sabato, aprile 30, 2011
“Female Carmen” chiude la stagione
Alle corde Fabio Porroni, esponente della "Orchestra Minima Mysticanza" e Roberta Sperduti, giovane e promettente percussionista. La voce dell'anima sarà quella dell'attore viterbese Romolo Passini. L'allestimento scenico e fotografico è affidato ad Emanuela Galeotti mentre il suono sarà curato da Giuseppe Magagnini (in prestito dal gruppo G.I.A.D. del Teatro Bianconi di Carbognano) Dopo lo spettacolo, la premiazione delle compagnie partecipanti alla VI rassegna teatrale "Il Viaggio"
venerdì, aprile 29, 2011
Su il sipario per San Pellegrino in fiore
Tutto pronto per la nuova edizione di San Pellegrino in fiore. Questa mattina taglio del nastro della storica manifestazione floreale che si snoderà tra le vie e le piazze del quartiere medievale. Tante le iniziative in programma. Già dal pomeriggio di ieri la città è diventata una sorta di vivaio a cielo aperto e molto lavoro attende i numerosi operatori impegnati a far diventare Viterbo la regina d'Italia di fiori e giardini per i prossimi tre giorni, in cui si attendono migliaia di visitatori che potranno ammirare il quartiere medievale, uno dei più belli del Paese, inondato da addobbi floreali. Il percorso, scandito da migliaia di piante di ogni colore e foggia, inizierà da piazza del Plebiscito con alberi, ginestre e ortensie poste a decorazione del giardino comunale. Tappa successiva piazza del Gesù con un giardino di rose di un centinaio di specie. Il ponte che collega piazza della Morte a piazza San Lorenzo sarà sormontato da una galleria d'agrumi.
Davanti a duomo, invece, verrà realizzato un labirinto di piante che si svilupperà intorno a una grande sfera. Piazza della Morte, in contrapposizione con il nome che evoca il lutto, quindi il nero, sarà dominata da un white garden, mentre la Camera di Commercio realizzerà un orto delle delizie a piazza San Carluccio. Piazza san Pellegrino, infine, avrà degli elementi che richiamano la coltivazione della canapa e del lino a Viterbo. Per la prima volta, poi, il 70% delle piante utilizzate per l'esposizione verrà messo a dimora a Pratogiardino e in altri spazi pubblici della città. Per la cronaca questa è la 25esima edizione della manifestazione, la prima con la nuova formula dell'organizzazione appaltata ad una società. Allo stesso modo il Comune ha emesso delle specifiche ordinanze per la gestione del traffico durante i giorni della manifestazione.
Tra gli eventi anche l'apertura al pubblico della torre Di Vico nel centro del quartiere medioevale, in via San Lorenzo 63 a Viterbo. La struttura risalente al XII secolo, oggi ristrutturata e tornata all'antico splendore, testimonia il crescente interesse per il capoluogo della Tuscia come meta di turismo di qualità. I Di Vico, insieme alle famiglie dei Gatti, dei Tignosi e degli Alessandri, esercitarono in età medioevale un dominio praticamente incontrastato su tutta l'attuale provincia viterbese. Il rinnovato interesse per i Di Vico fuori dai confini nazionali si può riscontrare anche nella recente edizione inglese del libro "i Prefetti di Vico" dello storico C. Calisse. L'opportunità di visitare la residenza dei prefetti Di Vico sarà quindi indubbiamente unica e imperdibile. I Di Vico erano una famiglia romana che governò la Tuscia, con vicende alterne, fino al 1435, anno della morte dell'ultimo rappresentante
giovedì, aprile 28, 2011
Tiberi è l’incantatore di serpenti
Il suono e la musica sono uno strumento estatico di viaggio in mondi lontani, in cui l'evocazione di figure ancestrali permette la catarsi e la trasformazione in uno spazio in cui il passato e il futuro s'incontrano e si confondono. La capacità performativa di questo duo dà vita ad un concerto in cui i linguaggi più antichi del suono e della danza si mescolano alle moderne e talvolta inconsapevoli funzioni sciamaniche delle musiche più estreme di oggi. Mauro Tiberi è musicista, polistrumentista e ricercatore vocale, esperto in canto difonico e vocalità orientale di diverse culture tradizionali. Studioso di fenomenologia del suono, di filosofia della musica e dei rapporti tra il suono e gli stati di coscienza. Hanno preso parte nei suoi progetti musicali artisti di fama internazionale come: Markus Stockhausen, Michiko Hirayama, Antonello Salis, Sandro Satta, Giovanni Imparato e molti altri. "L'incantatore di serpenti" nasce da un'idea di Tiberi che da sempre ricerca nelle capacità incantatorie della voce umana: in questo territorio di ricerca produce nel 2007 un disco ormai introvabile con questo titolo
L’arte di Sutri sbarca in caserma
Due artisti di straordinario livello che vivono a Sutri, nonché amici di vecchia data accomunati dall'amore per l'arte, Teodosio Magnoni e Samuel Montealegre, rispettivamente scultore e pittore, hanno vinto due concorsi promossi dalle fiamme gialle per la realizzazione di una scultura in bronzo, che verrà collocata al comando della guardia di finanza di Pisa, e di quindici quadri con tecnica ad olio su tela, da posizionare sempre nel comando di Pisa, due dei quali di Montealegre. La partecipazione a questi concorsi nazionali prevede un iter molto lungo (diversi mesi o anche un anno) prima che la commissione arrivi a decretare i vincitori. Entrambi non sono comunque nuovi a tali partecipazioni, avendo entrambi alle spalle una carriera artistica molto lunga.
