Il teatro nello spazio offerto dall'impianto della natura. Oggi pomeriggio alle 18 negli spazi dell'Orto Botanico la Compagnia Les Enfants Terribiles presenta lo spettacolo "Uguali e Diversi", un viaggio della mente attraverso testi noti e meno noti di autori passati e presenti che ci raccontano, in un'ampia varietà di toni e di accenti, l'incontro-scontro sul tema dell'uguaglianza e delle diversità umane.
Un occasione anche per viaggiare nel tempo, riflettere e divertirsi insieme a Enzensberger, Shaw, Marivaux, Molière, Stendhal, Ariosto, Shakespeare, ed altri grandi drammaturghi e letterati europei, in uno spazio particolarmente suggestivo, un Eden, dove tutto è già avvenuto e tutto può ancora avvenire.
Gli interpreti sono Carlo Ettorre, Jean-Claude Lopez, Mery Poltroni, Francesca Rotolo, Guido Saudelli.
Regia di Camillo Marcello Ciorciaro. Testi scelti e adattati da Jean-Claude Lopez. Durata dello spettacolo un'ora e mezza (circa). Prezzo del biglietto intero 10 - ridotto 5 euro. Con questo evento l'Orto Botanico, che sarà aperto al pubblico a partire dalle 14,30 e fino alle 20, rinnova il suo impegno nel promuovere la sinergia tra arte e natura dando una ulteriore opportunità agli intervenuti di visitare le proprie collezioni botaniche e le opere della mostra Horti d'Artista.
L'Orto Botanico dell'Università della Tuscia è stato istituito in seguito ad una convenzione stipulata nel 1985 tra l'Università, il Comune di Viterbo e l'Opera Pia Patrimoni su un'area, in località Bulicame, ceduta per tale scopo da quest'ultima.
Il complesso si estende su una superfice di 15 ettari ed è suddiviso nell'Orto Botanico (6 ettari), situato nella parte piu' bassa e ospitale, e nel Parco del Bulicame (9 ettari) che include la sorgente calda sulfurea.
L'Orto Botanico della Tuscia ospita attualmente alcune collezioni vegetali aggregate per criteri tassonomici o fitogeografici, unitamente ad alcune ricostruzioni ambientali, compatibilmente con le caratteristiche climatiche e pedologiche dell'area, caratterizzata da forti escursioni termiche annuali (min -10lC max 40lC) e da un suolo di natura fortemente calcarea.
Particolarmente interessante appare il sistema delle acque, che sotto forma di laghetti e ruscelli, percorre l'intera struttura
domenica, maggio 31, 2009
venerdì, maggio 29, 2009
La XXIII Festa delle Ciliegie a Celleno

La XXIII Festa delle Ciliegie a Celleno
Festa delle ciliege 2009:a Celleno la XXIII edizione promossa dal Comune e dalla Pro loco.
Il programma:
Sabato 30 maggio
Ore 10.00: apertura della "V Fiera della ciliegia", dei prodotti tipici della Teverina e dell'artigianato artistico
Ore 17.30: Chiesa di S.Carlo in Celleno Vecchio, degustazione delle migliori ciliegie e presentazione della pubblicazione "La cerasicoltura della Teverina" realizzata dal Ce.F.A.S.
azienda speciale della Camera di commercio di Viterbo
Dalle ore 17.00 alle 23.00: Terrazza dei sapori, degustazione e vendita dei prodotti tipici della Teverina
Ore 21.00: Piazza S.Rocco, spettacolo musicale con Adriano show e il suo gruppo
Domenica 31 maggio
Ore 8.00: Allestimento della Crostatona dell'anno 2009
Ore 10.00: Apertura della "V Fiera della ciliegia", dei prodotti tipici e dell'artigianato artistico e degli stand per la vendita delle ciliegie
Ore 10.30: Cerimonia di insediamento dei "Cenci".
"Palio di tutte le annate"accompagnato dagli sbandieratori di Latera e dai ragazzi in costume anni '60
Ore 16.00: x° tradizionale Sputo del nocciolo
Ore 16.30: Arrivo delle bande musicali di Celleno e di Vejano
Ore 16.45: Piazza del Comune, partenza con il "Cencio palio 2009"
Ore 17.00: Sfilata dei carri allegorici con le bande musicali, il gruppo delle brasiliane e i gruppi mascherati della scuole materna e elementari
Dalle ore 17.00 alle 23.00: Terrazza dei sapori, degustazione e vendita dei prodotti tipici della Teverina
Ore 18.30: Esibizione di danza dei bambini della scuola Gavazzi, e esibizione di danza latino americana
Ore 19.00: Spettacolo del gruppo "il caldo Brazil"
Ore 19.45: Premiazione dei carri e consegna del "Cencio palio 2009"
Ore 20.00: Apertura e degustazione gratuita del "Crostatone"
Ore 20.30: Apertura stand gastronomico
Ore 21.00: Spettacolo musicale con "Lara e Daniela e la loro band"
Info: Comune di Celleno tel. 0761.91200 Provincia di Viterbo
Produzione delle nocciole a rischio per importazioni non a norma
Sempre più ingombrante il problema dell'importazione delle nocciole turche in Italia. In una zona, come quella dei Cimini, dove la produzione di nocciole è una delle più importanti risorse territoriali, la situazioni sta preoccupando i nocciolicoltori da un punto di vista dei ricavi economici.
Inoltre legati all'importazione del prodotto turco ci sono alcune problematiche di carattere qualitativo che hanno avuto un'eco anche a livello comunitario nel 2007 e nel 2008.
Decine e decine di partite di nocciole turche segnalate in tutta l'Unione europea perché fuori norma per il contenuto di aflatossine.
Nel frattempo la situazione non è migliorata. Infatti nelle prime 20 settimane del 2009 sono state ben 30 le segnalazione del Rasff (il sistema di allarme rapido comunitario) su partite di nocciole turche nell'Unione Europea - circa 1,5 partite non conformi alla settimana - con una fortissima prevalenza delle segnalazioni dalla Germania, che dalla Turchia importa circa la stessa quantità di nocciole del nostro Paese.
L'area dei monti Cimini, compresa tra i Comuni di Caprarola, Ronciglione, Soriano nel Cimino e Capranica, ha visto crescere la propria coltivazione, dagli anni cinquanta del novecento ad oggi, ottenendo così un primato a livello regionale ed ultimamente anche a livello nazionale.
é dunque divenuta il prodotto di punta della Tuscia e il volano di un'economia basata sul turismo, in un territorio ricco d'arte, storia e tradizioni
Inoltre legati all'importazione del prodotto turco ci sono alcune problematiche di carattere qualitativo che hanno avuto un'eco anche a livello comunitario nel 2007 e nel 2008.
Decine e decine di partite di nocciole turche segnalate in tutta l'Unione europea perché fuori norma per il contenuto di aflatossine.
Nel frattempo la situazione non è migliorata. Infatti nelle prime 20 settimane del 2009 sono state ben 30 le segnalazione del Rasff (il sistema di allarme rapido comunitario) su partite di nocciole turche nell'Unione Europea - circa 1,5 partite non conformi alla settimana - con una fortissima prevalenza delle segnalazioni dalla Germania, che dalla Turchia importa circa la stessa quantità di nocciole del nostro Paese.
"Se inoltre consideriamo - dichiara il presidente della Coldiretti Leonardo Michelini - che il prezzo delle nocciole è praticamente dimezzato, dai 280/290 euro del 2006/2007 ai 150/160 euro del 2008/2009, possiamo ben capire come l'economia del territorio dei monti Cimini (che produce circa 370mila quintali di nocciole all'anno per un giro di affari nel 2007 superiore ai 14 milioni di euro) sia praticamente in ginocchio."
"Intanto a fronte di una produzione nazionale di 50 milioni di nocciole sgusciate - ha aggiunto il direttore della Coldiretti, Gabriel Battistelli - le importazioni fanno segnare un valore di 25 milioni di chilogrammi.Un vero peccato per la nocciola dei monti Cimini. Della specie Corylus avellana cultivar, detta "tonda gentile romana", trae il suo nome innanzi tutto dalla sua forma, quasi una sfera perfetta, dal piacevole aroma ed infine dal luogo ove è coltivata.
In sostanza su tre nocciole trasformate, per ottenere creme, cioccolatini dolci e gelati, una è di importazione (ed è turca), ma i consumatori non lo sanno.
Da ciò si evidenzia l'assoluta necessità di dar vita ad una filiera tutta agricola, tutta italiana, tutta cimina."
L'area dei monti Cimini, compresa tra i Comuni di Caprarola, Ronciglione, Soriano nel Cimino e Capranica, ha visto crescere la propria coltivazione, dagli anni cinquanta del novecento ad oggi, ottenendo così un primato a livello regionale ed ultimamente anche a livello nazionale.
é dunque divenuta il prodotto di punta della Tuscia e il volano di un'economia basata sul turismo, in un territorio ricco d'arte, storia e tradizioni
Legambiente: 3 vele per il mare di Montalto di Castro e una stellina marina a Tarquinia
La guida blu di Legambiente premia con tre vele il mare di Montalto di Castro, mentre Tarquinia perde una "stellina marina" passando dalle tre vele dell'anno scorso alle due di quest'anno.
Più numerose sono invece le vele per i siti lacustri del viterbese. In tutto sono ventidue le perle del Lazio, tra località marine e lacustri, fregiate con le "vele" della guida Blu 2009 di Legambiente, edita dal Touring Club Italiano.
Nessuna località può fregiarsi del top delle "5 vele", quindi sul fronte del mare in vetta alla classifica rimane abbastanza saldamente Ventotene con 4 vele.
Tre vele a Montalto di Castro, Sperlonga e Gaeta. Due vele a Sabaudia, Ostia , Ponza, San Felice Circeo, Santa Marinella e Tarquinia, unica località a perdere una posizione.
