Tocca a uno dei grani esponenti della ricerca musicale chiudere in bellezza il Fabrica Festival di Fabrica di Roma. La kermesse musicale si conclude, infatti, con Eugenio Bennato e l'Orchestra popolare casertana che infiammeranno il palco del teatro PalArte di Fabrica di Roma domani a partire dalle 17,30. Il concerto, il cui titolo, "Incanti dal Sud, musiche vive con radici lontane", richiama suggestioni musicali dalla grande carica emozionale, segna l'incontro tra due delle più belle realtà musicali del sud Italia. Eugenio Bennato, uno dei maestri e principali iniziatori della musica popolare del sud, e l'Opc, strepitosa orchestra di 30 elementi che sta disegnando un nuovo modo di proporre e arrangiare brani della tradizione, daranno vita a uno spettacolo coinvolgente, ricco di musica viva, bella da ascoltare e da ballare. Con Eugenio Bennato, dunque, il Fabrica Festival porta nella provincia di Viterbo un musicista apprezzato a livelli internazionali per le sue sonorità originali, per la ricerca filologica della tradizione artistica mediterranea e per la sua rivisitazione, attraverso una sperimentazione sempre attenta e rispettosa della cultura di appartenenza portata nuovamente a livelli altissimi. Un sound che, negli anni, ha catalizzato l'attenzione e l'apprezzamento di un pubblico sempre più crescente, anche tra i giovani.
Per capire la storia musicale di Eugenio Bennato basti citare il 1969, anno in cui fonda la Nuova compagnia di canto popolare, all'epoca il primo e più importante gruppo di ricerca etnica e revival della musica popolare dell'Italia del sud. Negli anni '70, poi, la Nccp conquista i giovani e influenza considerevolmente gli artisti italiani che formano la famosa "Scuola Napoletana". Nel 1998, inoltre, fonda il movimento "Taranta Power" che, sulla scia di uno straordinario rinnovato interesse del grosso pubblico giovanile per il ritmo della taranta rituale, propone nuove strade per la promozione della taranta che sfruttino diverse forme di creatività artistica (musica, cinema, teatro).
Parallelamente continua a sviluppare la sua carriera di compositore con la realizzazione di musiche per opere teatrali e colonne sonore per film di successo.
Dal 2005 è l'ideatore e il direttore artistico del "Concerto euromediterraneo di dialogo tra le culture" che vede la presenza in scena, oltre a lui e al suo gruppo, di orchestre classiche. Mentre dall'inverno 2009 è coinvolto in un nuovo progetto che lo vede affiancato dall'Opc, l'Orchestra popolare casertana, formata da trenta musicisti e cantanti innamorati dei suoni e delle suggestioni della loro terra di origine. L'Orchestra, ideata e diretta da Emilio Di Donato, esordisce nel 2008 al Leuciana festival di San Leucio, Caserta, e da allora si esibisce con grande successo in prestigiosi palcoscenici e festival italiani, da soli o al fianco di prestigiosi solisti. Nella Opc musicisti dei gruppi musicali Corepolis, Arianova, Musicalia Aurunca, Etnie, Menta Fresca, Calatia Gentes, Tittambò, Catartica, Tammurriando, De Utopia si riuniscono per rappresentare al meglio i colori e ritmi della nobile campania felix. L'Orchestra è un ambizioso progetto di rilancio dell'immagine della musica tradizionale della Campania. Emilio Di Donato, fondatore dell'orchestra, ha pubblicato da solista i cd "Acquarelli for guitar and piano" (1998), "The sixth Day" (1999), "Sud" (2000), "Elektroid" (2001), "Anthology" (2002) e altri con varie formazioni tra cui i Corepolis. Laurea in informatica, diploma in Recording Engineering al Sam Ash Institute di New York, come chitarrista e compositore vince il concorso europeo "Italian Homemix 94" ed è più volte nei top 20 dei chitarristi più ascoltati su mp3.com. Il Fabrica Festival chiude dunque i battenti alla grande. La manifestazione, fin qui, ha già ottenuto dei risultati notevoli di pubblico e di critica. Merito all'organizzazione dall'associazione Pro loco di Fabrica di Roma e alla direzione artistica dei maestri Maurizio Gregori ed Emiliano Di Vozzo, entrambi dell'associazione Musicultura.
sabato, gennaio 30, 2010
venerdì, gennaio 29, 2010
Vezzi di nozze 2010
Dal vestito in stile principessa all'abito lineare très chic, quest'anno la scelta più attuale è quella di abiti corti ma non troppo. Poi i costi: cerimonia da vip, se si vuole, anche low cost, pur conservando stile e prestigio. Sono le tendenze 2010 per il giorno più bello di una coppia, quello del matrimonio, al quale è dedicata la manifestazione "Vezzi di nozze", giunta alla terza edizione che apre i battenti oggi (inaugurazione alle 12) a Viterbo, dove è in programma fino a domenica 31 gennaio.
"Vezzi di nozze expo" offre l'opportunità di prendere in esame proposte per tutti e accontentare coloro che amano il classico o il trendy, gli amanti del vintage o dell'esotico; quelli che vogliono impreziosirlo utilizzando tessuti ricamati a mano. Anche quest'anno, gli organizzatori hanno deciso di riproporre la rassegna all'interno di un complesso situato nel cuore della città di Viterbo: lo storico convento dei Carmelitani Scalzi (ex tribunale) di piazza Fontana Grande, che l'anno scorso, ospitando la manifestazione, si è rivelato più a "portata di coppia". Qui, in pieno centro cittadino, viene offerta la possibilità di prendere visioni di splendidi abiti, ma anche set fotografici, banchetti, sale trucco, bomboniere e tanto altro ancora, proposti dagli oltre sessanta espositori, tra cui prestigiose case di moda e aziende con alle spalle una grande tradizione non solo viterbesi ma anche provenienti da tutto il Lazio, dall'Umbria e dalla Toscana.
Tra le proposte che interessano molte coppie e che già lo scorso anno ha riscosso notevole attenzione, quella di organizzare nozze low-cost, ovvero, come realizzare una cerimonia indimenticabile anche in tempi di crisi economica senza dover dar fondo alle proprie risorse. Dalla rassegna arrivano consigli pratici per abbattere i costi di cerimonia, abiti e persino il viaggio di nozze, grazie alla presenza di operatori capaci di offrire servizi a costi accettabili con particolare riferimento al pret a porter, make-up, ricevimento.
Compiendo il percorso della rassegna "Vezzi di nozze", quest'anno interamente su un solo piano dello storico convento che si affaccia su piazza Fontana grande (l'ingresso è dall'ex chiesa e ex aula del tribunale) è possibile cogliere suggerimenti sulle tendenze 2010 degli abiti da cerimonia. La lunghezza giusta è quella dell'abito da cocktail. Il corto però non è solo prerogativa dei matrimoni casual, ma anche dei matrimoni più formali, dato che l'attenzione è tutta sui dettagli preziosi e sul tessuto.
La scelta del tessuto sarà determinata in base allo stile delle nozze: cotone o tulle per nozze informali primaverili o estive; seta per nozze più formali. Come accessorio un velo tradizionale magari ricevuto in eredità, oppure la veletta sono un completamento perfetto per questo tipo di abito.
Per gli uomini, invece, pare sia finita l'epoca degli sposi in abiti chiari, informali e in tessuti cangianti, perché si torna ad un'eleganza in stile vecchia Hollywood ispirata a Cary Grant. Per quanto riguarda i colori diverse le ispirazioni a disposizione. La tendenza è che siano vibranti e accesi. In particolare, il turchese, scelto come colore simbolo del 2010, ma anche giallo, arancio, verde e rosa brillante. Gli abbinamenti saranno insoliti ed evocativi di atmosfere d'epoca, come: turchese e grigio, verde oliva e champagne, moca e rosa, giallo e arancio chiarissimo. Molto in voga anche le palette monocromatiche, un solo colore in diverse sfumature e colori metallizzati, come l'oro, l'argento e il rame, usati però con molta parsimonia.
"Vezzi di nozze expo" offre l'opportunità di prendere in esame proposte per tutti e accontentare coloro che amano il classico o il trendy, gli amanti del vintage o dell'esotico; quelli che vogliono impreziosirlo utilizzando tessuti ricamati a mano. Anche quest'anno, gli organizzatori hanno deciso di riproporre la rassegna all'interno di un complesso situato nel cuore della città di Viterbo: lo storico convento dei Carmelitani Scalzi (ex tribunale) di piazza Fontana Grande, che l'anno scorso, ospitando la manifestazione, si è rivelato più a "portata di coppia". Qui, in pieno centro cittadino, viene offerta la possibilità di prendere visioni di splendidi abiti, ma anche set fotografici, banchetti, sale trucco, bomboniere e tanto altro ancora, proposti dagli oltre sessanta espositori, tra cui prestigiose case di moda e aziende con alle spalle una grande tradizione non solo viterbesi ma anche provenienti da tutto il Lazio, dall'Umbria e dalla Toscana.
Tra le proposte che interessano molte coppie e che già lo scorso anno ha riscosso notevole attenzione, quella di organizzare nozze low-cost, ovvero, come realizzare una cerimonia indimenticabile anche in tempi di crisi economica senza dover dar fondo alle proprie risorse. Dalla rassegna arrivano consigli pratici per abbattere i costi di cerimonia, abiti e persino il viaggio di nozze, grazie alla presenza di operatori capaci di offrire servizi a costi accettabili con particolare riferimento al pret a porter, make-up, ricevimento.
Compiendo il percorso della rassegna "Vezzi di nozze", quest'anno interamente su un solo piano dello storico convento che si affaccia su piazza Fontana grande (l'ingresso è dall'ex chiesa e ex aula del tribunale) è possibile cogliere suggerimenti sulle tendenze 2010 degli abiti da cerimonia. La lunghezza giusta è quella dell'abito da cocktail. Il corto però non è solo prerogativa dei matrimoni casual, ma anche dei matrimoni più formali, dato che l'attenzione è tutta sui dettagli preziosi e sul tessuto.
