giovedì, febbraio 26, 2009

Tarquinia Viva e il Carnevale Tarquinese

L'associazione "Tarquinia Viva" tira il bilancio delle semplici ma simpatiche iniziative per il Carnevale tarquiniese, organizzate di concerto con altre associazioni e con il Comune della cittadina.
Per la giornata conclusiva a Piazza Matteotti affluenza consistente, l'associazione ha distribuito migliaia di castagnole e garantito il divertimento dei più piccoli con i giochi gonfiabili, prestati dall'associazione Fuori Centro.
"é stata una manifestazione piacevole - spiega Maurizio Leoncelli, presidente dell'associazione Tarquinia Viva -.
Abbiamo distribuito gratis, solo nella giornata di martedì scorso, migliaia di castagnole. L'iniziativa ci ha coinvolti per tutti i giorni della manifestazione e devo dire che tutti i commercianti che hanno partecipato, lo hanno fatto con vero entusiasmo.
Voglio innanzitutto ringraziare di cuore il comune, tutti i commercianti che hanno collaborato, le signore che hanno materialmente cotto nel padellone le castagnole e chi ci ha donato gratis la pasta: il forno 'Le tre spighe', il panificio Bonifazi, la pasticceria 'Peccati di golà.
Un grazie anche all'associazione Fuori Centro, che ci ha fornito i giochi gonfiabili, risultati vincenti per il divertimento dei bambini."
Leoncelli ha voluto anche la mega "Padellata", rispolverand un'antica usanza tarquiniese, ad ogni festa infatti non mancava mai lo spazio per leccornie cotte in piazza.
"Molte associazioni del passato - sottolinea - la utilizzavano. É un modo semplice, come le semplici altre iniziative messe in campo, che però attirano grandi e piccini.
Piazza Matteotti martedì era stracolma, devo dire anche grazie agli assessori Capitani e Rosati e a Tonino Natali che ha fatto rivivere il 'Rogo della Morà con annessa sfilata di vedove piangenti.
La nostra interazione con le iniziative ha voluto dare un segno tangibile: con poco si può contribuire ad allietare la vita cittadina"

Di nuovo una centrale nucleare a Montalto di Castro

Nucleare sì, nucleare no? Montalto di Castro sì o no? Ieri mattina l'Italia e la Tuscia si sono svegliate con questo dubbio e come spesso accade per decisioni di notevole interesse si è divisa tra i favorevoli e i contrari.
Un passo indietro. Il presidente Silvio Berlusconi ha firmato un accordo con Nicolas Sarkozy per riaprire una pagina che sembrava ormai chiusa una ventina di anni fa:
"Costruire centrali nucleari in Italia."
Per farlo ha chiesto una "mano" ai cugini francesi che con un accordo firmato a Villa Madama dovranno cooperare per la produzione dell'energia offrendo la loro tecnologia.
Ma allora che c'entra Viterbo? La domanda è quasi retorica perché la risposta si chiama Montalto di Castro, una delle ipotesi di sede che da subito ha cominciato a prendere corpo.
Infatti, prima del referendum che abrogò il nucleare nel 1987, la cittadina sul mare era destinata ad ospitare questo tipo di produzione.
Le procedura per la scelta del sito prevede che una commissione nominata dal ministro delle Attività produttive, Claudio Scajola, valuti le candidature.
L'ubicazione degli impianti di tecnologia francese Epr richiedono zone poco sismiche o molto stabili, vicino a grandi bacini d'acqua, ma senza pericolo di inondazioni, possibilmente lontano da luoghi densamente popolati.
E i requisiti di Montalto di Castro ci sono tutti: lontananza di grossi impianti industriali, vicinanza al mare utile per il raffreddamento, non si tratta di zona densamente popolata e non è altamente sismica.
Inoltre è di dominio pubblico la "fame" di produzione energetica nel centro Italia che risulta carente.
"Last but not least" non va dimenticato che i lavori per la centrale nucleare erano già stati avviati ed erano quasi giunti al termine quando ventidue anni fa gli italiani dissero con fermezza: "No".
"La notizia - dichiara il sindaco di Montalto di Castro, Salvatore Carai - è ancora fresca e va metabolizzata.
É presto per fare dei commenti anche perché si parla solo di ipotesi e finché non avremo una comunicazione ufficiale non possiamo valutarla.
Io ho una mia idea, ma credo che come primo cittadino di Montalto sia doveroso ascoltare cosa ne pensano i montaltesi."
A bassa voce afferma il sindaco, in modo appena accennato:
"Credo che sia stata un'occasione persa. Sta di fatto che la centrale nucleare era ormai all'80% completata, comunque ad oggi non credo ci sia la certezza ma solo una ipotesi papabile.
Intanto domani (oggi ndr) inaugureremo un impianto fotovoltaico che è già una conquista."
Dopo il referendum quella che nasceva come centrale nucleare fu riconvertita a una di tipo termoelettrico convenzionale i cui lavori iniziarono nel 1990.
É il più grande impianto termoelettrico italiano (3600 Mw). Saranno in tutto quattro le centrali nucleari previste nel Paese e la prima dovrebbe essere pronta nel 2020.
Tra le altre ipotesi si parla di Trino Vercellese (Vercelli), Caorso (Piacenza), Latina e Garigliano (Caserta).
Ma anche di zone in Sardegna, Sicilia, Toscana e Puglia. Adesso la Tuscia aspetta l'evolversi dei "giochi"

