venerdì, aprile 30, 2010

Recuperato prezioso affresco del Quattrocento attribuito a Piermatteo D'Amelia a Castiglione in Teverina

"Un maestro a Castiglione in Teverina" è il titolo del convegno di studi in programma per l'intera giornata di oggi, negli ambienti del Museo del Vino. L'iniziativa, organizzata dal Comune di Castiglione in Teverina, in collaborazione con l'Università degli Studi della Tuscia, arriva al termine del restauro realizzato nella piccola chiesa di San Rocco, su progetto dell'architetto Massimo Fordini Sonni e dell'ingegner Giulia Arcangeli.
Oggetto dell'intervento anche l'affresco in cui è raffigurata una Madonna dai tratti raffinatissimi con in braccio un Bambino meravigliosamente quattrocentesco, attorniata da santi "più popolari" nella devozione della zona: un selvaggio San Giovanni Battista, un San Rocco pellegrino e protettore dalla peste, un vivissimo San Bernardino, un bellissimo, commovente San Sebastiano. Sull'autore dell'opera i giudizi dei critici più autorevoli sembrano convergere per attribuirlo a un grande maestro umbro: Piermatteo D'Amelia. Si tratta dell'autore del cielo stellato della Cappella Sistina prima del capolavoro michelangiolesco e di altre opere in Italia e all'estero, la cui celebrità è cresciuta solo negli ultimi anni, partendo dalle precoci e felici intuizioni di Federico Zeri, determinanti per ricostruire la sua identità e il suo catalogo. Piermatteo (Piermatteo Lauro di Manfredo) nacque ad Amelia intorno al 1446-1448 ed ebbe le sue prime significative esperienze nel cantiere del Duomo di Spoleto dove collaborò con Filippo Lippi e Fra Diamante. Secondo la tradizione egli stesso insieme a Fra Diamante e al dodicenne figlio di Lippi (Filippino) sarebbe raffigurato in uno degli affreschi del duomo spoletino.
L'affresco di Castiglione in Teverina si candida, quindi, a entrare ufficialmente nell'elenco delle opere autografe di Piermatteo, come già prospettato al momento del restauro, nel 2007, da Maria Teresa Marsilia, consulente conservatore storico dell'arte in progetto e in cantiere, e come scritto da Vittorio Sgarbi nel 2008 in occasione della mostra de "Il '400 a Roma". La giornata di studio, aperta dal sindaco Mirco Luzi, sarà presieduta da Maria Andaloro e Maria Ida Catalano, docenti presso l'Ateneo viterbese e vedrà la partecipazione dei curatori della mostra su Piermatteo d'Amelia in questi giorni in corso a Terni: Francesco Federico Mancini, docente dell'Università di Perugia, e Vittoria Garibaldi, Soprintendente per i Beni Storici e Artistici ed Etnoantropologici dell'Umbria.
Alle 12.30 ci si sposterà nella chiesetta di San Rocco per i saluti delle autorità e la presentazione dell'opera restaurata alla presenza del Vescovo di Viterbo Lorenzo Chiarinelli. I saluti della Regione Lazio, finanziatore dei lavori, saranno portati dal consigliere Giuseppe Parroncini, mentre la Provincia sarà rappresentata dal neo-eletto presidente Marcello Meroi. Nel pomeriggio, sempre al Museo del Vino, riprenderanno i lavori con altri interventi e un'intervista a Italo Faldi, che parlerà di come, a partire dal 1954, si sia arrivati a costituire il catalogo della pittura viterbese i cui due grandi poli di attrazione sono stati, nel '400, il grande Lorenzo da Viterbo e proprio Piermatteo d'Amelia. a conclusione dei lavori una tavola rotonda sulla tutela del patrimonio artistico dei centri minori, a cui parteciperanno ispettori del territorio delle soprintendenze laziali e umbre.
"Ringrazio innanzitutto la precedente giunta regionale presieduta da Piero Marrazzo - dichiara Mirco Luzi, sindaco di Castiglione in Teverina - per aver finanziato il progetto di recupero e restauro, dando così la possibilità non solo di riaprire al culto la chiesa di San Rocco alla nostra comunità, ma anche per aver offerto l'opportunità di valorizzare il patrimonio artistico e culturale del nostro territorio. Ritengo che il convegno sarà sicuramente un'occasione importante per raggiungere una definizione dell'autore dell'affresco quattrocentesco che, se confermate le attribuzioni a Piermatteo D'Amelia non fa che riempirci di soddisfazione vista la statura artistica dell'autore"
Corriere di Viterbo Venerdì 30 Aprile 2010

giovedì, aprile 29, 2010

ProgettArte3D Incontri d'arte: in mostra fino al 3 maggio

L'arte ha bisogno di adattarsi al presente e alle sue forme, legarsi ai luoghi in cui può svilupparsi. Seguendo questo progetto è nata a Viterbo l'associazione culturale "ProgettArte3D" per creare opportunità per giovani artisti di esprimere la loro arte in uno spazio espositivo e d'incontro nel cuore medievale della città. "Contaminarsi" è il titolo della mostra che inaugura il percorso culturale della nuova associazione. Si terrà dal 1° al 3 maggio 2010, in occasione del tradizionale appuntamento con la manifestazione "San Pellegrino in fiore". La mostra, curata insieme all'Accademia di Costume e di Moda di Roma e allo studio di architettura D'Arc Studio e prodotta da ProgettArte3D, si snoda su due spazi espositivi: in piazza S. Pellegrino 1, dove si espone il design di Chiara Quatrale mescolato ad oggetti di design del D'Arc Studio di Roma mentre, nella vicina piazza Scacciaricci, l'artista Luigi Mulas Debois presenta il video delle sue creazioni, i costumi dell'Accademia e una sua installazione che coniuga la creatività dell'artista con la città di Viterbo lasciandosi contaminare dalle foto della città e della macchina di Santa Rosa. Le due esposizioni saranno collegate tra loro dalla performance di danza contemporanea della coreografa Anna Lea Antolini. Lo scopo della mostra "Contaminarsi", vuole proprio essere quello di sottolineare la capacità dell'arte contemporanea di sovrapporsi ed esaltarsi attraverso le sue differenti forme. L'associazione ProgettArte3D inizia così un percorso culturale pensato ideato e sviluppato da tre donne che, per interesse verso l'arte visuale, la fotografia, la danza, il teatro e il design e per l'amore verso la città di Viterbo, vogliono promuovere nel territorio l'arte contemporanea in tutte le sue forme attraverso incontri, mostre, installazioni e spettacoli, momenti creativi di alto livello artistico e culturale trasversali a tutte le arti, alla letteratura e alla poesia con incursioni anche verso la scienza. In altre parole un circolo culturale per far avvicinare e amare la cultura e l'arte contemporanea declinata in tutte le sue sfumature. Per dare l'opportunità ad artisti emergenti di trovare uno spazio espositivo ed espressivo e la possibilità alle scuole internazionali e nazionali di organizzare, nella meravigliosa città di Viterbo, stage finalizzati ad obiettivi di volta in volta definiti, durante i quali gli artisti selezionati potranno confrontarsi attraverso un interscambio di esperienze e regalare alla città un arricchimento culturale. Come avviene ormai in molte città storiche in tutta Europa ed in alcune città italiane, anche Viterbo può e deve diventare un punto di riferimento per l'arte. La vocazione universitaria, la collocazione geografica, strategicamente vicina a Roma e ad un reticolo di città e di territori culturalmente vivaci, la predisposizione ad inserirsi nel sempre più fiorente circuito di turismo culturale che investe aree limitrofe come la Toscana e l'Umbria e che attira un numero crescente di visitatori, soprattutto dal Centro Europa, rendono Viterbo una sede ideale per iniziative artistico-culturali di respiro internazionale. La città di Viterbo, d'altronde, si è già da alcuni anni incamminata su questa strada attraverso festival e rassegne come il Tuscia Opera Festival, Quartieri dell'Arte e Caffeina. ProgettArte3D intende fare un ulteriore passo in avanti verso un dialogo interculturale tra giovani talenti emergenti e il territorio della Tuscia. Un altro obiettivo che si propone l'associazione è quello di far incontrare la creatività, le capacità artigianali e la tecnologia più avanzata per la realizzazione di prodotti originali, nella consapevolezza che lo stimolo e le occasioni di incontro con l'arte e il design produrranno una ricaduta non solo culturale, ma anche sociale e d'incontro con il tessuto produttivo del territorio. Peraltro proprio a Viterbo esiste una secolare tradizione legata alla produzione artigianale alla quale si può collegare l'esperienza che la nuova associazione intende promuovere
Corriere di Viterbo Giovedì 29 Aprile 2010

mercoledì, aprile 28, 2010

Lo sposalizio dell'albero a Vetralla

La primavera, il bel tempo e la rinascita della natura sono gli elementi fondamentali dei riti di maggio che i centri della Tuscia si apprestano a celebrare a partire da San Pellegrino in fiore che richiama a Viterbo migliaia di persone e che rinvigorisce con fiori e colori l'antico quartiere di San Pellegrino. Quanto il ritorno in fiore della natura sia importante è dimostrato dal famoso sposalizio dell'albero che si celebra l'8 maggio a Vetralla nel bel mezzo dei boschi. Tra faggi e cerri, in un ambiente che conserva il suo fascino naturale, Vetralla, con il suo abitato che dal centro storico si dipana verso le borgate di La Cura e La Botte, rappresenta uno dei luoghi più affascinanti "alle porte di Roma". Il Papa Eugenio Iii, Bernardo Paganelli da Monte Magno, quasi otto secoli e mezzo fa, costretto a lasciare la sua sede perché impedito a raggiungere San Pietro, trasferì la sua sede prima a Farfa e poi a Viterbo e, raccontano gli Annales Ecclesiastici, da Vetralla indisse la seconda Crociata, predicata da San Bernardo di Chiaravalle e guidata dall'imperatore tedesco Corrado III e dal re di Francia Luigi VII. Fu solo un'illusione e la spedizione fallì clamorosamente. Ma nella storia di Vetralla l'evento segna un'importante tappa. Sorto come fortificazione lontano dalle vie Consolari, il Castrum Vetrallae, situato su quella che poi è diventata la via Francigena, passaggio obbligato di pellegrini e viandanti, attraverso i secoli si è sviluppato fino a diventare una tappa importante sul cammino verso Roma. Il feudo viene, quindi, concesso agli Orsini e dal 1345 ai Prefetti di Vico che, un secolo dopo, vengono cacciati ad opera del cardinale Vitelleschi. Dopo essere appartenuto agli Anguillara, torna sotto la giurisdizione della Chiesa. i Vetrallesi sembrano accettare di buon grado la protezione della Santa Sede anche se non mancano episodi di intolleranza. Uno di questi viene ricordato negli annali col nome di Vespri vetrallesi ed ha luogo nel 1493 ai tempi del cardinale governatore Giovanni Borgia, nipote di Papa Alessandro VI. Il 4 aprile 1783 Vetralla ottiene da Pio VI il titolo di "città" e durante la dominazione francese diviene capoluogo del Cantone dei Cimini. i secoli, però, non hanno influito sull'ambiente e non hanno intaccato il tradizionale rapporto tra uomo e natura, soprattutto con quel bosco dove ogni anno, l'8 maggio, festa di San Michele Arcangelo, al Monte Fogliano, la cittadina celebra lo "Sposalizio dell'albero". é un rito singolare che dopo una cerimonia religiosa, prevede la rogazione di un atto che sancisce il diritto della popolazione di possedere il bosco e l'eremo di Monte Fogliano. Dal '96 Vetralla è gemellata con Venezia, dove si celebra lo Sposalizio del Mare. Vetralla è accogliente per le immancabili escursioni in mezzo a querce, cerri e altri alberi del sottobosco, si possono visitare le belle chiese, tra cui il Duomo e quella di San Pietro. In quest'ultima, risalente al XIV secolo, è conservata la pala della Madonna del Riscatto o della Misericordia che ogni 25 anni viene solennemente portata in processione per le vie della cittadina.
Nel bosco di Monte Fogliano si trovano tra i 600 e 850 metri sul livello del mare il castagno che, mescolato al cerro, forma una vasta cintura di verde rivestendo terreni di natura vulcanica. Lungo il percorso si ha la possibilità di osservare cospicue rocce vulcaniche, celebri per la loro particolare formazione. La cima del monte è rivestita da faggio e cerro, mentre la cerreta pura dalla pianura tende verso la cima. Consociati a queste specie si rinvengono inoltre carpini, ornelli, aceri e, sporadici fra sottobosco di spino, nespoli, erica e felci. Monte Fogliano si configura come un'intatta e preziosa oasi ecologica, isola di verde e d'aria salubre; per queste sue caratteristiche è sempre più amato e ricercato da quanti desiderano fuggire dal caos cittadino. Dalla sommità si gode di una vista stupenda sul lago di Vico. Il rito dello "Sposalizio dell'albero" offre l'opportunità di una visita
Corriere di Viterbo Mercoledì 28 Aprile 2010

Festa del Baccanale 2010 a Campagnano

C'è aria di primavera, c'è aria di Festa del Baccanale a Campagnano: la 52° edizione di questo appuntamento tanto atteso è fissata per domenica 2 maggio 2010.
La grande Scarciofata alla Campagnanese - con il Carciofo Campagnano protagonista su brace di sarmenti di vite sarà il cuore della manifestazione, arricchita quest'anno da tante attività ludico-gastronomiche e di carattere culturale, sportivo e di intrattenimento, dal 30 aprile al 2 maggio.
Segnaliamo a cena in cantina, con le Contrade nel centro storico del paese (1 maggio) e l'antico Palio delle Contrade, tradizionale disfida a dorso d'asino e corteo storico animato da seicento figuranti (2 maggio).