"Ho scelto un'opera verticale in bronzo da presentare a questo concorso, perché tale forma si collegava meglio di altre all'architettura del posto, in cui domina la verticalità", afferma Magnoni. Si tratta comunque, sia per la scultura di Magnoni sia per i quadri di Montealegre, di bozzetti che verranno sviluppati in seguito. Entrambi gli artisti vivono a Sutri da diversi anni, Montealegre da 6 mentre Magnoni addirittura da 30; inoltre vantano un curriculum invidiabile che li ha portati a lavorare soprattutto a Roma ed in giro per l'Italia. Magnoni nasce a Offanengo (Cr) nel 1934; frequenta il corso di pittura all'Accademia Carrara di Bergamo, parallelamente alla scuola per mosaicisti di Ravenna. Nel 1959, dopo lunghi soggiorni in Svizzera e Svezia, si stabilisce a Roma e qui prosegue la sua carriera artistica, con il passaggio, negli anni '60, dalla pittura alla scultura; si stabilisce a Sutri nel 1982 per necessità di spazio di lavoro, dove ha iniziato a lavorare alle sculture di grandi dimensioni. Ha realizzato opere scultoree di notevole importanza, come quelle presenti alla Fao a Roma, all'aeroporto di Fiumicino, a via Giovanni XXIII sempre a Roma; mentre molte altre le ritroviamo sparse per i musei nazionali ed internazionali. Artista, intellettuale e organizzatore di eventi artistici, tra cui tre biennali di Venezia di cui è stato commissario per la prima volta nel 1968, Samuel Montealegre nasce in Colombia. A Bogotà inizia a studiare architettura, arte e storia dell'arte; prosegue la sua carriera artistica a Roma dove si è stabilito dal 1966. Professore universitario, artista, collaboratore della Treccani, con esposizioni alla biennale di Venezia e Parigi, Montealegre è un intellettuale eclettico che ha ricoperto incarichi di grande prestigio ed anche lui ha scelto Sutri per la sua tranquillità e vicinanza alla capitale. I due artisti ed amici compaiono insieme nel catalogo "Trasparente", al quale hanno lavorato diversi anni fa. L'appello di entrambi gli artisti rivolto al paese del viterbese che amano, è quello di aprirsi all'arte, alle manifestazioni culturali e agli eventi in genere, proponendo anche iniziative di grande portata in modo da spronare la gente a partecipare, in quanto proporre cose di qualità giova anche alla crescita del paese.
"Ciò che manca - sostengono entrambi all'unisono - è un'educazione all'arte e alla cultura che Sutri, disponendo di numerosi artisti di varia natura, dovrebbe sostenere con maggior forza, sollecitando in particolar modo le nuove generazioni"
martedì, aprile 26, 2011
Agriturock 2011: 20-21 maggio
"Da giovane era già arrivato al Capolinea. Ora che il Capolinea (tempio del jazz milanese) non c'è più, Paolo rimane una delle icone di quell'antica scuola meneghina che tanto ha dato allo swing nostrano. Il suo curriculum: Rava, Urbani, Gaslini e mille altri. Ed è una fortuna che Paolo Pellegatti abbia deciso di tramandare questa sua sapiente arte aprendo una delle scuole di musica più famose in Italia."Fabio Pignattelli è stato il bassista dei Gobelin, defunta, progressive rock band, famosa per la composizione delle colonne sonore per i film horror, vedi Suspiria (1977) di Dario Argento e L'alba dei morti viventi (1978). Infine Cesareo, chitarrista italiano, membro del gruppo Elio e le Storie Tese. Strumentista di stimate capacità tecniche e compositive, ha militato in diversi gruppi tra cui gli Urania, prima di diventare il chitarrista ufficiale degli Elio e le Storie Tese. Ha poi collaborato con: Daniele Silvestri, Massimo Riva, Stefano Nosei, Annalisa Minetto e i Perro Negro, e con Claudio Bisio. (a. m. v.)
sabato, aprile 23, 2011
Una grande kermesse delle ortensie
mercoledì, aprile 20, 2011
In vetrina la personale di Telari
Il museo del Colle del Duomo (tramite ArcheoAres S.n.c., gestore del Museo) nell'ambito di un'iniziativa volta a promuovere giovani artisti emergenti ospita fino al 1° maggio la "Personale di Michele Telari". Michele Telari si è diplomato al liceo artistico Tuscia di Viterbo e successivamente laureato all'Accademia di Belle Arti di Roma nel corso di Pittura ha sempre ricercato nelle sue opere il dettaglio, i giochi di luce, il cromatismo e l'approfondimento di molte tecniche pittoriche e grafiche.