mercoledì, febbraio 25, 2009

Il Pranzo del Purgatorio a Gradoli

Scatta all'una esatta di oggi l'ora x, vale a dire il momento in cui i confratelli-camerieri serviranno il piatto tipico locale: i fagioli bianchi del Purgatorio conditi con olio extravergine d'oliva della Cantina sociale di Gradoli, sale e una generosa spruzzata di pepe.
Da quel momento il grande banchetto delle Ceneri prende il via e i circa 2mila commensali provenienti da tutta Italia e non solo, assaggeranno un menù di solo magro, che da secoli è sempre lo stesso: fagioli, appunto, luccio, nasello, baccalà e minestra di pesce.
Tutto acquistato, pulito e cucinato dai componenti della Fratellanza del Purgatorio, un folto gruppo di soli uomini (circa una settantina), che da giorni sono al lavoro per realizzare la mega manifestazione, il cui ricavato sarà devoluto in beneficenza.
Si celebra così anche quest'anno l'ormai famosissimo Pranzo del Purgatorio, un pranzo che fra le varie caratteristiche ha quello delle enormità: enorme infatti è la quantità di cibo cucinata, enormi gli utensili usati, enorme il quantitativo di vino che scorre sui tavoli, enorme il numero dei commensali, ma soprattutto incontenibile l'allegria che accompagna una festa in cui (malgrado si entri in Quaresima, quindi in un periodo di penitenza), si ha voglia di divertirsi e fare baldoria.
Ad ospitare l'evento, i locali (enormi anche questi) della Cantina sociale di Gradoli. "Dietro le quinte" i confratelli-cuochi, che muniti di grembiule e mestoli cucinano le varie pietanze utilizzando pentoloni di grandissime dimensioni e dieci caldaie da due quintali ciascuna in cui bolle l'acqua per i fagioli e nelle quali verrà successivamente cotto anche il riso per la minestra.
Poi, visto che il cibo deve essere riscaldato, i confratelli lo mettono su antichissime teglie di rame che vengono appoggiate sui bracieri con l'aiuto di una pala dal manico lungo oltre tre metri.
Perché qui il cibo è tutto cotto senza gas, su un enorme fuoco acceso la notte precedente (intorno alle 3,30) dal gruppo dei confratelli-fuochisti.
e a proposito di menù, come detto, da secoli è sempre lo stesso, così come le quantità acquistate, cotte e poi servite ai tavoli: 2 quintali di fagioli, 1 quintale di riso per la tradizionale minestra con le interiora di pesce di lago (ricetta segretissima), oltre 450 chili di luccio in umido, mezzo quintale di tinca, 350 chili di nasello, altrettanti di baccalà, il tutto "affogato" in 250 chilogrammi di olio nostrano.
Insomma, una vera e propria "grande abbuffata", senza però dimenticare che il vero motivo per cui nasce e si svolge la manifestazione è quello di ricordare le anime sante del Purgatorio.
A metà banchetto inoltre alcuni giovani confratelli passano con lo stendardo della Fratellanza e su un antichissimo piatto raccolgono altre offerte da devolvere alle famiglie bisognose del paese.
Insomma, un cocktail di sacro (l'iniziativa dedicata alle anime del Purgatorio, sociale (l'intento benefico dell'antica manifestazione) e profano (quello "mangereccio") che sfocia in un avvenimento che si perde nella notte dei tempi

lunedì, febbraio 23, 2009

Le sfilate di Carnevale a Civita Castellana

Al secondo round il Carnevale Civitonico vince un difficile match. Ancora tanta partecipazione per questa edizione 2009. Ancora una volta le strade principali della cittadina (da piazza della Liberazione a piazza Matteotti) si sono riempite di gente.
Pubblico numeroso e tante allegre maschere. Durante il tragitto, pioggia di coriandoli sulla folla, ogni gruppo ha sfilato divertito e divertendo.
I civitonici amano coinvolgere gli spettatori mentre il corteo sfila, è un vortice gioioso quello che anima il carnevale di Civita Castellana che ogni anno, malgrado le alterne vicissitudini economiche della cittadina, contagia davvero tutti.
"Quest'anno, in base al criterio matematico adottato da tempo - precisa l'assessore comunale al Turismo e spettacolo Carlo Angeletti - le posizioni sono alternate nelle tre sfilate.
Chi ha sfilato per primo sarà poi nelle posizioni retrostanti. É un sistema che ci permette di non penalizzare nessuno. Ai sorteggi per l'ordine di sfilata hanno partecipato quasi tutti i gruppi e i rappresentanti dei carri."
Anche ieri il tempo è stato clemente, la temperatura decisamente meno fredda rispetto alla scorsa domenica, la morsa del gelo ha taciuto fortunatamente.
Già dai bozzetti presentati in Comune dai vari gruppi si intuiva l'eccellente qualità dei costumi e dei carri allegorici (due in particolare: quello realizzato dal gruppo degli Scroccafusi intitolato
"C'o Maraja che viè da Persia o' Scroccafuso ve fa sta festa"
e quello del gruppo Tucano intitolato
"i Tucano vanno al mare con Naomo a navigare"
) per la grande attenzione rivolta alla qualità e all'originalità.
In molti ricorrono a sartorie specializzate per la realizzazione dei costumi. Oggi pomeriggio, sarà la volta del
"Carnevale provinciale dei Ragazzi"
organizzato dalla Pro loco. In questa edizione il presidente della Pro loco Gabriele Aleandri ha raggruppato 16 associazioni di altrettanti paesi della Bassa Tuscia e otto bande musicali.
All'allegra e spensierata sfilata parteciperanno ragazzi dai 9 ai 16 anni, con maschere a tema libero.
La sfilata inizierà alle 14,30 da piazza della Liberazione. Sarà presentato il Puccio dei ragazzi (un Arlecchino) realizzato dai giovani che hanno partecipato con entusiasmo al
"corso per allestimento di opere scenografiche per il carnevale."
Appuntamento quindi per i più giovani e domani per il terzo corso di gala mascherato che chiuderà il Carnevale Civitonico edizione 2009