Dal 30 aprile al 2 maggio apre "Sentieri e Sapori 2010", Mostra mercato dell'agroalimentare del Lazio, nuove tendenze del gusto, riscoperta dei sentieri naturali della qualità, vetrina per i protagonisti del tipico Dop e IGP.
Un fine settimana di divertimento e partecipazione, un appuntamento turistico e folkloristico autentico, che sa di campagna e libertà, cultura e buona tavola, sapori perduti, aspetta tutti coloro che amano godere di queste occasioni nella cornice naturale del Parco di Veio tutto un altro mondo a due passi da Roma!

www.prolococampagnano.it info 377..1072040
ufficio stampa e promozione ProLoco
Mercoledì 28 Aprile 2010

martedì, aprile 27, 2010

Prodotti tipici, antichi mestieri e artigianato a Tuscania

Il Comune di Tuscania con l'Assessorato alla Cultura, ripropone una manifetazione di 3 giornate, ( venerdì 7, sabato 8 e domenica 9 maggio) dedicate all'artigianato, manufatti, antichi mestieri e prodotto tipico della Tuscia coadiuvati dall' Arsial, l' ente regionale per la promozione e tutela dei dop e doc del Lazio, con il presupposto di rideterminare una occasione da ripristinare. Una mostra mercato è stata fortemente voluta dalla assessore alla Cultura Giovanna Perugini con un taglio artigianale-culturale al recupero del "filo della memoria" legata alle forme d'arte popolare. Nella giornata di sabato 8 maggio contestualmente allo snodarsi degli espositori di articianato e manufatti...tra i vicoli del bellissimo centro storico, si articoleranno tre eventulturali ideati e organizzati con la Associazione Culturale " Il Crogiuolo ": Il primo dalla tarda mattinata alle 11 presso l'antico lavatoio e la fontana Settecannelle, è con 4 maestri di arte contemporanea: Guido Borghi, Silvio Pasqualini, Luisa Brunetti, Mario Giancola, che comporrannonno una istallazione interdisciplinare interagendo tra espressioni artistiche con gli intervendi della attrice Sarina Aletta. Il secondo nella Piazza del Duomo, alle ore 17 l' appuntamento è con Giancarlo Ghiddon Zagni che parlando di
"Sentimenti e idee nell'artigianato"
presenterà il suo ultimo manoscritto, "Viaggio con il Diavolo"

Il Palazzo dei Papi di Viterbo

Il Palazzo dei Papi è un complesso imponente caratterizzato da massicci contrafforti che lo identificano più come una fortezza che non come una residenza. Vi si accede da un'ampia scala, sormontata da due colonne e terminante in un vasto ripiano, con parapetti ad avancorpo, sostenuto da un arco. Nella sobria facciata, coronata da merli guelfi, si aprono sei finestre a feritoia e sei finestre a bifore trilobate che danno luce alla Sala del Conclave, di gran lunga la più famosa di tutto il monumento. I due archetti trilobati di ciascuna finestra poggiano sulla colonnina di mezzo e sulle due mezze colonnine dei lati, adorne di capitelli a caulicoli, con le basi unghiate ai quattro angoli. Sulla facciata si distinguono gli stemmi dei Gatti. La Loggia fu fatta costruire, infatti, da Andrea di Beraldo Gatti nipote di Raniero e a lui succeduto nella carica di Capitano del Popolo nel 1267. Fu aggiunta probabilmente per sopperire alla mancanza di un verone da cui il pontefice potesse affacciarsi per benedire le folle e colpisce una certa differenza di stile con il palazzo, sebbene la cornice che collega i due prospetti crei una sintesi architettonica di non comune genialità. In stile gotico, ha sette arcate con un doppio ordine di otto colonnine sostenenti archi a tutto sesto che formano archi a sesto acuto: suggestiva fusione della forma ogivale con la romanica. Il colonnato è sormontato da una trabeazione a metope in cui sono raffigurati, in origine animati da una vivace policromia, il leone di Viterbo con la lancia trifida simulante la palma di Ferento, lo stemma della famiglia Gatti (scudi con quattro barre orizzontali), l'aquila ad ali spiegate simbolo dell'Impero e le doppie infule insieme alle chiavi papali. Un identico disegno era sull'altro lato raccordato al primo da un tetto: l'eccessivo peso della trabeazione, sovrapposta all'esile teoria delle colonnine, aumentato dalla spinta dei due spioventi della copertura gravò talmente su queste che già poco dopo il 1325 crollò il prospetto a valle ed il tetto. L'altro prospetto fu salvato frapponendo agli archi una solida muratura rimasta fino agli inizi di questo secolo quando vennero effettuati lavori di restauro all'intero edificio, eliminando anche l'avancorpo che nella seconda metà del Cinquecento era stato costruito lungo l'intera facciata del palazzo. La loggia poggia su un grande arco con un sottostante pilastro ottagonale al cui interno è la tromba di una cisterna che conteneva l'acqua portata fino al Palazzo Papale dalla sorgente della Mazzetta. Parti di questo fons papalis, la tazza a scannellature ornata da teste di animali e il sostegno centrale, pare costituiscano la fontana che si trova al centro della loggia composta nell'insieme da varie parti di epoche diverse. Ebbero come dimora il Palazzo di Viterbo molti papi tra cui Giovanni XXI, eletto nel 1276 e morto nello stesso anno, il cui sepolcro è nella Cattedrale; Martino IV eletto nel 1280 lasciò la città scagliando su di essa l'interdetto. Condannata a diroccare una buona parte delle mura cittadine, Viterbo vide cadere nell'abbandono il superbo palazzo che divenne infine la dimora dei vescovi diocesani.

La Chiesa di San Francesco a Viterbo

L'attuale Chiesa di San Francesco, frutto della ricostruzione del dopoguerra, è il risultato di una fase costruttiva francescana iniziata nel 1236 e di una successiva di ampliamento in pure forme gotiche realizzata quando Viterbo era sede della corte pontificia. La facciata è caratterizzata da un'apertura ad arco in stile romanico con colonnine tortili, tre monofore ed un semplice oculo. Sull'angolo destro è collocato un pulpito eretto nel 1429, mentre dietro si scorge il campanile a vela con due fornici. La grandiosa navata unica è chiusa da un'abside quadrata, nella quale si apre una grande quadrifora gotica con rosoni. Le capriate del tetto, rimesse in luce dai restauri che hanno eliminato le volte barocche, sono sostenute da archi a sesto acuto; l'abside ed il transetto sono coperti da volte ogivali profilate da costoloni che ricadono su pilastri compositi, decorati con motivi floreali di schietto stile gotico. Nel transetto destro si conservano i resti del monumento funebre di Pietro di Vico, realizzato da Pietro di Oderisio nel 1269, raffinata creazione in stile gotico impreziosita da stemmi e mosaici. Un arco a sesto acuto, strombato e ornato da colonnine tortili immette nella cappella del Ss. Sacramento, eretta dai Gatti, potente famiglia di origine brettone protagonista della vita civile e politica di Viterbo. A fianco emerge in tutto il suo splendore il Mausoleo di Adriano V attribuito ad Arnolfo di Cambio, monumento gotico-cosmatesco, autentico gioiello d'arte medievale; la statua coricata, vestita con abiti pontificali, è posta su un duplice basamento intarsiato con splendidi marmi policromi. In simmetria, nel transetto sinistro, è il Mausoleo di Clemente IV di Pietro Oderisio (1270), un tabernacolo in stile gotico con la statua distesa su un sarcofago romano con bassorilievo collocato su un basamento marmoreo decorato con intarsi di suggestiva policromia. Sempre nel transetto sinistro è il portale d'accesso alla cappella Botonti (sec. XVI), per la quale era stata dipinta, tra il 1515 e il 1516, la celebre "Pietà" di Sebastiano Del Piombo, attualmente conservata al Museo Civico.

domenica, aprile 25, 2010

Giardini e Dintorni 2010

Oltre al patrocinio del Comune, la manifestazione "Giardini e Dintorni", partita qualche giorno fa, ha ottenuto anche l'alto patrocinio del Ministero del Turismo. Un bel riconoscimento, per una manifestazione dal programma ricco di iniziative, conferenze, visite museali e a giardini privati che, in questa edizione 2010, dimostra di aver guadagnato un prestigiosa posizione tra le proposte tese a valorizzare il territorio e a potenziare il movimento turistico a Viterbo e provincia. Ne è soddisfatto il consigliere comunale delegato al turismo Andrea Marcosano, che ha lavorato all'ottenimento del patrocinio ministeriale:
"Sono molto soddisfatto di questa iniziativa de L'Officina delle Idee : è con questo tipo di manifestazioni che si può attuare la diffusione e diversificazione dell'offerta culturale nel territorio della Tuscia;in particolare, si riesce a promuovere il patrimonio verde della nostra Provincia, evidenziando la speciale commistione tra l'arte e la cultura, all'insegna della qualità."
"Se l'obiettivo dell'iniziativa Giardini e Dintorni, "
continua Marcosano,
"era quello di utilizzare un'ampia gamma di offerte culturali nel territorio della Tuscia, avvalendosi di nomi prestigiosi a livello nazionale come l'architetto Paolo Pejrone e l'Architetto Sofia Varoli Piazza e privilegiando le espressioni migliori del territorio, direi che l'associazione culturale ha centrato in pieno l'obiettivo, realizzando un programma che va sempre più verso un'idea di accoglienza turistica di alto livello. Ma c'è di più: Giardini e Dintorni si svolge in un periodo in cui, a parte la kermesse di San Pellegrino in Fiore, non si svolgono manifestazioni di ampio respiro. La sua presenza va quindi a colmare un vuoto e ci permette di continuare a lavorare concretamente, con l'obiettivo di garantire al territorio viterbese movimento turistico e indotto economico durante tutto l'anno."
Insomma, il turismo spinge il piede sull'acceleratore e cerca di dare un nuovo impulso al settore. La Tuscia, infatti, aspetta nuovi slanci e una politica che tenga conto delle enormi ppotenzialità di un territorio troppo spesso "dimenticato"
Corriere di Viterbo Domenica 25 Aprile 2010

sabato, aprile 24, 2010

Degrado al Bullicame

La pioggia non ha fermato l'onorevole Ugo Sposetti e i consiglieri comunali del Partito democratico: Linda Natalini, Francesco Serra e Fabrizio Fersini, che nel pomeriggio di ieri hanno denunciato il degrado in cui versa la zona del Bullicame. Proprio intorno alla storica "pozza" viterbesi, Sposetti e gli altri consiglieri non hanno mancato di osservare come sia:
"Imbarazzante il degrado in cui versa il Bullicame."
Sporcizia, bagni chimici a cielo aperto e le vetrate della pozza ancora non sostituite dopo i danneggiamenti della scorsa estate.
"Quando il 7 giugno dello scorso anno consegnai agli assessori e ai consiglieri la documentazione fotografica del degrado, confidavo che il Comune in qualche modo sarebbe intervenuto - ha detto Sposetti -. Invece niente, in dieci mesi la situazione è vistosamente peggiorata."
Oltre ad un intervento di recupero per l'onorevole del Pd l'area deve essere riqualificata con nuovi progetti.
"Basterebbero poche decine di migliaia di euro per sistemarlo - ha aggiunto Sposetti -, realizzarci un percorso salute, facendo del Bullicame e del vicino Orto botanico un unico parco. Se ne potrebbe fare un anche percorso didattico aperto alle scuole. Diventerebbe così un sicuro richiamo per i turisti che ora, alla ricerca dei luoghi decantati da Dante, si trovano di fronte immagini imbarazzanti: dalle condizioni barbare in cui è ridotta la strada sterrata, piena di buche e solchi, all'incuria generale che regna all'interno dell'area. Il trattamento che viene riservato al Bullicame da questa amministrazione dimostra lo scarso interesse che hanno per la comunità, che viene vilipesa."
Ovviamente non è mancata la polemica sull'avanzamento del progetto di riapertura delle vecchie terme Inps.
"Delle 5 strutture analoghe presenti in Italia - ha concluso Sposetti - solo quella di Viterbo non è stata recuperata. E anche questa è una vera vergogna."
il consigliere Serra ha spiegato che l'accordo con la Regione e il Comune, per l'istituzione di una nuova società di gestione è concluso, mancherebbero soltanto le nomine del Cda
(GAn)
Corriere di Viterbo Sabato 24 Aprile 2010