Si fermano invece a una vela: Anzio e Nettuno che rientra in classifica. Si amplia la sezione laghi della Guida Blu, che nel Lazio sul fronte delle acque dolci vede 4 vele assegnate ad Anguillara Sabazia sul lago di Martignano e Montefiascone sul lago di Bolsena; 3 vele a Bracciano e Anguilara Sabazia per il lago di Bracciano, ma anche a Bolsena e Nemi, che però perde una vela; Due vele a Trevignano Romano sul lago di Bracciano, che perde una vela, e alle località di Ronciglione e Caprarola sul lago di Vico, oltre che a Castel Gandolfo, sul lago di Albano, che invece ne guadagna una.
Più numerose sono invece le vele per i siti lacustri del viterbese. In tutto sono ventidue le perle del Lazio, tra località marine e lacustri, fregiate con le "vele" della guida Blu 2009 di Legambiente, edita dal Touring Club Italiano.
Nessuna località può fregiarsi del top delle "5 vele", quindi sul fronte del mare in vetta alla classifica rimane abbastanza saldamente Ventotene con 4 vele.
Tre vele a Montalto di Castro, Sperlonga e Gaeta. Due vele a Sabaudia, Ostia , Ponza, San Felice Circeo, Santa Marinella e Tarquinia, unica località a perdere una posizione.
Si fermano invece a una vela: Anzio e Nettuno che rientra in classifica. Si amplia la sezione laghi della Guida Blu, che nel Lazio sul fronte delle acque dolci vede 4 vele assegnate ad Anguillara Sabazia sul lago di Martignano e Montefiascone sul lago di Bolsena; 3 vele a Bracciano e Anguilara Sabazia per il lago di Bracciano, ma anche a Bolsena e Nemi, che però perde una vela; Due vele a Trevignano Romano sul lago di Bracciano, che perde una vela, e alle località di Ronciglione e Caprarola sul lago di Vico, oltre che a Castel Gandolfo, sul lago di Albano, che invece ne guadagna una.
"Sono tanti i luoghi davvero belli della nostra costa, con paesaggi e aree costiere tutte da tutelare e valorizzare, ma quasi sempre assediate da tanti problemi poco affrontati, dal traffico dovuto ad una scarsa programmazione del trasporto pubblico, all'assalto del cemento alle spiagge, con una scarsa attenzione a sostenibilità, rifiuti e fonti rinnovabili - dichiara Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio - Sul mare del Lazio si conferma una certa staticità rispetto alle scelte delle amministrazioni locali: dieci località su dodici restano allo stesso posto, una perde un posizione, ma soprattutto nessuna fa registrare un miglioramento."
"Un contesto in cui si deve far leva sulle positive iniziative regionali sulla depurazione per migliorare le acque - insiste Parlati - e sulla definizione di parametri di qualità per le strutture balneari e ricettive, per imprimere quella svolta che serve al futuro della nostra costa.Insomma c'è molto da fare per migliorare il mare laziale, una risorsa importantissima di cui la Regione dispone e che deve saper proteggere ed utilizzare al meglio
Servono scelte più coraggiose in termini di riqualificazione, valorizzazione ed innovazione, che puntino sulla sostenibilità, incoraggiando le scelte degli imprenditori verso mezzi pubblici, ciclabilità, raccolta differenziata, energie rinnovabili e risparmio idrico, prodotti tipici e tradizionali, ma anche servizi per i diversamente abili."
giovedì, maggio 28, 2009
Stasera il Gran Ballo delle Debuttanti
Una tradizione che si ripete ormai da quattro anni. É il "Gran Ballo delle Debuttanti" organizzato dalla Scuola Sottufficiali dell'Esercito. Le danze si apriranno stasera alle 19,30 e vedrà come protagonisti i Marescialli del 9° Corso "Fierezza" in occasione delle celebrazioni per il conseguimento della laurea di 1° livello in
Venti giovani debuttanti, accompagnate dai Marescialli, infatti, saranno al centro della scena per una "notte magica", caratterizzata dalle particolari ambientazioni, dalle musiche romantiche e dalle uniformi storiche dei loro cavalieri.
L'evento, organizzato dai Marescialli, rinnova tra l'altro la loro vicinanza all'Associazione onlus "Beatrice" di Viterbo, da numerosi anni impegnata nella lotta al tumore al seno, devolvendo il ricavato della serata all'acquisto di un mammografo digitale per il reparto di radiologia dell'ospedale cittadino "S.Rosa".
Domani mattina invece alle 11, sempre alla Scuola Sottufficiali di Viterbo, verrà conferita la Laurea di 1° livello in
Alla presenza del Comandante delle Scuole dell'Esercito, del Generale di Corpo d'Armata Angelo Dello Monaco, e del Magnifico Rettore dell'Università degli Studi della Tuscia, Marco Mancini, saranno conferiti i titoli di studio, traguardo della carriera universitaria.
Alla cerimonia parteciperanno anche esponenti delle amministrazioni locali e religiose, il corpo docente dell'ateneo e una vasta rappresentanza di cittadini, oltre ai familiari e agli amici dei Mare-scialli neolaureati.
L'intensa preparazione alla quale vengono sottoposti gli allievi è finalizzata a formare Marescialli perfettamente in grado di esercitare la funzione di Comandanti di Plotone delle Forze Operative dell'Esercito, sia in territorio nazionale sia nell'ambito di operazioni all'estero.Il corso di laurea è il punto nodale di collaborazione tra il mondo militare e quello universitario, ed è frutto di una convenzione stipulata nel 1998 con lo scopo di fornire ai Marescialli una preparazione culturale e professionale che consenta loro di gestire un potenziale di risorse umane e materiali di alto livello
"Scienze Organizzative e Gestionali."La cerimonia, che è di coronamento alla prossima conclusione dell'impegnativo ciclo di studi dei giovani sottufficiali, offre alle giovani la possibilità di vivere un sogno romantico.
Venti giovani debuttanti, accompagnate dai Marescialli, infatti, saranno al centro della scena per una "notte magica", caratterizzata dalle particolari ambientazioni, dalle musiche romantiche e dalle uniformi storiche dei loro cavalieri.
L'evento, organizzato dai Marescialli, rinnova tra l'altro la loro vicinanza all'Associazione onlus "Beatrice" di Viterbo, da numerosi anni impegnata nella lotta al tumore al seno, devolvendo il ricavato della serata all'acquisto di un mammografo digitale per il reparto di radiologia dell'ospedale cittadino "S.Rosa".
Domani mattina invece alle 11, sempre alla Scuola Sottufficiali di Viterbo, verrà conferita la Laurea di 1° livello in
"Scienze Organizzative e Gestionali"ai Marescialli del 9° Corso "Fierezza" che, terminato il ciclo di studi triennale, si apprestano a lasciare l'Istituto di formazione.
Alla presenza del Comandante delle Scuole dell'Esercito, del Generale di Corpo d'Armata Angelo Dello Monaco, e del Magnifico Rettore dell'Università degli Studi della Tuscia, Marco Mancini, saranno conferiti i titoli di studio, traguardo della carriera universitaria.
Alla cerimonia parteciperanno anche esponenti delle amministrazioni locali e religiose, il corpo docente dell'ateneo e una vasta rappresentanza di cittadini, oltre ai familiari e agli amici dei Mare-scialli neolaureati.
L'intensa preparazione alla quale vengono sottoposti gli allievi è finalizzata a formare Marescialli perfettamente in grado di esercitare la funzione di Comandanti di Plotone delle Forze Operative dell'Esercito, sia in territorio nazionale sia nell'ambito di operazioni all'estero.Il corso di laurea è il punto nodale di collaborazione tra il mondo militare e quello universitario, ed è frutto di una convenzione stipulata nel 1998 con lo scopo di fornire ai Marescialli una preparazione culturale e professionale che consenta loro di gestire un potenziale di risorse umane e materiali di alto livello
martedì, maggio 26, 2009
Le iniziative di Unicittà
Una giornata di eventi animata da tutte le associazioni universitarie della città. Oggi pomeriggio, a partire dalle 15 fino alle 24 al via Unicittà: grazie alla collaborazione e gentile concessione degli spazi da parte del preside della Facoltà di Lingue,Gaetano Platania, della direzione amministrativa e del rettorato dell'Università degli Studi della Tuscia, il complesso di S.Maria in Gradi accoglierà gli stand informativi delle associazioni e dell'Università, il Mercatoaltro con la partecipazione di Bottega Mani Unite - Mercato Equosolidale, Emergency, Stampa Alternativa, Pat Bags, Mappe Corsare etnico, Tuscia Viterbese, Università della Tuscia e soprattutto con uno spazio ai destinato ai giovani.
Dopo l'apertura ufficiale alle 15,30 con il saluto del preside della facoltà di Lingue e la presentazione del programma da parte degli organizzatori, si apriranno i lavori.
Si inizia con le mostre all'interno del blocco studenti: Eleonora Stassi (fotografia), Frammenti a cura di Asbec/Odisseo (fotografia), Giacomo Malagese (pittura), Gabriele Codoni (fumetto); spazio anche alla scultura con le creazioni di Marco Foglietta esposte all'interno del foyer dell'Auditorium dell'Università e alle sculture in tufo di Gilberto Curre che si esibirà anche in estemporanea creando un'opera dedicata all'evento.
Per le installazioni all'esterno c'è la
Alle 17, mentre i Writers e gli artisti di strada, iniziano la loro esibizione in estemporanea, i rappresentanti delle associazioni universitarie attuano un momentodi incontro e di dialogo sul ruolo e la funzione delle associazioni nell'ambito del mondo studentesco/universitario.
Alle 18 è il momento del teatro con lo spettacolo Blue angel machine, ispirato a Bukowski, per la regia di Andrea Peris e Fabio Porroni, con gli attori del Centro universitario teatrale di Viterbo.
Dalle 18,30 in poi tutta musica, si parte con l'Ensemble Vocale da Camera Rinascimentale Voci ad libitum, per passare alla musica reggae del gruppo della facoltà di Agraria San Isidoro Ska, il tutto arricchito da brevi interventi teatrali e da degustazione di vini e formaggi.