venerdì, febbraio 20, 2009

Ora X: Inferno di Dante di Matteo Belli

La Divina Commedia dell'immortalità con un con flotta tra l'uomo e Dio attraverso un percorso che conduce alla purificazione prima di poter incontrare (ma non vedere, l'Eterno).
Domani sera a Fabrica di Roma va in scena "Ora x: Inferno di Dante" di Matteo Belli. Un banco di scuola al centro della scena. Attorno ad esso, gli eventi vissuti, sognati ed immaginati che hanno condotto uno studente qualsiasi ad occuparsi oggi, come teatrante, dell'Inferno di Dante Alighieri.
Un percorso che l'attore Matteo Belli compie attraversando alcuni dei luoghi della prima cantica della "Commedia", con il piacere e l'emozione per una sfida personale non più rimandabile nel tentare di portare ai sensi dell'orecchio e dell'occhio moderno i versi classici tra i più alti dell'intera storia letteraria italiana.
La dizione (a memoria), quindi, di un attore che, nel rispetto per l'integrità e la musica della terzina in endecasillabi, non dimentica mai che una simile materia è sempre il luogo di un impegnativo ma eccitante "gioco" teatrale in cui, sia chi dice che chi ascolta, accetta di vivere una trasformazione profonda che dalla lettura della pagina lo trasporti sulla scena dell'evento agito, interpretato, quindi rivissuto.
Quello che si tenta, pertanto, di offrire è il Dante come poeta della rappresentazione, summa compiuta di un universo culturale concluso ma anche sempre vivo e sensibile ai tentativi di restituzione realistica e "materica" di un'umanità eternata nelle proprie forme di caducità esemplare.
É in questa chiave di lettura del verso dantesco che vengono interpretate le vicende dell'ingresso nella selva oscura, l'incontro con Virgilio, il dramma d'amore di Paolo e Francesca, la fierezza della passione politica di Farinata degli Uberti, la struggente malinconia nel suicidio di Pier della Vigna, il supplizio diabolico ai danni di un barattiere, il "folle volo" di Ulisse, la macabra fine del Conte Ugolino.
Dante, peraltro, transitò da Viterbo per recarsi a Roma in occasione del primo Giubileo della storia, quello indetto nel 1300 da Bonifacio Viii.
Notissime le citazioni di Viterbo nella Divina Commedia e due per tutte riguardano la storia della città: l'efferato delitto di Enrico di Cornovaglia avvenuto il 13 marzo 1271 nella chiesa di San Silevstro a Piazza del Gesù e il Bulicame doppiamente citato dal poeta nella grande opera.
Nelle citazioni dantesche trovano spazio papi come Adriano v, che visse a Viterbo e pontificò poco più di un mese e Martino Iv, famoso per essere collocato in Purgatorio tra i golosi.
Infine anche Nicolò III della famiglia Orsini, signori di Soriano nel Cimino, trova spazio in Dante.
Uno spettacolo, quello di domani sera, che riconduce l'opera dantesca nel suo binario poetico

giovedì, febbraio 19, 2009

Successo per l'iniziativa Incontro con l'Autore

Straordinario successo per il progetto didattico "Incontro con l'Autore" che si è svolto presso il Liceo Artistico Tuscia di Viterbo.
Gli studenti delle classi prima, seconda, terza e quarta del noto istituto hanno letto con piacere e approfondito con impegno e con attiva partecipazione per circa un mese il libro "Lo Drago de Cammenòt", edito da Edizioni Tagete.
Il progetto didattico di approfondimento della lettura, coordinato dalla professoressa di italiano Clorinda Salini, si è concluso con un simpatico incontro con l'autore Santo Sammartino che vive e insegna a Viterbo.
Alcuni ragazzi (Alessandro Filoscia, Vanessa Moretti, Liviana Baldini, Marco Del Papa, Arianna Arcangeli, Luca Costantini) hanno talmente apprezzato il testo che lo hanno in parte recitato immedesimandosi con passione e sentimento nei ruoli dei diversi personaggi.
"Lo Drago de Cammenòt" è un romanzetto medievale scritto in lingua volgare, che incuriosisce e rapisce il lettore sia per la sua trama che per il suo stile originale.
Un progetto quindi che ha avuto il merito di coinvolgere con entusiasmo e spontaneità gli studenti nelle bellezza e profondità della lettura, valorizzando i talenti presenti nella nostra provincia.
Assai soddisfatto dell'esito dell'incontro anche il preside prof. Mario Romagnoli che ha espresso parole di grande elogio per l'iniziativa

mercoledì, febbraio 18, 2009

Pronti alle feste di Giovedì Grasso a Ronciglione, Civita Castellana e Acquapendente?