Un artista completo nella sua preparazione tecnica e nel modo di distribuire il colore ricco di sfumature, talvolta appena percepibili, con qualunque tipo di tecnica usata. In mostra presso il museo vi sono una ventina di opere di piccolo e medio formato, pastelli, acquerelli, oli eseguiti con lo stile dell'iperrealismo a tema naturalistico
martedì, aprile 19, 2011
Il “Battesimo” di Vincenti in mostra
"uno dei capolavori più enigmatici mai realizzati."Nato a Viterbo nel 1946 Vincenti ha esplorato e sperimentato tecniche giungendo ad uno stile personale ricco di riferimenti e messaggi personali e universali. Arriverà all'uso simultaneo della parola scritta e dell'immagine ed è oggi inserito tra gli artisti d'avanguardia nella produzione 'verbo-visiva. Negli anni ha vissuto disagi e dolorose crisi esistenziali senza comunque interrompere la sua attività artistica di cui rimangono numerosissime opere a dimostrazione del suo vivo e costante interesse per la sperimentazione e il perfezionamento delle diverse tecniche espressive e forme semiotiche. É morto tragicamente il 6 giugno 1978, non ancora trentaduenne. La mostra è a cura di Marina Ioppolo e Fabio Vincenti
A Celleno la scuola per orologi di torri e campanili
"La mia vita - spiega il professionista - è stata sempre improntata all'innovazione. Sono costantemente andato alla ricerca di un lavoro che fosse esclusivo nel suo genere. L'idea di diventare un orologiaio è nata per puro caso attorno al 1995 quando mi recai da una donna che faceva questo mestiere per restaurare dei vecchi orologi da polso."Un invito a nozze per il nostro pioniere che rimase stregato da quell'incontro al punto da sedersi immediatamente al banchetto degli apprendisti pronto ad iniziare questa nuova avventura. Tanti gli orologi che il presidente ha portato a vita nuova. Da quello di Vejano all'ottocentesco orologio di Grotte di Castro, sino ad approdare a quello di San Faustino che quest'anno, a Natale, festeggerà il centenario. Ma il restauro fine a se stesso non bastava al signor Ponzianelli.
"Dopo la restaurazione questi antichi ed imponenti orologi tornavano a splendere ma, essendo molti di essi a carica manuale, continuavano a non funzionare . Che senso ha portare a vita nuova un orologio se poi continua a non assolvere la sua funzione? Oggi nessuno provvede più a caricare manualmente questi orologi e quindi molti di essi continuano a segnare un'ora inesatta. Decisi a questo punto d'inventarmi un sistema di carica automatica rudimentale. Una cosa alla buona per dirla in parole povere, ma che, nel tempo, è riuscita a dare i suoi frutti."A distanza di 10 anni dal restauro l'orologio di piazza San Faustino è, infatti, in perfetto orario. Una città quella di Viterbo che per la cura dei suoi orologi è ricorsa spesso alla maestria di Ponzianelli a cui va il merito di aver restaurato anche l'orologio che troneggia in Piazza del Teatro e quello che domina Porta Fiorentina.
"L'idea di dar vita ad una scuola vera e propria - prosegue il professionista - è nata dalla necessità di formare personale qualificato. La scuola, sbocciata anche grazie alla lungimiranza dell'amministrazione comunale di Celleno, punta all'eccellenza: alla formazione di professionisti nel vero senso della parola."La scuola per orologi di torri e campanili cerca e seleziona i migliori candidati, con spiccate qualità morali, imprenditoriali e tecniche. La selezione degli aspiranti orologiai si svolge nei mesi di dicembre e giugno prima dell'inizio di ogni corso e, gli otto migliori allievi, saranno annoverati nella corporazione de "i maestri orologiai" e inseriti a tempo indeterminato nei quadri dirigenti e gli istruttori della scuola. Per ulteriori informazioni è possibile rivolgersi ai numeri 0761.342828 - 338.3899319 - 339.2830880
venerdì, aprile 15, 2011
Palazzo Giustiniani apre le porte per la settimana della cultura 2011
"In volo sull'Italia con i più leggeri dell'aria."Cartoline del passato che ritraggono Roma e altre città italiane immortalate dalla spettacolare visuale dei dirigibili. Contestualmente nel pomeriggio alle 17 si terrà la conferenza
"Sviluppo turistico-culturale del comprensorio della Tuscia Romana"ad opera della nuova squadra di lavoro del Gal. A seguire ci sarà una degustazione gratuita di prodotti tipici locali. L'evento, patrocinato dalla Pro loco e dall'amministrazione comunale, proseguirà per tutta la giornata di domenica quando alle 17, nei meandri del palazzo, verrà presentato "Laddove ogni dolore tace", il libro a cura di Sergio Fravolini. Un fine settimana denso di appuntamenti e visite guidate che rispetteranno il seguente orario: sabato dalle 10 alle 12 e dalle 16 alle 18, domenica dalle 11 alle 13 e dalle 15 alle 16
Corriere dell'Umbria Venerdì 15 Aprile 2011
Artisti da tutta Italia a “La città e l’umano”
Il Castello Orsini è la sede prescelta e "La città e l'umano" il tema della seconda Esposizione. Premiata dal Presidente della Repubblica Italiana, è tutta dedicata al 150esimo dell'Unità d'Italia. Per questo motivo è stata anche inserita tra le celebrazioni per la ricorrenza dai Comuni partecipanti e, in questa occasione, dal Comune di Soriano che proprio in questi giorni,coinvolgendo scuole e associazioni, celebra l'avvenimento.
Su tutti i manifesti e gli striscioni che annunciano la Mostra sorianese, infatti, spiccano le tre bandiere del logo ufficiale scelto dal Governo italiano e concesso alla manifestazione artistica della Tuscia, riconoscendone il valore celebrativo e iscrivendola tra le manifestazioni italiane dedicate all'Unità del Paese. Dal 23 aprile le bandiere tricolori sventoleranno dagli spalti del grande Castello dominante il paese e questa volta lo faranno per rendere omaggio ad una patria ricca di storia ,di cultura ,ma soprattutto di beni preziosi come sono le architetture secolari e l'enorme patrimonio artistico nazionale e locale.