La scelta del tessuto sarà determinata in base allo stile delle nozze: cotone o tulle per nozze informali primaverili o estive; seta per nozze più formali. Come accessorio un velo tradizionale magari ricevuto in eredità, oppure la veletta sono un completamento perfetto per questo tipo di abito.
Per gli uomini, invece, pare sia finita l'epoca degli sposi in abiti chiari, informali e in tessuti cangianti, perché si torna ad un'eleganza in stile vecchia Hollywood ispirata a Cary Grant. Per quanto riguarda i colori diverse le ispirazioni a disposizione. La tendenza è che siano vibranti e accesi. In particolare, il turchese, scelto come colore simbolo del 2010, ma anche giallo, arancio, verde e rosa brillante. Gli abbinamenti saranno insoliti ed evocativi di atmosfere d'epoca, come: turchese e grigio, verde oliva e champagne, moca e rosa, giallo e arancio chiarissimo. Molto in voga anche le palette monocromatiche, un solo colore in diverse sfumature e colori metallizzati, come l'oro, l'argento e il rame, usati però con molta parsimonia.
"Vezzi di nozze expo - affermano gli organizzatori Dolly Buratti, Domenica Prisco e Fausto Santini - è anche un momento per riflettere sul matrimonio, per coglierne l'aspetto religioso che molti giovani stanno riscoprendo quale atto preminente nella gestione della vita di coppia per dare un profondo significato al giorno più bello."A disposizione dei futuri sposi c'è uno staff di esperti che da anni operano nel settore. Orario di visita tutti i giorni no stop dalle 10,30 alle 21,30
Festa di Santa Giacinta Marescotti
Una santa che, dopo aver vissuto nel lusso, rivolse l'attenzione verso i poveri fondano una confraternita con il compito di occuparsi dei meno abbienti. Sabato, 30 gennaio, si celebra a Viterbo la festa di Santa Giacinta Marescotti.
Presiederà una solenne concelebrazione alle 11 il vescovo di Viterbo, monsignor Lorenzo Chiarinelli. L'avevano battezzata col nome di Clarice. Cresceva a Vignanello, dov'era nata nel 1585, nel castello del padre. Figlia del conte Marcantonio Marescotti e di donna Ottavia Orsini (il cui padre aveva realizzato il parco dei Mostri di Bomarzo), studiò, assieme alle sue due sorelle Ginevra e Ortensia, al convento di San Bernardino a Viterbo. Al termine degli studi Ginevra rimase in convento e prese il nome di suor Immacolata. Clarice e Ortensia furono introdotte nelle migliori case. Clarice era molto attratta dal giovane Paolo Capizucchi ma egli chiese la mano della sorella minore Ortensia. Clarice ne rimase sconvolta e dopo qualche settimana decise di raggiungere la sorella suor Immacolata a San Bernardino. Lì prese i voti adottando il nome di suor Giacinta. Fu una conversione soltanto esteriore: in convento suor Giacinta tenne atteggiamenti contrari alla disciplina della devozione. Anziché vivere in una cella, si fece arredare un intero appartamento nello stile delle sue stanze a Vignanello, ed era servita da due giovani novizie. Condusse vita mondana fino al 1615, quando, in seguito ad una malattia, entrò in una crisi spirituale: si ritrovò sola e gridò forte
Presiederà una solenne concelebrazione alle 11 il vescovo di Viterbo, monsignor Lorenzo Chiarinelli. L'avevano battezzata col nome di Clarice. Cresceva a Vignanello, dov'era nata nel 1585, nel castello del padre. Figlia del conte Marcantonio Marescotti e di donna Ottavia Orsini (il cui padre aveva realizzato il parco dei Mostri di Bomarzo), studiò, assieme alle sue due sorelle Ginevra e Ortensia, al convento di San Bernardino a Viterbo. Al termine degli studi Ginevra rimase in convento e prese il nome di suor Immacolata. Clarice e Ortensia furono introdotte nelle migliori case. Clarice era molto attratta dal giovane Paolo Capizucchi ma egli chiese la mano della sorella minore Ortensia. Clarice ne rimase sconvolta e dopo qualche settimana decise di raggiungere la sorella suor Immacolata a San Bernardino. Lì prese i voti adottando il nome di suor Giacinta. Fu una conversione soltanto esteriore: in convento suor Giacinta tenne atteggiamenti contrari alla disciplina della devozione. Anziché vivere in una cella, si fece arredare un intero appartamento nello stile delle sue stanze a Vignanello, ed era servita da due giovani novizie. Condusse vita mondana fino al 1615, quando, in seguito ad una malattia, entrò in una crisi spirituale: si ritrovò sola e gridò forte
"Oh Dio ti supplico, dai un senso alla mia vita, dammi la speranza, dammi la salvezza!."Era profondamente sincera e Dio la ascoltò. Il giorno dopo venne a trovarla il padre confessore e la notte seguente suor Giacinta trascorse l'intera notte pregando, e provò una serenità ultraterrena. Si convertì e si diede ad esercizi di penitenza e di perfezione cristiana. Dedicò il resto della sua vita ad aiutare il prossimo. Fra le numerose conversioni da lei operate è rimasta famosa quella di Francesco Pacini, un soldato pistoiese. Di lui si servì per stabilire, con opportune regole, due importanti opere di carità: la confraternita dei Sacconi, per l'assistenza degli infermi, alla quale il cardinale Tiberio Muti, vescovo di Viterbo assegnò la chiesa di Santa Maria delle Rose e la confraternita degli Oblati di Maria, per l'assistenza ai vecchi e agli invalidi. Perché un ospizio fosse creato per loro presso la chiesa di San Carlo in Pianoscarano, chiese denari ai vicini e ai lontani e quando, per le incomprensioni dei buoni e le calunnie dei malvagi, l'opera correva il pericolo di perire, saliva al piano superiore del monastero da cui si poteva scorgere la chiesa di San Carlo e pregava. Per farla desistere da quelle opere di misericordia il demonio cercava, ma inutilmente, di metterle in cuore suggestioni che avevano tutta l'apparenza di verità:
"Che hai tu a fare, povera monaca di clausura, con la vita attiva degli uomini? Hai tu forse la capacità di Teresa d'Avila per fondare e dirigere confraternite? Tuo compito è la vita contemplativa. Faresti meglio, perciò, a restartene in cella anziché andare alla grata per conversare con le persone del mondo."A rasserenare l'animo angustiato della clarissa intervenne un fatto prodigioso. Francesco Pacini, dopo il consolidamento delle due confraternite, si era ritirato a fare vita eremitica nell'isola d'Elba. Dopo un certo tempo egli senti d'improvviso e fortissimo l'impulso di ritornare a Viterbo. Suor Giaciuta, bisognosa della presenza di lui, per impedire che la confraternita degli Oblati di Maria si sfasciasse, aveva supplicato il proprio confessore di richiamarlo al momento della messa. Nella stessa ora la santa, che non conosceva il luogo dove il penitente si trovava per propria scelta, pregò tra le lacrime. La confraternita sotto la direzione di lui prese novella vita e fu riconosciuta dal vescovo di Viterbo, il cardinale Francesco Brancacci.
mercoledì, gennaio 27, 2010
Istria Fiume Dalmazia: 2000 anni di cultura italiana
Si intitola "Istria Fiume Dalmazia: 2000 anni di cultura italiana" la mostra organizzata dalla Promogest con la collaborazione della "Ancdj" in occasione della commemorazione del "Giorno del Ricordo 2010" che sarà inaugurata sabato 30 gennaio alle 17 presso la chiesa degli Almadiani in piazza del Sacrario e rimarrà aperta tutti i giorni fino al 4 febbraio. Dopo il saluto delle autorità, sarà proiettato un breve filmato. Il progetto è realizzato con il contributo dell'assessorato alla Formazione della Provincia di Viterbo, l'assessorato alla Cultura del Comune di Viterbo e con il Patrocinio del provveditorato agli studi di Viterbo, Romolo Bozzo e prevede, oltre alla mostra, una serie di incontri per le scuole e per la cittadinanza è composta da: due pannelli di introduzione posti all'ingresso, dodici pannelli intitolati:
"Istria Fiume Dalmazia 2000 anni di cultura italiana", sedici pannelli dedicati ad arte storia foibe gulag esodo dramma storico italiano del '900 comprendenti anche immagini delle bellezze naturali di una terra perduta e dieci pannelli) intitolati:
"Venezianità in Istria Fiume Dalmazia Montenegro."Per quanto riguarda le conferenze i relatori saranno: Nidia Cernecca per la testimonianza e Gigi D'Agostini ricercatore che descrive la parte storica anche nei libri della testimone, ambedue autori dei "Cenni Storici", fascicoli in distribuzione agli studenti. Nel corso degli incontri saranno proiettati sia filmati con spezzoni d'epoca, che immagini con dati storici per cui la lezione è resa più facile e più viva, specie per i giovani, sempre avidi di sapere e di conoscere. Le lezioni-conferenze per le scuole e la cittadinanza, durante i giorni di esposizione della mostra, si svolgeranno negli stessi locali. Per foibe si intendono gli eccidi perpetrati ai danni di migliaia di cittadini italiani per motivi etnici e politici alla fine e durante la seconda guerra mondiale in Venezia Giulia e Dalmazia. Tali eccidi furono per lo più compiuti dall'armata Popolare di Liberazione della Jugoslavia, fiancheggiata dall'Ozna. Negli eccidi furono coinvolti prevalentemente cittadini italiani di etnia italiana e in misura minore e con diverse motivazioni, anche cittadini italiani di nazionalità slovena e croata. Furono poche le persone che riuscirono a salvarsi risalendo dalle foibe comunque tra questi Graziano Udovisi, Giovanni Radeticchio e Vittorio Corsi hanno raccontato la loro tragica esperienza:
"Dopo giorni di dura prigionia, durante i quali fummo spesso selvaggiamente percossi e patimmo la fame, una mattina, prima dell'alba, sentii uno dei nostri aguzzini dire agli altri 'facciamo presto, perché si parte subito'. Infatti poco dopo fummo condotti in sei, legati insieme con un unico filo di ferro, oltre a quello che ci teneva avvinte le mani dietro la schiena, in direzione di Arsia. Indossavamo i soli pantaloni e ai piedi avevamo solo le calze. Un chilometro di cammino e ci fermammo ai piedi di una collinetta dove, mediante un filo di ferro, ci fu appeso alle mani legate un masso di almeno 20 chili."E continua il racconto:
"Fummo sospinti verso l'orlo di una foiba, la cui gola si apriva paurosamente nera. Uno di noi, mezzo istupidito per le sevizie subite, si gettò urlando nel vuoto, di propria iniziativa. Uno degli aguzzini allora, in piedi col mitra puntato su di una roccia laterale, c'impose di seguirne l'esempio. Poiché non mi muovevo, mi sparò contro. Ma a questo punto accadde il prodigio: il proiettile anziché ferirmi spezzò il filo di ferro che teneva legata la pietra, cosicché, quando mi gettai nella foiba, il masso era rotolato lontano da me. Cadendo non toccai fondo e tornato a galla potei nascondermi sotto una roccia. Verso sera riuscii ad arrampicarmi per la parete scoscesa e guadagnare la campagna."Questa testimonianza, della primavera del 1945, fu pubblicata la prima volta il 26 gennaio 1946 sul periodico della Democrazia cristiana triestina La Prora e poi fu riportata integralmente nell'opuscolo "Foibe, la tragedia dell'Istria".