Si apre domani, simbolicamente, il Carnevale. Giovedì grasso, come vuole la tradizione, è il giorno in cui i festeggiamenti del Re Carnevale si intensificano fino a concludersi il martedì grasso quando, la sera, Carnevale, dopo un buffonesco funerale, viene bruciato in piazza.
Domani Ronciglione, Civita Castellana, Acquapendente "aprono" dunque, il periodo del grande divertimento.
Giovedì grasso è un giorno in cui storicamente si tramanda una tradizione culinaria. Era una festa inevitabilmente collegata con la Quaresima, perché iniziavano cinque giorni (tranne il venerdì) di baldorie e abbuffate, giochi e scherzi, fino al martedì grasso, mentre il Mercoledì delle Ceneri tutto era rivolto all'astinenza e al digiuno.
Era ed è, per la Chiesa, l'inizio del periodo della Quaresima. La tradizione del Giovedì grasso arriva da Venezia che in questo giorno, per secoli, ha festeggiato con bagordi e "decapitazioni" di maiali, la vittoria sulle vicine terre, obbligate ad offire la "materia prima" ovvero i maiali "decapitati in pubblica piazza".
In tutta Italia e nella Tuscia il Giovedì grasso è la festa abitualmente riservata ai bambini. A Ronciglione migliaia di bambini di tutte le età, provenienti anche dai paesi vicini e dalla capitale sfilano in maschera lungo le principali vie del paese accompagnati da bande folcloristiche e dalla locale banda musicale.
A Civita Castellana il Giovedì grasso segna l'inizio della grande festa con maschere e giochi.. Nei "Cantari cavallereschi" composti intorno al 1400, che fanno riferimento alla città di Sutri e al paladino Orlando, si parla, forse per la prima volta, dell'elezione di Re Carnevale.
"Fu questo fatto presso al Carnevale / ché in Sutri li fanciulli hanno una usanza / far una festa pomposa e reale/ e di far un Signore, a somiglianza / di qualche Re o signor naturale."
Ma è più a tavola che si festeggia il Giovedì grasso. A Viterbo si usavano, una volta, i "salsiccioni di Carnevale" o "salsicciotti di S.Brizio". Adesso si assiste alla produzione di dolci caratteristici tra i quali le castagnole, gustose frittelle di pastella dolce, così chiamate per la forma somigliante alle castagne; queste rotonde pallette di grandezza variabile, che le cuoche più esperte riescono a confezionare perfettamente rotonde, non imbevute di olio e con pasta soffice e leggera, venivano servite fredde, ricoperte con zucchero a velo.
Immancabili anche le frappe, fatte di semplici strisce di pasta fritta con bordi frastagliati, che vengono preparate in forme diverse,.
Il termine frappe, usato nel Lazio e in Umbria, deriva dal francese antico frape. A Civita Castellana si consumano delle crepes chiamate frittelloni e ad Acquapendente frittelle dette fregnacce di cui si celebra la sagra

venerdì, febbraio 13, 2009

Arriva l'esercito dei Camper a Civita Castellana

Carnevale civitonico: in arrivo circa 200 turisti grazie all'iniziativa del Camper club Alto Lazio. "Conclusi i festeggiamenti per il 1° compleanno, nella splendida cornice di Abbadia San Salvatore, il Camper club Alto Lazio, torna nelle nostre terre con il secondo raduno di Carnevale - così esordisce la nota inviata dal segretario Leonardo Bazzoffia -.
All'iniziativa parteciperanno circa 200 persone, di cui oltre i due terzi provenienti dalla Toscana, Campania ed altre province del Lazio (Rieti e Roma)".
"Come da programma - continua Bazzoffia - ci troveremo tutti nell'area di sosta di via Terni, a cominciare da sabato mattina, per andare, dopo aver visitato la città, 'tranquillamente' a cena.
In quella sede, unitamente all'Associazione Carnevale, i nostri amici ed ospiti avranno la possibilità di assaggiare alcune delle nostre prelibatezze tradizionali.
La giornata di domenica - prosegue -, prevede per la mattina il meritato riposo, fino alle 12, momento in cui presso l'area di sosta, inizieremo i festeggiamenti del Carnevale con i 'tozzetti e vino rosso' e, auspichiamo - conclude -, il saluto delle autorità invitate.
Dalle 14,30 ci trasferiremo nell'area riservata per assistere alla prima sfilata del Carnevale civitonico".
Ad un anno di distanza (il club è nato il 18 gennaio scorso) l'appuntamento torna per le manifestazioni di Carnevale previste sabato e domenica prossimi.
La prima uscita ufficiale del Camper club che ha portato tanti turisti a scoprire il Carnevale civitonico risale appunto alla prima giornata di Carnevale della scorsa edizione.
É stato poi un susseguirsi di iniziative. Ad esempio la Festa di fine estate il 10 di ottobre, il gemellaggio con l'Assocampi e ancora il week-end dell'Immacolata, il Tour dell'Olanda e il Tour dell'Alto Lazio.
Uno degli obiettivi principali del club è quello di far conoscere le "nostre terre eccezionalmente ed invidiabilmente ricche di storia, tradizione e cultura"