Alle 19.30 intervento delle autorità che hanno patrocinato l'evento. Dalle 20 kermesse di concerti musicali con: musiche tradizionali/Klezmer dell'Orchestra Minima Mysticanza e interventi vocali della cantautrice Maria Laura Ronzoni e dell'attrice Valeria Pinzi; il rap dei Progetto Garage e Tigna; il funky/rock dei Circle; il rock degli Explosion fino a chiudere alle 23.30 con il rock/power pop dei La Reverì
Dopo l'apertura ufficiale alle 15,30 con il saluto del preside della facoltà di Lingue e la presentazione del programma da parte degli organizzatori, si apriranno i lavori.
Si inizia con le mostre all'interno del blocco studenti: Eleonora Stassi (fotografia), Frammenti a cura di Asbec/Odisseo (fotografia), Giacomo Malagese (pittura), Gabriele Codoni (fumetto); spazio anche alla scultura con le creazioni di Marco Foglietta esposte all'interno del foyer dell'Auditorium dell'Università e alle sculture in tufo di Gilberto Curre che si esibirà anche in estemporanea creando un'opera dedicata all'evento.
Per le installazioni all'esterno c'è la
"Macchina intona rumori Futurista"di Matteo Maienza, nata per festeggiare il centenario del Futurismo e un'installazione a cura di Gabriele Codoni e Matteo Maienza.
Alle 17, mentre i Writers e gli artisti di strada, iniziano la loro esibizione in estemporanea, i rappresentanti delle associazioni universitarie attuano un momentodi incontro e di dialogo sul ruolo e la funzione delle associazioni nell'ambito del mondo studentesco/universitario.
Alle 18 è il momento del teatro con lo spettacolo Blue angel machine, ispirato a Bukowski, per la regia di Andrea Peris e Fabio Porroni, con gli attori del Centro universitario teatrale di Viterbo.
Dalle 18,30 in poi tutta musica, si parte con l'Ensemble Vocale da Camera Rinascimentale Voci ad libitum, per passare alla musica reggae del gruppo della facoltà di Agraria San Isidoro Ska, il tutto arricchito da brevi interventi teatrali e da degustazione di vini e formaggi.
Alle 19.30 intervento delle autorità che hanno patrocinato l'evento. Dalle 20 kermesse di concerti musicali con: musiche tradizionali/Klezmer dell'Orchestra Minima Mysticanza e interventi vocali della cantautrice Maria Laura Ronzoni e dell'attrice Valeria Pinzi; il rap dei Progetto Garage e Tigna; il funky/rock dei Circle; il rock degli Explosion fino a chiudere alle 23.30 con il rock/power pop dei La Reverì
Sergio Fravolini, presidente di Aism: Non fidatevi delle cellule staminali
"No ai viaggi della speranza che promettono cure efficaci con le cellule staminali."Questo l'accorato appello di Sergio Fravolini, presidente di Aism (Associazione italiana sclerosi multipla) davanti al crescente numero di portatori di sclerosi che si affidano al trapianto di cellule staminali all'estero nella comprensibile speranza di guarire da una patologia per la quale attualmente non esiste cura definitiva.
Un fenomeno in forte crescita che vede medici o presunti tali in tutto il mondo assicurare di essere in grado di praticare terapie a base di staminali capaci di curare quasi tutto dalla calvizie all'Alzheimer passando per la sclerosi multipla.
Questa situazione aumenta lo sconcerto tra le persone malate che se, mentre da un lato, hanno l'impellente necessità di sapere se e quali sono le speranze concrete di poter accedere a terapie realmente efficaci, dall'altro percepiscono la mancanza di adeguati canali d'informazione che le possano aiutare a scegliere in modo consapevole se sottoporsi o meno a tali terapie.
"Un fenomeno quello dei viaggi della speranza in forte crescita anche nel viterbese - esordisce Sergio Fravolini -.Lungi dallo screditare la validità futura di tale terapia è fondamentale sottolineare che si tratta di una pratica ancora in fase sperimentale.
Non sono poche le persone affette da sclerosi multipla che si lasciano convincere che l'impianto di cellule staminali possa guarirli definitivamente da un male per il quale attualmente non ci sono cure che possano garantirlo.
Mi sono trovato in molti casi a sconsigliare questo tipo di terapia non solo perché è ancora in fase sperimentale ma sopratutto in quanto è qualcosa che mette a serio rischio la vita delle persone che vi si sottopongono."
"Normalmente quando si sperimenta una cura deve essere studiata in tre fasi fondamentali, laboratorio, farmacia, uomo, prima di essere adottata - spiega - Attualmente siamo ancora alla fase uno.Il costo dell'impianto praticato in vari paesi del mondo dalla Cina alla Thailandia, dalla Republica Domenicana a Manila e a Barbado's è davvero esorbitante.
Al Sant'Orsola di Bologna lo stanno sperimentando sulle scimmie ma siamo ancora lontani da una soluzione definitiva.
Ci vorranno almeno dieci anni, prima che i ricercatori possano fornirci una risposta certa. I medici che promettono guarigioni miracolose a base di staminali sono solo interessati ai soldi."
"Si parte dai 25 mila euro senza contare il costo del viaggio. Una cifra assurda per una cura che non è in grado di garantire nulla, anzi l'unica cosa che assicura sono gli eventuali e gravissimi effetti collaterali che molto spesso portano a spaventosi tumori sparsi in tutto il corpo - continua -.lievi effetti collaterali
Ho visto casi di pazienti morti in giro di pochi mesi perchè i "
" preannunciati dai medici che avevano praticato l'intervento si sono rivelati mortali.L'unica strada da percorrere, dunque, è quella dettata dalle cure convenzionali, immunoglobuline, immunosoppressori ed immunomodulatori, che se da un lato non possono promettere una guarigione definitiva aiutano a tenere sotto controllo la malattia e vivere una vita normale.
Ho conosciuto una ragazza che si era sottoposta all'impianto di staminali e che in pochissimi mesi è stata colpita da quattro tumori al cervello."
"Non è stato facile neanche per me riuscire a stabilizzare la malattia - conclude Sergio Fravolini affetto da sclerosi multipla da quasi dieci anni e che è riuscito a portare avanti studi approfonditi sul suo stesso corpo per migliorare la sua condizione - È' stata dura, ma fortunatamente non ho mollato.
Oggi posso vivere una vita normale"
giovedì, maggio 21, 2009
Forme e colori della terra di Tuscia vinta da Isa Doganieri,
Un particolare vocazione per il creare con le mani Isa Doganieri, la ceramista vincitrice della terza edizione della mostra-concorso "Forme e colori della terra di Tuscia", l'ha sempre avuta.
Iniziò giovanissima con il cuoio, una pratica che l'ha vista viaggiare per i luoghi più incantevoli del Paese insieme a quello che in quel momento le dava la possibilità di esprimere una spiccata creatività splendidamente declinata al femminile, la stessa che oggi si traduce in opere ceramiche di alto valore artigianale.
Ma è solo dopo aver conosciuto questo territorio che ha dato inizio a quella che diventò ben presto una passione che l'avrebbe portata a scoprire non solo una pratica artigianale antichissima, ma anche tutte quelle dinamiche culturali, sociali e storiche ad essa legate che hanno lasciato un segno indelebile in tutte le civiltà.
Qualcosa che nel divenire del tempo, delle mode e della serialità delle produzioni spesso si è andata perdendo.
Insieme al marito Pietro, oggi titolare della Fornace Cellenese dove si producono preziosi mattoni in cotto interamente realizzati a mano secondo le tecniche dei mastri fornaciari di una volta,
Contemporaneamente, però, si avvicina anche alla tradizione ceramica locale etrusca ma anche quella che normalmente non è menzionata nei musei.
Entrambe le studia, le plasma, le reinterpreta dando vita ad opere davvero molto belle e, non da meno, utili.
Iniziò giovanissima con il cuoio, una pratica che l'ha vista viaggiare per i luoghi più incantevoli del Paese insieme a quello che in quel momento le dava la possibilità di esprimere una spiccata creatività splendidamente declinata al femminile, la stessa che oggi si traduce in opere ceramiche di alto valore artigianale.
Ma è solo dopo aver conosciuto questo territorio che ha dato inizio a quella che diventò ben presto una passione che l'avrebbe portata a scoprire non solo una pratica artigianale antichissima, ma anche tutte quelle dinamiche culturali, sociali e storiche ad essa legate che hanno lasciato un segno indelebile in tutte le civiltà.
Qualcosa che nel divenire del tempo, delle mode e della serialità delle produzioni spesso si è andata perdendo.
Insieme al marito Pietro, oggi titolare della Fornace Cellenese dove si producono preziosi mattoni in cotto interamente realizzati a mano secondo le tecniche dei mastri fornaciari di una volta,
"conoscemmo un vecchio artigiano che amava moltissimo il suo lavoro - esordisce Isa Doganieri -.e fu proprio all'interno dell'attività rilevata insieme al marito che Isa iniziò a sperimentare quanto speciale fosse l'argilla della valle dei Calanchi e quanta possibilità di creare mettesse a disposizione.
Svolgeva un mestiere splendido, un mestiere che non solo non avevamo mai visto fare prima, ma di cui non avremmo più sospettato l'esistenza o meglio la persistenza nell'era contemporanea di questo nostro Occidente.
Questo maestro di una volta ci incoraggiò ad acquistare l'antica fornace e ci diede sopratutto la possibilità di conoscere una realtà che affonda le sue radici in un passato antichissimo, quando la lavorazione della creta era parte integrante e fondamentale di questa terra."
"Grazie all'amica ed eccellente ceramista Alessandra Piso ho avuto la possibilità di cimentarmi in questa affascinante pratica artigianale - racconta -.Da questo momento inizia un susseguirsi di prove e sperimentazioni. Inizialmente cominciò a studiare la ceramica africana con le sue forme sinuose e le decorazioni stilizzate, le modalità di lavorazione e l'utilizzo che ancora oggi se fa.
È per merito suo che ho avuto la possibilità di conoscere alcuni artigiani provenienti dalle Isole Canarie che mi hanno insegnato non solo la lavorazione della creta tipica loro terra, ma anche l'amore per questo mestiere."
Contemporaneamente, però, si avvicina anche alla tradizione ceramica locale etrusca ma anche quella che normalmente non è menzionata nei musei.