Feel Pop La mostra di Steve alla Galleria Miralli

"Feel Pop" è il titolo della mostra curata dal giovane critico d'arte viterbese, Anton Giulio Niccoli, alla Galleria Miralli da oggi (inaugurazione alle 18 a Palazzo Chigi, via Chigi 15) fino al 6 maggio. Protagonsita dell'esposizione (acrilici su tela e fotografie) è l'artista contemporaneo Steve (Stefano Passacantilli). Disquisire unicamente di fumetti nei riguardi dell'arte di Steve risulterebbe piuttosto semplicistico.
L'artista infatti rappresenta al meglio quella frangia "neoconservatrice" che tanto successo ha ottenuto su scala globale. Il suo nomadismo intellettuale lo sprona a viaggiare nella storia come in una banca dati, con quel rinnovato attraversamento reale e virtuale di frontiere non in termini nostalgici, all'opposto con euforica sovranità interpretativa. Il propizio osservare di Steve cristallizza un vero ready made fatto a mano, trasmettendo con l'immagine impressioni d'una realtà suscettibile di futuri cambiamenti radicali. L'esistenza risulta positivamente mediata grazie alla sublimazione d'una forma stampata.
Questa è la linea eterea dell'artista: copiare figure adattandole ai suoi parametri pittorici, ricomporle nell'attrattiva dell'unità e sacralità espressiva, in nome di uno scopo distintivo. Steve attua riletture postmoderne e pacifiche dell'arte pop, riscoprendo quell'individualità artistica nella supposta anonimità della cultura di massa e l'esigenza di memoria storica in opposizione alla presunta amnesia della cultura modernista
Corriere di Viterbo Sabato 24 Aprile 2010

Concerto antico e moderno del gruppo Ars Nova

Domenica 25 aprile alle 17,30 presso la chiesa di Sant'Andrea a Viterbo avrà luogo il concerto antico e moderno del gruppo vocale Ars Nova. L'ensemble, diretto dal maestro Stefano Silvi e affiancato da un gruppo di musicisti, alternerà l'esecuzione di brani del XX secolo e di musiche dal rinascimento al '700. Particolarmente interessante l'esecuzione del Magnificat per coro, strumenti e basso continuo di Isabella Leonarda, compositrice novarese del '600, ma sono in programma anche musiche di Franz Joseph Haydn, Claudio Monteverdi e Orlando di Lasso tra gli antichi, oltre a brani di vari musicisti moderni e contemporanei. Isabella Leonarda, di nobile famiglia, suora delle Orsoline, Si presume che sia stata allieva del rinomato compositore Gaspare Casati, maestro di cappella del duomo di Novara dal 1635 al 1641. Da quando le sue opere vennero stampate con ragguardevole frequenza, si può individuare con sicurezza per molti anni la sua posizione nella gerarchia della comunità.Isabella morì il 25 febbraio 1704 all'età di 84 anni, lasciando quasi 200 composizioni varie, ma esclusivamente di musica religiosa.Il gruppo vocale Ars Nova è attivo dal 1989 e ha collaborato con l'università di Viterbo come coro di ateneo fino al 2007; nel febbraio 2008 il gruppo è entrato a far parte del centro sperimentale musicale per l'infanzia di Viterbo. Pur avendo in repertorio musiche di ogni epoca, rivolge particolare attenzione alla produzione contemporanea
Corriere di Viterbo Venerdì 23 Aprile 2010

venerdì, aprile 23, 2010

Sagra dell'asparago di Canino 2010

Inizia oggi pomeriggio la sagra dell'asparago di Canino: le "porte" del paese maremmano si apriranno infatti alle ore 17 in punto. Dal pomeriggio fino a tarda sera musica folk, commerciale e blues, per chiudere con un concerto dedicato al genere country. La Pro Loco riscalda poi già i motori per domani, quando si entrerà nel vivo della 9° sagra dedicata al "mangiatutto" viterbese, così è chiamato infatti l'asparago, che sarà il condimento di tutti i piatti, dal primo al secondo al contorno. Paja e fieno con asparagi è il più gettonato, preparato con tagliolini gialli e verdi fatti in casa e conditi con asparagi, salsiccia, guanciale, cipolla, panna, funghi, peperoncino e olio extra vergine d'oliva delle piante di Canino. Domani è prevista inoltre la gara del salto della frittata. Per chi di fantasia non manca, ci sarà poi una competizione dedicata all'asparago più grande, più buffo e più pesante, ottenuto attraverso le differenti modalità di coltivazione che saranno poi gli stessi agricoltori a spiegare.
"Quest'anno abbiamo deciso di creare due offerte enogastronomiche, una per il sabato e una per la domenica, due passeggiate naturalarcheologiche, e un solo corteo che verrà effettuato l'ultimo giorno dell'evento"
, racconta Angelo Bachini, presidente della Pro Loco caninese.
"Vogliamo fidelizzare i nostri turisti creando un'offerta più ricca e varia. Abbiamo già in cantiere il prossimo evento, sarà dedicato all'estate caninese, ma per ora non voglio sbilanciarmi. A settembre faremo la terza edizione del Memorial "Andrea Paoloni", festa dei diversamente abili e a fine settembre, come lo scorso anno, la seconda edizione di Canino Vulci Film Festival. Ci diamo da fare - conclude infine Angelo Bachini -, ma per ora aspettiamo tutti a pancia vuota perche ci sarà da mangiare una frittata di oltre 100 kili con 1500 uova!"
Corriere di Viterbo Venerdì 23 Aprile 2010

A Vetralla le necropoli del degrado

La pubblicità è l'anima del commercio, ma poi quando si scopre che non è assolutamente oro quello che luccica sale l'indignazione dei cittadini. Per le amministrazioni comunali della Tuscia il patrimonio storico, soprattutto quello di epoca Etrusca, è un biglietto da visita che fa invidia a molti comuni italiani e puntare le strategie turistiche proprio sulle necropoli e gli antichi insediamenti diventa naturale. Una naturalezza che però deve essere adeguatamente conservata, ma a quanto pare per l'amministrazione di Vetralla fare "turismo storico" significa soltanto mettere delle "datate" foto d'archivio sul proprio sito internet, qualche indicazione per raggiungere i siti, e poi tutto viene lasciato nel totale abbandono. Rifiuti, erbacce, sporcizia, incuria, sono l'indegna cornice dei tre maggiori insediamenti etruschi della zona: Grotta Porcina, Norchia e Cerracchio. a battersi perchè queste necropoli vengano riportate ad un adeguato stato di conservazione sono: il responsabile provinciale di Forza Nuova nonchè candidato a consigliere provinciale delle ultime elezioni, Alfio Vecchio e i responsabili della sezione di Vetralla, Elisabetta Carlini e Ferdinando Tassoni. A descrivere nel migliore dei modi la situazione di abbandono e degrado delle tre necropoli vetrallesi sono le foto dei luoghi lasciati all'incuria del tempo e dell'inciviltà. Quelle che il Comune di Vetralla descrive come luoghi da visitare nel suo itinerario archeologico, proponendole a turisti e scolaresche, in realtà le antiche tombe sono ormai sopraffatte dalla vegetazione e non solo. All'interno delle tombe c'è anche chi non si fa scrupoli a lasciare bottiglie e sacchetti di plastica. Nelle vicinanze dei luoghi storici anche pneumatici abbandonati e la carcassa di una televisione. Forse anche quella fa parte del metodo di promozione dell'itinerario archeologico? Sarebbe la domanda da rivolgere al sindaco Marconi che in realtà in questo momento è più concentrato sulla stabilità della sua amministrazione che su quella delle antiche tombe etruscche che, infatti, in alcuni casi sono anche in evidente stato di danneggiamento dovuto dalle infiltrazioni d'acqua. Alcuni massi si sono spostati e altri sono caduti a terra. Forse è il caso che qualcuno intervenga e risolva una situazione decisamente incivile.

giovedì, aprile 22, 2010

Un sarcofago etrusco riscoperto nella scuola: era del magistrato Laris Tetratus di Norchia

Un sarcofago etrusco riscoperto all'interno della scuola primaria di Vetralla.
"Nei giorni scorsi - spiega il Dirigente Scolastico Roberto Santoni - il professor Alessandro Morandi, docente di Etruscologia all'Università La Sapienza di Roma, ci ha fatto visita, presso la scuola primaria di Vetralla, accompagnato da Luciano Santella, già sindaco di Blera ed esperto conoscitore della storia locale. Il professor Morandi si è interessato allo studio ed alla catalogazione del sarcofago conservato, dopo decenni di incuria ed abbandono, presso la nostra scuola. Il sarcofago proviene dagli scavi di Norchia ed appartiene, probabilmente, alla famiglia di Laris Tetatrus: un magistrato o pubblico sacerdote, quindi, della città di Norchia, defunto prima del 90 a.C. Gli scavi - prosegue Santoni - furono condotti fra il 6 e il 31 marzo 1911 dagli archeologi viterbesi Balestra e Cassani, nei terreni della famiglia Luzi, di Cura di Vetralla che donò il sarcofago al Museo Comunale di Vetralla. Alla base del coperchio era presente un'iscrizione etrusca andata completamente perduta."
Norchia, oggi meta di scampagnate primaverili, fu una città ad economia principalmente agricola posta sul tracciato della via Clodia e gravitava nell'orbita della vicina Tarquinia. L'insediamento urbano raggiunse il suo apice tra il IV ed il II secolo a.C. e sorgeva su uno stretto pianoro posto alla confluenza dei torrenti Pile e Acqualta nel Biedano, dove oggi sono visibili i suggestivi resti della medievale Pieve di San Pietro e del Castello che fu dei Di Vico. La fama di Norchia è strettamente legata alle spettacolari necropoli rupestri che la circondano e che mostrano l'esibizione di una ricchezza, legata al ceto sociale dell'aristocrazia agraria, che voleva distinguersi pubblicamente. Qualche anno fa il sito era gestito magnificamente: i sentieri erano sgombri e le piante domate; negli ultimi tempi, però, Norchia sembra essere caduta nell'incuria più totale. Si spera che la situazione non sia permanente, anche perché le piante se non potate rischiano, a lungo andare, di danneggiare i preziosi monumenti del sito archeologico

Soriano 500 & Old Motors

Si svolgerà domenica 16 maggio a Soriano nel Cimino il primo raduno: "Soriano 500 & Old Motors". Una giornata speciale completamente dedicata a tutti gli amanti della mitica Fiat 500 e a coloro che possiedono delle autovetture con più di 30 anni di immatricolazione. Una passeggiata non competitiva tra i colori e sapori del territorio Cimino. Si partirà dalla piazza principale di Soriano, Vittorio emanuele Ii, dove a tutti i partecipanti verranno consegnati i buoni per il pranzo, il numero adesivo da attaccare all'autovettura, uno zaino contenente alcuni gadget e una cartina con il percorso. Il giro turistico parte dal paese di Soriano per arrivare sulle suggestive rive del lago di Vico dove sarà possibile sostare per un aperitivo offerto dal complesso alberghiero "La Bella Venerte". Dopo si ritornerà a Soriano e tutti i partecipanti, dopo una sosta al parco delle "Paperelle", pranzeranno insieme presso il ristorante "La Taverna dei Frati". Durante il pranzo si svolgerà una piccola lotteria con ricchi premi e musica. Una giornata inconsueta per ricordare l'auto nata nel lontano luglio del 1957, una nuova "mini" vettura che secondo gli intenti della Fiat, avrebbe dovuto soddisfare i desideri e le necessità di tutti quegli italiani che ancora non si erano potuti comperare un'auto. a questa nuova nata viene dato il nome di "Nuova 500" ed il compito di colmare il settore lasciato vuoto dalla 500c "Topolino". Questa nuova vettura aveva un costo decisamente basso, di sole 490.000 lire, ma l'eccessiva spartanità la rende non particolarmente gradita al pubblico e ciò si ripercuote subito sulle vendite, per cui la Fiat è costretta a correre subito ai ripari presentando al salone dell'automobile di Torino, a novembre del 57, la nuova versione della 500 definita "Lusso" o "Normale". e da questo momento partono i 50 anni di intramontabile successo dell'auto. Insomma, una grande kermesse sotto il segno delle mitiche 500 che hanno fatto sognare tante generazioni di italiani e che mantengono inalterato il loro sempreverde fascino
L.B.
Corriere di Viterbo Giovedì 22 Aprile 2010