sabato, gennaio 23, 2010
Tutti gli eventi alla Libreria del Teatro
Due concerti e la presentazione di un libro in questo week end alla Libreria del Teatro di piazza Verdi a Viterbo. Gli eventi sono ad ingresso gratuito. Si inizia questa sera alle 21,30 con il concerto del duo The Beatles Book. Composto da Andrea Araceli (pianoforte) e Ivana Luceri (voce). Domani sera, sempre alle 21,30 toccherà al Quartetto di sassofoni Tacet. Composto da Manuel Silvestri (sax soprano), Armando Beccaria (sax alto), Francesco Pecorari (sax tenore) e Francesco Ciocca (sax baritono).
Domenica alle opre 18 la presentazione del libro "Tutta mio padre" (Bompiani) della scrittrice orvietana Rosa Matteucci in compagnia di Pierluigi Vito. Seguendo le tracce di un guantino appartenuto a uno zar di Russia, il lettore potrà rivivere le vicende di Rosa e della sua famiglia: un padre amatissimo, ma dissipatore del patrimonio famigliare, fanatico di tarocchi e delle profezie di Nostradamus, e una madre di famiglia aristocratica, lettrice di opere filosofiche e di rotocalchi in tedesco e in inglese, distante e sostanzialmente assente.
Il romanzo d'esordio di Rosa Matteucci è stato "Lourdes" (1998), vincitore nel 1999 del Premio Bagutta nella sezione Opera Prima, e del Premio Grinzane Cavour nella sezione Giovane Autore Esordiente. Nel 2003 ha pubblicato con Adelphi il romanzo "Libera la Karenina che è in te", finalista al Premio Viareggio
Domenica alle opre 18 la presentazione del libro "Tutta mio padre" (Bompiani) della scrittrice orvietana Rosa Matteucci in compagnia di Pierluigi Vito. Seguendo le tracce di un guantino appartenuto a uno zar di Russia, il lettore potrà rivivere le vicende di Rosa e della sua famiglia: un padre amatissimo, ma dissipatore del patrimonio famigliare, fanatico di tarocchi e delle profezie di Nostradamus, e una madre di famiglia aristocratica, lettrice di opere filosofiche e di rotocalchi in tedesco e in inglese, distante e sostanzialmente assente.
Il romanzo d'esordio di Rosa Matteucci è stato "Lourdes" (1998), vincitore nel 1999 del Premio Bagutta nella sezione Opera Prima, e del Premio Grinzane Cavour nella sezione Giovane Autore Esordiente. Nel 2003 ha pubblicato con Adelphi il romanzo "Libera la Karenina che è in te", finalista al Premio Viareggio
mercoledì, gennaio 20, 2010
12 ore sulla Via Francigena
Una storica via per il turismo. Una escursione della durata di 12 ore, per conoscere la parte della via Francigena che attraversa la provincia i Viterbo. L'iniziativa, voluta dall'assessorato alla cultura, spettacolo e sport della Regione Lazio è stata realizzata da A&c - Advertising & Comunication che si è avvalsa della consulenza di Antonino Percario, con il compito di illustrare le caratteristiche durante Josp Fest.
"L'escursione di una giornata - ha spiegato Percario - permette di visitare e far conoscere al mercato turistico nazionale e internazionale il percorso della via Francigena laziale."Per dimostrare la bontà dell'iniziativa sono stati organizzati due educational per stampa e adv - il primo ha avuto luogo domenica scorsa mentre il secondo si svolgerà domenica 24 gennaio. Ha aggiunto l'assessore Giulia Rodano:
"Grazie alla normativa approvata dalla giunta nel 2006, il Lazio è stata la prima regione ad aver certificato la percorribilità di vari tratti della via Francigena. Sono tracciati che possono essere percorsi a piedi, in bicicletta e a cavallo. Ora tocca agli operatori culturali e turistici far sì che questi grandi percorsi possano essere conosciuti e resi fruibili al grande pubblico."La Via Francigena, che da Canterbury portava a Roma, è un itinerario della storia, una via maestra percorsa in passato da centinaia di migliaia di pellegrini in cammino per Roma. Il viaggio, durante i secoli passati, non era una semplice avventura, portava con sé un aspetto devozionale: il pellegrinaggio ai luoghi santi della cristinità. L'itinerario è stato ricostruito grazie ad un documento di Sigerico, arcivescovo di Canterbury, che nel 994 scrisse, tornando da Roma alla sua diocesi, il diario delle varie tappe toccate durante il viaggio. Non a caso, dopo mille anni, si vuole riscoprire una strada che rappresentò l'unione e la comunicazione tra le varie culture e le idee dei diversi Paesi dell'Europa che oggi vede cadere le barriere, ma che già da allora esprimeva, anche attraverso i cammini lungo la Via Francigena, il desiderio e la volontà di essere unita.Ancora oggi sono rintracciabili nella Tuscia frammenti e memorie di quegli itinerari che fondano la storia d'Europa. Analizzandone una parte, si giunge al percorso e alle tappe della Tuscia: da Proceno, stazione di posta, ad Acquapendente, tappa fondamentale per i pellegrini, grazie ad una preziosa reliquia portata dalla Terra Santa, oggi conservata nella cripta della cattedrale; da Bolsena, importante per il ricordo del miracolo del Corpus Domini, a Montefiascone, centro medioevale noto per il suo vino; quindi Viterbo che divenne uno dei cardini dell'intero percorso, ricco di ospizi, alloggi e memorie storiche. Il passaggio della Via Francigena per Viterbo pose il problema dell'attraversamento dei Monti Cimini tentato, a seconda dei periodi, a destra e a sinistra del Lago di Vico. Da una parte si incontrava Ronciglione e la chiesetta di S. Eusebio, dall'altra, sono riconoscibili tratti dell'antico percorso tra i boschi di castagno nei pressi dell'Abbazia Cistercense di San Martino al Cimino. Si proseguiva per Vetralla, dove una strada campestre conduceva alla chiesetta di Santa Maria in Forcassi, citata da Sigerico, quindi Capranica, Sutri, Monterosi. Intanto a Santiago de Compostela, dove quest'anno si prevede l'afflusso di uno straordinario numero di pellegrini in occasione dell'anno Santo Compostelano, saranno distribuite un milione di copie di una miniguida per promuovere i percorsi religiosi del Lazio, tra cui la Francigena che attraversa la Tuscia Lo ha annunciato l'assessore al Turismo della Regione Lazio, Claudio Mancini, illustrando le iniziative messe in campo in collaborazione con l'Opera Romana Pellegrinaggi e con ATLazio.
"a Santiago de Compostela promuoveremo la regione attraverso le sue tradizioni. Inoltre - ha annunciato l'assessore - stiamo lavorando al progetto per un nuovo servizio di ferrovia turistica, per collegare con facilità Roma con gli itinerari religiosi verso Assisi, Rieti, Viterbo e Fossanova"
A Viterbo la Tarsu costa meno
Viterbo è tra le città capoluogo di Provincia dove la spesa per i rifiuti costa meno ai cittadini: lo rivela il sesto Rapporto realizzato dalla Uil, Servizio Politiche Territoriali, e coordinato dal segretario confederale Guglielmo Loy, che ha analizzato le tariffe per le utenze domestiche dei rifiuti solidi urbani delle 104 città italiane capoluogo di Provincia, che in 5 anni hanno registraro un aumento medio del 17,8%.
La Tarsu, tassa sui rifiuti solidi urbani, infatti, secondo il documento del sindacato è aumentata mediamente del 4,9% nel 2009: 10 euro pro capite in più rispetto al 2008. Non proprio una sciocchezza, in tempi di crisi. E in un anno l'esbroso per le famiglie italiane è ammontato mediamente a 205,62 euro, pari a 2,57 euro al metro quadro, contro i 195,95 euro del 2008, pari 2,45 euro almetro quadro.