Gli artisti partecipanti,con opere create per l'occasione, proverranno da Milano, Bologna, Pisa, Napoli, Roma, Messina e dalla stessa Tuscia viterbese. Essi porteranno con loro quadri e cultura,per comporre un coro nazionale di colori che animeranno le varie sale espositive del Castello e gli altri luoghi prescelti. Giungeranno a Soriano anche intellettuali,giornalisti, registi e pittori che comporranno il Comitato Scientifico. Ad essi,proprietari dei valori intellettuali e culturali dell'Esposizione ,è affidata la scrittura della storia di questo avvenimento così importante per i luoghi della Tuscia, ma anche per l'anno celebrativo dell'Unità d'Italia
giovedì, aprile 14, 2011
Monsignor Oder “racconta” papa Wojtyla
"Quando Ruini, mi affidò questo compito, fui completamente sorpreso, direi scioccato - riferisce Oder -. Non me lo aspettavo per nulla, ma l'ho interpretato come un segno della Provvidenza. Alla trepidazione ed emozione si è subito sostituta una grande gioia. Un'avventura indimenticabile che ha segnato la mia vita. Seguire il processo di una persona così nota a livello mondiale, così grande dal punto di vista spirituale e umano mi ha caricato certamente di una grandissima responsabilità. Certo ha cambiato di molto i ritmi della mia giornata e i miei rapporti con la gente e i mass media, ma mi ha anche dato la fortuna di “stare più vicino” a questo grandissimo sacerdote."Oder riferisce poi delle migliaia di testimonianze pervenutegli dalla gente, segno inequivocabile, comunque del carisma di Papa Wojtyla. Sawomir Oder nasce a Chelmza (Polonia) il 7 agosto 1960. Viene ordinato sacerdote il 14 maggio 1989 per la Diocesi di Toru (Polonia). Ha conseguito il dottorato in utroque iure. Da 20 anni vive a Roma e da 13 anni lavora nelle strutture diocesane presso il Vicariato di Roma. Dal settembre 1992 è rettore della chiesa annessa di Santa Maria Immacolata e San Giuseppe Benedetto Labre di via Taranto a Roma
La Provincia contraria alle pale eoliche
Intervenire presto e con determinazione. Il consiglio provinciale vota all'unanimità la proposta che viene dalla mozione urgente presentata dal sindaco di Castiglione in Teverina, Mirco Luzi, con la quale si chiede l'impegno del Presidente e la Giunta provinciale:
" ad esprimere parere negativo in sede di osservazioni."Il progetto dell'impianto eolico sulle colline vicine a Civita di Bagnoregio mette insieme politici e amministratori di "ogni colore" per salvare una bellezza paesaggistica, architettonica e culturale, dalla deturpazione. La discussione che ieri ha animato tutti i consiglieri di palazzo Gentili ha messo in evidenza come, non solo, sarebbe compromesso il panorama di Civita di Bagnoregio, ma le pale eoliche sarebbero visibili persino da Viterbo, dal lago di Bolsena e dalle colline di Orvieto. Un impianto che andrebbe a compromettere la bellezza paesaggistica del luogo e a questo punto dei confini storici di quella Tuscia che da Orvieto arriva fino al mare di Tarquinia.
"Il territorio interessato all'installazione degli aerogeneratori - ha spiegato Luzi durante il dibattito - è ubicato in prossimità di aree protette e quindi di elevato pregio ambientale. I calanchi di Civita di Bagnoregio, il lago di Bolsena, con le isole Bisentina e Martana, e Monti Vulsini, su cui Regione Lazio e Provincia di Viterbo sono impegnate a svolgere azioni volte alla conservazione e al mantenimento degli habitat, impedendo interventi di disturbo dei dinamismi naturali, quali potrebbero essere invece le pale eoliche, che danneggerebbero ad esempio la nidificazione di uccelli migratori. L'impatto ambientale generato dalle pale eoliche, un aspetto è quello acustico, avrebbe una gravosa ricaduta sulle residenze e sulle attività agricole (zootecnia) limitrofe all'impianto, che in aggiunta all'impatto visivo generato andrebbero oltretutto a danneggiare il settore turistico del territorio che proprio dalla sua specificità ambientale e paesaggistica (Valle dei Calanchi e Civita di Bagnoregio, Lago di Bolsena e Monti Vulsini) trova i suoi punti di forza trovandosi quindi a subire un irreparabile danno che andrebbe a colpire l'economia di un territorio già depresso."Addirittura l'intera area di Civita di Bagnoregio è in fase di valutazione per diventare bene dell'umanità.
"La Provincia di Viterbo e la Regione Lazio nel giugno 2009 - spiega ancora Luzi -, al fine di proteggere e promuovere tale zona per la sua elevata qualità ambientale, hanno avanzato presso il Ministero dell'Ambiente, per il relativo avallo, la candidatura per il riconoscimento da parte dell'Unesco del territorio circostante (Monti Vulsini e Calanchi della Teverina) quale patrimonio mondiale dell'Umanità, nonché l'ingresso nella rete europea dei geoparchi."Un patrimonio che sembrerebbe scomparire.