domenica, aprile 18, 2010

Agriturock - Special Edition 24 e il 25 aprile a Tarquinia

"Agriturock - Special Edition"! Il 24 e il 25 aprile prossimi, in occasione della Festa della Merca, torna la maratona del rock. Due eventi di eccezione organizzati sinergicamente dal Comune e dall'Università Agraria di Tarquinia. Così alla tradizione e alle tipiche performance dei butteri, che connotano la Festa della Merca al centro aziendale della Roccaccia, appannaggio dell'Università Agraria, per il secondo anno la natura si sposerà con la musica. Laboratori musicali e concerti, questi ultimi saranno ubicati quest'anno nel centro storico, a Piazza Matteotti.
"La musica sarà protagonista e sarà musica di qualità, grandi artisti nella veste di docenti sveleranno tecniche e segreti delle sette note e con le band che faranno esplodere l'energia del rock. - dichiara l'assessore comunale Giancarlo Capitani -. Ringrazio tutti coloro che in queste settimane si sono spesi per organizzare l'evento che assume, grazie alle iniziative messe in campo, dei connotati culturali e di valorizzazione della cittadina. Insomma, il rock diventa stimolo educativo per i tanti giovani che confluiranno in città per l'occasione."
Previste 35 band emergenti, oltre ottanta gli iscritti alle "master class" di batteria, chitarra, basso e voce tenute da Derek Wilson, Stefano Micarelli, Marco Caudai ed Elsa Baldini nei boschi del centro aziendale la Roccaccia; e nuova "location" per i concerti serali, appunto, piazza Giacomo Matteotti. Il programma della manifestazione è stato presentato ieri dal presidente dell'Università Agraria, Alessandro Antonelli, dal sindaco Mauro Mazzola e dall'assessore alle politiche giovanili, Giancarlo Capitani. "Il connubio "Agriturock" e "Festa della Merca
" è la dimostrazione del lavoro di squadra che in questi anni l'Agraria e il Comune hanno portato avanti. - ha affermato il presidente Alessandro Antonelli - Il 24 e il 25 aprile sarà dunque un fine settimana tutto da vivere, tra gli scenari del centro aziendale la Roccaccia e il centro storico della città. Fondamentale questo connubio, questo dialogo con la città a cui collaborerà anche il "Made in Tarquinia". Per favorire il collegamento Roccaccia - Tarquinia città è stato predisposto anche un bus navetta."
"La scelta di accostare "Agriturock" alla "Festa della Merca" - dice il sindaco Mazzola - è stata presa per dare ulteriore slancio alle due manifestazioni, avvicinando i mondi della musica e della natura, e per rafforzare la collaborazione tra il Comune e l'Università Agraria." La due giorni proporrà un calendario denso di appuntamenti. Il giorno 24, dalle ore 10 alle ore 12 e dalle ore 14 alle ore 16, si svolgeranno le lezioni di batteria, chitarra, basso e voce; la sera, a partire dalle ore 19, si accenderanno i riflettori in piazza Giacomo Matteotti per i due grandi concerti che saranno presentati da Mario Riso, batterista e "anchorman" dell'emittente RockTV. Insomma, è in arrivo un evento da non perdersi
Anna Maria Vinci
Corriere di Viterbo Domenica 18 Aprile 2010

sabato, aprile 17, 2010

Il Palazzo dei Priori di Viterbo

Iniziato alla metà del XIII secolo, il Palazzo dei Priori subì molte trasformazioni e fu completato nell'aspetto attuale verso la metà del XVI secolo. L'esterno è caratterizzato da un portico a nove archi e un'imponente facciata rinascimentale con due ordini di finestre: a croce guelfa al primo piano, ad arco al secondo mentre al centro campeggia lo stemma del papa Sisto IV Della Rovere (1481). Dall'ingresso al centro del porticato si accede al giardino interno delimitato verso la valle di Faul da una balaustra in peperino e ornato da un'elegante fontana (1626), scolpita su disegno del viterbese Filippo Caparozzi. Il portico interno è databile al 1541 mentre il sovrastante loggiato è del 1632. Uno scalone interno conduce al piano nobile. Qui, la Sala Regia (o Erculea), grande sala di rappresentanza, venne affrescata sul finire del 1500 dal bolognese Baldassarre Croce. Nel bellissimo soffitto il viterbese Tarquinio Ligustri dipinse castelli e terre assoggettati a Viterbo. I riquadri che ornano le pareti raffigurano le origini mitiche e fantastiche della città e avvenimenti storici locali; due grandi pannelli topografici raffigurano le terre della Tuscia romana donate dalla contessa Matilde di Toscana alla Chiesa e le terre dell'attuale Tuscia viterbese con i nomi dei paesi e delle città dell'epoca. La Sala del Consiglio esibisce pareti, dipinte nel 1558 da Teodoro Siciliano, che raffigurano personaggi mitologici e storici fantasticamente collegati alle origini di Viterbo. Il soffitto a cassettoni è quello originale del XV secolo. Di epoca più recente gli stemmi dipinti in onore di alcuni pontefici le cui famiglie godevano della cittadinanza viterbese. La Sala dei Paesaggi (Sala delle Bandiere) ha alle pareti dipinti che raffigutano paesaggi della Tuscia, attribuiti a Giuseppe Torriani (1789). Nella Cappella Palatina, iniziata nel 1599 e dipinta dopo il 1610, gli affreschi dedicati a storie della Vergine sono di Filippo Cavarozzi e del romano Marzio Ganassino; gli stucchi e l'altare sono opera dell'artista romano Giovanni Antonio Spinzio. Nella parete d'ingresso sono dipinti santi e beati viterbesi tra cui San Lorenzo, protettore della città. La pala d'altare con la "Visitazione" è opera di Bartolomeo Cavarozzi (1622). La Sala dell'Aurora prende il nome dal dipinto sul soffitto rifatto nel dopoguerra. La Sala Rossa presenta mobili di notevole pregio e due quadri che rappresentano il "Sacrificio di Polissena" di Domenico Corvi (fine XVIII sec.) e lo "Sposalizio della Vergine" (copia) di Pietro Vanni ( sec. Xix). Nella Sala della Madonna gli affreschi sono dedicati alla Vergine, con particolare riferimento ai miracoli della Madonna della Quercia, venerata dai Viterbesi nel santuario omonimo. Il corridoio di collegamento tra il Palazzo dei Priori ed il Palazzo del Podestà costituisce la Pinacoteca, in cui sono conservate opere dell'artista viterbese Rolando di Gaetani che riproducono la necropoli di Castel d'Asso, la storia leggendaria di Viterbo (Ercole che lotta contro il leone Nemeo) e l'emblema con la scritta Favl, le iniziali dei 4 villaggi etruschi (Fanum, Arbanum, Vetulonia e Longula) che la leggenda vuole uniti da re Desiderio nella cinta muraria dell'antica Castrum Viterbii.

venerdì, aprile 16, 2010

Leonardo Corradi a Osteria del Jazz

Leonardo Corradi, giovanissimo talento emergente del jazz italiano, con Rosario Giuliani come special guest chiuderanno la rassegna Osteria del Jazz. L'appuntamento è per domani presso il ristorante Osteria San Pellegrino di Viterbo alle 20.30 dove si terrà l'ultimo degli appuntamenti della rassegna Osteria del Jazz, che da gennaio ha portato nella città dei Papi il meglio del jazz italiano. Infatti da gennaio si sono alternati a cadenza mensile artisti come Flavio Boltro, Aldo Bassi, Antonio Imparato e Rosario Giuliani. La rassegna organizzata dal Tuscia in Jazz, reduce dal successo della manifestazione Ronciglione Jazz Spring Festival che si è tenuta durante il periodo di Pasqua nella città lacustre, in collaborazione con i proprietari dell'Osteria San Pellegrino in questi ultimi mesi ha deliziato i palati musicali viterbesi con il meglio del jazz italiano. L'appuntamento di domani che chiude la rassegna vedrà appunto come protagonista uno dei musicisti più rappresentativi del panorama italiano: Rosario Giuliani. I toni entusiastici e trionfali usati dalla stampa per definire le caratteristiche di Giuliani derivano proprio dalle peculiarità del suono che sa produrre: con disinvoltura riesce a trarre dai suoi sassofoni un fraseggio fluido, a tratti vorticoso, allacciandosi con naturalezza a grandi sassofonisti come Julian "Cannonball" Adderley, Art Pepper e John Coltrane. I paragoni vengono spontanei e numerosi; tuttavia il musicista, pur ispirandosi a dei modelli, colpisce proprio per la sua originalità quasi istintiva, che è facilmente identificabile non solo nell'approccio con gli strumenti, ma anche nella composizione delle partiture. Di rilievo anche il palmarès, che annovera autorevoli riconoscimenti. Nel 1996 risulta vincitore del premio intitolato a Massimo Urbani e l'anno seguente dello "Europe Jazz Contest", assegnatogli in Belgio come miglior solista e miglior gruppo; nel 2000 si aggiudica il "Top Jazz" nella categoria nuovi talenti, risultando primo nel referendum annuale indetto della rivista specializzata Musica Jazz. Tante e prestigiose anche le sue collaborazioni nell'ambito del jazz, dove ha avuto modo di affiancare musicisti di valore assoluto quali Charlie Haden, Phil Woods, Enrico Rava, Martial Solal, Jeff "Tain" Watts, Kenny Wheeler, Bob Mintzer, Richard Galliano solo per citarne alcuni. Dopo le tante incisioni con diverse etichette italiane e non solo, nel settembre del 2000 Rosario Giuliani ha firmato un importante contratto con la prestigiosa casa discografica francese Dreyfus Jazz, con la quale ha registrato cinque album di grandissimo successo. La carriera artistica di Rosario Giuliani vanta esperienze numerose, eterogenee ma sempre di elevato spessore. Con lui ci saranno il batterista Fabio Rotondo che vanta collaborazioni con artisti come: Flavio Boltro, Tony Monaco, Rick Margitza, Karl Potter e Abrahm Burton. E il giovanissimo hammondista Leonardo Corradi. Corradi, a soli 18 anni appena compiuti, rappresenta uno dei migliori nuovi talenti del panorama nazionale. Prodotto e distribuito dall'etichetta Tuscia in Jazz Live già vanta collaborazioni con artisti internazionali come Abrahm Burton, Rick Margitza, Flavio Boltro, Fabrizio Bosso, Aldo Bassi, Karl Potter e il suo maestro Tony Monaco che lo ha definito uno dei migliori hammondisti che abbia mai incontrato durante la sua lunga carriera. Nel settembre del 2009 Italo Leali direttore del Tuscia in Jazz e Mauro Dolci direttore artistico dell'etichetta del festival dopo averlo scoperto durante il Jimmy Woode Award decidono di fargli incidere il suo primo disco. Leonardo Corradi rappresenta una delle più belle scoperte del jazz italiano. Ha suonato nei festival: Tuscia in Jazz, Ischia Jazz, Narni Black Festival, La Spezia Jazz, Cattolica in Jazz, Ronciglione Jazz e ha date già confermate per l'estate nei maggiori festival italiani. Il suo management è curato da Italo Leali in persona che lo segue nel suo percorso formativo e professionale
Corriere di Viterbo Venerdì 16 Aprile 2010

