie ammesse alla fase finale del concorso per l'assegnazione del premio "Arco d'Oro", un opera dell'artista Ferdinando Sciarrini raffigurante l'Arco di Giove dell'antica città falisca di Falerii Novi. Le compagnie finaliste sono state selezionate tra ben ottantacinque iscritte e novantacinque opere presentate, il che fa dire al direttore artistico Carlo Ciaffardini che il concorso di Fabrica è sicuramente tra i più ambiti dalle compagnie di tutta Italia. Ciò è dovuto al fatto che ogni domenica si registra il "tutto esaurito" per i 430 posti del teatro. Si parte oggi pomeriggio con "La sensale di matrimoni" di Thornton Wilder del Gad di Pistoia. Ci sono in programma due opere di Luigi Pirandello "L'uomo la bestia e la virtù" nell'interpretazione del teatro del Sorriso di Ancona il 7 marzo e "Il berretto a sonagli" in quella del Ctr di Macerata il 21 marzo. Due commedia di spessore di e grande impatto. La prima, fortemente criticata a suo tempo, perché giudicata "inaspettatamente scollacciata" per un "maestro" come Pirandello, è di grande attualità. Il professor Paolino nasconde sotto il suo ostentato perbenismo la tresca con la signora Perella, che indossa la maschera della virtù: quella cioè di una morigerata e pudica madre di famiglia praticamente abbandonata dal marito, capitano di marina che appare agli occhi della gente con la maschera della bestia: convive con una donna a Napoli e, nelle rare occasioni in cui incontra la moglie rifiuta, con ogni pretesto, di avere rapporti con lei. La commedia in maschera potrebbe proseguire con piena soddisfazione di tutti se il destino e il caso non intervenissero a far cadere le false apparenze. La signora Perella rimane infatti incinta ad opera del professor Paolino che dovrà, al di là di ogni morale, rimettere in piedi l'ipocrita buon ordine borghese: dovrà convincere tutti che la signora Perella è rimasta incinta in una delle rare occasioni dal marito e quindi dovrà far sì che il recalcitrante capitano abbia almeno un rapporto con sua moglie. Tutto dovrà avvenire in una sola notte perché tanto è il tempo che il capitano soggiornerà in casa prima di ripartire e rimanere assente per due mesi. Il professore allora dovrà fare in modo che la sua pudica amante ceda alle voglie della bestia. Per essere sicuro del risultato il professore si farà preparare un afrodisiaco per stimolare i sopiti sensi del capitano e inciterà la vergognosa amante a mostrare le grazie che tiene virtuosamente nascoste. Ipocrisia, furbizia e mistificazione sociale che sono argomenti anche de "Il berretto a sonagli", capolavoro pirandelliano che raffigura una società chiusa su se stessa e preda di meccanismi contro i quali inutilmente si batte la protagonista, una ricca donna borghese.
Per il teatro napoletano andranno in scena di Raffaele Viviani "Fatto di cronaca" della compagnia Luna Nova di Napoli il 28 febbraio e di Eduardo De Filippo "Chi è cchiù felice 'e me" della compagnia Faul di Viterbo il 14 marzo. Del contemporaneo Edoardo Erba verrà rappresentata "Margarita e il gallo" l'11 aprile per il teatro della Tresca di Bologna. La chicca di questa rassegna è sicuramente "il Cyrano de Bergerac" portato in scena il 28 marzo dalla compagnia Al Castello di Foligno. Le compagnie si ritroveranno sabato 24 aprile al teatro Palarte per quella che sarà una vera e propria "serata degli Oscar". Alla presenza di personalità della cultura, dello spettacolo e del giornalismo, verranno assegnati i premi alla migliore rappresentazione, ad attori e registi. A seguire la cena di gala all'Hotel Aldero

venerdì, febbraio 19, 2010

Montefiascone: la polizia locale dà i numeri

Sono rimasti in nove. Il comandante dice che sono
"troppo pochi, per un lavoro enorme."
È la polizia municipale di via Bixio, che spesso, anche per la sede distaccata dal resto degli uffici comunali, sembra un corpo a sé stante. Con tutti i pregi e i difetti che ciò comporta. Il comandante Luigi Salvatori ha preparato una relazione sulla struttura della polizia locale, sulla sua organizzazione, e sui comparti di cui i vigili urbani si occupano; lo ha preparato per informare il sindaco della
"mole di lavoro di cui siamo oberati."
Altro che multe e infrazioni, per le quali la gente misura l'impegno dei vigili:
"Sono il minimo di cui ci occupiamo - afferma il maggiore Salvatori -. Qualche giorno fa ero con il collega di Tarquinia, che si è impressionato nel vedere i numeri del nostro lavoro nel 2009."
Le sanzioni, i crediti e gli introiti. Ecco i dati del 2009. Quattromila 419 documenti, in entrata, registrati al protocollo generale del Comune (eccetto le informazioni/accertamenti anagrafici). Ventottomila punti detratti dalle patenti di guida. Settemila 616 violazioni alle norme del codice della strada, con generazioni di verbali in ugual misura. Ottocento 60 mila euro è l'importo sanzionatorio, in via breve, che deriva da accertate violazioni. Cinquemila 614 risultanze fotografiche di violazioni di norme sulla velocità, estrapolate e trasferite in verbali digitali, generati in ugual misura:
"Ogni operazione - dice Salvatori - richiede di media, compreso il riscontro del tipo di veicolo con le risultanze del pubblico registro automobilistico, circa 10 minuti. Quindi, il sottotenente Giulia Bassi è stata impegnata in tali operazioni per circa 150 giornate lavorative. Poi dicono che non facciamo niente, e stiamo solo negli uffici."
Poi ci sono 754 ricevute rilasciate alla cassa. I soldi delle multe pagati direttamente alla cassa del comando sono 45 mila 899,64 euro. Ricorsi vari e accertamenti. Centoquarantaquattro ricorsi alla prefettura e 497 al giudice di pace, per un totale di 641 ricorsi:
"La costituzione, la trasmissione eccetera, richiedono di media circa 30 minuti per ogni pratica - dice Salvatori -. Quindi, un agente è stato impegnato per circa 60 giorni lavorativi pieni in questa mansione."
Poi ci sono 50 giornate lavorative di un agente impegnato, in delega, a rappresentare il Comune nelle udienze del giudice onorario (di pace). E ancora: 687 accertamenti/informazioni anagrafiche (cambi di residenza interni a Montefiascone, immigrazione ed emigrazione). Sette comunicazioni di reato; 43 di altra attività di polizia giudiziaria; 14 comunicazioni alla procura; 37 notifiche di atti giudiziari su disposizione della procura; 120 contrassegni per sosta invalidi; 29 accertamenti per conto dell'ufficio economato, per richieste di risarcimento danni, da parte di terzi, al Comune. Edilizia e urbanistica, veicoli, igiene e sanità. Ecco i numeri delle pratiche urbanistiche: 475 denunce di cessione di fabbricati; 41 accertamenti edilizi; 7 comunicazioni ad autorità regionali e statali per vincoli sul territorio; 15 tra escussioni e sommarie informazioni per conto della procura; 48 accertamenti dietro esposti dei cittadini. Una serie di numeri che giustifica eccome la "lamentela" del comandante Salvatori in merito all'organico assai scarso di guardie comunali che operano sul territorio falisco