Sono 44 le città, come emerge dal rapporto, che hanno aumentato nel 2009 rispetto al 2008 le tariffe della Tarsu/Tia, con punte del 65,2% a Benevento (127,80 euro pro capite), del 60,3% a Napoli (136,30 euro pro capite), del 56,5% a Reggio Calabria (43,20 euro pro capite), del 50% a Ragusa (63,28 euro pro capite), del 37,2% a Trapani (54,14 euro pro capite). Rimangono, invece, invariate in 58 città, mentre diminuiscono in due: a Pordenone (-9%) e a Livorno (-2,2%). Per la Uil tra le città più care ci sono Napoli, con un prelievo, di 362,50 euro medi annui (4,53 euro al mq); Salerno 330,00 euro (4,12 euro al mq); Siracusa 325,68 euro (4,07 euro al mq); Livorno 323,85 euro (4,05 euro al mq). E ancora: Benevento 323,80 euro (4,05 al mq); Caserta 314,60 euro (3,93 al mq); Latina 313,20 euro (3,92 euro al mq) e Lucca 295,32 euro (3,69 euro al mq), oltre ad Agrigento 293,08 euro (3,67 euro al mq) e Catania 292,00 euro (3,65 euro al mq). Tra le città più virtuose, invece, si annoverano appunto Viterbo, con 127,88 euro (1,60 al metro quadro), Isernia, dove si paga mediamente 78,10 euro (0,98 euro al mq); Matera con 100,30 euro (1,26 euro al mq); Cremona 111,30 euro (1,39 euro al mq); e Campobasso 111,40 euro (1,39 euro al mq).
Nella fascia bassa della classifica anche Vibo Valentia 113,20 euro (1,41 euro al mq); Pescara 117,76 euro (1,47 euro al mq); Reggio Calabria 119,69 euro (1,49 al mq); Pordenone 124 euro (1,55 euro al mq); Novara 129,60 euro (1,62 euro al mq). La stragrande maggioranza delle Province applica inoltre l'aliquota del Tributo provinciale ambientale più alta (5%), mentre a Prato si applica l'1%; a Brescia l'1,5%; a Siracusa il 2%; a Pisa il 2,5%; a Ragusa, Enna, Firenze, Treviso e Taranto il 3%; ad Oristano e Livorno il 3,5%; a Catania, Messina, Agrigento, Avellino, Lucca e Foggia il 4%; ad Arezzo il 4,7%; mentre la Provincia di Latina applica un'aliquota diversificata dall'1 al 5% a seconda della percentuale di raccolta differenziata attuata dai Comuni. L'indagine, che ha preso come campione un nucleo familiare di 4 persone con una casa di 80 mq, un reddito imponibile ai fini Irpef di 36 mila euro annui ed un reddito Isee di 17,812, certifica dunque, come spiega ancora il sindacato,
La Tarsu, tassa sui rifiuti solidi urbani, infatti, secondo il documento del sindacato è aumentata mediamente del 4,9% nel 2009: 10 euro pro capite in più rispetto al 2008. Non proprio una sciocchezza, in tempi di crisi. E in un anno l'esbroso per le famiglie italiane è ammontato mediamente a 205,62 euro, pari a 2,57 euro al metro quadro, contro i 195,95 euro del 2008, pari 2,45 euro almetro quadro.
Sono 44 le città, come emerge dal rapporto, che hanno aumentato nel 2009 rispetto al 2008 le tariffe della Tarsu/Tia, con punte del 65,2% a Benevento (127,80 euro pro capite), del 60,3% a Napoli (136,30 euro pro capite), del 56,5% a Reggio Calabria (43,20 euro pro capite), del 50% a Ragusa (63,28 euro pro capite), del 37,2% a Trapani (54,14 euro pro capite). Rimangono, invece, invariate in 58 città, mentre diminuiscono in due: a Pordenone (-9%) e a Livorno (-2,2%). Per la Uil tra le città più care ci sono Napoli, con un prelievo, di 362,50 euro medi annui (4,53 euro al mq); Salerno 330,00 euro (4,12 euro al mq); Siracusa 325,68 euro (4,07 euro al mq); Livorno 323,85 euro (4,05 euro al mq). E ancora: Benevento 323,80 euro (4,05 al mq); Caserta 314,60 euro (3,93 al mq); Latina 313,20 euro (3,92 euro al mq) e Lucca 295,32 euro (3,69 euro al mq), oltre ad Agrigento 293,08 euro (3,67 euro al mq) e Catania 292,00 euro (3,65 euro al mq). Tra le città più virtuose, invece, si annoverano appunto Viterbo, con 127,88 euro (1,60 al metro quadro), Isernia, dove si paga mediamente 78,10 euro (0,98 euro al mq); Matera con 100,30 euro (1,26 euro al mq); Cremona 111,30 euro (1,39 euro al mq); e Campobasso 111,40 euro (1,39 euro al mq).
Nella fascia bassa della classifica anche Vibo Valentia 113,20 euro (1,41 euro al mq); Pescara 117,76 euro (1,47 euro al mq); Reggio Calabria 119,69 euro (1,49 al mq); Pordenone 124 euro (1,55 euro al mq); Novara 129,60 euro (1,62 euro al mq). La stragrande maggioranza delle Province applica inoltre l'aliquota del Tributo provinciale ambientale più alta (5%), mentre a Prato si applica l'1%; a Brescia l'1,5%; a Siracusa il 2%; a Pisa il 2,5%; a Ragusa, Enna, Firenze, Treviso e Taranto il 3%; ad Oristano e Livorno il 3,5%; a Catania, Messina, Agrigento, Avellino, Lucca e Foggia il 4%; ad Arezzo il 4,7%; mentre la Provincia di Latina applica un'aliquota diversificata dall'1 al 5% a seconda della percentuale di raccolta differenziata attuata dai Comuni. L'indagine, che ha preso come campione un nucleo familiare di 4 persone con una casa di 80 mq, un reddito imponibile ai fini Irpef di 36 mila euro annui ed un reddito Isee di 17,812, certifica dunque, come spiega ancora il sindacato,
"un deciso aumento della pressione fiscale nonostante il blocco delle imposte locali."
"a pagare sono tutte le famiglie, in quanto tale imposta grava sia sui proprietari che sugli affittuari degli immobili - spiega la Uil -. Aumenti che non sempre si accompagnano ad una migliore qualità del servizio e che non hanno un colore politico. Sono tutti uniti, in modo bipartisan, nell'aumentare le tasse, tutti d'amore e d'accordo nel dire no al taglio delle loro poltrone, tutti concordi a rimpinguare le casse degli enti locali con la 'tassa blu' sui parcheggi a pagamento e tutti distratti, facendo orecchie da mercante, quando si tratta di restituire ai cittadini contribuenti quanto versato, ma non dovuto"
lunedì, gennaio 18, 2010
La Cattedrale di San Lorenzo a Viterbo
La chiesa di San Lorenzo a Viterbo sorge sul colle del Duomo, già abitato fin dal tempo degli Etruschi, dove sembra fosse un tempio pagano dedicato ad Ercole il cui ricordo è oggi emblematicamente presente nel leone nemeo da lui ucciso che, insieme alla palma (conquistata a Ferento nel 1172), è lo stemma della città.
I primi dati sulla chiesa risalgono all'anno 805 in un documento del Regesto di Farfa. Il 1192 è l'anno della consacrazione. Di originario impianto romanico, ha pianta basilicale divisa in tre navate da due file di colonne che sostengono archi a tutto sesto; nella navata centrale si conserva ancora l'originale pavimento cosmatesco. Alla seconda metà del XIV sec. si fa risalire la ricostruzione del campanile in forme gotiche, scandito da quattro livelli di bifore e vivacizzato dalla bicromia bianca e grigia di ascendenza toscana.
I lavori di ristrutturazione eseguiti nel Xv-xvi sec. vedono il rifacimento dell'antica facciata romanica mentre, nella seconda metà del Seicento, verranno occultate le ultime testimonianze della chiesa medioevale. Danneggiata dalle incursioni aeree del 1944, la cattedrale è stata restaurata ripristinando le antiche forme romaniche, e conserva numerose testimonianze artistiche come un pregevole ciclo affrescato attribuibile ad Antonio del Massaro detto "Il Pastura"; la Cappella Bonaparte; il monumentale fonte battesimale in marmo realizzato da Francesco d'Ancona (1470); una tela con la raffigurazione della "Decollazione di S.Giovanni Battista", opera di Anton Angelo Bonifazi; la "Sacra Famiglia e S. Bernardino" di Giovan Francesco Romanelli (1612-1662); la cappella dei Ss. Ilario e Valentino, progettata nel 1696 dall'architetto Giovan Battista Contini e decorata da Ludovico Mazzanti; una tela di Marco Benefial raffigurante S.Lorenzo.
I primi dati sulla chiesa risalgono all'anno 805 in un documento del Regesto di Farfa. Il 1192 è l'anno della consacrazione. Di originario impianto romanico, ha pianta basilicale divisa in tre navate da due file di colonne che sostengono archi a tutto sesto; nella navata centrale si conserva ancora l'originale pavimento cosmatesco. Alla seconda metà del XIV sec. si fa risalire la ricostruzione del campanile in forme gotiche, scandito da quattro livelli di bifore e vivacizzato dalla bicromia bianca e grigia di ascendenza toscana.