"Gran parte dei paesini della provincia viterbese, sopratutto quelli in cui la lavorazione della creata è antica vocazione divennero luoghi di costante scoperta - spiega -.Dall'Africa alla Tuscia, esplorando le radici di due culture apparentemente molto differenti tra loro, Isa capisce che in realtà sono molto più simili di quanto si possa immaginare.
Andavo a caccia di tutti quegli oggetti che in tempo erano di uso quotidiano. Ho scoperto un mondo di forme, tecniche splendide, un mondo spesso perduto e di cui raramente se ne ha traccia.
Oggi di quel tesoro fatto di brocche, pratiche artigianali squisite, di stoviglie quotidiane e di utensili più diversi, se ne sa poco o nulla.
Nessuno li riproduce più e nessuno se ne ricorda. Ed il mio intento è proprio quello di recuperare questo immenso patrimonio non solo perché rappresenta le nostre radici ma anche perché le persone possano riavvicinarsi a questa cultura e allo stesso tempo riutilizzarla."
Entrambe le studia, le plasma, le reinterpreta dando vita ad opere davvero molto belle e, non da meno, utili.
"La mie creazioni, se da un lato rappresentano oggetti d'arredo molto particolari - continua - dall'altro offrono la possibilità di essere vissute quotidianamente e non semplicemente chiuse in una vetrina.
L'opera vincitrice di 'Forme e colori', ad esempio, non è soltanto qualcosa di bello da guardare ma è utile più di quanto si possa pensare.
Ed è proprio questo che mi appassiona di più - conclude -. Le tradizioni e gli oggetti che ci arrivano da lontano, gli stessi che hanno arredato secoli di vita quotidiana delle civiltà più diverse, non sono solo tesoro di cui fare memoria, ma sopratutto qualcosa da poter godere ancora da apprezzare, da far rivivere..."
mercoledì, maggio 20, 2009
Maschere: Servi e Padroni: la Commedia dell'Arte in piazza San Pellegrino
La Commedia dell'Arte torna in strada, sua vecchia collocazione. Stamani alle 10,45 Piazza San Pellegrino ospita il debutto dello spettacolo "Maschere: Servi e Padroni", inserito nel progetto Attività di Formazione Europea promosso dall'assessorato alle Politiche comunitarie della Provincia di Viterbo.
Si tratta di un progetto culturale dell'Associazione Teatro ricerche di Tuscania, membro attivo del Comitato Nazionale per la Salvaguardia della Commedia dell'Arte, realizzato in collaborazione con il Liceo Scientifico "A.Meucci" di Ronciglione, con la direzione artistica di Mario Gallo, il coordinamento pedagogico di Luca Damiani, le coreografie di Rosanna Ripamonti e la partecipazione degli studenti Federica Begini, Silvia Bussone, Marta Martorelli, Giulia Tronca, Giulia Brilli, Irene Scialanca, Martina Cipollari, Isabel Mattei, Tim Mazrekaj, Cristina Marino, Luigi Morales e Flavia Vittorini.Partner dell'iniziativa sono il Ministero dell'Istruzione dell'Università e della Ricerca e alcuni istituti scolastici di Grecia e Inghilterra.
Il progetto ha l'obiettivo di trasmettere alle nuove generazioni del territorio la tradizione della Commedia dell'Arte, una tradizione tutta italiana, che ha dato origine all'evoluzione del teatro moderno europeo.
Le maschere della Commedia dell'Arte (Arlecchino, Pantalone, Balanzone, Brighella e altre ancora) nascono in Italia nel XVI secolo e si diffondono in tutta Europa.
Il loro è un linguaggio diretto, dinamico, ironico, e con un valore aggiunto: l'improvvisazione. Il percorso educativo e artistico portato avanti nel progetto sottolinea la necessità di investire sulla persona, sulla sua formazione culturale, sociale ed estetica, per educare i giovani alla cooperazione tra i popoli, e allo scambio delle diversità culturali, in un clima di solidarietà reciproca.
Gli istituti scolastici di Grecia e Inghilterra svilupperanno lo stesso progetto nelle rispettive nazioni, e lo scambieranno con l'esperienza italiana sulla Commedia dell'Arte.
La tragedia greca e Shakespeare saranno gli eventi ospitati a Viterbo, a partire dal prossimo anno scolastico, inseriti in una rassegna teatrale multiculturale all'interno della quale studenti greci, inglesi e italiani si confronteranno sulla storia e sulla tradizione delle proprie origini culturali.
La Provincia di Viterbo ritiene di sottolineare che la Commedia dell'Arte è elemento unificatore e formativo nei riguardi delle nuove generazioni, e intende attivarsi presso il Governo Italiano per coniugare tutti i soggetti istituzionali preposti ad adottare il riconoscimento della Commedia dell'Arte come patrimonio culturale immateriale nazionale e come materia d'insegnamento
Si tratta di un progetto culturale dell'Associazione Teatro ricerche di Tuscania, membro attivo del Comitato Nazionale per la Salvaguardia della Commedia dell'Arte, realizzato in collaborazione con il Liceo Scientifico "A.Meucci" di Ronciglione, con la direzione artistica di Mario Gallo, il coordinamento pedagogico di Luca Damiani, le coreografie di Rosanna Ripamonti e la partecipazione degli studenti Federica Begini, Silvia Bussone, Marta Martorelli, Giulia Tronca, Giulia Brilli, Irene Scialanca, Martina Cipollari, Isabel Mattei, Tim Mazrekaj, Cristina Marino, Luigi Morales e Flavia Vittorini.Partner dell'iniziativa sono il Ministero dell'Istruzione dell'Università e della Ricerca e alcuni istituti scolastici di Grecia e Inghilterra.
Il progetto ha l'obiettivo di trasmettere alle nuove generazioni del territorio la tradizione della Commedia dell'Arte, una tradizione tutta italiana, che ha dato origine all'evoluzione del teatro moderno europeo.
Le maschere della Commedia dell'Arte (Arlecchino, Pantalone, Balanzone, Brighella e altre ancora) nascono in Italia nel XVI secolo e si diffondono in tutta Europa.
Il loro è un linguaggio diretto, dinamico, ironico, e con un valore aggiunto: l'improvvisazione. Il percorso educativo e artistico portato avanti nel progetto sottolinea la necessità di investire sulla persona, sulla sua formazione culturale, sociale ed estetica, per educare i giovani alla cooperazione tra i popoli, e allo scambio delle diversità culturali, in un clima di solidarietà reciproca.
Gli istituti scolastici di Grecia e Inghilterra svilupperanno lo stesso progetto nelle rispettive nazioni, e lo scambieranno con l'esperienza italiana sulla Commedia dell'Arte.
La tragedia greca e Shakespeare saranno gli eventi ospitati a Viterbo, a partire dal prossimo anno scolastico, inseriti in una rassegna teatrale multiculturale all'interno della quale studenti greci, inglesi e italiani si confronteranno sulla storia e sulla tradizione delle proprie origini culturali.
La Provincia di Viterbo ritiene di sottolineare che la Commedia dell'Arte è elemento unificatore e formativo nei riguardi delle nuove generazioni, e intende attivarsi presso il Governo Italiano per coniugare tutti i soggetti istituzionali preposti ad adottare il riconoscimento della Commedia dell'Arte come patrimonio culturale immateriale nazionale e come materia d'insegnamento
Raccontare per immagini, cantastorie del terzo millennio
Le immagini che diventano testimonianza. Sarà presentato oggi pomeriggio alle 18,30 a il progetto "Raccontare per immagini, cantastorie del terzo millennio" che prevede un percorso illustrato.
In mostra otto libri degli allievi del 1° Corso Sperimentale "Raccontare per immagini" progetto didattico di Marcella Brancaforte a cura di Arci Solidarietà Viterbo - 1° Circolo Didattico Viterbo.
Illustrano Beatrice Davies, Ivan Cappelli, Fiora Giovino, Francesca Monarca, Laura Ponti, Alfonso Prota, Lorenzo Ricci, Dario Rossi, foto di Elisa Ponti, testi e designdi Marcella Brancaforte, direzione artistica di Officine Culturali: Ione Kerr Ciccioli.
Previsto anche un video con immagini da un laboratorio con gli allievi della Scuola Secondaria "Ildovaldo Ridolfi" di Tuscania in collaborazione con Officine Culturali da un coordinamento tra Marcella Brancaforte, illustrazione Saskia Menting, teatro di figura Thorsten Metz, video Elena Mozzetta, teatro, musica Augusto Terenzi, teatro di figura.
Apertura: dal lunedì al venerdì ore15/19 - il sabato ore9/13, fino al 24 maggio 2009 a Tuscania nell'ex Chiesa di Santa Croce con ingresso libero.
Marcella Brancaforte nasce a Catania nel 1963. Laureatasi in Progettazione Grafica all' I.s.i.a. di Urbino con tesi sull' Illustrazione, si trasferisce a Milano nel 1987, dove inizia l'attività di illustratrice per periodici, per pubblicità e di libri per adulti e ragazzi in Italia e all'estero.Dal 1988 si occupa anche di didattica e formazione, iniziando ad insegnare "Illustrazione della fiaba" e "Illustrazione editoriale" presso la Scuola del Fumetto di Milano.Dal 1998 vive e lavora a Tuscania dove nel 2002 apre "Ingresso libero ", spazio polivalente per mostre e laboratori per bambini e adulti.
Nel1995 decora carretti Siciliani presso la Bottega del Maestro Domenico Di Mauro ad Aci S.Antonio (Ct)..
Risale al 2001 "Closlieu"- Il chiostro dei colori - Incontro con Arno Stern presso la Biblioteca Comunale di Orvieto.
Nel 2005 attua un percorso di ricerca sul cartellone dei cantastorie siciliani. Nell'ambito degli zodiaci, le illustrazioni di Marcella Brancaforte appaiono su "Astra" dal 1987 ad oggi.
La collaborazione felice con questa nota testata e con la sua redazione le ha reso possibile specializzarsi e rinnovarsi continuamente.
Illustra anche tarocchi e oroscopi per numerose case editrici e periodici in Italia e all'estero. collabora con diverse Agenzie di Pubblicità italiane (Young& Rubicam, Saatchi & Saatchi , Vertigo Design, Artattackadvertising, Franco Gaffuri, Advantage, Unica, Haunag Design).