Il Medioevo: profilo di un millennio

Oggi pomeriggio alle 16.30 presso la sala assemblee della Fondazione Carivit a Viterbo, verrà presentato il libro
"Il Medioevo: profilo di un millennio"
pubblicato da Carocci Editore e realizzato dal professor Alfio Cortonesi, preside della Facoltà di Conservazione dei Beni Culturali dell'Università degli studi della Tuscia. Alla presentazione del volume, oltre l'autore interverranno il professor Paolo Pirillo dell'università di Bologna e il professor Franco Franceschi dell'università degli studi di Siena.
"i mille anni del medioevo sono tra i più complessi e affascinanti periodi della storia umana. Il volume, pensato per la didattica universitaria e, più in generale per quanti hanno il gusto delle letture di storia, li ripercorre attraverso un itinerario lineare e aggiornato. Ne scaturisce un'immagine sempre aderente al dettato delle fonti e affrancata tanto dai luoghi comuni che dalle fuorvianti fantasie di certa comunicazione mediatica: un medioevo, dunque, pienamente recuperato alla storia degli uomini e delle donne."
La presentazione del volume si inserisce nel quadro delle attività istituzionali: "Incontri a Palazzo Brugiotti" programmate dalla Fondazione Carivit, con incontri volti a promuovere proposte di tipo convegnistico, editoriale, seminariale e formativo, al fine di incentivare attività di studio, ricerca e relative manifestazioni nei settori dell'arte, della cultura, dell'istruzione, della formazione e della ricerca scientifica
Corriere di Viterbo Venerdì 16 Aprile 2010

giovedì, aprile 15, 2010

La Cenerentola in scena al Teatro Unione

Tutto esaurito per oggi, domani, 19 e 20 Aprile alle ore 10.30. Unica data ancora aperta al pubblico e con disponibilità di posti la pomeridiana del 20 aprile alle ore 17. Verrà replicata infatti a grande richiesta una recita, per dare a tutti coloro che lo desiderano la possibilità di vedere questo simpatico e divertente spettacolo. Si tratta della "Cenerentola" in scena al Teatro Unione. Anche per questa edizione il progetto è stato realizzato in collaborazione con gli assessorati alla cultura ed all'istruzione del Comune e della Provincia di Viterbo, e con il sostegno del Provveditorato agli studi della Provincia di Viterbo e del Consiglio Regionale del Lazio. La produzione de "La Cenerentola" per "Impariamo l'Opera" avrà scenografie e costumi tradizionali usati nei grandi enti lirici, giovani cantanti professionisti (Francesca Piepaoli, Simona Canuti, Elisabetta Basirico, Stefano Tissi, Stefano Viti e Massimiliano Darida) e la partecipazione straordinaria di Margot Sikabonyi, la nota protagonista del serial tv "Un medico in famiglia". La scelta di Margot, volto così noto tra il pubblico adulto ma, soprattutto, tra quello degli adolescenti, è stata dettata dalla volontà di legare il genere dell'Opera lirica ad un personaggio che, per la sua riconoscibilità, poteva essere un forte punto di riferimento per il pubblico, e quindi anche una ulteriore spinta alla partecipazione. Oltre alla Cenerentola, tre attori in scena, Paolo Mangeniello, Chiara Palumbo ed Emanuela Appolloni

domenica, aprile 11, 2010

Cera una volta, mostra fotografica di una Viterbo che fu

Viterbo e il suo passato. Per la durata di un mese, presso "Il Triangolo" in via Santa Maria in Gradi 3, si terrà
"C'era una volta, mostra fotografica di una Viterbo che fu."
In questa esposizione Valerio Giulianelli presenta una piccola parte di fotografie di Viterbo risalenti agli anni 1875-1890. Queste fanno parte di una collezione di lastre fotografiche (negativi su vetro) che si compone di oltre 1.000 negativi così suddivisi: 400 lastre fotografiche in vetro risalenti al periodo 1875-1900 scattate da Lorenzo Tedeschi e oltre 600 relativi al periodo 1900-1935 scattate dal figlio Valerio e da anonimi. Le fotografie della Tuscia raccolgono anche le foto di Viterbo durante le attività giornaliere come la gente che chiacchiera il giorno del mercato davanti alla bottega del fabbro con esposte spalliere in ferro per letti. Le foto sono tutte in grande formato partendo dal 70 x 100, in modo da poter osservare i più piccoli particolari che generalmente non sono visibili su piccoli formati. Un'altra iniziativa riguarda
"C'era una volta…un palazzo…un artista…una fiaba"
! Palazzo Mazzatosta presenta una nuova mostra personale dell'artista Lidia Bachis (Roma 1969). Questo volta il viaggio metaforico della Bachis è nel mondo delle fiabe, attraverso una serie di immagini, in una visione smaliziata e contemporanea dei personaggi fiabeschi (il re, la regina, il bene e il male…). A cura di Serena Achilli.
Inaugurazione domenica 18 aprile alle ore 17
Corriere di Viterbo Domenica 11 Aprile 2010

Giardini e Dintorni: Giardini artistici aperti al pubblico

Dal 21 aprile al 20 giugno riparte nella sua sesta edizione "Giardini e Dintorni". Un articolato ventaglio di iniziative: performance artistiche, conferenze, visite guidate, apertura di giardini alla scoperta del patrimonio verde della Tuscia. "Giardini e Dintorni" prevede l'apertura di tre circuiti esclusivi di giardini privati nel comprensorio dei Cimini (8 maggio), dei Calanchi (15 maggio), e del Lago di Bolsena (20 giugno). In piccoli gruppi, sotto la guida di esperti di botanica, di architettura del paesaggio e di storia dell'arte i partecipanti sono chiamati a condividere le emozioni che solo un'abile miscela di piante, fiori, luce, acqua, architetture e silenzio sanno suscitare. Protagonista lo straordinario paesaggio della Tuscia, scenario per le performance teatrali di Lorenza Zambon, della compagnia del Teatro Null, di Thyasos Teatro Natura e per le sculture del Maestro Joppolo nel suo parco-giardino nei pressi di Viterbo. Interessanti le conferenze del 21 aprile e 21 maggio tenute da nomi prestigiosi quali Paolo Pejrone e Sofia Varoli Piazza. Altro cardine di "Giardini e Dintorni" è il Centro Botanico Moutan, centro di ricerca per la coltivazione di peonie erbacee e arbustive, che richiama un pubblico di appassionati ed estimatori da varie parti del mondo. Le visite dei Musei di Castiglione in Teverina, Lubriano, Valentano, Bolsena, e dell'Orto Botanico dell'Università della Tuscia di Viterbo completano il calendario degli eventi. Ricco, dunque il calendario degli eventi. Si comincia il 24 aprile alle ore 11.30 con la conferenza di Paolo Pejrone, sul tema: "Cronaca di un Giardino", presso Centro Botanico Moutan, Vitorchiano. L'8 maggio spazio ai "Giardini dei Cimini". Un evento che prevede l'apertura di giardini privati e visite botaniche. Visita al parco giardino delle sculture di Joppolo a Viterbo, del giardino di Anna Fendi a Ronciglione, dell'orto-giardino della Marchesa Misciattelli a Vasanello. Al termine della giornata (alle ore 18) spettacolo teatrale:
"Lezioni di giardinaggio planetario"
, di e con Lorenza Zambon, presso Centro Moutan, a Vitorchiano. Il 9 maggio, dalle ore 14.30 alle ore 19, visita guidata presso l'Orto Botanico dell'Università della Tuscia, a Viterbo. Il 15 maggio obiettivo sui giardini dei Calanchi, con apertura di giardini privati e visite botaniche. Visita dei giardini La Vigna e La Canonica a Vaiano, l'Hortus Unicorni a Vetriolo. Al termine della giornata (alle ore 18) spettacolo teatrale del Teatro Null: Musei animati
"percorso delle acque, dei fiori, dei frutti e delle erbe mangerecce"
presso il Museo Naturalistico di Lubriano. Il 21 maggio, alle ore 18, spazio agli esperti, con la conferenza di Sofia Varoli Piazza, che intrarrerà il pubblico con il tema:
"Dal giardino storico al giardino contemporaneo: ambienti e paesaggi della Tuscia"
, in programma presso la sede della Fondazione Carivit. Il 28 maggio visita guidata presso il Museo del Vino di Castiglione in Teverina. Il 6 giugno visita guidata presso il Museo della Preistoria della Tuscia e della Rocca Farnese di Valentano, mentre l'11 giugno la visita guidata riguarda il Museo Territoriale del lago di Bolsena. E proprio sul lago di Bolsena si sofferma l'evento in programma il 20 giugno con l'apertura dei giardini che costeggiano il lago. Tema della giornata:
"Le Ortensie e Il Lago di Bolsena"
: apertura di giardini privati e residenze storiche, visite botaniche e culturali. Visita al giardino delle Salvie a Bolsena, al Palazzo del Principe del Drago, al Borgo. Al termine della giornata (alle ore 18) spettacolo teatrale: Thiasos teatro natura:
"Miti d'acqua da Le Metamorfosi di Ovidio a Bolsena."
La conferenza del 21 aprile è l'unico evento che prevede la prenotazione obbligatoria. Tutti gli eventi sono gratuiti fatta eccezione delle giornate dell'8 e 15 maggio e del 20 giugno che prevedono le seguenti modalità di partecipazione: Green way: Entrata ai giardini, visite botaniche e culturali, spettacolo 40 euro. Gratis bambini fino a 8 anni; 15 euro bambini fino a 12 anni. Gold way: Entrata ai giardini, visite botaniche e culturali, spettacolo, colazione presso selezionato restaurant 65 euro. Sconto del 50 per cento per i bambini fino a 8 anni. É prevista la navetta con un supplemento di 15 euro al raggiungimento di 30 partecipanti. La durata delle giornate è dalle ore 9.30 sino alle ore 19.30. Ua serie di eventi da non mancare per gli appassionati di botanica
Corriere di Viterbo Venerdì 9 Aprile 2010

sabato, aprile 10, 2010

Tra Colombo e i Borgia: sculture come personaggi: mostra a Civita Castellana

Dal 17 aprile fino al 31 maggio presso il Forte Sangallo si terrà la mostra
"Tra Colombo e i Borgia: sculture come personaggi"
a cura del professor Rinaldo Vannini che insegna scultura e discipline plastiche all'Istituto d'arte Ulderico Midossi. Si tratta di uno degli eventi culturali ed artistici più importanti e rilevanti che si sono svolti a Civita Castellana negli ultimi anni. La mostra, che è patrocinata dall'amministrazione provinciale di Viterbo e dal Comune di Civita Castellana in collaborazione con la Sopraintendenza archeologica per l'Etruria meridionale, è caratterizzata da una quindicina di pezzi che ritraggono con dovizia di particolari e con precise fattezze i personaggi più illustri e famosi del periodo storico che comprende le Grandi scoperte e navigazioni per il globo terrestre e la vicenda della potente famiglia dei Borgia (il Valentino, Lucrezia Borgia, il navigatore Caboto, papa Alessandro Borgia, ecc.), scudi e stemmi di questa epoca e bassorilievi. Le opere di grande bellezza e fascino sono state realizzate nel corso di due anni di laboratorio artistico e di scultura da alcuni studenti dell'Istituto d'arte Ulderico Midossi sotto la vigile e competente guida del professor Vannini.
"Quando abbiamo avuto la possibilità di realizzare questo progetto - spiega Vannini- ci siamo posti due obiettivi didattici: realizzare alcune opere significative in grado di evocare un ampio periodo dal medioevo al rinascimento e immaginare di farlo in un istituto d'arte ideale dove gli insegnanti possano, vogliano e sappiano trasmettere agli allievi molto di quello che conoscono o sono. Il nostro è stato un lavoro di squadra. Ognuno ha condiviso con gli altri allievi le proprie motivazioni, vivendo intensamente esperienze e risultati."
e prosegue:
"Insieme abbiamo scelto i soggetti, gli atteggiamenti, le dimensioni. Insieme abbiamo studiato le armature che sostengono il peso della creta. Infatti da soli si modella, ma insieme si segue il periodo di essiccazione per ogni scultura. Da soli ci si concentra nell'analisi delle forme, nell'individuazione dei paini inclinati principali, nella definizione dei particolari. Ci si confronta con gli altri e alla fine ognuno si sente soddisfatto della propria opera."
La mostra "Tra Colombo e i Borgia" è un appuntamento da non perdere.
"Ho voluto realizzare per i visitatori - precisa il professor Rinaldo Vannini - un percorso obbligato contraddistinto da una atmosfera semibuia nella quale le singole sculture vengono illuminate da un cono di luce. In tal modo l'impatto visivo delle opere esposte è maggiore e più efficace. Le opere infatti, rischiarate da un fascio di luce mettono in risalto la loro particolare plasticità e anche il loro contenuto introspettivo. Ogni scultura possiede una sua peculiarità ed esprime il carattere di ciascun personaggio ritratto."
La mostra è allestita in coincidenza della Settimana della Cultura a conferma che all'Isa l'arte ha la a maiuscola. Quindi a questo punto non resta da far altro che andare a visitarla
Alfredo Parroccini
Corriere di Viterbo Sabato 10 Aprile 2010