"Come comune siamo assolutamente contrari a questo progetto - ha detto il diretto interessato, Francesco Bigiotti, in qualità di consigliere provinciale e sindaco di Bagnoregio -. In questa fase bisogna sbrigarsi in quanto con la pubblicazione del progetto il 16 marzo scorso, manca appena un mese per la presentazione delle osservazioni. Per questo l'amministrazione provinciale deve impegnarsi con questa delibera ad esprimere la propria contrarietà. L'impianto eolico comprometterebbe per sempre il paesaggio di Civita. Oltre che dall'antico borgo le pale sarebbero visibili addirittura dal lago di Bolsena."Sulla vicenda energie rinnovabili ha però fatto delle importanti precisazioni il consigliere dell'Italia dei valori, Raffaele Saladino, il quale ha rimarcato come si debba:
"Esprimere nettamente il ruolo della Provincia sullo sviluppo delle energie rinnovabili e allo stesso tempo prevedere un piano provinciale che sia univoco per ogni progetto."Sulla scorta di queste posizioni è stata aggiunta nella mozione votata all'unanimità anche l'impegno del consiglio provinciale per adoperarsi:
"a favorire l'impiego delle energie rinnovabili secondo i dispositivi comunitari ed a sviluppare un piano di sviluppo organico del territorio che coinvolga le autonomie locali, tenendo conto della assoluta specificità del territorio interessato."
Lo stesso presidente della Commissione ambiente della Provincia, Francesco Galli, ha ricordato come una discussione sul regolamento sia già stata aperta, e come ci sia la ferma volontà da parte della Provincia di incentivare le energie rinnovabili, individuando, in accordo con i comuni, aree idonee all'installazione degli impianti e soluzioni meno impattanti possibili. Galli ha dato comunque la disponibilità a riaprire una discussione in commissione che permetta di passare ad una fase operativa. Intanto con una delibera di giunta votata nei giorni scorsi gli uffici tecnici si stanno adoperando per presentare delle osservazioni al progetto presentato dalla società Enel Green Power. Il progetto consiste nella realizzazione di un impianto eolico a Bagnoregio in località Campolungo, costituito da circa venti aerogeneratori che superano i cento metri di altezza, per una potenza complessiva di 40 Mw
Gabriele Anselmi
Corriere di Viterbo Giovedì 14 Aprile 2011
mercoledì, aprile 13, 2011
Nasce “l’orto scolastico” di Slow food
Il progetto Orto in condotta è nato a metà degli anni ‘90 con il primo School Garden pensato e "coltivato" da Alice Waters, e ad oggi in Italia ci sono ben 300 orti scolastici, un progetto complesso che oltre alla formazione degli insegnanti condivide con gli studenti, i genitori, i nonni, i produttori e i gastronomi del territorio la cultura del cibo e la salvaguardia dell'ambiente" afferma Patrizio Mastracola responsabile della condotta Slow Food di Viterbo.
Oltre alla realizzazione dell'orto, i ragazzi apprenderanno i saperi tradizionali, scambieranno esperienze e tesseranno diverse relazioni, elementi essenziali per far sì che si costituisca naturalmente una vera e propria comunità, un insieme di persone che sul territorio hanno l'obiettivo comune di sensibilizzare la gente sul grande valore della ruralità. Le lezioni proseguiranno con Ines Innocentini, docente formatrice e responsabile regionale Educazione di Slow Food, giovedì 14 aprile e 5 maggio nelle quali si parlerà di educazione sensoriale e al gusto, progettazione e metodologie didattiche
martedì, aprile 12, 2011
Alessandro Stardella: un nepesino plagiato da Handel
"Gruppo di famiglia in un interno"). Stradella, si diceva. Ancora oggi, sulla sua biografia, aleggiano zone d'ombra. La morte, per esempio: Stradella, ingaggiato da un nobile a Venezia per insegnare musica alla sua amante, se ne sarebbe invaghito, suscitando le ire del committente: che, per vendicarsi, avrebbe ingaggiato dei sicari (un "gruppo di fuoco", si direbbe oggi) per eliminarlo. Stradella, sebbene pugnalato, scampò agli assassini, e fuggì a Genova. Qui, però, l'appuntamento con il destino ebbe luogo davvero. Perchè, dei sicari, uno, nel 1682, riuscì a raggiungerlo, e lo uccise. L'amante, secondo la testimonianza di un medico coevo, si chiamava Ortensia; ed era una donna "che cantava con molto gusto". Pare che, durante la convalescenza, Stradella, poco prima di morire, l'avesse sposata. Stradella, figlio d'una famiglia di patrizi della Lunigiana trasferitasi a Nepi, divenne famoso, giovanissimo, per le sue composizioni sacre e, anche, per le sue cantate profane. Compose anche degli oratori. Sembra che, quando l'uccisero, fosse reduce dall'aver visto uno spettacolo: tratto, forse, da una sua opera, "La forza dell'amor paterno", che viene presa a punto di riferimento per determinare la data della sua morte. Che il medico di cui si è detto aveva, peraltro, collocato nel 1670. Ma, probabilmente, si tratta di un errore. Forse l'unico, da parte di un testimone che, ancora oggi, viene ritenuto attendibile. A Stradella, come è noto, è oggi intitolata una scuola di Nepi
sabato, aprile 09, 2011
Il panorama? Pale di 165 metri