Comique - Carnevale poetico a Tuscania

La Commedia dell'Arte irrompe sul parcoscenico. Sabato 20 e domenica 21 febbraio, rispettivamente alle 21 e alle 17, debutta al Teatro della Rocca di Tuscania il saggio- spettacolo "Comique - Carnevale poetico", frutto del lavoro con gli allievi dei corsi di Commedia dell'Arte tenuti negli ultimi due anni dall'attore e regista Mario Gallo, da 5 anni attivo a Tuscania.
"Comique - Carnevale poetico" intende rappresentare il rapporto atavico tra servi e padroni, tra sfruttatori e sfruttati, tra guerra e fame in uno stile artistico ironico che è quello della stilizzazione dei personaggi (tipi fissi o caratteri) della Commedia dell'Arte.
Un storia antica purtroppo ancora attuale in un'Italia in regressione sotto il punto di vista socio-culturale, che non riesce a cambiare i suoi contenuti e a offrire al pubblico una versione diversa e più umana della storia del mondo: l'equa distribuzione delle risorse finanziarie, l'onestà intellettuale, una politica onesta e responsabile dei propri doveri verso uno Stato che è di tutti attraverso l'utilizzo di competenze vere, professionali, messe a disposizione della società per migliorarla. In scena Anita Maienza, Dario Rossi, Maria Tarantello, Pina Luongo, Susanna Cesetti, Tiziana Selvi, Vincenza Fava. La rappresentazione è inserita all'interno delle attività di formazione professionale dell'Atelier Internazionale della Maschera Teatrale ix Edizione 2010, storica manifestazione fondata nel 1982 a Firenze da Paolo Coccheri, che ha visto alcune edizioni a Pitigliano e che quest'anno sarà organizzato a Tuscania dall'Associazione Culturale Teatro ricerche che ne ha anche la direzione artistica.
Mario Gallo negli ultimi anni della sua attività ha dedicato diversi progetti alla produzione e alla promozione, in Italia e all'estero, della tradizione teatrale italiana, in particolare della Commedia dell'Arte, che tra il Cinquecento e il Settecento è stata l'elemento fondante del teatro europeo. Il progetto artistico, pedagogico e didattico introduce gli allievi all'arte del teatro nella sua globalità dei linguaggi, in particolare alla Commedia dell'Arte - elemento fondante del teatro moderno europeo - e pone come obiettivo primario la formazione degli attori sotto il punto di vista artistico, culturale e sociale, attraverso stage residenziali di perfezionamento. Lo spettacolo intende essere anche un prologo alla Giornata mondiale della Commedia dell'Arte che si terrà per la prima volta quest'anno a Bologna il 25 febbraio.
La Giornata è promossa dall'associazione Sat, di cui il Teatro ricerche è membro attivo e partner; nell'ambito degli eventi organizzati, Mario Gallo terrà una lezione-spettacolo sul tema della Commedia dell'arte d'innovazione presso un Liceo della città. La Giornata della Commedia dell'Arte è stata pensata per promuovere la conoscenza di questa tradizione, nata in Italia ma praticata ormai in tutto il mondo, e dimostrare l'esistenza di una comunità internazionale che in questa tradizione si riconosce. Il Sat raccoglie tra i suoi soci singoli operatori ma anche compagnie, associazioni e cooperative, nazionali ed estere, che operano nella tradizione della Commedia dell'Arte, e può dunque essere considerato come organo rappresentativo della comunità della Commedia dell'Arte nei confronti delle istituzioni.
Come tale, nel 2008, il Sat ha presentato domanda ufficiale per la candidatura della Commedia dell'Arte alla lista del Patrimonio culturale immateriale dell'Unesco, ed è stato inserito nella lista provvisoria tra le organizzazioni non governative; il suo accredito definitivo è previsto per luglio 2010. Centro delle celebrazioni per quest'anno sarà, appunto, Bologna, dove la Giornata viene organizzata dalla Fraternal Compagnia, mentre la compagnia teatrale americana Faction of Fools di Washington dc sta coordinando gli eventi nel resto del mondo. Per questa attività il Sat ha ricevuto il patrocinio della Commissione Italiana Unesco e del Centro Italiano dell'ITI, International Theatre Institut.