Il suo stile personale si adatta occasionalmente anche a questo tipo di comunicazione
In mostra otto libri degli allievi del 1° Corso Sperimentale "Raccontare per immagini" progetto didattico di Marcella Brancaforte a cura di Arci Solidarietà Viterbo - 1° Circolo Didattico Viterbo.
Illustrano Beatrice Davies, Ivan Cappelli, Fiora Giovino, Francesca Monarca, Laura Ponti, Alfonso Prota, Lorenzo Ricci, Dario Rossi, foto di Elisa Ponti, testi e designdi Marcella Brancaforte, direzione artistica di Officine Culturali: Ione Kerr Ciccioli.
Previsto anche un video con immagini da un laboratorio con gli allievi della Scuola Secondaria "Ildovaldo Ridolfi" di Tuscania in collaborazione con Officine Culturali da un coordinamento tra Marcella Brancaforte, illustrazione Saskia Menting, teatro di figura Thorsten Metz, video Elena Mozzetta, teatro, musica Augusto Terenzi, teatro di figura.
Apertura: dal lunedì al venerdì ore15/19 - il sabato ore9/13, fino al 24 maggio 2009 a Tuscania nell'ex Chiesa di Santa Croce con ingresso libero.
Marcella Brancaforte nasce a Catania nel 1963. Laureatasi in Progettazione Grafica all' I.s.i.a. di Urbino con tesi sull' Illustrazione, si trasferisce a Milano nel 1987, dove inizia l'attività di illustratrice per periodici, per pubblicità e di libri per adulti e ragazzi in Italia e all'estero.Dal 1988 si occupa anche di didattica e formazione, iniziando ad insegnare "Illustrazione della fiaba" e "Illustrazione editoriale" presso la Scuola del Fumetto di Milano.Dal 1998 vive e lavora a Tuscania dove nel 2002 apre "Ingresso libero ", spazio polivalente per mostre e laboratori per bambini e adulti.
Nel1995 decora carretti Siciliani presso la Bottega del Maestro Domenico Di Mauro ad Aci S.Antonio (Ct)..
Risale al 2001 "Closlieu"- Il chiostro dei colori - Incontro con Arno Stern presso la Biblioteca Comunale di Orvieto.
Nel 2005 attua un percorso di ricerca sul cartellone dei cantastorie siciliani. Nell'ambito degli zodiaci, le illustrazioni di Marcella Brancaforte appaiono su "Astra" dal 1987 ad oggi.
La collaborazione felice con questa nota testata e con la sua redazione le ha reso possibile specializzarsi e rinnovarsi continuamente.
Illustra anche tarocchi e oroscopi per numerose case editrici e periodici in Italia e all'estero. collabora con diverse Agenzie di Pubblicità italiane (Young& Rubicam, Saatchi & Saatchi , Vertigo Design, Artattackadvertising, Franco Gaffuri, Advantage, Unica, Haunag Design).
Il suo stile personale si adatta occasionalmente anche a questo tipo di comunicazione
martedì, maggio 19, 2009
Festa dei Pugnaloni di Acquapendente
Una giornata di quelle da ricordare, almeno per il gruppo Comb (bozzetto di Rita Pepparulli) che si è aggiudicato l'edizione 2009 della festa dei Pugnaloni, organizzata impeccabilmente e magnificamente dalla Pro Loco del presidente Roberto Riccetti.
I verderossi, hanno superato nella graduatoria finale il gruppo Centro (bozzetto di Fabrizio Nardini), il gruppo Costa San Pietro (bozzetto di Tiziana Lombardelli), il gruppo Rugarella (bozzetto Luca Lombardelli), il gruppo Prima equipe via del Fiore (bozzetto Paolo Marziali) e il gruppo Sas (bozzetto di Giuseppe Copponi).
La giuria tecnica ha ritenuto di non classificare tra i primi sei della graduatoria i gruppi Acquaviva (bozzetto Federico Del Croce), il gruppo Barbarossa (bozzetto di Giuliano Mancini), il gruppo Blu Cobalto via Francigena (bozzetto di Paolo Palla e Silvia Bartolomei) il gruppo Gnf (bozzetto Giulio Bartolomei), il gruppo Gfa (bozzetto di Roberto e Riccardo Urbano) il gruppo Prima equipe Torre San Marco (bozzetto di Martina Muzi), il gruppo Sei più sei (bozzetto di Marcello Rossi) ed infine il gruppo Selecao (bozzetto di Veronica Regoli).
Prima della premiazione, è stato comunicato il nominativo del Signore di Mezzo Maggio che nell'anno 2010 affiancherà la stessa Pro Loco nell'organizzazione della festa: Massimo Nardini proveniente da Previo San Rocco.
Un ringraziamento infine, da parte degli organizzatori, è andato a Carlo Mattei Signore 2009 che
I verderossi, hanno superato nella graduatoria finale il gruppo Centro (bozzetto di Fabrizio Nardini), il gruppo Costa San Pietro (bozzetto di Tiziana Lombardelli), il gruppo Rugarella (bozzetto Luca Lombardelli), il gruppo Prima equipe via del Fiore (bozzetto Paolo Marziali) e il gruppo Sas (bozzetto di Giuseppe Copponi).
La giuria tecnica ha ritenuto di non classificare tra i primi sei della graduatoria i gruppi Acquaviva (bozzetto Federico Del Croce), il gruppo Barbarossa (bozzetto di Giuliano Mancini), il gruppo Blu Cobalto via Francigena (bozzetto di Paolo Palla e Silvia Bartolomei) il gruppo Gnf (bozzetto Giulio Bartolomei), il gruppo Gfa (bozzetto di Roberto e Riccardo Urbano) il gruppo Prima equipe Torre San Marco (bozzetto di Martina Muzi), il gruppo Sei più sei (bozzetto di Marcello Rossi) ed infine il gruppo Selecao (bozzetto di Veronica Regoli).
Prima della premiazione, è stato comunicato il nominativo del Signore di Mezzo Maggio che nell'anno 2010 affiancherà la stessa Pro Loco nell'organizzazione della festa: Massimo Nardini proveniente da Previo San Rocco.
Un ringraziamento infine, da parte degli organizzatori, è andato a Carlo Mattei Signore 2009 che
"con il suo quotidiano impegno ha reso davvero splendida la festa stessa."Insomma, tutto ha funzionato per il meglio. E anche la bella giornata ha dato una mano alla riuscita della manifestazione che anno dopo anno si conferma sempre più di alto livello e continua ad attrarre un gran numero di turisti anche da fuori regione.
"Noi ce la mettiamo tutta - hanno sottolineato gli organizzatori - e oltre al gruppo vincitore sul podio ci sono sempre tutti quelli che, anche dietro le quinte, hanno contribuito a valorizzare la festa"
Bagnaia, un gioiello dimenticato da tutti
Ennesima puntata della storia senza fine. Nulla di nuovo bolle in pentola, i fatti sono sempre gli stessi. Ma l'epilogo di quella che assume sempre più caratteri tragicomici non sembra neanche lontanamente preannunciarsi.
Protagonista come più volte denunciato è Bagnaia, il paese, o meglio
A poco sono servite le richieste di cui si è fatto portavoce, più volte poste all'attenzione del sindaco Giulio Marini e degli assessori competenti, perché al degrado che regna nel paese un tempo dimora di duchi e cardinali si potesse dare una risposta esauriente.
Le magagne che soffocano la cittadina sono tante ed è possibile visionarle a chiare lettere sull'elenco stilato in presenza del sindaco e degli assessori Arena e Galati precisamente il 4 aprile scorso, quando una delegazione della Polivalente si è recata a Palazzo dei Priori per avere le risposte che nel susseguirsi delle amministrazioni comunali
Dai lavori mai finiti del parcheggio di valle Pierina agli abusi edilizi perpetuati all'interno del centro storico, dal totale stato di abbandono degli immobili di proprietà del Comune di via Malatesta alle discariche a cielo aperto intorno alle mura del pese vecchio, dalla mai collaudata scala che conduce dal parcheggio di valle Pierina a villa Lante all'arredo urbano fatiscente, per non dire inesistente, sono davvero tanti e spiacevoli i problemi che avrebbero dovuto essere posti all'attenzione del consiglio comunale.
Ma qui di fatto nulla è cambiato.
Un problema al quale il consigliere Andrea Marcosano aveva garantito l'immediata risoluzione.
Protagonista come più volte denunciato è Bagnaia, il paese, o meglio
"quartiere dormitorio dimenticato ormai da decenni nell'ostinata indifferenza del Comune."Arduino Troili, presidente della polivalente La Torre, ultimo centro di aggregazione sopravvissuto oltre che "refugium peccatorum" di compaesani indignati, torna a denunciare una situazione a dir poco inaccettabile e non più tollerabile.
A poco sono servite le richieste di cui si è fatto portavoce, più volte poste all'attenzione del sindaco Giulio Marini e degli assessori competenti, perché al degrado che regna nel paese un tempo dimora di duchi e cardinali si potesse dare una risposta esauriente.
Le magagne che soffocano la cittadina sono tante ed è possibile visionarle a chiare lettere sull'elenco stilato in presenza del sindaco e degli assessori Arena e Galati precisamente il 4 aprile scorso, quando una delegazione della Polivalente si è recata a Palazzo dei Priori per avere le risposte che nel susseguirsi delle amministrazioni comunali
"nessuno ha avuto l'interesse di dare."
"Dopo le innumerevoli denunce indirizzate al Comune sotto forma di missive, raccolte di firme e mail siamo stati gentilmente accolti dal sindaco in persona che ci aveva garantito che le nostre ragioni sarebbero stare discusse nel successivo consiglio comunale - racconta Troili -.Con il lungo elenco in mano, scritto di pugno da uno degli assessori presenti, Troili inizia a commentare uno ad uno i diciassette punti dolenti che il sindaco si sarebbe impegnato di risolvere quanto prima.