I lavori di ristrutturazione eseguiti nel Xv-xvi sec. vedono il rifacimento dell'antica facciata romanica mentre, nella seconda metà del Seicento, verranno occultate le ultime testimonianze della chiesa medioevale. Danneggiata dalle incursioni aeree del 1944, la cattedrale è stata restaurata ripristinando le antiche forme romaniche, e conserva numerose testimonianze artistiche come un pregevole ciclo affrescato attribuibile ad Antonio del Massaro detto "Il Pastura"; la Cappella Bonaparte; il monumentale fonte battesimale in marmo realizzato da Francesco d'Ancona (1470); una tela con la raffigurazione della "Decollazione di S.Giovanni Battista", opera di Anton Angelo Bonifazi; la "Sacra Famiglia e S. Bernardino" di Giovan Francesco Romanelli (1612-1662); la cappella dei Ss. Ilario e Valentino, progettata nel 1696 dall'architetto Giovan Battista Contini e decorata da Ludovico Mazzanti; una tela di Marco Benefial raffigurante S.Lorenzo.
sabato, gennaio 16, 2010
Focarone in onore di Sant'Antonio Abate
Con Sant'Antonio Abate, protettore degli animali, venerato un po' ovunque nella Tuscia viterbese, celebrato con riti di particolare e massiccia partecipazione, con sfilate di butteri e con il famoso "focarone", si apre anche il Carnevale. Vissuto nella prima metà del iv secolo, Sant'Antonio Abate evoca non solo la figura mitica dell'eremita ritiratosi nel deserto, ma anche la tradizione, nata in Germania, per cui ogni villaggio destinasse ogni anno un maiale all'ospedale cui svolgevano il servizio i monaci di Sant'Antonio. Riti celebrativi che si richiamano alle tradizioni rurali si svolgono, trra oggi e domani, in molti paesi. A Bagnaia viene acceso uno spettacolare falò alto più di 5 metri nella piazza principale, di fronte alla chiesa di Sant'Antonio. Il falò viene costruito da persone esperte in modo che la legna si consumi con equilibrio senza crollare da una parte o l'altra. Il comitato del Sacro Fuoco organizza una serie di iniziativa e per la gente per tutta la serata c'è la possibilità di degustare bevande e cibi tipici di Bagnaia. La gente si riunisce intorno al grande fuoco come un bivacco, e per fede sta lì sino alle luci dell'alba. A Canepina (ma anche in molti altri centri), ogni anno viene scelto un capo famiglia (il Signore di Sant'Antonio) che ha il privilegio di custodire nella propria casa una statuina del Santo con l'impegno di aprire la porta a coloro che chiedono di entrare per venerarla. Nepi in questa giornata "apre" il Carnevale e stamani dopo l'apertura della XXXII fiera di macchine agricole e industriali alle 12 c'è l'accensione del focarone. Nel primo pomeriggio l'apertura del tradizionale Beverino seguita, alle 17.30 nella chiesa di San Pietro alla Santa messa. Al termine la processione lungo le vie del paese. Seguita da uno spettacolo pirotecnico.
Domattina sfileranno cavalli e cavalieri, per la benedizione al Ponte Nuovo di tutti i veicoli agricoli, industriali e degli animali. Alle 15 l'inizio del Carnevale nepesino - il 70° corso di gala, con la partecipazione di carri allegorici, gruppi mascherati, bande musicali e folkloristiche. Bassano Romano celebra Sant'Antonio Abate in questo week end. Oggi pomeriggio alle 17.30: partenza con fiaccolata e processione con la statua del Santo lungo le vie del paese e arrivo a piazza Umberto I.
Dopo la Santa messa, alle 19 avverrà il lancio di un globo aerostatico. Domattina alle ore 9.30 al parco pubblico il ritrovo della cavalleria, quindi il presidente e il Signore uscente con la statua del Santo e accompagnati dal complesso bandistico della città di Manziana diretto dal maestro Franco Sernacchioli, offriranno un rinfresco a tutti i partecipanti. Alle 11.30 la cavalleria si recherà a piazza Cairoli quingi la partenza dei confratelli insieme alla statua del Santo per piazza Umberto i dove si svolgerà la benedizione degli animali. Nel primo pomeriggio in via San Gratiliano la "Nuova confraternita", insieme alla confraternita dei "Devoti di Sant'Antonio Abate", offrirà a tutti i partecipanti un rinfresco a base di polenta. In serata lo spettacolo pirotecnico. Cavalli e cavalieri anche a Monteromano dove domattina avverrà la sfilata di butteri a cavallo per le vie del centro storico. Dopo la messa, la processione per le vie del centro storico con la statua del Santo accompagnata da cavalieri e dalla banda musicale. Benedizione degli animali e distribuzione delle ciambelle di Sant'Antonio. Alle 14 in piazza Dante: sfilata in costume delle contrade.
A seguire ritrovo delle contrade al campo sportivo Sassone dove si svolgerà la Giostra del Saracino per contrade. Al termine distribuzione di salsicce e vino. A Sutri stasera la processione, domattina alle 9.40 la sfilata per le vie del paese della cavalleria dell'Antica società con il trasporto della statua del Santo dalla cattedrale a piazza del Comune per la benedizione degli animali. Alle 11 la sfilata per le vie del paese della cavalleria della Nuova società e nel tardo pomeriggio (ore 18.45) in piazza del Comune avverrà il lancio di un globo aerostatico.
Domattina sfileranno cavalli e cavalieri, per la benedizione al Ponte Nuovo di tutti i veicoli agricoli, industriali e degli animali. Alle 15 l'inizio del Carnevale nepesino - il 70° corso di gala, con la partecipazione di carri allegorici, gruppi mascherati, bande musicali e folkloristiche. Bassano Romano celebra Sant'Antonio Abate in questo week end. Oggi pomeriggio alle 17.30: partenza con fiaccolata e processione con la statua del Santo lungo le vie del paese e arrivo a piazza Umberto I.
Dopo la Santa messa, alle 19 avverrà il lancio di un globo aerostatico. Domattina alle ore 9.30 al parco pubblico il ritrovo della cavalleria, quindi il presidente e il Signore uscente con la statua del Santo e accompagnati dal complesso bandistico della città di Manziana diretto dal maestro Franco Sernacchioli, offriranno un rinfresco a tutti i partecipanti. Alle 11.30 la cavalleria si recherà a piazza Cairoli quingi la partenza dei confratelli insieme alla statua del Santo per piazza Umberto i dove si svolgerà la benedizione degli animali. Nel primo pomeriggio in via San Gratiliano la "Nuova confraternita", insieme alla confraternita dei "Devoti di Sant'Antonio Abate", offrirà a tutti i partecipanti un rinfresco a base di polenta. In serata lo spettacolo pirotecnico. Cavalli e cavalieri anche a Monteromano dove domattina avverrà la sfilata di butteri a cavallo per le vie del centro storico. Dopo la messa, la processione per le vie del centro storico con la statua del Santo accompagnata da cavalieri e dalla banda musicale. Benedizione degli animali e distribuzione delle ciambelle di Sant'Antonio. Alle 14 in piazza Dante: sfilata in costume delle contrade.
A seguire ritrovo delle contrade al campo sportivo Sassone dove si svolgerà la Giostra del Saracino per contrade. Al termine distribuzione di salsicce e vino. A Sutri stasera la processione, domattina alle 9.40 la sfilata per le vie del paese della cavalleria dell'Antica società con il trasporto della statua del Santo dalla cattedrale a piazza del Comune per la benedizione degli animali. Alle 11 la sfilata per le vie del paese della cavalleria della Nuova società e nel tardo pomeriggio (ore 18.45) in piazza del Comune avverrà il lancio di un globo aerostatico.
mercoledì, gennaio 13, 2010
Carnevale 2010 a Civita Castellana
Arriva Carnevale. La manifestazione più amata e sentita dalla popolazione del paese presenta un programma ricco e allettante. Si inizia domenica prossima alle 16 in piazza Matteotti con l'apertura del gran Carnevale 2010 con la collaborazione della banda musicale "Banda città di Civita Castellana."
Ci sarà poi "Scopriamo o' Puccio", opera realizzata a cura dell'associazione carnevale di Civita Castellana.
A seguire a cura dei "Catammellesi doc" si terrà la famosa e ghiotta sagra del Frittellone a cura dell'associazione Carnevale: Frappe, Scroccafusi e Musica in piazza con Dj. Domenica 31 gennaio alle 14,30 in piazza della Liberazione si svolgerà l'attesa sfilata dei carri allegorici. Nei giorni 6 e 7 febbraio ( sabato e domenica) avrà luogo il weekend di Carnevale con il raduno dei camperisti organizzato dal "Camper club Alto Lazio" di Civita Castellana. Domenica 7 febbraio alle 14,30 in piazza della Liberazione si terrà la seconda allegra e divertente sfilata di carri allegorici. Giovedì 11 febbraio alle 14,30 l'appuntamento molto sentito dai più piccoli e dalle famiglie ossia il Carnevale dei bambini, con una festa in piazza Giacomo Matteotti allietata da giocolieri e con intrattenimenti per i più piccoli e stand enogastronomici di prodotti locali.
Domenica 15 febbraio alle 14,30 in piazza della Liberazione si terrà la terza sfilata dei carri e gruppi allegorici. Infine la manifestazione popolare e folcloristica si concluderà come sempre il giorno di martedì alle 17,30 in piazza Matteotti con una grande festa di chiusura del Carnevale. Ci sarà un simpatico intrattenimento musicale con dj. Alle 19 avrà luogo l'apertura degli stand enogastronomici. Alle 21 tutti i cittadini e soprattutto i figuranti della sfilata attenderanno il verdetto della proclamazione dei vincitori "Concorso Carnevale 2010".
Alle 22 in molti assisteranno al "Rogo di Re Carnevale" ossia al Puccio che verrà bruciato in segno di chiusura e fine della scanzonata manifestazione. Sabato 20 febbraio alle 10 in piazza Giacomo Matteotti presso l'aula consiliare si terrà l'estrazione della "Lotteria di Carnevale 2010" a cura dell'associazione Carnevale di Civita Castellana che ha come primo premio una Ford Ka. Inoltre alle 16 sempre in piazza Giacomo Matteotti nell'aula consiliare ci sarà la consegna dei "Premi Speciali Carnevale 2010", a seguire un rinfresco di chiusura offerto dall'associazione Carnevale di Civita Castellana per un "Cin Cin al carnevale 2011". Questo ricco programma di eventi è però suscettibile di variazioni
Ci sarà poi "Scopriamo o' Puccio", opera realizzata a cura dell'associazione carnevale di Civita Castellana.
A seguire a cura dei "Catammellesi doc" si terrà la famosa e ghiotta sagra del Frittellone a cura dell'associazione Carnevale: Frappe, Scroccafusi e Musica in piazza con Dj. Domenica 31 gennaio alle 14,30 in piazza della Liberazione si svolgerà l'attesa sfilata dei carri allegorici. Nei giorni 6 e 7 febbraio ( sabato e domenica) avrà luogo il weekend di Carnevale con il raduno dei camperisti organizzato dal "Camper club Alto Lazio" di Civita Castellana. Domenica 7 febbraio alle 14,30 in piazza della Liberazione si terrà la seconda allegra e divertente sfilata di carri allegorici. Giovedì 11 febbraio alle 14,30 l'appuntamento molto sentito dai più piccoli e dalle famiglie ossia il Carnevale dei bambini, con una festa in piazza Giacomo Matteotti allietata da giocolieri e con intrattenimenti per i più piccoli e stand enogastronomici di prodotti locali.