mercoledì, febbraio 17, 2010

Sopran Vic vince le Corse a vuoto di Ronciglione per il Palio di Carnevale 2010

Sopran Vic della scuderia la Pace si è aggiudicata il Palio di Carnevale 2010. Nella galoppata per le vie del paese, per la prima volta ricoperte di terra, la cavallina della Pace ha mostrato tutta la classe di una veterana delle corse e nella difficile curva del Grigio ha stupito il pubblico con un sorpasso a destra sulla cavalla della scuderia San Severo, Dinamite; poi l'arrampicata sulla salita di Montecavallo e il taglio da vincitrice del traguardo.
Sopran Vic non è nuova alla vittoria, ma senz'altro passerà alla storia delle Corse a vuoto per essere stata la prima cavalla a vincere il Palio sull'antico tracciato ricoperto di terra. Quello di ieri, a Ronciglione, è stato un giorno completamente dedicato alle Corse a vuoto; nella mattinata si sono svolte le qualificazioni con tre batterie di sei cavalli ciascuna ed i primi due cavalli arrivati in ciascuna carriera hanno composto la rosa dei sei cavalli finalisti: Giomi, della scuderia La Pace; Dispettosa, della scuderia Sant'Anna; Sopran Vic, della scuderia La Pace; Magnolia, della scuderia Fontana Grande; Tiffany, della scuderia Montecavallo e Dinamite, della scuderia San Severo. Durante la prima batteria di qualificazione un po' tutti hanno trattenuto il fiato non sapendo come avrebbero reagito i cavalli correndo sulla terra, soprattutto quei cavalli abituati a correre il palio su un percorso di asfalto e pavé, ma da subito si è capito che la cosa funzionava. Lo spettacolo è stato inebriante e in piazza al passaggio in corsa dei cavalli il pubblico ha applaudito con passione e la cosa si è ripetuta per tutte e tre le batterie di qualificazione. Se non fosse stata per la rottura del palchetto del mossiere che ha causato una partenza non valida della seconda batteria, che dunque è stata ripetuta, tutto è andato veramente per il meglio.
Una pausa per il pranzo, il sorteggio dei box di partenza alle 15,30 e poi la batteria di consolazione, corsa dai cavalli non qualificatisi e vinta con onore dalla cavalla della scuderia Case Nove, Diavolita e poi l'ora della finalissima. Sei purosangue di elevata bravura sono entrati nei rispettivi box assegnati dalla sorte, il canapo tirato, la chiusura del cancello dell'ultimo box, l'apertura della busta da parte del mossiere contenente i secondi da contare prima di dare il via e poi appunto la parola gridata a squarcia gola: via.
La galoppata su viale Garibaldi, la strettoia della Porta Romana, via Roma, piazza della Nave, la curva del Grigio, la salita di Montecavallo e il traguardo al Palazzaccio e l'incoronazione della vincitrice: Sopran Vic. Una vittoria meritata, ma comunque sudata, perché la cavallina della scuderia San Severo, Dinamite, si è fatta onore ricevendo anche il premio come primo cavallo a varcare la Porta Romana. La scuderia La Pace ha ricevuto il Palio dalle mani dell'assessore Duranti

Acqua potabile, cresce l'allarme

Rischio potabilità delle acque nella zona di Ronciglione. A mettere in evidenza per l'ennesima volta i rischi di potabilità, e soprattutto per la salute pubblica, delle acque della zona di Ronciglione è la dottoressa, Antonella Litta, referente per Viterbo dell'Associazione italiana medici per l'ambiente e Isde, che portano all'evidenza dei vari enti pubblici provinciali e regionali, gli ultimi dati dei rilievi effettuati sui serbatoi dall'Agenzia regionale per l'ambiente.
"L'Isde - scrive in una nota la dottoressa Litta - ha preso visione dei risultati delle analisi, effettuate dalla sezione di Viterbo dell'Arpa Lazio, relative ad un campione di acqua prelevato presso il serbatoio dell'acquedotto del comune di Caprarola, sito in località Montetosto, e a due campioni di acqua prelevati dalle stazioni di potabilizzazione, site in località Casalino e località Valle di Vico, dell'acquedotto di Ronciglione. I tre rapporti evidenziano l'abbondante presenza di alghe (diatomeee, cloroficee e cryptophyceae) e in particolare la massiccia presenza delle alghe cianoficee a cui appartiene l'alga rossa plankthotrix rubescens."
A essere evidenziati i valori decisamente alti che preoccupano per la salute pubblica.
"Questi esami - continua la nota - evidenziano in modo inequivocabile la mancanza di una adeguata filtrazione dell'acqua proveniente dal lago di Vico. La filtrazione è una fase fondamentale del processo di potabilizzazione e solo una adeguata ed efficiente filtrazione può bloccare il passaggio dell'alga rossa e della sua microcistina (classificata come fattore cancerogeno di classe 2b dall'Iarc) nelle acque destinate a consumo umano, che per legge devono essere salubri e pulite."
In ragione di tali situazioni pericolose, l'Isde:
"Ritiene il persistere di questa situazione un grave rischio per la salute delle persone e in particolare per quella dei bambini, delle donne in gravidanza e dei malati. L'Isde - chiude la nota - chiede pertanto che si intervenga in maniera urgente, appropriata e definitiva su questa grave emergenza sanitaria ed ambientale. Si chiede inoltre che, in attesa degli interventi urgenti e non più procrastinabili per garantire condizioni certe di potabilità dell'acqua, siano predisposte ed individuate immediatamente fonti alternative di approvvigionamento idrico per tutta la popolazione"