giovedì, febbraio 12, 2009

Il Carnevale dei Bambini a Civita Castellana e la sfilata del 23 Febbraio

Il martedì grasso, per alcuni anni, è stato caratterizzato dalla bellissima sfilata del "Carnevale dei Bambini" organizzata dal 1° circolo didattico e rientrante in un progetto didattico del Pof.
Tra le mascherate a tema, si ricordano Pinocchio, Peter Pan, Mozart, Le quattro stagioni. Ormai è il secondo anno che questo evento, che aveva assunto una certa originalità a carattere regionale, non viene più organizzato.
Per far divertire anche i più piccoli e renderli protagonisti, lo scorso anno, l'assessore al Turismo e Spettacolo Carlo Angeletti aveva preparato un allegro pomeriggio di festa presso la discoteca Arabesk con la partecipazione delle Winks, le fatine tanto amate dalle bambine che ha ottenuto un enorme successo, dato che questi personaggi dei cartoni animati erano molto in voga in quel periodo.
Nell'edizione 2009 del Carnevale, invece ci ha pensato la Pro loco. Il presidente Gabriele Aleandri ha raggruppato ben 16 associazioni della Bassa Tuscia e darà vita al
"Carnevale provinciale dei ragazzi"
che si svolgerà lunedì 23 nel primo pomeriggio.
Il corteo mascherato (ogni Pro loco ha organizzato un gruppo di circa 50 ragazzi dai 9 ai 16 anni) sarà accompagnato da 8 bande musicali dei diversi paesi partecipanti.
Per l'occasione sarà presentato il Puccio dei ragazzi, che avrà le sembianze di un Arlecchino e che è stato realizzato dai giovani che hanno partecipato al
"corso per allestimento di opere scenografiche per il carnevale"
che si è svolto presso i locali dell'Istituto Statale d'Arte "Midossi", grazie alla disponibilità del preside Chericoni che ha messo a disposizione la struttura mentre le lezioni sono state tenute da Enea Cisbani, Giuseppe Cinquepalmi e Sabrina Salvatori.
Le Pro loco che hanno aderito all'iniziativa sono quelle di Bagnaia, Soriano nel Cimino, Bomarzo, Monterosi, Magliano Sabina, Ronciglione, Mazzano Romano, Monte Romano, Castel Sant'Elia, Nepi, Corchiano e Rignano Flaminio.
Le maschere sono a tema libero. Il percorso sarà lo stesso del carnevale civitonico dei grandi, da piazza della Liberazione fino a piazza Matteotti.
Nel frattempo l'auspicio è che anche quest'anno l'Amministrazione possa organizzare un altro spettacolo, magari con altri personaggi dei cartoni animati che piacciono tanto ai bambini

martedì, febbraio 10, 2009

Le piante Buone da mangiare all'Orto Botanico dell'Università della Tuscia

Una delle istituzioni più innovative, collegate al mondo accademico e fortemente legate alla ricerca è l'Orto botanico di Viterbo, un vero e proprio giardino delle meraviglie.
E proprio l'Orto Botanico dell'Università della Tuscia organizza il primo corso teorico-pratico per il riconoscimento delle piante "Buone da mangiare" che si terrà nel prossimo mese di marzo.
Fino al 28 di questo mese ogni venerdì e sabato. Dalle 14 alle 18 venerdì e dalle 9 alle 13 il sabato. Il desiderio di conoscere le pratiche alimentari in uso nel mondo contadino e di recuperare tradizioni del passato portano ad apprezzare le erbe spontanee dei campi e quindi, prima di ogni altra cosa, a volerle conoscere.
Il corretto riconoscimento botanico delle piante commestibili è fondamentale soprattutto per distinguerle da quelle tossiche, anch'esse presenti in natura e talvolta nei medesimi luoghi..Gli ambienti in cui vivono possono apparire di scarso valore conservazionistico e per questo sono poco visitati dai cercatori di piante rare e dagli amanti della natura; un prato incolto, il margine di una strada sterrata, una scarpata al sole, un oliveto, un campo a riposo sono invece le principali mete dei cercatori di erbe dei campi buone da mangiare.
Il confronto fra le esperienze di varie generazioni, accomunate dal desiderio di riconoscere tra le molteplici specie vegetali l'una o l'altra pianta utile perché buona da mangiare, si rivelerà stimolante e piacevole.
Il corso è, ovviamente, a pagamento.Le lezioni saranno tenute dai docenti: professoressa Anna Scoppola, Edda Lattanzi e da personale dell'Orto Botanico.L'occasione è, però, al di là del corso, quella di tenere in grande considerazione una struttura di così grande valore naturalistico come l'Orto Botanico di Viterbo istituito in seguito ad una convenzione stipulata nel 1985 tra l'Università, il Comune di Viterbo e l'Opera Pia Patrimoni su un'area, in località Bulicame, ceduta per tale scopo da quest'ultima.
L'area del Bulicame é situata nella piana viterbese alle ultime propaggini dei Monti Cimini ed é caratterizzata da una bassa collina tronco-conica, alla sommità della quale si trova una sorgente di acqua calda sulfurea.
La zona é ricca di resti archeologici di epoca etrusca e romana. Alcuni storici ritengono che in questa zona fosse il Fano di Voltumna, il luogo sacro agli etruschi presso il quale si riunivano annualmente i lucumoni delle città della confederazione; in epoche successive fu sede di importanti terme romane che Strabone descrisse come rivali delle terme di Baia.
Il complesso si estende su una superfice di 15 ettari ed é suddiviso nell'Orto Botanico (6 ettari), situato nella parte piu' bassa e ospitale, e nel Parco del Bulicame (9 ettari) che include la sorgente calda sulfurea.