Cosa che non credo sia mai avvenuto, visto che a Bagnaia nulla è cambiato, eccetto i lavori di pavimentazione del parcheggio ai piedi del borgo medievale per il quale tra l'altro avevamo presentato un progetto ben diverso."
Dai lavori mai finiti del parcheggio di valle Pierina agli abusi edilizi perpetuati all'interno del centro storico, dal totale stato di abbandono degli immobili di proprietà del Comune di via Malatesta alle discariche a cielo aperto intorno alle mura del pese vecchio, dalla mai collaudata scala che conduce dal parcheggio di valle Pierina a villa Lante all'arredo urbano fatiscente, per non dire inesistente, sono davvero tanti e spiacevoli i problemi che avrebbero dovuto essere posti all'attenzione del consiglio comunale.
Ma qui di fatto nulla è cambiato.
"Nulla di quello che ci avevano garantito è stato fatto - continua Troili -. Il nostro paese mai come in questi ultimi anni è stato così barbaramente abbandonato da tutti. Eppure si tratta di una realtà di indubbio valore turistico. Abbiamo uno dei giardini rinascimentali più belli d'Europa, un quartiere medievale splendido ma non sembra interessare a nessuno.Altra gravissima mancanza, per la quale le centinaia denunce rivolte al Comune non sono servite a nulla, è l'inspiegabile assenza del collegamento Adsl che priva i residenti e tutte le realtà economiche locali di un servizio di cui tutti gli abitanti delle zone limitrofe dispongono da tempo.
Si contano sulle dita i turisti che vengono a visitare i nostri monumenti. E come biasimarli? Basta percorrere le vie del centro per rendersi conto in che razza di paese ci si trovi.
L'arredo urbano è ridotto ai minimi termini per non dire che è inesistente, le piante di piazza XX settembre, che sarebbero dovute essere ripulite da tempo, stanno sollevando tutto il manto stradale intorno alle due storiche fontane, il tanto declamato vigile di quartiere che avrebbe dovuto monitorare il traffico del centro qui non lo abbiamo mai visto.
Per non parlare dei bagni pubblici: sono una vergogna c'è una parete sporca di sangue da mesi e mesi.
Abbiamo addirittura chiesto di chiuderli visto che tanto la speranza di renderli agibili è impensabile, ma neanche a questo hanno dato ascolto."
Un problema al quale il consigliere Andrea Marcosano aveva garantito l'immediata risoluzione.
"Capisco la grave crisi economica - conclude il presidente della polivalente La Torre - con la quale dobbiamo fare i conti, ma credo che a mancare non siano solo i soldi ma soprattutto l'interesse e la volontà politica di rivalutare il nostro paese"
venerdì, maggio 15, 2009
Museo della città e del territorio di Vetralla
Il Museo della città e del territorio entra a far parte del Sistema museale d'Ateneo, che verrà presentato dal rettore dell'Università della Tuscia, Marco Mancini domattina alle 10, presso l'aula convegni dell'Orto Botanico di Viterbo, durante l'inaugurazione dell'evento "Terra come Arte".
Con il progetto del Sistema museale, l'Università degli studi della Tuscia intende promuovere nuove forme di comunicazione interna ed esterna, alimentando una cultura di transdisciplinarità che è la base per uno sviluppo sostenibile.
Viene ora proposta come attività permanente dell'Università della Tuscia, così da promuovere la comunicazione della conoscenza, partendo dal dialogo tra la pratica dell'arte e la teoria della scienza.
Fitta la serie di iniziative dal 16 al 24 maggio, con la realizzazione di opere nel verde, laboratori creativi per giovani, performance, incontri con artisti ed esposizioni d'arte, presso l'Orto Botanico, nel suggestivo scenario delle sorgenti del Bullicame
"Ritengo che questo sia un importante traguardo - afferma Elisabetta De Minicis, direttrice del museo - e tengo a precisarlo soprattutto per coloro che a Vetralla, pur tra mille difficoltà, hanno creduto fin dall'inizio nel lavoro di Enrico Guidoni, ideatore del progetto di questa nuova tipologia museale.Molteplici le battaglie condotte dal museo in sinergia con le associazioni che ad esso fanno riferimento, dalla richiesta di adozione di un Piano per l'ornato nel centro storico, alla conservazione delle sue antiche pavimentazioni.
La cultura patrocinata da Vetralla - prosegue la De Minicis - viene di fatto proiettata, attraverso il Sistema museale, in una realtà più ampia proposta dall'Università della Tuscia, che la rende protagonista nella conservazione e valorizzazione della ricchezza del proprio territorio, azione svolta dalla struttura vetrallese da ormai oltre sedici anni."
"a questo proposito debbo dire che l'amministrazione comunale si è dimostrata sensibile alle nostre sollecitazioni - aggiunge la professoressa - ma ora che siamo ormai in dirittura d'arrivo nei lavori di recupero di un tratto della pavimentazione del centro storico, non vorrei che la fretta sia cattiva consigliera.L'Università è un'istituzione che produce cultura attraverso ricerca e didattica, e la cultura si diffonde attraverso la comunicazione.
Ritengo ad esempio che sia auspicabile il recupero delle lastre, soprattutto in piazza del Comune."
Con il progetto del Sistema museale, l'Università degli studi della Tuscia intende promuovere nuove forme di comunicazione interna ed esterna, alimentando una cultura di transdisciplinarità che è la base per uno sviluppo sostenibile.
"All'interno di Terra come Arte - sottolinea la direttrice - avremo un nostro spazio per esporre la ricerca sull'arte della lavorazione della canapa nel territorio vetrallese, condotta dalle associazioni Vetralla Città d'Arte e Diva Cassia onlus, insieme all'editore Davide Ghaleb"Terra come Arte nasce dieci anni fa, come iniziativa coordinata da Carlo Perone Pacifico, al fine di incrociare i saperi delle facoltà di Agraria e di Beni culturali per sensibilizzare i giovani ai valori della bellezza del territorio, alle tradizioni agricole, all'azione creativa.
Viene ora proposta come attività permanente dell'Università della Tuscia, così da promuovere la comunicazione della conoscenza, partendo dal dialogo tra la pratica dell'arte e la teoria della scienza.
Fitta la serie di iniziative dal 16 al 24 maggio, con la realizzazione di opere nel verde, laboratori creativi per giovani, performance, incontri con artisti ed esposizioni d'arte, presso l'Orto Botanico, nel suggestivo scenario delle sorgenti del Bullicame
Soriano nel Cimino in festa per Sant'Eutizio martire
Paese in festa da questa sera, con l'inizio del week end tutto dedicato al patrono, vale a dire Sant'Eutizio martire.
Tre giorni in cui, con una serie di iniziative ed eventi in gran parte religiosi, viene ricordato il protettore della cittadina cimina e il suo passaggio sul territorio.
Fin dalle prime ore del mattino si svolgono le funzioni religiose. Ed è proprio nella frazione che porta il suo nome che i fedeli arrivano, partendo dal centro del paese, con il tradizionale pellegrinaggio, che ogni anno vede una folta schiera di partecipanti.
La camminata tra le campagne termina con la visita guidata presso le catacombe. Si tratta di un area del IV secolo, attigua alla basilica del martire, con resti pittorici e materiali di corredo.
Notevole la presenza di un sepolcro ad edicola con affreschi raffiguranti gli apostoli Pietro e Paolo.Questa sera alle 21 invece per le vie del paese i facchini trasportano la statua di Sant'Eutizio nel corso della processione, accompagnata dalla banda musicale.
Domani invece, alle 15 ci sarà il torneo di calcio balilla dedicato soprattutto ai più giovani e alle 19,30 verrà aperta la taverna di Sant'Eutizio, presso il rione Papacqua dove, sia i cittadini sia i turisti, potranno degustare i piatti tipici della cucina locale.
Dopo cena nella piazza principale sarà la volta dello spettacolo comico "Un Sorriso per l'Estate" con la partecipazione di Dado e Carmine Farmaco, rispettivamente dai famosi programmi televisivi, Zelig e Colorado Cafè.
Anche domenica sarà una giornata intensa e piena di appuntamenti. La fanfara dei bersaglieri di Viterbo si esibirà in piazza Vittorio Emanuele nel pomeriggio, a seguire l'estrazione della tombola, e alle 21 lo spettacolo musicale della Marlon Brandy, la cover band di Ligabue.
La serata volgerà al termine con l'estrazione dei biglietti della lotteria, in palio come primo premio una Toyota Aigo, e con il tradizionale spettacolo pirotecnico
Tre giorni in cui, con una serie di iniziative ed eventi in gran parte religiosi, viene ricordato il protettore della cittadina cimina e il suo passaggio sul territorio.
Fin dalle prime ore del mattino si svolgono le funzioni religiose. Ed è proprio nella frazione che porta il suo nome che i fedeli arrivano, partendo dal centro del paese, con il tradizionale pellegrinaggio, che ogni anno vede una folta schiera di partecipanti.
La camminata tra le campagne termina con la visita guidata presso le catacombe. Si tratta di un area del IV secolo, attigua alla basilica del martire, con resti pittorici e materiali di corredo.
Notevole la presenza di un sepolcro ad edicola con affreschi raffiguranti gli apostoli Pietro e Paolo.Questa sera alle 21 invece per le vie del paese i facchini trasportano la statua di Sant'Eutizio nel corso della processione, accompagnata dalla banda musicale.
Domani invece, alle 15 ci sarà il torneo di calcio balilla dedicato soprattutto ai più giovani e alle 19,30 verrà aperta la taverna di Sant'Eutizio, presso il rione Papacqua dove, sia i cittadini sia i turisti, potranno degustare i piatti tipici della cucina locale.
Dopo cena nella piazza principale sarà la volta dello spettacolo comico "Un Sorriso per l'Estate" con la partecipazione di Dado e Carmine Farmaco, rispettivamente dai famosi programmi televisivi, Zelig e Colorado Cafè.
Anche domenica sarà una giornata intensa e piena di appuntamenti. La fanfara dei bersaglieri di Viterbo si esibirà in piazza Vittorio Emanuele nel pomeriggio, a seguire l'estrazione della tombola, e alle 21 lo spettacolo musicale della Marlon Brandy, la cover band di Ligabue.