martedì, febbraio 16, 2010

Martedì Grasso a Viterbo

Addio, Carnevale. Oggi, Martedì grasso è la fine del periodo durante il quale si festeggia con scherzi, lazzi, burle e grandi abbuffate e , precede il mercoledì delle ceneri che segna l'inizio della Quaresima. La tradizione una volta voleva che in questa giornata vengano consumati tutti i cibi più prelibati rimasti in casa, che durante la quaresima non potevano essere mangiati: carne, pesce, uova e latticini. Comunque, del Martedì grasso si conserva ancora la consuetudine di far sfilare carri allegorici, indossare maschere, compiere gli ultimi scherzi e, la sera, dare l'addio al Carnevale, "cremando" il fantoccio a significare l'addio ad ogni frivolezza per un ritorno alla riflessione a partire da domani, mercoledì delle Ceneri.
L'addio al Carnevale in tutto il Viterbese è celebrato con sfilate, giochi e tradizionali comiche cerimonie di congedo prima del gran veglione che chiude ogni festa. Questi i dettagli: ad Acquapendente in piazza Girolamo Fabrizi: musica e maschere., alle 18: fiaccolata e cremazione di Re Carnevale e alle 21.30:presso il "Capannone" (località zona artigiana): veglione in maschera. A Bassano Romano alle 15: i carri allegorici e i gruppi mascherati sfileranno per le vie del paese accompagnati dal complesso bandistico "città di Bassano Romano".
All'arrivo in piazza Gramsci ci sarà l'estrazione di una lotteria e, subito dopo, la cremazione di Re Carnevale, alle 22 al Buena vista (zona industriale): gran finale del Carnevale: serata conclusiva. Musica dal vivo. Cena e saluto a Re Carnevale. A Canapina alle 15 sfilata di carri allegorici e gruppi mascherati lungo le vie del paese accompagnata dalla banda musicale cittadina "Vincenzo Bellini". Al termine, in piazzale i maggio, avverrà il rogo di Re Carnevale. A Capodimonte elle 15. sfilata di carri allegorici e gruppi mascherate con partenza da via Etruria a Caprinica alle 15 sfilata di carri allegorici e mascherate da via Giovanni Xxii (Sacro cuore). Gran finale a Civita Castellana: alle 17,30, in piazza Matteotti, alle 19 apertura stand enogastronomici, alle 21 proclamazione vincitori del concorso Carnevale 2010 e alle 22 il rogo di re Carnevale cpn un'appendice sabato alle 10 nell' aula del Consiglio comunale:per l' estrazione lotteria Carnevale (i° premio Ford Ka) e alle 16 sempre nell': aula del Consiglio comunale: la consegna premi speciali Carnevale 2010. A Gallese alle 14.30: strada provinciale gallesana: sfilata di carri allegorici e gruppi mascherati e alle 16.30: apertura di uno stand gastronomico con prodotti tipici, a cura del comitato festeggiamenti "San Famiano 2010".
A Montefiascone alle 15.30: palazzetto dello sport la Mascherina d'oro. A Monterosi si svolgerà la sfilata di gruppi mascherati e carri allegorici. Gran finale anche a Ronciglione dove, dopo la parata storica degli Ussari, alle 15.30 si svolgerà la finale delle Corse a vuoto con l' assegnazione del palio alla scuderia vincitrice;. alle 19.30 in piazza del Comune: morte e testamento di Re Carnevale: corteo funebre con la fiaccolata della compagnia della Penitenza con la partenza di Re Carnevale con il globo aerostatico e alle 22.30 al palasport il veglionissimo di chiusura. A Sutri alle 15,30 sul viale Marconi la sfilata di gruppi mascherati, quindi alle 17 in piazza del Comune: saltarello finale aspettando la cremazione di Re Carnevalealle 19 dal viale Marconi la partenza del corteo funebre di Re Carnevale accompagnato dalla banda Caffarelli e in Piazza del Comune la grandiosa cremazione; alle 21,30 il eglionissimo di chiusura alla palestra comunale con l'orchestra Massimo Oriente .
A Tarquinia alle 14.30 la sfilata di carri allegorici e gruppi mascherati e alle 17 in piazza Giacomo Matteotti il Rogo della Mora. Una serata di gala si svolgerà a Valleranno. A Vetralla alle 15 in piazza Vittorio Emanuele il corteo di maschere lungo le vie del centro storico al seguito di Carnevale morto e in piazza Marconi,la cremazione l' estrazione di una lotteria. A Vignanello la sfilata di carri allegorici e gruppi mascherati è prevista per le 21.30

Corse a vuoto 2010 a Ronciglione

Finalmente è giunto il giorno delle Corse a vuoto. A differenza degli altri anni, in cui si disputavano le qualificazioni il sabato e la finale il martedì, quest'anno il tutto verrà effettuato nella sola giornata di oggi tra la mattinata e il pomeriggio. Il cambio di programma è dovuto alla messa in sicurezza del percorso secondo le prescrizioni dell'ordinanza ministeriale del settembre 2009 concernente la disciplina di manifestazioni popolari pubbliche o private nelle quali vengano impiegati equidi. Ordinanza che prevede, tra l'altro, che
"il tracciato su cui si svolge la manifestazione deve essere idoneo ad attutire l'impatto degli zoccoli degli equidi ad evitare scivolamenti."
Nel caso specifico di Ronciglione, in cui i cavalli hanno sempre corso senza fantino per le vie del paese su un percorso misto di asfalto e pavé, per mantenere l'antica tradizione si è dovuto cospargere di terra il tracciato. I lavori per la messa in sicurezza sono stati realizzati nella giornata di ieri per consentire alle nove scuderie di disputare oggi il Palio di Carnevale. Nella mattinata verranno effettuate le carriere di qualificazioni e nel pomeriggio la finalissima che "incoronerà" vincente un solo cavallo. Se in qualche modo le Corse a vuoto quest'anno si sono dovute rinnovare, lo spirito competitivo ed il brivido che precede la gara sono quelli di sempre. Gli addetti alle scuderie, gli appassionati, ma anche la cittadinanza avevano tremato nei giorni scorsi quando il ripetersi di questa secolare tradizione aveva tentennato. Per fortuna l'epilogo della vicenda ha visto salve le Corse a vuoto. Non resta che auspicare nella clemenza della situazione meteorologica e fare l'in bocca al lupo alle nove scuderie

domenica, febbraio 14, 2010

Carnevale: oggi il corso di gala a Ronciglione

Oggi a partire dalle 16, le vie centrali della cittadina, si trasformeranno in un grande teatro di maschere e carri allegorici.
La rappresentazione che andrà in scena è quella del tradizionale corso di gala ricco di colori, allegria e musica. Il Carnevale a Ronciglione è l'evento più atteso dell'anno ed è un momento di festa che si ripete da circa 500 anni e che ha la sua eco oltre i confini regionali.
Quest'anno a vestire i panni della madrina e di guida turistica sarà Manuela Arcuri, testimonial d'eccezione della campagna di promozione "Tutto il Lazio è paese", progetto sostenuto dall'assessore al Turismo della Regione Lazio, Claudio Mancini, e dal presidente di ATLazio, Federica Alatri, con l'obiettivo di promuovere sagre, feste ed eventi nel Lazio. Una campagna di promozione che riguarda anche il Carnevale di Ronciglione che, insieme agli altri eventi regionali, quest'anno è stato presentato al Wtm di Londra, la prestigiosa fiera del turismo inglese conosciuta a livello mondiale. Un salto di qualità, dunque, per quanto riguarda la promozione di Ronciglione e del suo famoso Carnevale dovuto anche al costante interessamento dell'assessore locale al Turismo, Giuseppe Duranti che di questo evento dice:
"La nostra cittadina, che ha come sindaco dei giovani il vincitore di XFactor 2009, Marco Mengoni, va sempre più assumendo una valenza turistica e questo anche grazie a un Carnevale unico nella Tuscia che si richiama alla tradizione rinascimentale del rinnovamento."
Oggi la città abbandonerà le consuete attività per immergersi esclusivamente nel divertimento e nell'allegria