"alla riduzione delle emissioni di gas ad effetto serra prevista dal Protocollo di Kyoto", nessuno lo mette in dubbio, ma ascoltarle "sventolare" mosse dal vento e, ancor più, "frenare", quando la forza di Eolo sarà troppo marcata (devono mantenere velocità costante), non sarà allo stesso modo musica per le orecchie di chi vive da quelle parti. O magari di chi, in quelle stesse zone, viene da turista, per esempio ad ammirare la meraviglia della "città che muore", Civita di Bagnoregio (150mila visitatori all'anno, fonte il sindaco di Bagnoregio, Francesco Bigiotti). O per trascorrere ore spensierate sul lago di Bolsena, ad un tiro di schioppo da dove le suddette pale muoveranno l'equivalente di 12 ettari di aria, una volta in funzione. Paragonare la ventilata (è proprio il caso di dirlo) installazione di un campo eolico di circa 3 ettari, composto da una ventina di pale, in località Campolungo col proverbiale ingresso di un elefante in una cristalleria, non pare azzardato. La pensano così anche le istituzioni che, insieme alla cittadinanza, hanno dato vita ieri ad una partecipata assemblea pubblica nella sala consiliare del Comune di Bagnoregio, padrone di casa il già citato sindaco Bigiotti. Il quale ha detto a chiare note che lui, quelle pale, è il primo a non volerle, e che disconosce la "bozza di convenzione" che la precedente amministrazione civica, della quale anche lui faceva parte, aveva discusso con l'Enel. Oggi (per l'esattezza lo scorso 16 marzo) è sul tavolo della Regione la richiesta di Valutazione di impatto ambientale (Via) del progetto. Una bozza di convenzione del 2007 e mai formalizzata,
"e che in ogni caso non avrebbe avuto alcun valore", ha precisato il sindaco. Insomma, quel campo eolico a Bagnoregio e dintorni nessuno lo vuole perché ammazzerebbe la vocazione turistica del territorio, creando danni oggettivi al paesaggio (a sostenere che pale da 165 o 150 metri non siano visivamente impattanti francamente ci vuol coraggio), per non parlare dell'inquinamento acustico e della "invasività" scaturita dal piazzare nel tereno 20 piloni dal diametro di 10-12 metri ciascuno, con piattaforme di 80mq di cemento armato ad una profondità di svariati metri. I privati (almeno un centinaio di famiglie residenti) hanno 45 giorni per presentare le proprie "osservazioni" alla Regione; le istituzioni, invece, due mesi. "Ci faremo sentire", ha tuonato ieri il sindaco di Bagnoregio, affinché da sentire, da qui ai prossimi anni, non restino solo le pale che sventolano
Giorgio Palenga
venerdì, aprile 08, 2011
La pittura “telepatica” di Pietro Sarandrea in mostra nella chiesa di San Francesco
"Valente protagonista dell'arte contemporanea, con la sua elevata capacità pittorica - scrive il critico d'arte Giorgio Palumbi - Sarandrea riveste un ruolo significativo stimolato da un'intuizione vibrante di futurismo che si fa attualità presente attraverso le sue tormentate realizzazioni di ispirazione espressionista."
Nato a Roma il 17 luglio 1954, l'artista si trasferisce prima nella provincia di Roma, per poi arrivare a Capranica dove attualmente vive e lavora. Pittore autodidatta, Sarandrea ha promosso diverse mostre personali e le sue opere sono state battute alle aste Finante (Roma) e Babuino (Roma). Durante la settimana in cui la mostra rimarrà aperta al pubblico, saranno molteplici le iniziative che vedranno protagoniste proprio le opere dell'artista, le quali si mescoleranno talvolta con la musica, talvolta con la danza, per dar vita ad un unico flusso di emozioni. Infatti, domenica 10 aprile alle 18, Pietro Sarandrea eseguirà una performance di "pittura telepatica", un esperimento unico nel suo genere durante il quale il maestro cercherà di mettersi in contatto telepatico con il proprio interlocutore occasionale, riportando su tela un'immagine da quest'ultimo scelta a caso su una rivista, ovviamente non rivelata in precedenza. Quello della telepatia è uno studio a cui il pittore si dedica da anni e sono diversi gli esperimenti di questo tipo che egli ha eseguito nel tempo. Giovedì 14 aprile, alle 18, invece il maestro Giulio Iaccarino eseguirà improvvisazioni musicali ispirandosi ai quadri esposti; sabato 16 aprile, alle 17, sarà la volta di Nicolò Merendino e Fiorella Silvestri, che presenteranno dei romanzi propri. A chiudere le fila la performance di danza organizzata dalla F&d Active Space, non nuova a questi eventi di fusione artistica, che si terrà domenica 17 alle 18. I colori delle tele di Sarandrea, fondendosi con la telepatia, la musica, la parola scritta e la danza, sprigionano le emozioni più intense del nostro inconscio, in un viaggio alla scoperta dell'interiorità
Cristina Casini
Corriere di Viterbo Venerdì 8 Aprile 2011
giovedì, aprile 07, 2011
FotoRaduno Nel Regno dei Falisci
Un itinerario storico-archeologicoe naturalistico tra necropoli e resti medievali in territorio falisco. Portate una macchinetta fotografica, scarpe da trekking, abbigliamento per l'outdoor e il pranzo al sacco e potrete seguire Gianni e Massimo nella ricerca di "tesori" archeologici ai più sconosciuti. Per aderire basterà dare conferma tramite mail indirizzata a tesoridellazio@gmail.com riportando anche il numero del Vs. cellulare per eventuali comunicazioni dell'ultimissimo minuto.