La Chiesa di Santa Maria della Verità

La Chiesa di Santa Maria della Verità, unitamente all'adiacente complesso monastico, nasce agli inizi del XIII secolo articolato su una icnografia a croce latina coperta da un semplice tetto a capriate decorato da pianelle dipinte. La fondazione fu opera dei monaci premostratensi, ma pochi decenni dopo il complesso era occupato dall'ordine dei Servi di Maria che imposero la nuova dedicazione alla Madonna con il titolo di S.Maria della Verità. La facciata esterna, ricostruita nel secondo dopoguerra, si propone in forme semplici, con una cortina di lastre di peperino su cui si apre un portale cinquecentesco, sormontato da lunetta vuota tra due statue in pietra. L'interno, di una grandiosità essenziale intonata ai rifacimenti della seconda metà del Quattrocento, mostra il transetto aperto da un grande arco ogivale che poggia su esili colonnine pensili. Gioiello della chiesa è la splendida cappella Mazzatosta che, a pianta quadrata in forme tardogotiche, conserva ancora l'originale cancellata in ferro battuto e parte del pavimento a piastrelle di maiolica. La cappella, fatta edificare nella metà del Quattrocento da Nardo Mazzatosta, aristocratico viterbese, fu dipinta da Lorenzo da Viterbo che terminò la sua opera nel 1469. Le scene, di soggetto mariano, distrutte dai bombardamenti aerei, vennero sottoposte ad un intervento di ricostruzione e restauro innovativo e rivoluzionario: ventitremila frammenti furono recuperati e ricollocati in situ. Nella parete sinistra si articola il capolavoro cui Lorenzo deve la sua fama: nella lunetta superiore la "Presentazione di Maria al Tempio", nel fascione sottostante lo "Sposalizio di Maria". L'affresco ha anche un grande valore documentaristico, "…sono molti giovani cavati dal naturale" scriverà il cronista viterbese Nicolò della Tuccia raffigurato anch'egli tra la folla. La chiesa di S.Maria della Verità ancora conserva, inoltre, frammenti della decorazione pittorica che tra la fine del XIII e gli inizi del XIV secolo ornavano le cappelle precedenti ai rifacimenti rinascimentali

venerdì, aprile 09, 2010

Festival degli incontri al Tetraedro

Al Tetraedro, in via Chigi, al via la festa degli incontri, un programma rivolto alla scoperta e all'approfondimento delle altre culture per un ideale avvicinamento tra i popoli. La manifestazione è stata inaugurata ieri sera con "Canti e poesie dal mondo", performance di voci con Nora Tigges, Silvia Giorgi e Sergio Chiesura. Da oggi a domenica si terrà negli spazi della compagnia Tetraedro il laboratorio sulla voce "Parole acCanto" a cura dell'attrice Silvia Giorgi. Silvia Giorgi si è formata sotto la guida di Maria Lucia Carones e Paolo Giuranna nel corso di "Formazione della Parola", metodo R. Steiner. Lavora con il gruppo di teatro "OThiasos Teatro Natura"; pratica la relazione artistica tra il teatro e lo spazio naturale come forma di educazione alla relazione con la natura; segue un gruppo di canti polifonici tradizionali. Il laboratorio è accessibile a chiunque sia interessato a un lavoro su voce e canto o che abbia voglia di approfondire l'uso e la conoscenza dello strumento vocale. Il week-end prosegue con il consueto appuntamento di domani pomeriggio dedicato ai bambini. Alle 16 a grande richiesta, in replica, sarà protagonista
"Vassilissa nella foresta della Baba Jaga."
Ancora domani alle 19 vernissage di "Kurmancì" mostra fotografica dedicata al popolo curdo, a cura del beneventano Luigi Mastromarino. Domenica alle 21 si torna in Italia e più precisamente in Sicilia con
"Viaggio sulle orme dei cantastorie"
, canti e racconti insulari con Angelo Maddalena, chitarra e voce
Corriere di Viterbo Venerdì 9 Aprile 2010

giovedì, aprile 08, 2010

Rugantino sabato al Teatro Boni di Acquapendente

Una ventata "de romanesco" in scena. La commedia musicale approda al Teatro Boni. Sabato 10 aprile, alle 21, andrà in scena "Rugantino" per la regia, riduzione e adattamento di Valentina Izzo. Il musical per eccellenza, che il 15 dicembre 1962 Garinei e Giovannini rappresentarono per la prima volta al Teatro Sistina di Roma, viene proposto al pubblico grazie ad un'idea, un progetto nato dalla volontà di due amici, Valentina Izzo e Manuel Dionisi, di mettere in scena in un vero teatro un musical tutto dal vivo con amici, conoscenti e tante persone in gamba che li hanno aiutati a realizzare il loro sogno. Rugantino è una maschera del teatro romano. Questa maschera impersona un tipico personaggio romanesco, er bullo de Trastevere, svelto co' le parole e cor cortello, il giovane arrogante e strafottente ma in fondo buono e amabile. L'aspetto caratteristico di Rugantino è l'arroganza, infatti il suo nome nasce dalla parola romanesca ruganza ovvero "arroganza".Il suo inventore fu Odoardo Zuccari, il quale il 13 settembre 1848 presentò il personaggio sul primo numero di un foglio satirico. Così il primo Rugantino doveva essere la caricatura del gendarme, e per converso veniva identificato anche col capo dei briganti. Nel corso degli anni questa prima immagine si trasformò nel giovane bullo di quartiere. La commedia "Rugantino" racconta la storia di un giovane spaccone, arrogante e avverso a qualsivoglia lavoro che, nella Roma papalina del XIX secolo, vive di espedienti aiutato dalla fida Eusebia che spaccia per sua sorella. I due insieme raggirano il frescone di turno per scroccare vitto e alloggio che stavolta è Mastro Titta, boia dello Stato Pontificio e proprietario di una locanda che gestisce insieme al figlio, dopo l'abbandono da parte della moglie che non approvava il suo mestiere. Mastro Titta prenderà in casa entrambi, innamorandosi di Eusebia e finendo con il venir ricambiato; tutto questo mentre fa il suo ingresso in scena la bella Rosetta moglie del violento e gelosissimo Gnecco, che farà girar la testa a tutti i giovani romani. Questo spingerà Rugantino a fare, con gli amici, una scommessa: riuscire a sedurre Rosetta prima della sera dei lanternoni. Il giovane riuscirà nell'intento, ma finirà con l'innamorarsi della ragazza. Nel frattempo Gnecco è vittima di una vendetta e viene ucciso; Rugantino, per farsi bello soprattutto agli occhi di Rosetta, si autoaccuserà dell'omicidio. Imprigionato e condannato a morte, con Rosetta che gli confesserà eterno amore, decide comunque di non rivelare la verità, così da dimostrare di essere davvero un vero uomo, affrontando la morte. La vicenda si conclude con Mastro Titta che giustizia un Rugantino finalmente rispettato e ammirato da tutti. Nella prima edizione di Garinei e Giovannini, le scene e i costumi erano di Giulio Coltellacci e coreografie di Gino Landi, le musiche del maestro Armando Trovajoli, che dirigeva l'orchestra, con un cast d'eccellenza da Nino Manfredi a Lea Massari. L'edizione più conosciuta, però, è stata quella del 1978 con Enrico Montesano, Alida Chelli, Bice Valori e il grandissimo Aldo Fabrizi. Nell'edizione presentata dall'Associazione Te.Bo. ad Acquapendente si esibiranno: Manuel Dionisi (Rugantino), Valentina Izzo (Rosetta), Loriano Ronca (Mastro Tittia), Serena Tini (Eusebia), Fabrizio Mazzuoli (Gnecco), Federico Fabiani (Rubastracci), Enrico Squarcia (Bojetto), Giuseppe Pinzi (Cantastorie), Valeriano Brozzoli (Conte), Silvia Araceli (Donna Marta). Il coro è composto da: Francesca Araceli, Emanuela Montemurro, Tiziana Perruzzi, Margherita Luongo, Tiziano Sartucci, Alessandro Bachiorrini, Silvia Araceli. Non mancherà il corpo di ballo, grazie alla collaborazione della Shall We Dance, con Alice Speroni, Marika Massella e Alessia Brocchi. La direzione tecnica è di Manuel Dionisi, tecnico audio Tonino Sbardella, tecnico luci Carlo Monelli, direzione corale e arrangiamenti Francesca Araceli, coreografie Valentina Izzo, scenografie Stefano Paioletti, sarta Adriana Bianconi, regia e adattamento Valentina Izzo

Restauro dell'affresco della Madonna dei Templari

A margine dell'incontro avvenuto lo scorso 22 marzo, tra il ministro Giorgia Meloni e i giovani imprenditori rappresentanti delle associazioni di categoria dei Giovani imprenditori, "Viterbo Futura" si mette in moto lanciando un nuovo progetto: "Regalati un Restauro". Il progetto ha lo scopo di individuare il finanziamento necessario per mettere in sicurezza l'affresco della Madonna dei Templari che si trova nel ristorante "La taverna dei Templari" situato in via S. Antonio, l'Ospedale Vecchio, uno degli scorci più belli e rappresentativi di Viterbo. Luigi Todaro chiarisce:
"é un'idea che la nostra associazione vuole condividere con i giovani che operano nei diversi settori della società come il volontariato, l'associazionismo. Viterbo è la nostra città, il luogo in cui insieme alle nostre famiglie svolgiamo le attività di tutti i giorni e trascorriamo il tempo libero, il territorio in cui le nostre imprese lavorano. Tutti noi sentiamo Viterbo come la nostra casa.Viterbo nel corso dei secoli ha saputo sfornare generazioni e generazioni di artisti, artigiani e designer. Riteniamo che l'affresco della Madonna dei Templari sia un tesoro di interesse rilevante dal punto di vista cultura da restituire in pieno al godimento degli studiosi, degli appassionati d'arte, degli studenti e dei turisti. Viterbo Futura non si tira indietro e come associazione possiamo unire gli sforzi di artigiani, commercianti associazioni di categoria e piccoli imprenditori per dire: noi ci siamo! Mettersi all'opera per la ricerca di finanziamenti, sensibilizzare privati, banche , fondazioni, comunità europea non vuole essere né una ragione di orgoglio, né un principio di mera conservazione e valorizzazione del bene culturale, ma bensì si colloca nell'ottica della promozione stessa dell'immagine di Viterbo e del suo territorio, incrementando, nel contempo, una sempre più attenta e completa offerta del nostro patrimonio artistico. Inoltre ogni imprenditore può rendersi partecipe di questo progetto semplicemente dando segno di riconoscere il valore simbolico che la sua stessa attività rappresenta. Con tanti piccoli contributi, anche di poche decine di euro, si possono raggiungere numeri importanti: se ci mettiamo assieme possiamo fare grandi cose"
, conclude l'associazione. La Madonna dei Templari è un affresco lungo oltre 3 metri, ritrovato al terra di un locale oggi adibito a ristorante, ha mosso l'interesse verso l'edificio ubicato lungo la via di S. Antonio, un tempo ricca di chiese, che si inoltra verso la città entrando da porta Faul. Il corpo della chiesa di Sant'Antonio si propone immediatamente emergendo da un lungo muro, già fronte di antichi edifici ormai scomparsi, di cui sono superstiti molti archi a conci di pietra
Corriere di Viterbo Martedì 6 Aprile 2010

mercoledì, aprile 07, 2010

Maggio Medievale 2010 a Tarquinia

Inizio con il botto per il "Maggio Medievale", la grande kermesse che tornerà a far pulsare l'anima quattrocentesca di Tarquinia. Sabato 8 maggio, a partire dalle ore 21, Piazza Matteotti si trasformerà in un grande teatro all'aperto dove la compagnia teatrale Atmo porterà in scena "Le stagioni dell'amore", un'Opera che lascerà tutti a bocca aperta per le suggestioni che riuscirà a creare, intrecciando una trama coinvolgente ad effetti scenici straordinari.
"Questa edizione zero del Maggio Medievale aprirà con una tipologia di manifestazione mai vista prima a Tarquinia - spiega il direttore artistico della manifestazione, Sirio Rotatori -. Abbiamo deciso di puntare tutto sulla qualità dell'offerta, rivolgendoci ad una compagnia che è marchio di garanzia. Un inizio migliore non poteva proprio esserci."
La Atmo è una delle compagnie più apprezzate in Italia ed all'estero e vanta partecipazioni in numerosi programmi televisivi, ha preso parte tra l'altro ai concerti di Andrea Bocelli e numerosi eventi organizzati da Mtv. A Tarquinia porterà uno dei suoi cavalli di battaglia, "Le stagioni dell'amore", ispirato al mito di Proserpina. Parole di apprezzamento anche dall'assessore allo Spettacolo Giancarlo Capitani.
"Il Maggio Medievale - afferma - apre di fatto l'estate tarquiniese, inaugurando un cartellone di eventi che sarà particolarmente ricco di iniziative di qualità."
Fin dal Medioevo i riferimenti alla mitologia, soprattutto quella greca, erano presenti nel quotidiano e in molti aspetti della vita culturale e religiosa, specialmente negli insediamenti rurali, dove il contatto diretto con la natura manteneva intatta una ritualità strettamente legata a quelle Pagane, che nel tempo si erano trasformate e adattate alla religione cristiana. Gli aspetti esoterici e simbolici avevano una forte presa nella cultura popolare e non solo, lasciando tracce evidenti nella letteratura, nell'arte e nella ritualità religiosa. Lo spettacolo che la compagnia teatrale Atmo metterà in scena a Tarquinia si ispira ad uno di questi miti, quello della ninfa Proserpina e del suo amore contrastato con il Dio degli Inferi, Plutone. La vicenda che anima il racconto viene presentata da una stramba e coloratissima compagnia di guitti che irrompe nella scena sopra un carro mobile per narrare al pubblico presente nella piazza, il controverso amore. Amore che non viene trattato in maniera banale e scontata, ma con l'ironia e la suggestione scenica che renderanno la rappresentazione un evento unico ed assolutamente innovativo per Tarquinia. Lo sviluppo narrativo è incalzante, dal racconto alla scena dove irrompono attori su trampoli, indossando strutture di fuoco e pirotecniche che creano un forte impatto visivo; grandi pupi e costumi straordinari ispirati a Klimt, completano la suggestione scenica. La Compagnia Atmo si è formata a Bastia Umbra nel 1977 svolgendo la sua attività nel settore teatro per ragazzi. La coscienza delle proprie possibilità e il successo ottenuto dal lavoro nelle scuole e nelle piazze hanno maturato l'idea di diventare Compagnia Professionista. Tale passaggio avviene nel 1982 come Compagnia di Teatro Ragazzi e subito entra a far parte del giro di compagnie nazionali finanziate dal Ministero del turismo e dello spettacolo. La filosofia della compagnia è di potenziare al massimo le funzioni spettacolari ed educative del teatro, attraverso l'uso di tecniche molteplici (ombre-pupazzi-burattini e attori) puntando ad una comunicazione visiva e musicale oltre che letteraria. Inoltre il gruppo ha sviluppato un filone di ricerca che porta alla fusione tra il Teatro di Figura (grandi pupazzi) e il Teatro di Strada (trampoli e funamboli) dando vita ad una forma teatrale molto singolare. Tarquinia offrirà pertanto uno splendido scenario per un grande inizio. Procede dunque a spron battuto il work in progress di questo straordinario evento organizzato dalla Pro Loco, in collaborazione con il Comune di Tarquinia, assessorati allo spettacolo, al turismo e alla cultura, con l'Università Agraria e con la Camera di commercio di Viterbo. Nei prossimi giorni ulteriori novità
Fabrizio Ercolani
Corriere di Viterbo Martedì 6 Aprile 2010