Caffeina 2010 a Viterbo dal 30 giugno al 17 luglio

"Caffeina", la manifestazione, giunta alla quarta edizione, che dal 30 giugno al 17 luglio si svolgerà nel quartiere medievale di San Pellegrino, il "cuore antico" di Viterbo, cambia volto:
"il tradizionale programma - contenitore essenzialmente legato alla presentazione di libri e incontri con personaggi della cultura e della letteratura, passa alla produzione, pur conservando l'impegno profondamente propositivo legato alla cultura. Ad annunciarlo, ieri mattina, sono stati gli ideatori e organizzatori, il presidente Filippo Rossi e il coordinatore dell'organizzazione Andrea Baffo. All'incontro che si è svolto presso la sede della Confindustria di Viterbo, che dall'anno scorso sostiene l'iniziativa, erano presenti il sindaco Giulio Marini, il presidente di Confindustria, Domenico Merlani e il direttore Antonio Delli Iaconi, Paolo Manganiello e Chiara Palombo, ai quali è affidata la direzione artistica della sezione spettacoli di "
Senza Caffeina
" e componenti della giuria del concorso teatrale "
Tempesta d'acciaio", ideato da Marco Paoli. "Caffeina
" ospiterà, ovviamente, scrittori, poeti, storici, giornalisti, musicisti, artisti, ma anche due concorsi nazionali, organizzati con l'intento di contribuire a mettere in moto qualche nuova energia nel mondo del teatro e in quello della fotografia. "
Tempesta d'acciaio
", si chiama il concorso, realizzato in collaborazione con Marco Paoli del teatro San Leonardo di Viterbo, e dedicato a compagnie o singoli attori. Un concorso, come si intuisce dal titolo, incentrato sulla trasposizione in scena di un testo letterario che affronti il tema del conflitto armato, in uno dei suoi tanti aspetti. I pensieri e le parole dei grandi narratori del Novecento trasferiti sul palcoscenico, come rappresentazione o come monologo. Una produzione ovviamente inedita e accompagnata dalla realizzazione di un video "
"promozionale", per permettere alla giuria - presieduta da Maurizio Giammusso, segretario generale dei Premi Olimpici (gli "Oscar" del teatro italiano) - di scegliere ancora meglio i tre vincitori. Il premio? La messa in scena dello spettacolo durante una delle serate della manifestazione. Il concorso fotografico, organizzato in collaborazione con l'associazione fotografica Magazzino 120: punta, invece, sull'identità.
"Italia/ae: tutte le declinazioni dell'identità"
, è il manifesto. Per chiedersi cos'è l'Italia e chi sono gli italiani. Proveranno a rispondere i partecipanti, armati di macchina fotografica. Per mettere un Paese in uno scatto, prendendo spunto dal ricordo del centenario della prima partita giocata dalla Nazionale di calcio. Per scoprire nuove declinazioni del concetto stesso di "identità". Inoltre c'è anche Party Of The Century, il più spettacolare evento di musica internazionale degli ultimi anni. "Caffeina" è uno dei partner di questo grande progetto che ha visto due anni di duro lavoro in ogni parte del mondo e 30 tra i più leggendari musicisti di fama internazionale messi insieme dall'instancabile entusiasmo del giovane talento italiano di Giorgio Onorato Aquilani. Il progetto prende corpo dalla sua collaborazione con l'affermato poeta Ivan Nossa: il primo strappa con il suo pianoforte e la sua voce alcune delle più grandi performance di tutti i tempi; l'altro, ha messo su carta le proprie sensazioni, paure, gioie ed emozioni. Caffeina 2010 ospiterà un esclusivo e spettacolare evento musicale di lancio dell'album, prodotto da Giorgio Onorato Aquilani e Vittorio Iuè, che ha arrangiato e suonato gran parte dei pezzi. Oltre ai concorsi, si muoverà un vero e proprio "mondo parallelo" dedicato ai più piccoli. Perché "Senza Caffeina", che nel 2009 era una sezione sperimentale all'interno della manifestazione, si trasforma quest'anno in un vero e proprio festival, con una programmazione pomeridiana indipendente, che occuperà gli stessi spazi - nel quartiere medievale di San Pellegrino - dedicati alla manifestazione serale.
"Un momento di grande impegno e visibilità per una Viterbo sempre più accogliente"
come ha sottolineato il sindaco

sabato, febbraio 13, 2010

San Valentino in arte a Viterbo

Per San Valentino, con una esposizione di opere di artisti selezionati, "Il Parco dei Cimini", dà il benvenuto all'Amore, domani sera alle 20,30. Le opere abbinate a note poesie d'amore di poeti del passato e della nostra contemporaneità, verranno recitate da un personaggio di poliedrica fantasia, istrione, attore, pittore e, soprattutto poeta: Massimo Lippi di Tuscania. Gli artisti che faranno omaggio al
"sentimento che muove le montagne"
sono: Tommaso Cascella, Elise Desserne, Laura Facchini, Alessandro Kokocinschi, Olivier Khonig e Erzsebet Palasti e Francesco Narduzzi. Durante la serata sarà dato vita ad un concorso di poesia aperto ai presenti. Chiunque potrà leggere o far leggere una sua poesia d'amore.
Tra le poesie presentate e lette, le prime cinque ritenute migliori dalla votazione del pubblico saranno pubblicate in una imminente edizione straordinaria di poesia contemporanea del Parco dei Cimini.La serata sarà aperta con una poesia di Pier Paolo Pasolini: Me ne vado, ti /lascio nella sera, annoiata,/stanca, rincaso per neri/piazzali di mercati. Pochi conoscono le passioni in cui/sono vissuto. Povero/come un gatto del Colosseo, vivevo in una borgata tutta/calce. Un'anima in me, che/non era solo la mia, una piccola anima in quel mondo sconfinato, cresceva,/nutrita dall'allegria di chi/amava, anche se non riamato