Per ogni ulteriore info seguite www.facebook.com/Tesori.del.Lazio e avrete anche gli aggiornamenti dell'ultima ora in bacheca o nell'evento stesso
martedì, aprile 05, 2011
Terza stagione dei Magazzini della Lupa di Tuscania
"Il primo appuntamento con il corso di fotografia tenuto da Daniele Vita è iniziato ieri - spiegano le componenti del gruppo. Sabato 9 aprile alle 21,30 appuntamento musicale con Viaggio nella memoria, concerto del sassofonista Nicola Alesini, un viaggio sonoro plasmato con lo stile evocativo ed onirico che contraddistingue l'oramai noto fraseggio ‘parlato', intenso e graffiante del musicista. Sabato 16 aprile dalle 17 alle 20 Serafino Amato e William Pettit presentano Four easy pieces (Quattro pezzi facili) una mostra di pittura & fotografia - musica & video. Una mostra realizzata più di venti anni fa, esposta proprio a Dark Camera - Roma, da Marcello Sambati con il titolo Segnavia."La mostra è accompagnata da un testo di Yvonne Dohna, storico e critico d'arte. Venerdì 29 aprile alle ore 21,30 la compagnia NeuròSpastos porta in scena Caligolàs Boudoir, nel Buio, dal Buio, con il Buio, un'opera scritta e diretta da Tiziano Panici, accompagnamento alla drammaturgia Ilaria Drago, scenografie virtuali Andrea Giansanti, ambienti sonori Marco Guidi, disegno luci Javier Delle Monache, costumi Alessandra Muschella. Caligolàs Boudoir è sotto ogni punto di vista un cantiere teatrale. Il progetto nasce dal dramma più toccante di Albert Camus, Caligola, ma si dirama toccando diverse sfere della comunicazione audio visiva. Sabato 30 aprile 17 vernissage della mostra artistica di Lughia Il silenzio dell'albero.
"e ancora - proseguono - sabato 14 maggio alle 21,30 appuntamento con lo spettacolo di danza Vortice - Epifania. Per Vortice andrà in scena la coreografa danzatrice Melissa Lohman. Per Epifania, il danzatore Flavio Arcangeli si propone in un totale svelamento della propria anima assecondando la rivelazione del corpo. Il 21 alle 17, vernissage della mostra artistica di installazioni, video e fotografia Il giorno delle piccole cose di Hans Hermann Koopmann. L'11 giugno inaugurazione della mostra Sindrome di Stendhal di Martin Figura. A seguire presentazione dei libri L'odore del nulla o l'eresia del Cristo scomposto del poeta, scrittore e giornalista Maurizio Gregorini con postfazione di Agostino Raff e Elitra diafana - Partitura della poetessa Raffaella Belli, con postazione di Maurizio Gregorini."
Angelo Olivieri e Giovanni Pacorig di scena alla libreria del Teatro
"Ma poi se uno dice queste cose ci si fa una brutta figura, perché poi la gente pensa ma come fanno a suonare insieme se non si conoscono nemmeno?."Insomma, la gente non avrebbe tutti i torti a fare appunti del genere. Ma se sapesse che loro sono dei guru dell'improvvisazione musicale, se conoscesse i loro trascorsi artistici e sapesse che la loro visione del jazz è la stessa; se la gente sapesse che l'uno è considerato tra i dieci trombettisti migliori d'Italia e l'altro è il pianista di Elisa, allora accetterebbe anche il compromesso del loro primo appuntamento al buio davanti ai loro occhi. In realtà quando Angelo Olivieri e Giovanni Pacorig delizieranno il pubblico della Libreria del Teatro, sabato prossimo alle 21, il loro duo sarà stato collaudato ben due volte, una delle quali al Be-bop club di Roma. Come dire una garanzia. Il loro secondo incontro prima di sabato 9 aprile sarà ad un seminario di improvvisazione che terranno insieme. Perché l'improvvisazione - sembrerà una contraddizione in termini - si impara.
"Si imparano i rapporti melodici, ritmici e tutto quello che di tecnico c'è da sapere per poter improvvisare in un certo modo."Certo la tecnica non basta.
"Bisogna che si sappia chi si è, bisogna ognuno abbia della buone idee, bisogna che ognuno abbia senso dell'interpretazione."Senza prescindere dall'empatia, spiega Angelo Olivieri, che, tra gli altri, ha collaborato pure con John Sinclair e con David Riondino e che alla domanda cosa si suona sabato sera risponde pronto: "Si improvvisa".