Maurizio Battista a Viterbo il 15 aprile

Maurizio Battista sarà a Viterbo il 15 aprile alle ore 21 al Teatro Azzurro in "Faccio tutto da Solo". Mitico comico romano noto per i suoi show teatrali ma soprattutto per le sue apparizioni a Buona Domenica, Colorado, Assolo e la Tintoria, Maurizio Battista torna in scena proponendo un nuovo one man show alla sua maniera con battute improvvisate, satira di costume e coinvolgimento del pubblico in sala. Nel suo esilarante percorso alla ricerca del lato ironico che nasce dall'osservazione della realtà di tutti i giorni, Battista legge notizie improbabili tratte da quotidiani e riviste più o meno autorevoli, osserva con occhio critico il mondo che ci circonda argomentando con arguzia sui problemi che affliggono il povero italiano alle prese con un governo invisibile e con una burocrazia inetta. Sotto il ghigno umorista del cabarettista romano finiscono indifferentemente la classe politica, il giornalismo dilettantesco e disinformato, gli istituti di credito, i programmi televisivi, matrimoni instabili, mariti infedeli, mogli depresse, suocere impossibili… In questa dimensione il recital riesce ad offrire molti momenti di sano divertimento, soprattutto quando il dialogo tra il palco e la platea si fa serrato e il comico, che coinvolge e appassiona grazie alla frizzante parlata romana e alla grande verve istintiva, interloquisce con un pubblico già ben disposto alla risata

martedì, aprile 06, 2010

L'Isola Bisentina tra arte e storia

L'arrivo della primavera coincide con la riscoperta di bellezze naturali e le proposte di dare uno sguardo ad uno degli angoli più incantevoli della Tuscia. Le vacanze pasquali, benché il tempo non sia stato, nel giorno di Pasqua, ottimo, ha registrato una consistente presenza di visitatori al lago di Bolsena e l'ammirazione per le due belle isole ancora incontaminate.
Un'attenzione particolare da Bolsena è stata rivolta all'isola Bisentina, che, come la vicina isola Martana, è quello che resta di un antico cono vulcanico e deve il suo nome a Bisentium, centro fiorente in epoca etrusca, romana e medioevale, che le si trovava di fronte. É la più grande delle due isole, con i suoi 700 metri di lunghezza e i 500 di larghezza e costituisce un vasto parco naturale dove crescono piante rigogliose, soprattutto lecci, e dove vivono anche molte specie di animali. Tracce di insediamenti palafitticoli, oggi sommersi, al largo dell'isola, testimoniano la presenza dell'uomo sulla Bisentina già in epoche arcaiche. La presenza di insediamenti in epoca etrusca è testimoniata invece da ritrovamenti di tombe e vasellame databili intorno al VI secolo a.C; come gli Etruschi, anche i Romani hanno lasciato tracce ancora visibili della loro permanenza sull'isola. Si sa che nel IX secolo le popolazioni dei paesi rivieraschi vi si rifugiarono per scampare alle incursioni dei saraceni. Nel corso del Medioevo, l'isola cominciò a seguire le vicende della Chiesa. Intorno alla metà del 1200, essa divenne proprietà dei signori di Bisenzio i quali, per una questione di ripicca nei confronti degli isolani che non li appoggiavano nelle loro lotte per il predominio del lago, diedero alle fiamme l'isola abbandonandola. Quando nel 1261 fu eletto papa Urbano Iv, pensò di restaurare il prestigio papale nei domini della Chiesa, comprese le due isole del lago; il pontefice riconquistò l'isola Bisentina e, per cancellare il ricordo della passata signoria dei Bisenzi, volle chiamarla Urbana, dal suo stesso nome. La rocca che era stata rasa al suolo dai Bisenzi fu ricostruita. In fondo alla torre si adoperò uno scavo precedente come carcere detto della Malta (cioè del fango), dove furono imprigionati Angelario, abate di Montecassino nel 1295, Ranieri Ghiberti, Gran Maestro dei Templari nel 1299 ed un gruppo di monaci eretici nel 1359. Nel 1296 il papa Bonifacio VIII assoggettava l'isola al dominio di Orvieto, seppure con molte riserve. Nel 1333, l'isola fu distrutta da Ludovico il Bavaro che era stato accusato di eresia e scomunicato dal papa. Nel 1400, la Bisentina diventava proprietà dei Farnese; verso la metà di quell'anno, vi veniva seppellito Ranuccio Farnese (ed un secolo dopo avrà sepoltura, nello stesso luogo, un altro Ranuccio Farnese, nipote di Paolo III). Nel 1462, il signore di Capodimonte Gabriele Farnese organizzò per il papa Pio Ii, al secolo Enea Silvio Piccolomini, una storica regata di pescatori dei paesi rivieraschi che, dopo alterne vicende, si concluse con la vittoria dei Martani. Nell'ottobre del 1517, il cardinale Alessandro Farnese organizzò un ricevimento sull'isola in onore di papa Leone X. Nel 1635, l'isola Bisentina era governata dal duca di Castro Odoardo Farnese.
Questi aveva contratto un forte debito col Monte di Pietà di Roma, impegnando con ipoteca il Ducato. Fu Innocenzo X a portare a termine il progetto del suo predecessore Urbano VIII con la totale distruzione di Castro, nel 1649. Con la fine del ducato di Castro, entrambe le isole, la Martana e la Bisentina, tornarono alla Chiesa. Nel 1707, regnando Clemente Xi, la Camera Apostolica concesse l'isola Bisentina al vescovo di Montefiascone, per uso di villeggiatura del seminario della diocesi; concessione che fu confermata da Innocenzo XIII e Clemente XII finché, nel 1752, l'isola fu data in enfiteusi al conte Giraud che la trasformò in un giardino. Dopo vari passaggi di proprietà, l'isola fu acquistata nel 1912 dalla principessa Beatrice Spada Potenziani, moglie del duca Fieschi Ravaschieri Del Drago, casa della quale ancora oggi è proprietà
Corriere di Viterbo Martedì 6 Aprile 2010

Festa della Madonna delle Piagge

Domenica 11 aprile si svolgerà la Festa della Madonna delle Piagge, organizzata dalla Pro loco. Il terreno adiacente a Rio Filetto sarà teatro di numerose iniziative. Oltre alla tradizionale messa celebrata nella storica e graziosa chiesetta recentemente restaurata, ci sarà una interessante escursione a piedi nel suggestivo paesaggio delle forre a cura dell'esperta guida Massimo Cicconi. "Nel pomeriggio alle 17 - annuncia Emiliano Braconi membro della Pro loco - i partecipanti alla festa potranno assistere alla entusiasmante esibizione dei rapaci di Rocca Romana di Trevignano Romano.
Si potranno ammirare nel cielo le acrobazie stupefacenti del falco lanario, del falco pellegrino e del barbagianni. Il falconiere Eric Pirrotta farà un mini corso sull'addestramento di questi rapaci e spiegherà le cure che servono per allevarli ed addestrarli". Il 1 e 2 maggio invece avrà inizio il progetto "Le vie dell'Arte e dei Mestieri" che prevede l'apertura del percorso nel centro storico di 21 locali dove si collocheranno artisti e artigiani. L'inaugurazione avrà il luogo il 1° maggio e sarà fruibile tutti i venerdì i sabati e le domeniche compresi i giorni festivi
Corriere di Viterbo Venerdì 2 Aprile 2010

lunedì, aprile 05, 2010

A Tarquinia il Cristo che corre tra due ali di folla

Tutto pronto a Tarquinia per la Processione pasquale. Partirà infatti oggi alle 18 uno degli eventi più attesi dell'anno nella cittadina tirrenica:
"Il Cristo che corre tra due ali di folla."
Una tradizione ancestrale, che vede la macchina del Cristo risorto portata a spalla al ritmo della nota marcetta musicale eseguita magistralmente dalla banda "G. Setaccioli", con i tronchi, ossia le Croci inghirlandate, i lampioni, gli stendardi e gli immancabili sparatori che accompagnano a suon di botti la coinvolgente processione. Quest'anno però l'evento pasquale è contrassegnato dai gravi lutti che hanno colpito l'intera cittadina, a partire da quello del giovanissimo Kevin Bicchierini, morto a soli 17 anni e per il quale gli sparatori porteranno a ricordo un fiore bianco sulla casacca. Il padre di Kevin fa infatti parte del gruppo e, compiuta la maggiore età, anche Kevin sarebbe entrato nel team. Non ci sarà a presiedere l'evento nemmeno il vescovo Carlo Chenis, scomparso da poco, un uomo che in poco tempo aveva conquistato fama in città e che adorava letteralment6e questa solenne processione. E poi un altro durissimo colpo, la morte del giovane Sergio Capitani, di soli 34 anni, deceduto appena ieri sul lavoro in un incidente occorsogli nei cantieri Enel della centrale di Civitavecchia. Lutti che amareggiano e che pesano! Comunque, per i credenti e non l'evento pasquale odierno assume sempre un'importante valenza, trattandosi di una tradizione sentita e preparata nei minimi particolari dall'Associazione Fratelli del Cristo Risorto. Migliaia di persone oggi si riverseranno per le vie del centro storico, ma sono sempre molti anche quelli che corrono per le strade parallele al percorso della macchina, per poter ammirare la Processione da più angolazioni. E alla fine c'è la corsa per carpire le ghirlande o un fiore che adorna le Croci. Le emozioni non si spiegano, si devono sperimentare; ed è questo l'invito che Tarquinia lancia a tutti coloro che vogliono passare una giornata in una cittadina stupenda, dove tradizione e storia continuano a vivere in una Corneto nata dal duro lavoro dei campi e dalla determinazione della sua gente. La statua del Cristo, di materia lignea, e la "macchina" che la sostiene pesano circa 600 kg, mentre i tronchi vanno dai 75 agli 80 kg, più la ghirlanda che raggiunge i 25 -30 kg. Il tutto viene portato dagli esperti portatori a ritmo incalzante. La processione si snoderà lungo tutto il centro storico. E come ogni anno in mattinata, alle ore 10.30, vi sarà la messa a San Giuseppe. Alle 15.30 appuntamento per i portatori e la Banda "G. Setaccioli" al Chiostro San Marco, da qui trasferimento alle 16.30 a Piazza Matteotti, davanti alla chiesa di San Leonardo, per la benedizione e il discorso del sindaco Mazzola e del vescovo delegato. Alle ore 18, poi, l'inizio della Processione. L'evento è organizzato dall'associazione Fratelli del Cristo Risorto, che vede come presidente Don Cono, vice Giuseppe Ciurluini, segretario Sergio Benedetti, consiglieri Alfredo Bendotti, Manlio Albertini,Vincenzo Di Domenico, Paolo Alessi, Alberto Di Lazzari, Bendetto Medici (custode anche della statua), revisori dei conti Bruno Catini, Guido Rossi, Franco Cappelletti, quindi i probiviri Giovanni Blanchi, Anna Rita Paradisi, Vincenzo Biagiola, poi il presidente degli sparatori Tony Mancini; responsabile dei lampioni e delle bandiere, Roberto Gazzillo
Anna Maria Vinci
Corriere di Viterbo Domenica 4 Aprile 2010