Domenica 15 febbraio alle 14,30 in piazza della Liberazione si terrà la terza sfilata dei carri e gruppi allegorici. Infine la manifestazione popolare e folcloristica si concluderà come sempre il giorno di martedì alle 17,30 in piazza Matteotti con una grande festa di chiusura del Carnevale. Ci sarà un simpatico intrattenimento musicale con dj. Alle 19 avrà luogo l'apertura degli stand enogastronomici. Alle 21 tutti i cittadini e soprattutto i figuranti della sfilata attenderanno il verdetto della proclamazione dei vincitori "Concorso Carnevale 2010".
Alle 22 in molti assisteranno al "Rogo di Re Carnevale" ossia al Puccio che verrà bruciato in segno di chiusura e fine della scanzonata manifestazione. Sabato 20 febbraio alle 10 in piazza Giacomo Matteotti presso l'aula consiliare si terrà l'estrazione della "Lotteria di Carnevale 2010" a cura dell'associazione Carnevale di Civita Castellana che ha come primo premio una Ford Ka. Inoltre alle 16 sempre in piazza Giacomo Matteotti nell'aula consiliare ci sarà la consegna dei "Premi Speciali Carnevale 2010", a seguire un rinfresco di chiusura offerto dall'associazione Carnevale di Civita Castellana per un "Cin Cin al carnevale 2011". Questo ricco programma di eventi è però suscettibile di variazioni
martedì, gennaio 12, 2010
Le strade di Vetralla ... meritano di finire su Youtube!
Codici mette su youtube un filmato delle strade vetrallesi più dissestate ed i relativi cartelli del Comune, che segnalano di procedere con cautela.
"Strade malridotte, buche ovunque e automobili che corrono il rischio di danneggiarsi ogni volta che le attraversano o sono costrette a fare veri e propri slalom per evitarle. È questa la situazione di molte vie di comunicazione nel comune di Vetralla; una situazione che i cittadini devono affrontare ogni volta che si spostano all'interno del territorio comunale."Ad evidenziarlo è la delegazione locale del Centro per i diritti del cittadino, che con una telecamera, ha percorso in automobile le strade del territorio , filmando il tutto e caricando su internet i video girati.
"L'inchiesta - proseguono da Codici - si è concentrata su via della Veronica, via Foro Cassio, via Mazzacotto, località Il Giardino e Tre Croci dove, fra l'altro, via Viterbo è ancora chiusa da una rete che impedisce l'uscita dal paese agli automobilisti, ma che nel frattempo sembra aver contribuito all'ulteriore dissesto del tratto di strada adiacente."
"Percorrendo le strade - insiste Codici - abbiamo notato inoltre molti cartelli, che immaginiamo siano stati messi dall'amministrazione comunale, in cui appare scritto 'Attenzione Strada dissestata procedere con cautelà, con tanto di segnale pericolo dossi e limite di velocità posizionato sui 30 chiometri orari. Le domande che vorremmo ora porre al sindaco Marconi e alla sua amministrazione sono le seguenti: dopo aver messo questi cartelli stradali, se un cittadino danneggia la propria automobile perché, pur mantenendo i limiti stabiliti, finisce in una buca senza rendersene conto, la responsabilità di chi è? Chi paga il danno? Perché le strade non vengono riparate?"e ancora:
"Invece di investire i soldi pubblici nell'acquisto dei cartelli che indicano il dissesto delle strade, non sarebbe stato meglio spenderli per riparare alcuni tratti, oppure per sostituire le targhe che indicano le vie nei paesi o parte della segnaletica verticale, in molti casi illeggibili o ridotte in uno stato pietoso? Perché via Viterbo a Tre Croci è ancora chiusa?"
"Crediamo - conclude la delegazione di Codici - che queste domande siano legittime e che la risposta non sia dovuta soltanto a noi, ma innanzitutto ai cittadini del Comune di Vetralla"
I saldi rinvigoriscono il commercio
L'ora x è scattata. Bancomat, carta di credito e contanti in mano: i saldi sono arrivati. Un momento atteso sia da chi da mesi ha adocchiato un capo che costa(va) troppo, ma che "non può non essere acquistato", sia dai negozianti che dopo un inverno, per alcuni incerto, aspettano di recuperare le vendite. Il resoconto della prima settimana è stato positivo. Per lo più gli sconti, di questa prima ondata, si aggirano intorno al 30-40%, destinati a crescere verso la fine della stagione. Ma se di crisi si parla da tempo nel settore abbigliamento, scarpe e accessori, Viterbo (almeno per gli intervistati) va in controtendenza con incassi più che soddisfacenti. Anzi che superano, in alcuni casi, le aspettative. Merito forse di listini già bassi di partenza o del fatto che ormai gli italiani hanno imparato a risparmiare, in piena stagione, per poi dare sfogo al "delirio da acquisto" durante i saldi. Da Brubaker non hanno dubbi:
"La stagione dei saldi è iniziata bene, forse un po' meno rispetto ad altri anni, ma non ci lamentiamo. Per adesso i nostri sconti si aggirano intorno al 30%, ma cresceranno verso la fine. In tanti hanno approfittato di questo periodo per acquistare giubbotti e maglie ma anche accessori un po' più particolari."Insomma qualche "sfizio" con gli sconti si può togliere. Anche per Nicky abbigliamento non ci sono dubbi.
"i saldi sono partiti benissimo - affermano."Poche parole perché la gente alla cassa è tanta. C'è poi chi la crisi non sa proprio cosa sia, come nel caso di Original Marines:
"L'andamento delle vendite è andato bene tutto l'anno perché proponiamo un buon rapporto 'qualità prezzo'. Certo durante il periodo dei saldi l'incremento è naturale. Per adesso i nostri sconti sono del 50%, più in là li aumenteremo."Sulla stessa scia anche Salomè di Scotolati.
"La crisi è solo un'invenzione - dichiarano dal negozio - la gente continua a fare acquisti e a mantenere lo stesso tenore di vita. I saldi? Vanno più che bene."Dall'abbigliamento alle calzature la "suonata" è simile, per tutti gli intervistati o quasi. Per Globo vi è stato un aumento delle vendite, rispetto allo stesso periodo dell'anno passato, con un fine settimana ricco e tanta fila alle casse:
"Viterbo sta cominciando a conoscerci da poco e la clientela diventa sempre più affezionata."
"Siamo ottimisti e soddisfatti - commentano da Manhattan -. Per fortuna la stagione invernale è andata bene fin dall'inizio e con i saldi sono le vendite sono volate."L'unica voce "fuori dal coro" è quella di Barghini calzature critico nei confronti di una stagione degli sconti considerata troppo lunga e controproducente.
"Secondo me - puntualizza il proprietario dell'attività - i saldi non dovrebbero durare così tanto e non iniziare così presto, perché compromettono le vendite natalizie. Io fisserei dei periodi fissi a livello nazionale: dall'1 al 28 febbraio e dall'1 al 30 agosto."E allora: donne e uomini di Viterbo armatevi di carte di credito e partite
Teatro a Ronciglione con La ragione degli altri
Riprenderà sabato 16 gennaio con la commedia "La ragione degli altri" di Luigi Pirandello con la regia di Giovanni Anfuso, la stagione al Teatro Ettore Petrolini di Ronciglione. Composta da Luigi Pirandello alla fine del 1895, la commedia originariamente aveva il titolo "Il nido", poi cambiato in "Il nibbio" e ancora in "Se non così".
Con quest'ultimo titolo la commedia fu rappresentata per la prima volta dalla Compagnia Stabile milanese di Marco Praga al Teatro Manzoni di Milano il 19 aprile 1915 con protagonista Irma Gramatica. L'opera è stata poi inserita nella raccolta Maschere nude con il titolo La ragione degli altri. La vicenda è quella di un giornalista, Leonardo Arciani, che, a causa della sterilità della moglie Livia, intreccia una relazione con una vecchia fiamma, Elena, dalla quale ha una figlia. Inizialmente Livia subisce la situazione, ma poi, scossa dalle parole del padre, reagisce decisamente per riavere il marito. Gli altri appuntamenti: sabato 30 gennaio "Il riconoscimento di Sakuntala" scritto e diretto da Valeria Bianchi. Con Valeria Bianchi e Angela Malvasi. Venerdì 12, sabato 13 e domenica 14 febbraio
Con quest'ultimo titolo la commedia fu rappresentata per la prima volta dalla Compagnia Stabile milanese di Marco Praga al Teatro Manzoni di Milano il 19 aprile 1915 con protagonista Irma Gramatica. L'opera è stata poi inserita nella raccolta Maschere nude con il titolo La ragione degli altri. La vicenda è quella di un giornalista, Leonardo Arciani, che, a causa della sterilità della moglie Livia, intreccia una relazione con una vecchia fiamma, Elena, dalla quale ha una figlia. Inizialmente Livia subisce la situazione, ma poi, scossa dalle parole del padre, reagisce decisamente per riavere il marito. Gli altri appuntamenti: sabato 30 gennaio "Il riconoscimento di Sakuntala" scritto e diretto da Valeria Bianchi. Con Valeria Bianchi e Angela Malvasi. Venerdì 12, sabato 13 e domenica 14 febbraio
"Falstaff in love - Le mogli burlone di Windsor", di William Shakespeare. Per la regia di Stefano Piacenti. Mercoledì 24 marzo "Non c'è tempo, amore" scritto e diretto da Lorenzo Gioielli con Amanda Sandrelli. Sabato 17 aprile.