venerdì, febbraio 06, 2009

Blitz dei carabinieri alla cittadella della salute

Arrivano presto, i carabinieri. E non sono i soli. Nei locali della cittadella della salute, infatti, entrano anche loro: le fiamme gialle. Apparentemente, tra le due "incursioni" -_ da una parte i militari dell'Arma, dall'altra i finanzieri - non c'è nesso, Più tardi, si verrà invece a sapere che, nel mirino dei rispettivi nuclei investigativi, ci sono due gare: relative la prima alla Lavin, la dita che, a suo tempo, vinse l'appalto da tre milioni e mezzo (poi quattro) per la sterilizzazione dei ferri chiurgici della Asl e, l'altra, per la gestione, da parte della Abot, del laboratorio d'analisi.
Quanto basta per dire che, all'attenzione della Procura, c'è - per adesso - un solo filone d'indagine, anche se a più versanti: quello degli appalti.
Si viene poi a sapere che, nel decreto di perquisizione notificato - in quanto responsabile al più alto grado della Asl locale - al manager Aloisio, c'è indicato un articolo di legge: quello della
"turbativa alla libertà degli incanti"
meglio conosciuto, tra la gente, come turbativa d'asta.
Il decreto di perquisizione, in questo caso, funge da "avviso". Più tardi, arriveranno conferme del fatto che, per Giuseppe Aloisio, c'è stata - come atto dovuto - l'iscrizione nel registro degli indagati per turbativa d'asta.
Un passo, va ribadito, che non comporta nessuna attribuzione di responsabilità, e che costituisce un passo necessario e obbligato per un'inchiesta come questa.
Lo stesso Aloisio, del resto, incontrando la stampa, è apparso sereno e sicuro di sè, ribadendo la correttezza del suo operato.
I carabinieri, appartenenti alla compagnia di Viterbo, erano guidati dal capitano Marco Ciervo. In mano, oltre al decreto di perquisizione - che riguardava i file dei computer prelevati, va detto, con l'aiuto di un perito informatico, avevano anche un decreto di esibizione.
Questo, in particolare, è stato presentato per poter acquisire la documentazione cartacea dagli uffici.
Documentazione abbondante. I carabinieri, proprio per la mole dei documenti da portare via, torneranno anche oggi (e nei prossimi giorni) alla cittadella della salute.
I contratti, la documentazione (relativa, tra l'altro, ai rapporti con le strutture private convenzionate) sembrano essere la base per un controllo che, al di là degli appalti, appare destinato ad estendersi.
L'impressione è che, in questi giorni, sia in atto, in tutto il Lazio, una vera e propria offensiva degli inquirenti, per poter fare chiarezza sulla erogazione del denaro pubblico nella sanità e, quindi, sulla regolarità di una nutrita serie di operazioni.
Insomma, si sarebbe all'inizio di una indagine a trecentosessanta gradi destinata a riservare, l'una dopo l'altra, varie sorprese.
Intanto, parallelamente, è stata avviata, come è prassi, una indagine della Regione. Chi ha sbagliato, questo il messaggio inviato da Marrazzo ai manager, pagherà. Il discorso delle forniture, in particolare, è complesso. Lo è anche quello che, a breve, potrebbe investire i rapporti tra la Asl di Viterbo e gli Angelucci, anche se, ufficialmente, i carabinieri, ieri mattina, agivano su delega della Procura di Viterbo e non di quella di Velletri.
D'altra parte, il labirinto delle connessioni è, nella sanità, piuttosto esteso. Ieri, per un paio d'ore, è stato ascoltato in Procura, su sua stessa richiesta, Andrea Bianchini, responsabile dell'economato.
Una richiesta, la sua, che, in qualche misura, sembra voler anticipare una prevedibile mossa della Procura: impossibile, per gli inquirenti, non chiamarlo, prima o poi, dato il suo ruolo-chiave nel struttura.
Bianchini, alla stampa, ha fatto il nome di quel Cisbani (Bruno Cisbani) che, prima di Aloisio, è stato manager della Asl.
Cisbani, trasferitosi a Roma, è stato, come è noto, investito da una bufera giudiziaria. Ma non per fatti "viterbesi". Adesso, si punta l'indice sul fatto che, per quanto riguarda la vicenda Lavin, era cominciata, come ha detto Bianchini, proprio al tempo di Cisbani.
La sensazione è che, da tempo, sia in atto una guerra sotterranea che vede, da una parte, Rodolfo Gigli (Udc) e, dall'altra, Aloisio.
La posta in gioco, qui, è elevata. Controllare la cittadella della salute e Belcolle significa, infatti, disporre di un potere politico enorme.
Questa guerra, naturalmente, non è soltanto scandita dalle interrogazioni di Gigli, ma anche dalle mosse che, negli ambienti dovuti, avrebbe fatto Aloisio.
Mosse (anzi contromosse) particolarmente ficcanti