Aperti i siti archeologici di Tarquinia

Oggi, Pasqua, e domani, Pasquetta, i siti archeologici etruschi, patrimonio Unesco, saranno aperti al pubblico e ai turisti per le festività. Sarà possibile così visitare la Necropoli Etrusca di Tarquinia, il Museo Nazionale Etrusco, sempre a Tarquinia, e la Necropoli di Cerveteri. Le necropoli di Cerveteri e quella Etrusca delle tombe dipinte a Tarquinia sono gli unici siti etruschi della lista Unesco, patrimonio dell'umanità, dal 2004. Tarquinia, culla della civiltà etrusca, è tra le mete più importanti del Mediterraneo per gli appassionati di archeologia e arte antica; l'affascinante mondo dei Tirreni rivive attraverso le tombe dipinte della sua Necropoli, Patrimonio dell'Umanità. Le immagini degli affreschi, di oltre 2500 anni fa, scorrono come un libro aperto, che aiuta a capire desideri e passioni delle genti etrusche. L'audioguida accompagna alla scoperta del sito, dove il lavoro della Soprintendenza Archeologica per l'Etruria Meridionale ha permesso di ammirare, in modo autonomo, gli ipogei dipinti. Scendendo nelle tombe si può seguire il racconto di un'antica civiltà che gli scavi archeologici arricchiscono anno dopo anno, dischiudendo alla nostra conoscenza i segreti di un popolo che non ha lasciato di sé memorie scritte. Per i più piccoli è in funzione un'audioguida speciale: l'archeoguida, un nuovo servizio, da poco inaugurato, per la visita audioguidata. L'archeoguida è riservata ai bambini e, proprio da loro, dai "piccoli turisti", sta ottenendo un grande apprezzamento. Durante la visita si può anche osservare l'ampia e suggestiva veduta verso la collina dove sorgeva la "cività" etrusca. Prosegue, intanto, con successo la mostra
"La ceramica a Tarquinia tra riproduzione e innovazione"
presso il Museo Nazionale Etrusco, dove si trova anche la copia d'epoca della celeberrima Kylix di Oltos, grazie a un prestito dei Musei Vaticani per questa importante esposizione nella famosa città etrusca. Nei decenni a cavallo del 1870, si apriva a Corneto-Tarquinia un eccezionale scenario di scavi e scoperte. Tra i prestigiosi reperti portati alla luce nella necropoli dei Monterozzi, i grandi capolavori della ceramica non potevano non conquistare un gruppo di qualificati artisti locali, che si lasciarono assuefare all'arte del "falso etrusco" .Il più attivo, nonché più abile nell'imitazione dei vasi antichi fu Antonio Scappini di Serafino, come amava firmarsi secondo alcuni in onore del padre, secondo altri aggiungendo al suo nome il patronimico per distinguersi da un suo omonimo, anche questo pittore e ceramista, figlio di Agapito. La passione per quella fiorente civiltà che aveva popolato la sua terra natale lo coinvolse a tal punto che, in occasione del carnevale del 1886, organizzò una "mascherata" in stile etrusco, che venne riproposta anche per le vie di Roma. Ad animare le sue riproduzioni, oltre alla capacità pittorica, fu lo studio attento dei procedimenti tecnologici adottati dai ceramisti antichi, ad iniziare dall'analisi e dalla preparazione dell'argilla, tanto da essere ricordato da Luigi Dasti, primo sindaco della cittadina tirrenica, come lo scopritore del segreto con cui si produceva quella "pasta raffinata". Scappini spesso veniva chiamato a restaurare le ceramiche rinvenute durante gli scavi, come testimoniava il Dasti che ricorda come questo artista riuscisse a ridare ai vasi la lucentezza originaria. Della sua attività rimangono alcune precise testimonianze. Di altri artisti che in quegli stessi anni si dedicarono all'attività ceramica, Alessandro Calandrini (1870-1951) e Egidio Querciola (1870-1949), non è stato possibile reperire le opere. Le copie di questi artisti, travalicando il mero aspetto commerciale di produzioni seriali, sono lavori qualitativamente elevati, riproduzioni di pezzi di un certo prestigio, la cui importanza si evince ancor di più quando gli originali sono momentaneamente indisponibili e l'occasione di tale iniziativa lo dimostra
Corriere di Viterbo Domenica 4 Aprile 2010

L'Abbazia di San Martino al Cimino

Svettante tra i fitti castagneti dei Monti Cimini, la splendida Abbazia di San Martino al Cimino è documentata dall'anno 838 quando fu donata all'abate di Farfa. Nel 1145 il papa cistercense Eugenio III la affidò ai monaci del suo ordine sebbene solo con papa Innocenzo Iii, nel 1207, l'abbazia venne assegnata direttamente alla casa madre di Pontigny. L'avvio della costruzione del complesso abbaziale risale forse al 1150 anche se su una colonna all'interno della chiesa è riportata la data del 1225, da riferire probabilmente alla sua consacrazione. Il complesso fu ultimato verosimilmente, come si evince dai documenti cartacei, nel 1305. Oggi, dopo le trasformazioni subite tra il 1300 e il 1600, dell'originario impianto resta solo la chiesa. L'edificio presenta una facciata solenne, ornata da un rosone e da una grande finestra gotica: ai lati si ergono due torri campanarie, di aggiunta posteriore, sormontate da cuspidi piramidali. Sul fianco della chiesa si hanno i resti del chiostro costituiti da poche colonne sobrie ed eleganti. L'interno, semplice ed austero, ricorda le grandi cattedrali gotiche e le abbazie cistercensi con altissimo soffitto, volte a crociera costolonate, monofore e colonnato con pilastri a croce. Da ammirare il battistero, protetto da un'elegante cancellata barocca. Nella navata centrale, è sepolta Donna Olimpia Maidalchini (Viterbo 1594 - San Martino al Cimino 1657), cognata di Innocenzo x, che trasformò radicalmente il tessuto urbano di questo paese a partire dal 1645. Tale realizzazione si attribuisce all'architetto Marcantonio De Rossi, forse con una consulenza del Borromini, o forse anche del Bernini. Il centro urbano fu strutturato con case addossate le une alle altre e schierate in funzione della grande Abbazia e di Palazzo Doria Pamphilj usato originariamente dai monaci e trasformato in quest'occasione in un sontuoso palazzo signorile.

venerdì, aprile 02, 2010

Pasqua in Voc&Piano a Calcata

"Pasqua in Voc&Piano"
con Aurora Pacchi e Antonella Gualandri,
Un concerto in due tempi
dedicato alla Pasqua e alla canzone italiana.
Domenica 4 Aprile 2010 ore
Il Granarone , via di Porta Segreta n.8 - Calcata


Dopo aver riempito i teatri e le piazze d'Italia con il fortunatissimo "Sono solo parole. Live tour 2009", dedicato ai successi della canzone italiana dagli anni '30 agli anni '60, Aurora Pacchi e Antonella Gualandri, in arte Voc&Piano, tornano per la seconda volta nel borgo di Calcata con un repertorio speciale dedicato alla Pasqua.
Un concerto in due tempi: un'apertura in grande stile con canti sacri e non, dedicati a questa importante ricorrenza e una seconda parte con tutte le novità del loro consueto repertorio di musica italiana che proporranno negli spettacoli live di quest'anno.
Nuove sperimentazioni acustiche e vocali e nuove performances che ancora una volta renderanno unico lo spettacolo di queste due artiste.
Ingresso: € 5 tessera associativa

www.vocepiano.com
www.myspace.com/vocepiano
Per info " Il Granarone":
www.ilgranarone.com
info@ilgranarone.com
0761- 587855

Biografia

Aurora Pacchi (voce) e Antonella Gualandri (piano), in arte Voc&Piano, si sono conosciute qualche anno fa alla scuola di Musicoterapia di Assisi.
Visti i comuni gusti musicali, hanno deciso di interpretare una serie di successi della nostra tradizione musicale, riadattandoli al loro stile e alle loro anime.
Il risultato è una vera e propria vertigine di brani italiani dagli anni '30 a gli anni '60, delle re-interpretazioni moderne e accattivanti.
"Ma l'amore no", "Il pinguino innamorato", "Che cosa c'è", "La canzone di Marinella" e tanti altri brani che hanno affascinato il pubblico di "Stella" (Sky vivo) e il padrone di casa Maurizio Costanzo, che, stregato dalla loro performances, ha voluto le due ragazze nel salotto più famoso d'Italia: quello del Maurizio Costanzo show (Canale 5).
Proprio in quel salotto sono state ribattezzate Voc&Piano e hanno cominciato a farsi conoscere dal pubblico che pian piano è cresciuto e che ora le segue nei teatri, nei festival e in varie manifestazioni d'Italia.
a maggio 2008 hanno pubblicato il loro primo album, "Sono solo parole" che prende il titolo dall'unico inedito presente.
Il brano è stato composto da Pierpaolo Guerrini, valente musicista e loro produttore, nonché collaboratore storico di Andrea Bocelli, e da Stefano Castellano, redattore del Maurizio Costanzo show, che, da subito, ha creduto nel loro talento.
Nell'ottobre 2008 hanno partecipato alla finale della XIV edizione del Premio Mia Martini, in cui hanno presentato il loro secondo inedito "Da domani", ancora una volta firmato da Guerrini e Castellano, vincendo il
"Premio Speciale Mia Martini 2008. Per L'Originalità."

a Gennaio 2009, dal Teatro Comunale Ciro Pinsuti di Sinalunga (si) è partito il loro Sono solo parole...in musica Live Tour 2009 che ha toccato le seguenti città: Paulilatino (or), Lajatico (pi), Piandimeleto (pu), Cortona (ar), Roma (rm), Pisa (pi), Volterra (pi), Viareggio, Treviso (tv), Montescudaio (pi), Montecerboli (pi), Asciano (si), Bagno di Gavorrano (gr), Fermignano (pu), Marcialla (fi), Calcata (vt), Todi (pg), Buti (pi), Riccione (rn), Lamporecchio (PT).
Ad agosto 2009 hanno curato la colonna sonora dello spettacolo teatrale "Gigli e onde del Mediterraneo" in occasione della mostra sull'architetto cortonese del '500 Francesco Laparelli.
Il 3 settembre 2009 si sono esibite al Gay Village di Roma contro l'omofobia e contro ogni tipo di discriminazione insieme a Vladimir Luxuria e Ambra Angiolini, madrina della serata.
Dal 6 all' 8 settembre 2009 sono state ospiti del Todi Arte Festival (pg), diretto da Maurizio Costanzo con la collaborazione di Marco Mattolini, riscuotendo un enorme successo.
Curano e realizzano performances artistiche sonore incentrate sull'improvvisazione a seconda delle occasioni e dei diversi contesti per Mostre, Eventi culturali e privati.
Sono state ospiti di numerose radio da nord a sud Italia tra cui Radio Kiss Kiss, Radio Rai Due, Radio Radiosa, Radio Kemonia, Radio Punto Zero, Radio Free, Radio Roma Città Aperta, Radio In Blu, Radio Melito, Radio Luna, Radio Incontro,Radio Nuova In Blu Marche, Radio Villaggio Globale, Radio Gp, Radio DeeGay.
Attualmente lavorano al loro secondo album e preparano il loro nuovo live tour.

Note biografiche personali

Aurora Pacchi (Voce)
Nasce nel 1982.
Di Lajatico (PI). È laureata presso la Facoltà di Lettere e Filosofia in Cinema, Musica e Teatro indirizzo musicale dell' Università degli Studi di Pisa. Studia voce e canto dal 1992.
Ha partecipato a diversi corsi e masters sperimentali sulla voce.
È diplomanda in Musicoterapia presso la Scuola Quadriennale di Assisi.
Attualmente promuove percorsi sperimentali sulla voce, sul corpo e si esibisce in concerti rigorosamente dal vivo.
Antonella Gualandri (Piano)
Nasce nel 1973.
Di Piandimeleto (PU). Ha studiato pianoforte al Conservatorio "G.Rossini" di Pesaro e alla Scuola di Musica di Città di Castello (PG).
Ha diretto vari cori polifonici e suonato come organista.
Ha accompagnato un'ensamble di violini della Scuola Comunale di Musica di Cortona (AR).
Si occupa di didattica musicale.
È diplomanda in Musicoterapia presso la Scuola Quadriennale di Assisi.


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Venerdì 2 Aprile 2010