"Metamorfosi - mutamenti surreali"tratto dalle "Metamorfosi" di Ovidio con la regia di Sandro Nardi. Sabato 8 maggio "Ora no tesoro!", di Ray Cooney per la regia di Vincenzo Lo Castro.
domenica, gennaio 10, 2010
Il Castello Orsini a Soriano nel Cimino: un tesoro da far risplendere
Finito il 2009 è anche "virtualmente" scaduto il termine per l'affidamento da parte del Demanio dell'intero complesso del Castello Orsini, che, ricordiamo, è proprietà dello Stato e solo provvisoriamente dato in gestione, su richiesta a quanti ne hanno manifestato la volontà d'uso. Oggi il Castello Orsini è praticamente "vuoto" e non adibito ad alcunchè di definitivo e finale. Molte stanze sono abbandonate, soprattutto al terzo piano ed altre hanno un uso affidato alle sole varie iniziative estemporanee, proposte da cittadini ed organizzazioni che ne fanno una richiesta specifica. C'è un'unica racolta stabile, di quadri, per il resto la visita è possibile, ma riguarda molto più i panorami mozzafiato che si scorgono dagli spalti del castello che non arredi, collezioni, raccolte conservate all'interno, in quanto quasi del tutto inesistenti. Quindi con il 2010 si riproporrà all'Amministrazione comunale il problema di come non perdere questo bene - simbolo della città di Soriano - e come utilizzarlo al meglio, allorchè il Demanio lo ponga di nuovo a disposizione della città. Il problema d'altra parte esiste, anche perché il maltempo e a volte la trascuratezza delle strutture iniziano a far degradare la struttura. Le attese e le speranze per una nuova programmazione della gestione del Castello sono comunque nell'animo di molti cittadini e associazioni che guardano a quella struttura come a un fortissimo richiamo turistico per la cittadina cimina, priva di per sé di adeguati spazi idonei per le molteplici iniziative che nascono dalle associazioni e dalle varie organizzazioni locali.
Prima tra queste la Pro-Loco che proprio dagli inizi di quest'anno ritiene di dover affrontare una programmazione di iniziative, associative, culturali e folkloristiche che concordano con molte simili e che scaturiscono dalle idee di varie associazioni. Infatti a Soriano nel Cimino, oltre all'Ente Sagra delle Castagne, sono nati altri gruppi con simili intenti culturali come l'Associazione Soriano Terzo Millennio Onlus, il Medioeval Soriano, il Gruppo Archeologico "Roccaltia" e altri. Raccordare gli sforzi, coordinare le iniziative e perseguire fini identici, per il comune vantaggio dell'intero tessuto sociale cimino, è un obiettivo al quale la Pro-Soriano guarda, ricercando anche l'appoggio del Comune e non escludendo affatto la possibilità di affrontare insieme il problema del Castello e della sua gestione
Prima tra queste la Pro-Loco che proprio dagli inizi di quest'anno ritiene di dover affrontare una programmazione di iniziative, associative, culturali e folkloristiche che concordano con molte simili e che scaturiscono dalle idee di varie associazioni. Infatti a Soriano nel Cimino, oltre all'Ente Sagra delle Castagne, sono nati altri gruppi con simili intenti culturali come l'Associazione Soriano Terzo Millennio Onlus, il Medioeval Soriano, il Gruppo Archeologico "Roccaltia" e altri. Raccordare gli sforzi, coordinare le iniziative e perseguire fini identici, per il comune vantaggio dell'intero tessuto sociale cimino, è un obiettivo al quale la Pro-Soriano guarda, ricercando anche l'appoggio del Comune e non escludendo affatto la possibilità di affrontare insieme il problema del Castello e della sua gestione
sabato, gennaio 09, 2010
Pietro Fumagalli Jazz Trio stasera in concerto
Pietro Fumagalli Jazz Trio protagonista questa sera alle 21,30 el concerto alla Libreria del Teatro. Un trio di tutto rispetto. Pietro Fumagalli è un giovane batterista viterbese cresciuto al Tuscia in jazz Festival dove ha studiato con i maggiori batteristi del panorama mondiale. Luca Rizzo xa un collega di papà Carlo, apprezzato musicista romano, prende le prime lezioni di clarinetto e nel 1982 decide di entrare al Conservatorio di musica dove si diplomerà sette anni dopo. Ma è solo più tardi, che ascoltando un incisione di Massimo Urbani, decide di avventurarsi in quella che diventerà la sua vocazione: suonare il sassofono. Viene ammesso al corso di Jazz tenuto da Mauro Zazzarini presso il conservatorio "O. Respighi" di Latina, dove si diplomerà nel 2001 con una tesi su Sonny Stitt. Come musicista, conquista nel tempo, con fatica intellettuale e studio continuo, tutta la gamma dei sassofoni e dei legni.Primiano Di Biase si diploma in teoria e solfeggio e in compimento inferiore di pianoforte presso il conservatorio di musica statale "L. Perosi" di Campobasso. Partecipa ai seminari estivi della "Berkleey College of Music" di Boston in occasione di Umbria Jazz. Insieme al batterista Frank Canturi e al chitarrista Max Lattanzi forma il trio "Zeta", con brani originali e un particolare tributo a Wess Montgomery. Partecipa agli spettacoli teatrali "Full Monthy" regia di Gigi Proietti, nella commedia musicale "Vatti a fidare degli amici" regia di Gianluca Musiu e a molte trasmissioni televisive.
Ingresso gratuito
Ingresso gratuito
mercoledì, gennaio 06, 2010
A Vasanello la Casa della cultura camerunense
Stiamo per raccontare di quando le ragioni del cuore e quelle della testa, spesso così distanti, riescano quasi per magia ad incontrarsi miscelandosi in un'osmosi di straordinaria potenza. In grado, persino, di spostare le montagne. Nella fattispecie il plateau Bamiléké, a migliaia di chilometri dal Viterbese. Giù, nel profondo dell'Africa Nera. Il Camerun, un luogo che in Italia evoca, in molti, soprattutto ricordi pallonari legati al fantastico titolo mondiale portato a casa dallo squadrone di Bearzot nell'82, ma che una serie di circostanze hanno determinato, a Vasanello, dal 2003, un gemellaggio con la città di Dschang dalle implicazioni enormemente proficue dal punto di vista culturale e non solo. Con il supporto unanime dell'amministrazione comunale, Antonio Porri, assessore all'urbanistica nonché vicesindaco di Vasanello è il principale regista italiano del gemellaggio. Politico di non troppe parole ma molti fatti Porri ha riversato tutto se stesso nella realizzazione del sodalizio riuscendo, in pochi anni, a mettere in piedi un progetto di cooperazione che vede coinvolti enti ed associazioni ai più alti livelli: Ambasciate d'Italia e Camerun, Fao, Unesco, Unicef, Croce Rossa Italiana e Camerunense, Regione Lazio, Provincia e Comune di Viterbo, Policlinico Umberto i di Roma, Università Roma 1, 2 e della Tuscia. Grazie a queste sinergie dal 2003 sono sbarcati in Camerun container di beni di prima necessità e sviluppo, un'ambulanza e sono stati realizzati svariati pozzi a captazione idrica. Ma Porri guardava oltre, conscio che senza uno scambio culturale vero e proprio, senza un obiettivo che legasse le due realtà ad un progetto di reciproco scambio il rapporto, sostanzialmente a senso unico, non sarebbe mai andato oltre la voce "aiuti umanitari". Ed ecco allora l'idea. Approfittando del bando regionale n° 749 del 5 ottobre 2007 denominato
Porri aveva vinto la sua battaglia. E così ad inizio dicembre il vicesindaco, Marcello Arduini (antropologo responsabile del progetto) e il sottoscritto (incaricato di realizzare un dvd) spiccavano il volo da Fiumicino destinazione Douala. Obiettivo l'acquisizione del materiale che darà vita, entro il prossimo maggio, alla "Casa della cultura camerunense": l'unica al mondo fuori dal paese africano. In ogni caso un importante occasione per entrambe le realtà, poiché se da un lato la possibilità di farsi conoscere meglio (soprattutto da scolaresche) permetterà al Camerun di accrescere le proprie possibilità di sviluppo, Vasanello potrà invece approfittare del flusso di visitatori per valorizzare anche il proprio patrimonio artistico e archeologico.
Tre decolli e tre atterraggi - via Tripoli e Cotonou, nel Benin - e dopo una dozzina di ore ecco la pista dell'aeroporto internazionale di Douala. Il Camerun si trova appena sopra l'equatore e a dicembre, complice un tasso di umidità che nelle zone costiere raggiunge il 90% il caldo è soffocante. Quando si fa capolino dall'aereo la prima boccata d'aria ha quindi l'effetto di un pugno allo stomaco. Da Douala a Dschang ci sono ancora quattro ore di macchina su per la rue nationale n° 5 du Cameroun. Uno spasso, se si considera che per lunghi tratti la carreggiata è crivellata di buche dove, spesso, le ruote del taxi sprofondano fino a metà. Dschang si trova oltre i mille metri, e questo ne fa un luogo decisamente molto più vivibile della caldara sottostante. È da qui che faremo la spola con le molte chefferie (villaggi) dove Martin Sanou Sobze (responsabile nazionale Sinergia Camerun) e Giuliana Quartullo (esperta d'arte africana), hanno già provveduto al prezioso lavoro preparatorio nella scelta dei materiali. A Dschang incontriamo Fiore Traditi e Gianluca Russo, del Dipartimento di malattie infettive e tropicali del Policlinico Umberto I, da anni presente nell'area soprattutto con progetti di lotta all'aids.