giovedì, febbraio 11, 2010

Riccardo Bocchino: VIterbo al 6 Nazioni di Rugby

Vista con gli occhi di Riccardo Bocchino, quella che si consuma nella sala stampa della Borghesiana è pura, stra­ordinaria follia. Perché dopo quelli su O'Driscoll e D'Arcy, i centri della grande Irlanda in­contrata sabato scorso, gli toc­cano ben altri 'placcaggi'. Tutto merito di quegli 8 minuti di grandissima qualità offerti a Croke Park. Al ritorno in patria, eccoli allora i giornalisti ad ac­cogliere Ricky (ma per il grup­po azzurro è già 'Avatar'), come sempre 'incantati' quando c'è da riempire il taccuino con un mediano di apertura italiano di nascita. Riccardo Bocchino l'uo­mo del futuro da testare in que­sto Sei Nazioni, magari già do­menica nella prima al Flaminio contro l'Inghilterra. Un talento puro che ha stuzzicato la curio­sità persino dei severissimi me­dia irlandesi che all'indomani del match con l'Italia si sono chiesti perché per quel giovane non ci fosse una maglia da tito­lare anziché la mera sostituzio­ne temporanea di Gower.
Nato in Curva -
"a Dublino si è avverato un sogno, qualcosa per cui ho lavorato tutta la vita. Da piccolo era un semplice de­siderio poi, militando nelle va­rie selezioni giovanili, sono cre­sciuti in me gli stimoli a dare sempre di più per vestire la ma­glia della Nazionale Maggiore"
. Un sogno che nasce il 5 febbra­io del 2000: Flaminio, debutto assoluto dell'Italia al Sei Nazio­ni contro la favorita Scozia.
"Se­devo in curva, proprio quella davanti alla quale Giampiero De Carli segnò la meta della vit­toria ."
Bocchino compirà 22 anni il prossimo 3 marzo. Anagrafica­mente è nato a Roma, rugbysti­camente a Viterbo. Sebbene ab­bia conosciuto il massimo cam­pionato italiano dal 2007 al 2009 con la Capitolina, prima di pas­sare la scorsa estate a Rovigo, è con fierezza che dichiara: "Sono viterbese" . Radici mai recise in­somma e un bene prezioso co­me l'amicizia da tutelare. Tanto che sugli spalti del Croke Park a tifare Riccardo c'erano addirit­tura gli ex compagni nell'under 9.
Chili e Calci - Fin qui tutto be­ne. Anche Mallett spende paro­le d'elogio per il ragazzo salvo poi aggiungere: "Dove sono i chili?!"
"Non è il primo tecnico a farmelo rilevare - ammette il giocatore - è per questo che ven­go sottoposto spesso a sedute
extra per migliorare la difesa."
Con ottimi risultati peraltro, ma l'altro fondamentale su cui Ric­cardo si concentra è il calcio:
"Philippe Doussy (tecnico che con l'Italrugby sta curando il gioco al piede, ndr) mi sta dan­do una grossa mano; del resto nel rugby di oggi i calci tattici sono essenziali. Lavoriamo an­che sui piazzati, e pur essendo destrorso faccio segnare per­centuali di realizzazione alte nei tiri da destra."
Scaramanzia - Quindi pro­messa 'work in progress' Boc­chino, che sogna di sfidare do­menica la leggenda Wilkinson. I compagni di Nazionale hanno già chiesto i biglietti dello sta­dio per amici e parenti; lui no perché
" non ho ancora la con­vocazione ufficiale".

Rubato martedì il diadema della Madonna a Vignanello

Rubato martedì mattina il diadema d'oro, che ornava la testa dell'immagine dell'Immacolata Concezione nella chiesa di San Giovanni decollato. Il dipinto è attribuito alla Scuola bolognese, forse a Guido Reni. La scoperta è stata fatta nelle prime ore del pomeriggio dal parroco, don Giuseppe Aquilanti. Un fatto singolare, che ha gettato nello sconcerto i numerosi fedeli. Agli inizi degli anni Cinquanta avvenne un fatto analogo: ladri rubarono la corona, ma furono prontamente catturati. Il parroco ha sporto denuncia ai carabinieri e sono state già avviate le indagini. L'immagine è ritenuta miracolosa: in varie occasioni, nel 1796 e nel 1875, i fedeli assicurarono di aver notato un movimento degli occhi. Un evento mai effettivamente studiato da parte della Curia, almeno non in maniera ufficiale, ma questo passa parola è bastato per far crescere intorno all'immagine della Madonna un movimento di fedeli, ora sconvolti per quanto avvenuto martedì all'interno della chiesa

mercoledì, febbraio 10, 2010

Le Mura etrusche del Colle del Duomo

Archeotuscia, proseguendo nel suo programma di far conoscere ai viterbesi e ai turisti l'antica storia della città e dintorni, ha accolto con molto piacere la proposta di Antonio Obino, consigliere del Comune di Viterbo con delega al decoro urbano, per realizzare un manifesto che racconti la storia delle grandi mura che sono sul colle del Duomo.
In effetti, i turisti che vengono a Viterbo e passeggiano per le sue strade, spesso s'incuriosiscono alla vista di cose insolite e particolari e vorrebbero conoscerne il significato, ma il più delle volte non riescono ad avere risposte adeguate dalla guida turistica in loro possesso. Si è così deciso di realizzare un cartello esplicativo in varie lingue, posizionato nei pressi della Piazza e nel quale Tatiana Rovidotti - socia di Archeotuscia, archeologa, guida turistica della Tuscia e di Roma - ha dato la sua spiegazione di quelle mura ciclopiche che sfidano il tempo: è realizzato in italiano e inglese, tradotto poi da Magdolna Marton in francese, da Norma Hengstenberg in tedesco e da Irene Selbman in spagnolo. Archeotuscia si augura che questo sia il primo di una serie e che possa essere apprezzato dalla cittadinanza e dai turisti. Per quanto riguarda i blocchi parallelepipedi di grosse dimensioni, ben squadrati e visibili all'ingresso della Piazza del Duomo, base del muro di contenimento del Seminario Arcivescovile e del Vecchio Ospedale degli Infermi, sono i resti di mura civiche che attestano l'esistenza di un antico pagus o villaggio di età etrusca attribuibile alla città di Surrena o Sorrina Vetus o Surna. La collina del Duomo, come altura elevata e difendibile naturalmente, ben si prestava con la sua ampia vallata di Faul, ad essere un sito prescelto dalla civiltà etrusca per lo stanziamento di un insediamento abitativo e queste mura ciclopiche ben lo dimostrano.
Dopo la "facies etrusca" seguì quella romana, con lo spostamento e la creazione di un nuovo centro che fu analizzato da diversi studiosi del territorio di Viterbo. Tra questi Francesco Orioli, illustre scienziato e archeologo, che analizzando attentamente la topografia e le antichità etrusche e romane del territorio di Viterbo, si cimentò nella divisione dei due centri, dedicando un'apposita sezione a questo tema e riportando tutte le fonti letterarie ed epigrafiche note fino a qual momento. In base a queste, ipotizzò la localizzazione di Sorrina Nova sull'altopiano di Riello, a circa tre chilometri dal centro cittadino di Sorrina Vetus (attuale Colle del Duomo) e il Bulicame. Anche se la storia degli studi su queste due realtà è ricca di numerosi contributi di carattere storico-archeologico di diversi autori (Gamurrini, Gargana, Signorelli, Schneider...), le uniche fonti disponibili che contribuiscono realmente a formare un mosaico d'informazioni più complete ed esaurienti su Sorrina Nova, sono le iscrizioni romane afferenti topograficamente alla città, schedate nel Cil xi (Corpus inscriptionum latinarum) da Eugenio Bormann dal numero 2996 al 3039 e dal numero 7412 al 7478. Per Surrena etrusca, invece, è possibile far riferimento a fonti letterarie, mentre le attestazioni epigrafiche non sono documentate. Soltanto esplorazioni archeologiche nei cunicoli al di sotto del Colle del Duomo o nell'area circostante il colle e valle di Faul potranno ridare probabilmente nuova luce al primo nucleo abitativo della città di Viterbo