La serata volgerà al termine con l'estrazione dei biglietti della lotteria, in palio come primo premio una Toyota Aigo, e con il tradizionale spettacolo pirotecnico
domenica, maggio 10, 2009
Yes we can diventa una mostra di artisti del pop surrealism
Testi sacri antichi e codici miniati: una mostra di particolare valore e, per certi versi, veramente unica, quella allestita presso la Residenza Nazareth delle Piccole Suore della Sacra Famiglia in via San Tommaso (adiacente il quartiere San Pellegrino) in occasione del 1° Congresso regionale del Lazio Templari (in programma il 16 e 17 maggio).
Si possono ammirare le riproduzioni eseguite, in numero limitato, per conto di Editalia, Gruppo Poligrafico Zecca di Stato della bibbia di San paolo, Bibbia di Oxford e di undici codici tra cui il Codice di Medicina e Farmacia di Federico II e il codice di Matematica di Lorenzo il Magnifico.
La mostra è stata allestita in stretta collaborazione tra le Suore di Residenza Nazareth, Editalia e due operatori locali, Marco Fumarola e Davide Lippolis e, come lasciano intendere gli organizzatori, vuol essere anche un omaggio alla città di Viterbo che quest'anno ospiterà, il 6 settembre, papa Benedetto Xvi.
Tra i testi anche la riproduzione della Mappa astrale di Andreas Cellarius, punto di riferimento, per molti secoli, degli studi di astronomia.
La bellissima Bibbia di San Paolo costituisce una vera rarità e recentemente è stata esposta presso la Basilica di San Paolo fuori le Mura a Roma.
Affidata già nel medioevo all'Abbazia di San Paolo fuori le Mura in Roma, la Biblia Sacra vi rimase per secoli conservata ad uso esclusivo dei monaci, gelosamente custodita nella Cappella delle Reliquie.
Solo durante i moti rivoluzionari del 1848, fu trasferita e nascosta nel palazzo di S.Callisto, da dove, cessato il pericolo, venne riportata fra le antiche mura del convento.
Nel 1974, constatato che il codice era affetto da gravi alterazioni, si convenne della necessità di un restauro: il manoscritto venne quindi sottoposto alle cure dell'Istituto di Patologia del Libro e inizialmente scompaginato per far sì che le sue carte potessero essere "curate" una ad una.
Dopo approfondite discussioni fra studiosi del settore e numerose prove tecniche, fu deciso di riapplicare la legatura settecentesca, anch'essa opportunamente restaurata.
Nel 1981 la Bibbia tornò finalmente nell'Abbazia. É stato un avvenimento davvero eccezionale quello che ha visto affidare, da parte dell'Abbazia Paolina e di concerto con il Ministero per i Beni Culturali e Ambientali, il preziosissimo volume all'Istituto Poligrafico che ha avuto l'onore di donare la prima copia della riproduzione della Bibbia, oggi nei Musei Vaticani, a Sua Santità Giovanni Paolo Ii.
Per quanto riguarda la Bibbia di Oxford si tratta di un prezioso codice miniato frutto della maestria di artisti e artigiani cui fu chiesto di realizzare un'opera degna della magnificenza divina; lo sconosciuto committente, un ricchissimo nobiluomo del XIII secolo, non badò a spese pur di assicurarsi un ciclo di illustrazioni bibliche convenientemente decorato.L'identità del committente che nell'Inghilterra medioevale fece realizzare dal maestro William de Brailes le splendide miniature profuse d'oro resta un enigma.Una parte delle miniature in fogli sciolti tornò alla luce alla fine del XIX secolo quando il celebre antiquario parigino Leon Gruel acquistò 31 fogli.
Ne vendette 7 alla collezione Wildestein, successivamente passate al museo Marmottan di Parigi. Le 24 rimanenti restarono di proprietà del mercante che le fece rilegare in velluto cremisi con una chiusura con due fermagli in ottone.
Caratteristica straordinaria di questa legatura realizzata nel XIX secolo è la presenza sul piatto anteriore di una placca in avorio scolpita sulle due facce.
Il piccolo bassorilievo in avorio è un vero e proprio capolavoro di scultura gotica. Assolutamente inusuale nelle rilegature dei codici, rende questo esemplare di una raffinatezza unica.
La placchetta è databile con certezza al XIV secolo e fu realizzata in Germania, più precisamente in Renania.
Lo stile gotico del bassorilievo bene si accompagna alle immagini miniate. La mostra si può visitare tutti giorni. Sabato e domenica prossimi è in programma il congresso regionale dei templari con incontri e, domenica, alle 11 la celebrazione del Capitolo, le investiture di cavalieri, dame e l'accoglienza di novizi.
Si possono ammirare le riproduzioni eseguite, in numero limitato, per conto di Editalia, Gruppo Poligrafico Zecca di Stato della bibbia di San paolo, Bibbia di Oxford e di undici codici tra cui il Codice di Medicina e Farmacia di Federico II e il codice di Matematica di Lorenzo il Magnifico.
La mostra è stata allestita in stretta collaborazione tra le Suore di Residenza Nazareth, Editalia e due operatori locali, Marco Fumarola e Davide Lippolis e, come lasciano intendere gli organizzatori, vuol essere anche un omaggio alla città di Viterbo che quest'anno ospiterà, il 6 settembre, papa Benedetto Xvi.
Tra i testi anche la riproduzione della Mappa astrale di Andreas Cellarius, punto di riferimento, per molti secoli, degli studi di astronomia.
La bellissima Bibbia di San Paolo costituisce una vera rarità e recentemente è stata esposta presso la Basilica di San Paolo fuori le Mura a Roma.
Affidata già nel medioevo all'Abbazia di San Paolo fuori le Mura in Roma, la Biblia Sacra vi rimase per secoli conservata ad uso esclusivo dei monaci, gelosamente custodita nella Cappella delle Reliquie.
Solo durante i moti rivoluzionari del 1848, fu trasferita e nascosta nel palazzo di S.Callisto, da dove, cessato il pericolo, venne riportata fra le antiche mura del convento.
Nel 1974, constatato che il codice era affetto da gravi alterazioni, si convenne della necessità di un restauro: il manoscritto venne quindi sottoposto alle cure dell'Istituto di Patologia del Libro e inizialmente scompaginato per far sì che le sue carte potessero essere "curate" una ad una.
Dopo approfondite discussioni fra studiosi del settore e numerose prove tecniche, fu deciso di riapplicare la legatura settecentesca, anch'essa opportunamente restaurata.
Nel 1981 la Bibbia tornò finalmente nell'Abbazia. É stato un avvenimento davvero eccezionale quello che ha visto affidare, da parte dell'Abbazia Paolina e di concerto con il Ministero per i Beni Culturali e Ambientali, il preziosissimo volume all'Istituto Poligrafico che ha avuto l'onore di donare la prima copia della riproduzione della Bibbia, oggi nei Musei Vaticani, a Sua Santità Giovanni Paolo Ii.
Per quanto riguarda la Bibbia di Oxford si tratta di un prezioso codice miniato frutto della maestria di artisti e artigiani cui fu chiesto di realizzare un'opera degna della magnificenza divina; lo sconosciuto committente, un ricchissimo nobiluomo del XIII secolo, non badò a spese pur di assicurarsi un ciclo di illustrazioni bibliche convenientemente decorato.L'identità del committente che nell'Inghilterra medioevale fece realizzare dal maestro William de Brailes le splendide miniature profuse d'oro resta un enigma.Una parte delle miniature in fogli sciolti tornò alla luce alla fine del XIX secolo quando il celebre antiquario parigino Leon Gruel acquistò 31 fogli.
Ne vendette 7 alla collezione Wildestein, successivamente passate al museo Marmottan di Parigi. Le 24 rimanenti restarono di proprietà del mercante che le fece rilegare in velluto cremisi con una chiusura con due fermagli in ottone.
Caratteristica straordinaria di questa legatura realizzata nel XIX secolo è la presenza sul piatto anteriore di una placca in avorio scolpita sulle due facce.
Il piccolo bassorilievo in avorio è un vero e proprio capolavoro di scultura gotica. Assolutamente inusuale nelle rilegature dei codici, rende questo esemplare di una raffinatezza unica.
La placchetta è databile con certezza al XIV secolo e fu realizzata in Germania, più precisamente in Renania.
Lo stile gotico del bassorilievo bene si accompagna alle immagini miniate. La mostra si può visitare tutti giorni. Sabato e domenica prossimi è in programma il congresso regionale dei templari con incontri e, domenica, alle 11 la celebrazione del Capitolo, le investiture di cavalieri, dame e l'accoglienza di novizi.
sabato, maggio 09, 2009
Brunori-Elisei alla chiesa di Santa Maria in Castello di Tarquinia,
Nella chiesa di Santa Maria in Castello di Tarquinia, quest sera alle 21, lo "storico" duo Brunori-Elisei, pianoforte e clarinetto, eseguirà alcune delle più celebri musiche da film.
Il concerto è in beneficenza dell'Afmal, l'Associazione con i Fatebenefratelli per i Malati Lontani impegnata nell'àmbito dell'emergenza sanitaria e della solidarietà internazionale.
L'Afmal - supportata dall'Ordine ospedaliero di San Giovanni di Dio, meglio conosciuto come Ordine dei Fatebenefratelli, che ha 290 strutture sanitarie in 49 Paesi - sta affrontando il drammatico problema della cataratta che colpisce precocemente le popolazioni sub-sahariane.
Circa due milioni di africani, ancora giovani, da questa malattia endemica sono ridotti alla cecità e devono servirsi, per muoversi, di "bambini-guida", i quali, per fare da accompagnatori, fino a diciotto anni, non possono frequentare regolarmente una scuola né godersi l'infanzia e l'adolescenza.Due volte all'anno l'Afmal organizza missioni sanitarie e umanitarie in Africa, nel corso delle quali effettua col laser interventi chirurgici alle cataratte (Progetto "Ridare la luce"), facendo tornare così a una vita normale tanto gli ex-ciechi quanto gli ex-bambini-guida.
Nel corso di queste missioni l' Afmal forma anche medici e infermieri africani, per metterli in grado di operare prima possibile autonomamente.