Si trovano da queste parti per partecipare ad un convegno internazionale sull'argomento organizzato dalla locale università nei giorni 14-15 dicembre; uno dei relatori sarà peraltro anche il nostro Marcello Arduini. Il 16 dicembre ci aspetta un momento istituzionale importante: un nuovo atto che confermi il gemellaggio con Dschang che, dal 2003, ha cambiato ordinamento raggruppando le due precedenti realtà comunali, una rurale e l'altra urbana in un solo e più pratico municipio. Sono stati giorni molto intensi, su e giù per alcune delle più importanti chefferie dell'Ovest dalle quali, dopo complicati e misteriosi riti propiziatori, abbiamo ottenuto manufatti di straordinaria valenza artistica e culturale. Spesso le contrattazioni si sono rivelate estenuanti, poiché molti dei reperti erano dei veri e propri cimeli considerati inamovibili da generazioni, ma la bontà del progetto ha finito per convincere anche i più riottosi. La reale portata di ciò che stavamo facendo ci ha colti durante gli ultimi due giorni, trascorsi ad imballare e spedire il materiale, quando ci siamo resi conto che le nostre mani non stavano accarezzando dei semplici oggetti, bensì l'essenza stessa del cuore pulsante dell'Africa. Il cuore di un continente martoriato e ferito che adesso batterà anche a Vasanello, paesino di poco più di 4mila anime determinato a non voltarsi dall'altra parte. E che ora, grazie a questa lungimirante iniziativa, generosamente appoggiata dalla Regione Lazio, ha ampliato i propri orizzonti tuffandosi ad occhi aperti nel XXI secolo
"Diamo gambe alle idee dei piccoli comuni", viene sviluppato un progetto di intercultura scolastica finalizzato alla creazione di una "Casa della cultura camerunense", da realizzarsi in locali prospicienti alla biblioteca comunale. A tutta prima la cosa poteva sembrare un po' folle, data la siderale distanza proprio culturale tra realtà così diverse, eppure il 21 luglio 2008 la Giunta Regionale del Lazio si esprimeva favorevolmente stanziando per la realizzazione del progetto ben 68mila euro.
Porri aveva vinto la sua battaglia. E così ad inizio dicembre il vicesindaco, Marcello Arduini (antropologo responsabile del progetto) e il sottoscritto (incaricato di realizzare un dvd) spiccavano il volo da Fiumicino destinazione Douala. Obiettivo l'acquisizione del materiale che darà vita, entro il prossimo maggio, alla "Casa della cultura camerunense": l'unica al mondo fuori dal paese africano. In ogni caso un importante occasione per entrambe le realtà, poiché se da un lato la possibilità di farsi conoscere meglio (soprattutto da scolaresche) permetterà al Camerun di accrescere le proprie possibilità di sviluppo, Vasanello potrà invece approfittare del flusso di visitatori per valorizzare anche il proprio patrimonio artistico e archeologico.
Tre decolli e tre atterraggi - via Tripoli e Cotonou, nel Benin - e dopo una dozzina di ore ecco la pista dell'aeroporto internazionale di Douala. Il Camerun si trova appena sopra l'equatore e a dicembre, complice un tasso di umidità che nelle zone costiere raggiunge il 90% il caldo è soffocante. Quando si fa capolino dall'aereo la prima boccata d'aria ha quindi l'effetto di un pugno allo stomaco. Da Douala a Dschang ci sono ancora quattro ore di macchina su per la rue nationale n° 5 du Cameroun. Uno spasso, se si considera che per lunghi tratti la carreggiata è crivellata di buche dove, spesso, le ruote del taxi sprofondano fino a metà. Dschang si trova oltre i mille metri, e questo ne fa un luogo decisamente molto più vivibile della caldara sottostante. È da qui che faremo la spola con le molte chefferie (villaggi) dove Martin Sanou Sobze (responsabile nazionale Sinergia Camerun) e Giuliana Quartullo (esperta d'arte africana), hanno già provveduto al prezioso lavoro preparatorio nella scelta dei materiali. A Dschang incontriamo Fiore Traditi e Gianluca Russo, del Dipartimento di malattie infettive e tropicali del Policlinico Umberto I, da anni presente nell'area soprattutto con progetti di lotta all'aids.
Si trovano da queste parti per partecipare ad un convegno internazionale sull'argomento organizzato dalla locale università nei giorni 14-15 dicembre; uno dei relatori sarà peraltro anche il nostro Marcello Arduini. Il 16 dicembre ci aspetta un momento istituzionale importante: un nuovo atto che confermi il gemellaggio con Dschang che, dal 2003, ha cambiato ordinamento raggruppando le due precedenti realtà comunali, una rurale e l'altra urbana in un solo e più pratico municipio. Sono stati giorni molto intensi, su e giù per alcune delle più importanti chefferie dell'Ovest dalle quali, dopo complicati e misteriosi riti propiziatori, abbiamo ottenuto manufatti di straordinaria valenza artistica e culturale. Spesso le contrattazioni si sono rivelate estenuanti, poiché molti dei reperti erano dei veri e propri cimeli considerati inamovibili da generazioni, ma la bontà del progetto ha finito per convincere anche i più riottosi. La reale portata di ciò che stavamo facendo ci ha colti durante gli ultimi due giorni, trascorsi ad imballare e spedire il materiale, quando ci siamo resi conto che le nostre mani non stavano accarezzando dei semplici oggetti, bensì l'essenza stessa del cuore pulsante dell'Africa. Il cuore di un continente martoriato e ferito che adesso batterà anche a Vasanello, paesino di poco più di 4mila anime determinato a non voltarsi dall'altra parte. E che ora, grazie a questa lungimirante iniziativa, generosamente appoggiata dalla Regione Lazio, ha ampliato i propri orizzonti tuffandosi ad occhi aperti nel XXI secolo
martedì, gennaio 05, 2010
Torre Alfina Blues Festival Winter 2010
Si conclude questa sera il Torre Alfina Blues Festival winter, appuntamento che ha riscosso già un notevole consenso. Oggi si comincia alle 19 con Happy Hour con spettacolo acustico.
Alle 20 BeBlues (Gruppi giovanili) e alle 21,30Shawn Rivera and the Torre Alfina Blues Band, seguito alle 22,30 dalla Amar Sundy Band. Allo scoccare della mezzanotte scatterà Round Midnight Jam Session fra gli artisti presenti con chiusura concerti alle 2. Amar Sundy occupa un posto speciale nel mondo del Blues. La sua musica, vivace e piena di colori, unisce con armonia le influenze di Chicago Blues e i ritmi originali del deserto del Sahara, dove lui è nato.
Amar Sundy, tuareg cresciuto a Parigi, a diciotto anni è tornato in Algeria in cerca delle sue radici. Tornato a Parigi pochi anni dopo, scoprì il Blues, e questa volta si trasferì a Chicago, dove passò alcuni anni suonando con Otis Rush e James Cotton. Al suo ritorno in Europa, Amar ha lavorato con Albert King, bb King e Albert Collins per poi iniziare la sua carriera da solista. Dal 1986 Amar divenne un regolare frequentatore della scena Blues di Chicago.
Tutto iniziò a Parigi con l'incontro con Jimmy Johnson e il suo invito a recarsi nella "Windy City", dove Amar. Nel 2000, viene pubblicato il suo primo album live, "Live & Blues" e, nel maggio del 2004, è la volta di "Najma" con etichetta Dixiefrog. Nel luglio del 2006, un brano da "Najma", fa parte della compilation "Blues around the world". Amar Sundy torna così negli Stati Uniti, stavolta con la sua musica e con quel personale stile che unisce Chicago Blues e ritmi Tuareg
Alle 20 BeBlues (Gruppi giovanili) e alle 21,30Shawn Rivera and the Torre Alfina Blues Band, seguito alle 22,30 dalla Amar Sundy Band. Allo scoccare della mezzanotte scatterà Round Midnight Jam Session fra gli artisti presenti con chiusura concerti alle 2. Amar Sundy occupa un posto speciale nel mondo del Blues. La sua musica, vivace e piena di colori, unisce con armonia le influenze di Chicago Blues e i ritmi originali del deserto del Sahara, dove lui è nato.
Amar Sundy, tuareg cresciuto a Parigi, a diciotto anni è tornato in Algeria in cerca delle sue radici. Tornato a Parigi pochi anni dopo, scoprì il Blues, e questa volta si trasferì a Chicago, dove passò alcuni anni suonando con Otis Rush e James Cotton. Al suo ritorno in Europa, Amar ha lavorato con Albert King, bb King e Albert Collins per poi iniziare la sua carriera da solista. Dal 1986 Amar divenne un regolare frequentatore della scena Blues di Chicago.
Tutto iniziò a Parigi con l'incontro con Jimmy Johnson e il suo invito a recarsi nella "Windy City", dove Amar. Nel 2000, viene pubblicato il suo primo album live, "Live & Blues" e, nel maggio del 2004, è la volta di "Najma" con etichetta Dixiefrog. Nel luglio del 2006, un brano da "Najma", fa parte della compilation "Blues around the world". Amar Sundy torna così negli Stati Uniti, stavolta con la sua musica e con quel personale stile che unisce Chicago Blues e ritmi Tuareg
sabato, gennaio 02, 2010
Aspettando la Befana concerti e presepi viventi
Concerti, attesa della Befana, tradizioni e presepi a Capranica, Ronciglione e Sutri. Questo il programma dettagliato. A Caprinica martedì 5 gennaio alle ore 21, nella palestra comunale, concerto dei Lunartica con la partecipazione di Pablo e Pedro; mercoledì 6 gennaio alle ore 10 in piazza San Francesco arriva la Befana; alle 13 presso la casa della Comunità pranzo della solidarietà e alle ore 16 nella chiesa di San Francesco, "La nostra Befana". A Ronciglione fino a mercoledì 6 gennaio dalle ore 9.30 alle ore 12.30 e dalle ore 16 alle ore 19, apertura dei presepi nella chiesa della Madonna della Provvidenza; nella chiesa del duomo; nella chiesa del Rosario; nella chiesa dei frati cappuccini; nella chiesa di Santa Maria della Pace; nella chiesa di Santa Lucia in Vico; in piazza degli Angeli; in località Madonnella del Ponte. Martedì 5 gennaio alle ore 16 in piazza del Comune, "Aspettando la Befana", che scenderà dalla torre dell'Orologio del palazzo comunale. Mercoledì 6 gennaio alle ore 10.30 nella sede della Pro loco premiazione del concorso
"Il presepe più caratteristico e la vetrina più bella."A cura della pia unione "Madonna delle Grazie" e alle ore 11 nei borghi medioevali e in piazza degli Angeli festa della Befana acura dell'associazione culturale "Mariangela Virgili". A Sutri domani alle ore 17.30 passeggiata archeologica; alle ore 18 nella cattedrale di Santa Maria Assunta, concerto con Filadelfio Cordiali e Presepe vivente
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