lunedì, febbraio 08, 2010

L'acropoli di Luni sul Mignone presso Blera


Un'antica città disabitata da secoli, come San Giovenale, è Luni, nel comune di Blera, detta sul Semisconosciuta a molti. Per raggiungerla occorre attraversare grandi estensioni di territorio in cui i corsi d'acqua non sono interessati da alcun fenomeno di inquinamento; il bestiame brado e gli animali selvatici popolano queste zone disertate dall'uomo e la vegetazione spontanea cresce rigogliosa. La riscoperta della linea ferroviaria Capranica-Civitavecchia ne fa un luogo di rinnovato interesse.
L'acropoli di Luni dista da Blera circa 10 chilometri, dei quali solo otto sono percorribili in macchina sulla Monteromanese fino alla stazione di Civitella Cesi e, dopo quest'ultima, girando a sinistra sulla Strada Dogana che si abbandona all'altezza del Fontanile di Valle Vergine, prendendo, a destra, la Strada delle Pozze. Da questo punto si segue la strada che corre parallela alla vecchia ferrovia, fino a Ponton Serignano, dove è opportuno lasciare la macchina e proseguire a piedi. Raggiunto il piano del Vignolo sul versante che guarda la vallata del Torrente Vesca, un antico sentiero scende alla valle denominata dagli svedesi "Tre Erici". Conviene seguire un sentiero che costeggia il ciglio della rupe meridionale, per arrivare ad una radura dove c'è una deviazione che scende al livello del Vesca e raggiunge la Fontana di Luni, famosa per l'ottima acqua che vi sgorga e per il luogo, particolarmente invitante alla sosta. Prima di raggiungere l'acropoli, è opportuno visitare Monte Fornicchio; lungo il sentiero che sale si incontra una singolare grotta la cui camera, a pianta pressoché circolare, presenta canaletti radiali scavati nel pavimento.

Si arriva all'acropoli di Luni sul Mignone. Appena saliti sul piano dell'antica città, si incontra la poderosa muratura del castello che fortificava la punta orientale. Sui bordi dell'acropoli, a tratti, sono ancora visibili le mura della città etrusca. A distanza di circa un ventennio, la vegetazione ha, quasi ovunque, ricoperto le aree di scavo. La chiesa medioevale, ubicata a circa cento metri ad ovest del castello, attualmente è ricoperta da un enorme ed intricato cespuglio di rovi e arbusti.
A nord della chiesa c'è una casa etrusca, prossima all'antica strada che scende al Fosso Canino. Una parte dell'insediamento della Età del Ferro si trova poco più avanti, sul ciglio della rupe settentrionale. Tra due fossati, che tagliano trasversalmente l'acropoli, al centro, si trova l'insediamento appenninico, formato da tre lunghe case rettangolari. La cultura appenninica si è sviluppata durante l'Età del Bronzo (xv - xi sec. a.C.) nell'Italia centrale. Nel pressi dell'estremità occidentale di Luni c'è una costruzione eccezionale: la grande capanna dell'Eta del Ferro, monumento destinato probabilmente al culto,unico nel suo genere. Una chiesa cristiana, parzialmente scavata nella roccia, occupa la parte meridionale di questa costruzione. Alcune tombe cristiane a fossa sono disseminate nei dintorni della chiesa. Per arrivare a visitare la necropoli etrusca di Monte Fortino, si deve affrontare una lunga e scomoda passeggiata. É consigliabile però seguire l'antica strada che, a settentrione, passando vicino alla casa etrusca, scende a valle e arriva alla ferrovia.
Dopo la diroccata stazione di Monte Romano, seguendo a destra il corso del Fosso Canino, si arriva alla Pianaccia dove, poco prima della confluenza nel Mignone, si attraversa il corso d'acqua e ci si addentra nella macchia in cui si trova la Tomba delle Cariatidi. All'esterno è scolpito in rilievo il motivo. É possibile seguire, al ritorno, il sentiero che risale il Mignone fino alla confluenza del Vesca; di qui proseguire fino alla Fontana di Luni e poi alla Fontana di Canalicchio, sopra la quale si trovano le necropoli etrusche di Ponton Spaderna e Pianarola. L'Istituto Svedese di Studi classici in Roma, durante quattro campagne di scavo della durata di sei settimane ciascuna eseguì molti lavori riuscendo a riportare alla luce molto materiale

giovedì, febbraio 04, 2010

Assemblea generale dell'Associazione Europea delle Vie Francigene a Montefiascone