"Il programma non c'è. E non è che lo dico perché faccio l'artistoide. Ma perché è così che andrà. Suoneremo il suono della tromba e del piano, il resto non si sa. Dipende dal pubblico, dal luogo, dall'energia, dall'umore."Angelo Olivieri e Giovanni Pacorig hanno iniziato a suonare insieme dopo essere stati convinti dalla lettura di un articolo su Music Jazz firmato da colui che più eloquentemente ha spiegato le ragioni per cui il loro sodalizio sarà fortunato. Il giornalista Paolo Carradori, uno dei più stimati del settore, che commenta così l'arte dell'uno e l'arte dell'altro:
"Impossibile che non suoniate insieme. Voi due dovete suonare insieme."Detto fatto. Di loro scrive anche che:
"Sono una delle formazioni più trasgressive e dirompenti del panorama jazz contemporaneo", e che "condividono una visione del jazz e dell'improvvisazione come territori dove è possibile creare, esplorare una ragnatela infinita di combinazioni, stimoli, che si possono aprire a paesaggi sonori insospettabili"; dice pure che sono musicisti che
"si avventurano in mare aperto con tutti i rischi che questa scelta comporta rivendicandola come atteggiamento culturale irrinunciabile per artisti che vogliano mettere in gioco tutte le loro potenzialità."Il concerto sarà preceduto da una cena a base di prodotti biologici e vini locali. Il tutto, preparato con amore, andrà prenotato in anticipo e costerà 15 euro a persona
Monologhi al femminile al PalArte
La scrittrice Eve Ensler è sceneggiatrice, regista, poetessa. Insegna drammaturgia all'Università di New York. Il testo nasce dall'elaborazione di più di 200 interviste a donne di tutte le età e di diversa estrazione sociale che l'autrice stessa ha realizzato su argomenti quali la sessualità, il parto, la violenza, la coscienza del proprio corpo.
Nel 1997 i "Monologhi della vagina" hanno ricevuto il prestigioso premio Obie Award e sono stati portati in scena con grande successo prima in America e Inghilterra per poi essere rappresentati in ogni parte del mondo da gruppi teatrali grandi e piccoli. il testo non parla alle donne: le fa parlare. Donne di ogni età e condizione sociale, bambine, anziane signore, donne liberate e represse, donne stuprate come le donne bosniache, parlano di sé a donne e uomini. É un testo coraggioso,che affronta argomenti inquietanti e provocatori, in modo ironico, anticonvenzionale, talvolta con toni intensi e toccanti. Rappresenta quest'opera la compagnia "Il Teatro dei 90", che ha più volte messo in scena questo lavoro
domenica, aprile 03, 2011
Paesaggi di suoni a Tuscania
"Sono particolarmente contenta del riconoscimento ottenuto dalla Fondazione Carivit - afferma l'assessore alla Cultura Giovanna Perugini -, questo contribuisce ad avvalorare la validità di questa manifestazione. Colgo l'occasione per ringraziare la Fondazione ed in particolare il presidente Francesco Maria Cordelli. Ringrazio anche il sindaco Natali per aver creduto in questo progetto, il suo interessamento istituzionale e la sua fattiva collaborazione, in un momento particolarmente delicato per lo sviluppo delle attività culturali, hanno permesso di garantire un futuro al Festival Paesaggi di Suoni"
Scoperto un crocifisso del Quattrocento
"a un primo esame - spiega il professore - il crocifisso presentava caratteristiche tipiche della scultura lignea del primo rinascimento, con tracce anche consistenti di colore sui capelli e sulla barba del Cristo, sulle labbra, sulla ferita del costato e sul perizoma. L'opera presenta un ragguardevole studio dell'anatomia del corpo che risulta slanciato ed elegante al tempo stesso, mentre il viso sofferente del Cristo, anche se in parte rovinato dall'azione logorante del tempo, rivela la mano di un eccellente scultore che, molto probabilmente, appartiene all'area artistica toscana."Il professore Italo Faldi di Roma, uno dei massimi esperti dell'arte medievale e rinascimentale italiana, interpellato in merito, concorda sull'ottima fattura dell'opera d'arte e sulla datazione della stessa, datazione che va inquadrata nella seconda metà del XV secolo e più precisamente tra il 1480 e il 1490. Il Cristo crocifisso risulta mancante della croce originaria che è andata perduta mentre sulla schiena è presente ancora il gancio di ferro originale con il quale veniva fissato alla croce di legno.
"Purtroppo l'opera - incalza D'Orazi - anche a causa dell'incuria degli uomini, non è in buono stato di conservazione, ma con un restauro appropriato si potrebbe recuperare molto dell'antico splendore rinascimentale. Particolarmente bello è il viso del Cristo che risulta reclinato verso la sinistra dell'osservatore, con i lunghi capelli che scendono sul petto. É un viso che esprime una profonda poesia e una profonda suggestione e che coglie uno stato di totale abbandono del corpo del Gesù crocifisso che è rappresentato dall'artista con abile espressività emotiva."Un ritrovamento che parla di una Tuscia per nulla scontata che, in un periodo in cui è forte la convinzione che tutto sia stato oramai scoperto, alimenta la speranza di ritrovamenti eterni che, tassello dopo tassello, portano alla luce le memorie nascoste del nostro territorio
Corriere di Viterbo Venerdì 1° Aprile 2011
venerdì, aprile 01, 2011
Massimo Spada suona Beethoven, Schubert e Liszt
Nel 1999 ha ricevuto il secondo premio al concorso internazionale "Anemos" di Roma per la sezione solistica; inoltre gli è stato conferito anche un particolare riconoscimento per la collaborazione pianistica. Nel 2001 ha vinto il primo premio assoluto nel Concorso "Florestano Rossomandi" di Foggia e nel 2002 il Concorso Pianistico Nazionale "Città di Nettuno". Nel 2006 ha vinto il Concorso Pianistico Nazionale "J. S. Bach" e il Concorso Nazionale "Città di Carrara". Nel 2007 ha vinto inoltre il primo premio al concorso "Rospigliosi" nazionale di Lamporecchio. Nel 2010 ha vinto il primo premio assoluto nella competizione "Premio Città di Bagheria", ed il primo premio al Concorso di Magliano Sabina, ottenendo anche il "Premio Sergio Cafaro"