giovedì, febbraio 05, 2009

Winter Trail dei Monti Cimini domenica 8 febbraio

Organizzato per domenica prossima, 8 febbraio, dall'associazione sportiva dilettantistica "Atletica Cimina" il primo "Winter Trail dei Monti Cimini".
Una buona occasione di incontro e di confronto atletico per tutti coloro che praticano, seppur non ad alti livelli, l'affascinante sport della corsa.
Il punto di ritrovo è fissato, a partire dalle 8, lungo la strada provinciale canepinese a circa un chilometro dalla strada provinciale cimina.
La giornata atletica dedicata alla corsa sarà così organizzata: dalle 8 alle 9,30 i partecipanti potranno ritirare i pettorali, mentre la partenza della gara è prevista per le 10.
Il percorso è di circa 14 chilometri e il fatto che si tratti di tutti sentieri di montagna rende la prestazione sportiva senza dubbio più affascinante e varia.
Naturalmente ci potrà essere una difficoltà aggiuntiva data dalle condizioni metereologiche che in questo periodo dell'anno cambiano in modo repentino.
Lungo i 14 chilometri di percorso è previsto un solo punto di ristoro, per questo gli organizzatori consigliano a tutti gli atleti di attrezzarsi con una scorta personale di acqua.
Il primo Winter Trail è riservato agli atleti che hanno già compiuto i 18 anni e sono regolarmente tesserati alla Fidal o altri enti di promozione sportiva riconosciuti dal Coni.
La quota di iscrizione è di 10 euro e il pacco gara è garantito solo ai primi 200 iscritti. Sono previsti dei premi alimentari o di materiale sportivo, sia per le donne che per gli uomini che si posizioneranno tra i primi tre assoluti e tra i primi 5 per categoria.
La pineta dei Cimini, che costeggia la strada provinciale a pochissimi chilometri da Soriano, è un luogo molto frequentato dai cittadini sorianesi e dei paesi limitrofi.
Naturalmente il numero dei frequentatori cresce notevolmente durante i mesi primaverili ed estivi. Non tutti però si recano in questo luogo pieno di verde solo per correre, c'è chi ama semplicemente passeggiare trai boschi oppure chi, soprattutto durante le calde giornate d'estate, sosta lì per fare un pic-nic con gli amici o con la propria famiglia.
La pineta è comunque considerata una delle molte ricchezze naturali che circondano Soriano

martedì, febbraio 03, 2009

Borsa Internazionale del Turismo Sociale e Associato 5 - 8 Marzo 2009

La "scoperta" di un importante segmento dell'industria turistica e la possibilità di unire a questo il decollo del turismo della Tuscia.
É questo il motivo dominante della della Borsa Internazionale del Turismo Sociale e Associato, che si svolgerà a Viterbo e durante la quale sarà presentato il primo Rapporto su questo particolare segmento dell'industria turistica nazionale.
L'indagine sarà curata dall'Isnart (Istituto Nazionale Ricerche Turistiche) in collaborazione con l'Osservatorio nazionale permanente costituito in ambito Btsa.
"La Borsa, afferma Angelo Cappelli, Assessore al Turismo della Provincia di Viterbo, è una idea vincente.
Benchè siano in molti a credere nello sviluppo del turismo sociale, sono ancora pochi coloro i quali vi prestano la dovuta attenzione..
Nel turismo sociale occorre credere ed investire. Per questo abbiamo deciso di creare nell'ambito della manifestazione un Osservatorio permanente che possa monitorare il suo andamento per impegnare tutte le forze politiche e produttive del Paese e poter intervenire con prontezza e convenientemente."
Il turismo sociale è quello che favorisce l'incontro e la socializzazione ed è costituito da quell'insieme di attività turistiche capaci di rispondere ad un diffuso bisogno di relazionalità.
"Non si tratta dunque, - come afferma Nicola Ucci, titolare della Società In Rete, titolare dei marchi "
Target Market -Borsa del Turismo Sociale e Associato" e "cral Network
" - di un turismo rivolto solo a categorie sociali specifiche di persone in situazioni di svantaggio.
Fruitori di questo turismo sono, ad esempio, anche i giovani per i quali uno sviluppo del settore passa per un'offerta turistica che garantisca a tutti, anche in termini di costi, l'esperienza turistica.
Ma lo sono soprattutto gli anziani che rappresentano un segmento sempre più importante per il mercato turistico, persone generalmente dotate di molto tempo a disposizione, di buona salute e, spesso, anche di una discreta disponibilità economica."
La manifestazione, che si terrà presso il Grand Hotel Terme Salus -Pianeta Benessere- di Viterbo dal 5 all'8 marzo 2009, rappresenta un momento di grande importanza per la promozione e la commercializzazione dell'offerta turistica locale e nazionale, sul versante dei Cral aziendali, delle Associazioni ricreative, sportive, culturali e ambientali.
Al workshop saranno presenti 100 buyers della domanda provenienti da tutta Italia e da alcune nazioni estere (Germania, Austria, Svizzera e Polonia) individuati fra quelli maggiormente attivi nei rispetti paesi sul fronte del turismo sociale e associato, e oltre 300 operatori dell'offerta regionale e nazionale.