Un appuntamento con la storia e con il turismo religioso. Si svolgerà il 20 febbraio, nella cornice della Rocca dei Papi, l'assemblea generale dell'Associazione Europea delle Vie Francigene. Il rinnovo degli organi associativi è uno dei punti all'ordine del giorno dell'assemblea. Seguirà il convegno
"Cammino Europeo delle Vie Francigene"
, organizzato dal Comune di Montefiascone. Il programma della giornata prevede dopo l'accoglienza e la registrazione dei soci, alle 9,30 il saluto del sindaco del Comune di Montefiascone, Andrea Danti e quello del presidente della Provincia di Viterbo, Alessandro Mazzoli. Quindi alle 10 i lavori assembleari fino alle 11,45. Alle 12 comincerà il convegno
"Cammino Europeo delle Vie Francigene"
organizzato dal comune di Montefiascone e presieduto dall'onorevole Massimo Tedeschi, presidente dell'Associazione europea delle vie Francigene, c he affrronterà i temi:
"Il cammino come mezzo per ritrovare noi stessi ed ilrapporto con l'ambiente"
; "Non nascondermi il tuo volto", il pellegrino alla ricerca di Dio; i Lions e la Via Francigena: idee e progettualità. Quindi un ricordo di Gianfranco Imperatori - promotore e fondatore dell' Associazione Civita con la consegna della targa alla memoria alla presenza da parte dell'onorevole Antonio Maccanico e della signora Vanella Imperatori. Nel pomeriggio, dopo una degustazione dei prodotti tipici del territorio, alle 15 è in programma una visita al Museo "Antonio da Sangallo il Giovane". L'appuntamento di Montefiascone si inquadra nel contesto di un impegno di valorizzazione della via Francigena voluta anche dalle autorità di governo.
"La contrazione dei consumi ha penalizzato nel 2009 anche il turismo religioso - ha detto il ministro del turismo Brambilla il 19 gennaio scorso al Josp Fest di Roma - che presenta risultati rassicuranti, ma al di sotto delle previsioni. Solo 638 mila italiani hanno affrontato l'anno scorso un viaggio della fede: 389 mila hanno visitato i luoghi sacri all'interno del Paese, mentre 249 mila hanno scelto destinazioni estere."
Quello religioso sembra non interessare molto i più giovani: il 94% dei turisti interni ed esteri che trascorre una vacanza dello spirito in Italia ha più di 30 anni; quelli sotto i 20 anni sono appena lo 0,4%.
"La tendenza va invertita - ha detto il ministro - con una nuova offerta giovane, dinamica e coinvolgente ed è proprio in questa direzione che ci stiamo impegnando per riportare alla luce la Via Francigena, il cammino nazionale che può competere con quello di Santiago attraverso una sinergia con le Regioni e gli Enti locali interessati. É però necessario che il percorso sia ben segnalato a partire dalla grande viabilità, fino agli itinerari escursionistici percorribili in sicurezza, attrezzati con punti di sosta, informazioni ed accoglienza e con strutture ricettive adatte ai pellegrini ed ai turisti"
Puntare, dunque, sulla reale valorizzazione della via Francigena è uno degli obiettivi più immediati e,in particolare, uno degli argomenti programmatici degli enti regionali e locali del Lazio e della Tuscia, visto che il percorso nord-sud attraversa l'intero territorio toccando Acquapenente, San Lorenzo Nuovo, Bolsena, Montefiascone, Viterbo, Vetralla, Caprinica, Sutri e Monterosi, ma anche centri vicini che possono attuare progetti culturali legati alla Francigena, l'antico cammino tracciato dal vescovo Sigeric di ritorno da Roma verso Canterbury, nel 990. Fino al 1995 il suo nome era Corriere Romeo, poi trasformato in Via Francigena, dal taglio più internazionale. Era il percorso del pellegrino, una serie di tappe la cui distanza si misurava non in chilometri ma in base alle cappelle, alle chiese, ai borghi di sosta disseminati lungo il sentiero. Una filosofia che ora sta tornando di attualità, grazie alla riscoperta e alla messa in sicurezza del tracciato, e a una nuova sensibilità slow che spinge il viaggiatore a ricercare alternative al turismo tradizionale

martedì, febbraio 02, 2010

Ancora centro per il Carnevale Civitonico 2010

Il Carnevale Civitonico fa centro. La prima, attesa sfilata dell'edizione 2010 è riuscita pienamente per la viva soddisfazione sia degli organizzatori che del pubblico, che è accorso numeroso ad ammirare i carri allegorici e i gruppi mascherati. L'esordio del nuovo percorso che si è svolto nella zona moderna del paese(da Piazza della Liberazione lungo via San Gratiliano, via Mazzini, via Enrico Minio e via Giovanni Xxiii) senza terminare più nel centro storico come accadeva nel passato, è stato decisamente positivo. La larghezza e la spaziosità delle strade ha permesso il passaggio di carri allegorici davvero imponenti e maestosi che hanno destato elogi e apprezzamenti tra la gente per la loro nella bellezza, originalità e fattura. Segno evidente che a Civita Castellana, grazie anche ai preziosi insegnamenti della scultrice Federica Lucchesi di Viareggio, ci sono veri e propri maestri della cartapesta. I carri allegorici dei gruppi dei Forchettoni, degli Scroccafusi, degli Egizia (tanto per citarne alcuni) erano davvero spettacolari, per nulla inferiori a quelli di altri carnevali blasonati come quello di Viareggio o di Putignano. La folla, assiepata lungo le due ali del percorso, si è divertita e ha partecipato spontaneamente agli scherzi e alle burle dei figuranti. Come al solito non si è badato a spese per la realizzazione dei costumi e delle maschere. Tantissimi figuranti erano giovani, basti pensare al Gruppo Gardens e agli oltre quattrocento "cuccioli" della carica dei 101. Positivi anche i commenti dei turisti provenienti dai paesi limitrofi e dalla Capitale:
"La sfilata è stata davvero bella e movimentata - affermano alcuni di loro - con carri allegorici di grande impatto visivo. Complimenti ai realizzatori e a tutti i figuranti che ci hanno fatto trascorrere una giornata di spassoso divertimento."
Adesso l'appuntamento con la seconda sfilata del Carnevale Civitonico è per domenica prossima 7 febbraio. Da non mancare per chi ama vivere momenti di pura allegria