La nuova macchina di Santa Rosa: Fiore del cielo

"Sollevate e fermi" questa volta protagonista del rito, a cui ogni anno partecipano migliaia di devoti della Santa coronata di rose, sarà un nuovo campanile di luce e angeli, un misto di tradizione e innovazione da cui piove una cascata di petali di rose.
La creatura che rappresenta una spirale di fiamme di fede e fiori, sovrastata dalla patrona della città, è nata dal team guidato da Arturo Vittori di Bomarzo.
Adesso l'architetto non sarà più "solo" il fratello dell'astronauta, ma passerà agli annali di Viterbo, come il padre di Fiore del cielo, la macchina di Santa Rosa 2009-2013.
Erano sessantasei i partecipanti al concorso di idee, che da tutta Italia, hanno cercato, nel profondo della loro fede, l'ispirazione (magari divina) per passare alla storia.
Ieri la commissione riunitasi nella sala Consiliare del Comune ha decretato il vincitore. É il sindaco Marini, orgoglioso e soddisfatto, a leggere il verdetto della "giuria" il cui presidente è Stefano Menghini.
" Il terzo classificato - annuncia - è il progetto di Gianluca di Prospero, che secondo la commissione ha voluto riconoscere la realizzazione più compiuta delle macchine tradizionali per leggerezza, equilibrio e armonia compositiva.
Ha ricevuto 85 punti. Il secondo gradino del podio è stato raggiunto dal progetto di Anna Maria Grifa, Oliviero Rainaldi, Leonardo Gatti, Paolo Paganucci, Anna Scriminaci, Giorgio Palone, che ha colpito per l'impiego di nuovi materiali, originalità dell'idea e qualità dell'illuminazione.
I punti ottenuti sono 90."
Poi continua:
"Il vincitore del concorso di idee - rullo di tamburi - è Arturo Vittori, scelto per la qualità e il livello di creatività e per il progetto complessivo, precisando che il concorrente ha ottimizzato l'unione tra la scelta tradizionale e l'innovazione.
Ha ottenuto 95 punti."
Vittori con il suo "Fiore del cielo", si porta a casa la "vittoria" essendo riuscito a coniugare ciò che è stato, ciò che è e ciò che sarà la macchina di Santa Rosa per la città.
"Mi complimento - conclude Marini - per la celerità con cui sono stati conclusi i lavori, adesso ci metteremo all'opera per vederla pronta a San Sisto il 3 settembre.
Com'è noto, la legge ci consente di sveltire notevolmente le procedure burocratiche."
Il numero di concorrenti è stato consistente e la commissione (composta oltre che da Menghini, anche da monsignore Bellocchio, dalla sovrintendente Rossella Godrè, dall'ingegnere Mario De Cesari e dall'architetto Tonino Zera) ha valutato ogni dettaglio.
"Tutti i disegni che hanno partecipato al concorso - precisa l'assessore Purchiaroni - saranno esposti in una mostra e, all'inaugurazione dell'evento, consegneremo i premi in denaro previsti per i primi tre classificati."
Adesso la speranza è che il tempo non sia tiranno e si possa realizzare la nuova macchina entro il 3 settembre.
"Faremo tutto il possibile - puntualizza il sindaco."
"Qualche legame con il passato c'è - risponde il presidente della commissione Menghini, a una domanda sulla somiglianza della nuova macchina con Armonia Celeste -. Ma ciò che si evince è soprattutto un profondo studio che regala un gioco di luce grazie a una tecnologia avanzata.
É un'unione di tradizione e modernità e si rifà al classico campanile che cammina e si attorciglia."
La polemica nasce ma si spegne quasi subito. Alla fine tutti si avvicinano al progetto e immaginano come sarà il giorno di Santa Rosa

lunedì, febbraio 02, 2009

A Bomarzo qualcuno avvelena i gatti ... non posso scrivere la parola che sto pensando

Gatti avvelenati a Bomarzo. “In questi giorni - scrive Valentina Lulli - si sono verificate morti improvvise dei nostri gatti (e randagi intorno casa nostra) per avvelenamento. In due giorni abbiamo visto morire 2 dei nostri gatti più 3 nell'ultimo anno, per non parlare dei randagi di cui abbiamo perso il conto. Domani (oggi, ndr) provvederemo a fare una denuncia verso ignoti presso la nostra caserma dei carabinieri e in quella di Viterbo, più le varie associazioni che tutelano gli animali.

Con la speranza che questo fatto venga preso in considerazione e citato, così da poter mettere in guardia il diretto interessato (e chiunque abbia avuto il coraggio di farlo anche se in qualsiasi altro posto del mondo) che ha potuto commettere questo gesto, per far capire che noi non ce ne staremo in silenzio”. “Occorre umanità e solidarietà - conclude - per chi combatte contro chi uccide i poveri animali indifesi”