Le missioni umanitarie sono state finora decine, con migliaia di interventi chirurgici e decine di migliaia di visite ambulatoriali.
Il concerto di questa sera fa seguito a quello, sempre in beneficenza e promosso dal socio dell'Afmal Emanuele Angeli, tenuto dagli stessi musicisti nel gennaio scorso a Benevento.
Prima del concerto una delegazione dei Fatebenefratelli, guidata dal presidente e vicepresidente dell'Afmal, Fra Pietro Cicinelli e Fra Gerardo D'Auria, sarà ricevuta in Comune dal Sindaco e alla Curia dal Vescovo.
A Tarquinia - allora Corneto - i Fatebenefratelli sono stati di casa per oltre trecento anni, avendo gestito, dal Seicento fino ai primi del secolo scorso, l'Ospedale di Santa Croce, che si affacciava sulla attuale Via Garibaldi.
Emanuel Elisei, vincitore di diversi concorsi nazionali ed internazionali, si è esibito in Cile, brasile, Argentina e ha ricoperto il ruolo di primo clarinetto nell' orchestra Filarmonica Italiana, nell'orchestra III millennio di Roma e in quella del conservatorio Santa Cecilia di Roma.
Andrea Brunori, vincitore di diversi concorsi nazionali, si è esibito in Italia, Olanda, Corea del Sud.
Ha collaborato con l'Accademia d'Arte Drammatica Silvio e con importanti registi tra cui Patroni Griffi.
Ha partecipato come pianista e compositore a diversi spettacoli teatrali.
Il concerto è in beneficenza dell'Afmal, l'Associazione con i Fatebenefratelli per i Malati Lontani impegnata nell'àmbito dell'emergenza sanitaria e della solidarietà internazionale.
L'Afmal - supportata dall'Ordine ospedaliero di San Giovanni di Dio, meglio conosciuto come Ordine dei Fatebenefratelli, che ha 290 strutture sanitarie in 49 Paesi - sta affrontando il drammatico problema della cataratta che colpisce precocemente le popolazioni sub-sahariane.
Circa due milioni di africani, ancora giovani, da questa malattia endemica sono ridotti alla cecità e devono servirsi, per muoversi, di "bambini-guida", i quali, per fare da accompagnatori, fino a diciotto anni, non possono frequentare regolarmente una scuola né godersi l'infanzia e l'adolescenza.Due volte all'anno l'Afmal organizza missioni sanitarie e umanitarie in Africa, nel corso delle quali effettua col laser interventi chirurgici alle cataratte (Progetto "Ridare la luce"), facendo tornare così a una vita normale tanto gli ex-ciechi quanto gli ex-bambini-guida.
Nel corso di queste missioni l' Afmal forma anche medici e infermieri africani, per metterli in grado di operare prima possibile autonomamente.
Le missioni umanitarie sono state finora decine, con migliaia di interventi chirurgici e decine di migliaia di visite ambulatoriali.
Il concerto di questa sera fa seguito a quello, sempre in beneficenza e promosso dal socio dell'Afmal Emanuele Angeli, tenuto dagli stessi musicisti nel gennaio scorso a Benevento.
Prima del concerto una delegazione dei Fatebenefratelli, guidata dal presidente e vicepresidente dell'Afmal, Fra Pietro Cicinelli e Fra Gerardo D'Auria, sarà ricevuta in Comune dal Sindaco e alla Curia dal Vescovo.
A Tarquinia - allora Corneto - i Fatebenefratelli sono stati di casa per oltre trecento anni, avendo gestito, dal Seicento fino ai primi del secolo scorso, l'Ospedale di Santa Croce, che si affacciava sulla attuale Via Garibaldi.
Emanuel Elisei, vincitore di diversi concorsi nazionali ed internazionali, si è esibito in Cile, brasile, Argentina e ha ricoperto il ruolo di primo clarinetto nell' orchestra Filarmonica Italiana, nell'orchestra III millennio di Roma e in quella del conservatorio Santa Cecilia di Roma.
Andrea Brunori, vincitore di diversi concorsi nazionali, si è esibito in Italia, Olanda, Corea del Sud.
Ha collaborato con l'Accademia d'Arte Drammatica Silvio e con importanti registi tra cui Patroni Griffi.
Ha partecipato come pianista e compositore a diversi spettacoli teatrali.
venerdì, maggio 08, 2009
Mario Becciu dalla Sardegna a Fabrica di Roba
É una storia affascinante quella di Mario Becciu l'artigiano sardo che vive da oltre trent'anni nella Tuscia.
Una storia che affonda le sue radici in una terra splendida in cui amore per la tradizione e l'arte sono splendidamente parole d'ordine.
Inizia presto a tracciare il suo cammino, aveva solo sei anni quando il padre lo inizia a quella squisita pratica artigianale tipica dei mastri di una volta.
Cresce e si forma in un ambiente dove il creare con le mani è qualcosa che si perde nella notte dei tempi, tra antichi saperi e pratiche secolare che stimolano in lui da subito una spiccata creatività.
A 17 anni, infatti, lascia il suo amato "paese-museo" alla ricerca di una strada da percorrere da solo, di una arte da coltivare e fare sua.
In una piccola casa poco distante dal centro di Fabrica c'è tutta la sua vita. I ricordi di viaggio, un laboratorio che che riproduce lo stesso in cui è cresciuto e un piccolo giardino in cui fioriscono le sue opere.
Ed eccole spuntare come fossero parte integrante del verde che circonda la sua abitazione le creazioni di Mario Becciu.
Dalle statue di donna alle fontane, dai tavoli ai capitelli passando per le più diverse sculture, tutte sembrano possedere un'anima.
C'è un morbidezza e una vitalità in quello che crea che salta agli occhi, sembra quasi che da un momento all'altro possano muoversi.
Una storia che affonda le sue radici in una terra splendida in cui amore per la tradizione e l'arte sono splendidamente parole d'ordine.
Inizia presto a tracciare il suo cammino, aveva solo sei anni quando il padre lo inizia a quella squisita pratica artigianale tipica dei mastri di una volta.
Cresce e si forma in un ambiente dove il creare con le mani è qualcosa che si perde nella notte dei tempi, tra antichi saperi e pratiche secolare che stimolano in lui da subito una spiccata creatività.
"Ricordo ancora quei giorni in cui all'ombra di mio padre, forse ancora inconsapevolmente, gettavo le basi per il mio domani - esordisce Mario Becciu -.Allora, anche se ancora non sapeva che il suo destino lo avrebbe condotto altrove, era già chiaro che il suo futuro lo avrebbe dedicato a qualcosa che gli avesse dato la possibilità di esprimersi, di lasciare un segno come in lui aveva fatto suo padre.
Ricordo ancora i caldi pomeriggi assolati trascorsi ad ascoltare i suoi insegnamenti, ad ammirare quasi estasiato quello che sapeva creare.
Era il tipico artigiano di una volta, riusciva a tradurre in ferro qualsiasi cose gli venisse in mente, ed era come lui che volevo diventare da grande."
"Sul finire degli anni sessanta San Sperate, il paese in cui sono nato e cresciuto, sotto lo stimolo di un famoso artista dell'epoca divenne meta di giovani artisti provenienti da ogni dove.Ma insieme alla voglia di fare d'arte la ricerca d'ispirazione questa mitica atmosfera di artisti e bohemienne infusero in lui anche tanta voglia di libertà.
- continua a raccontare - Furono anni mitici quelli, anni in cui il fermento dell'epoca diede uno scossone anche alla mia terra.
Nel '68 il mio paese divenne un vero e proprio museo a cielo aperto: murales, sculture e monumenti impreziosirono muri, strade e piazze, e ogni spazio divenne di ispirazione artistica.
Vivere tra la fiumana colorata e vitale che ben presto occupò ogni angolo della mia terra fu senza dubbio fondamentale per la mia formazione.
Sono cresciuto molto in quegli anni grazie a tutti gli artisti che con il loro passaggio hanno lasciato in me qualcosa di veramente profondo.
Ne ho conosciuti tanti ed ognuno mi ha insegnato qualcosa."
A 17 anni, infatti, lascia il suo amato "paese-museo" alla ricerca di una strada da percorrere da solo, di una arte da coltivare e fare sua.
"Ero un bambino quando ho lasciato la Sardegna, avevo bisogno di trovare la mia strada, di vivere in prima persona tutte le esperienze che gli artisti di passaggio a San Sperate raccontavano con tanta passione.Ed è proprio qui che l'amore per la scultura e lavorazione della pietra prende forma una definitiva.
- ricorda - Dopo due anni di peregrinazione per l'Europa in cui mi sono cimentato nella pittura, nella scultura passando per il teatro, decisi di tornare in Italia.
Mi sono trasferito qui nel viterbese quasi per caso. Qui vivevano alcuni miei parenti e grazie a loro ho conosciuto questa terra splendida e ospitale. Inutile dire che me ne innamorai subito e decisi di mettere radici. Mi piaceva la genuinità della sua gente, la vocazione contadina e artigiana che mi ricorda casa mia."
In una piccola casa poco distante dal centro di Fabrica c'è tutta la sua vita. I ricordi di viaggio, un laboratorio che che riproduce lo stesso in cui è cresciuto e un piccolo giardino in cui fioriscono le sue opere.
Ed eccole spuntare come fossero parte integrante del verde che circonda la sua abitazione le creazioni di Mario Becciu.
Dalle statue di donna alle fontane, dai tavoli ai capitelli passando per le più diverse sculture, tutte sembrano possedere un'anima.
C'è un morbidezza e una vitalità in quello che crea che salta agli occhi, sembra quasi che da un momento all'altro possano muoversi.
"In ogni cosa che faccio c'è un po' della mia vita, - spiega - il mio passato, il mio presente, quello che sento.Ogni opera che firma ha un nome e un storia da raccontare, un tassello di vita vissuta che lo vede nella continua ricerca di ispirazione, di crescita interiore, di emozioni nuove a cui dare forma.
Non prediligo un particolare tipo di pietra, mi piace lavorarle tutte. Ma sopratutto amo dare forma e vita a qualcosa di inerte, di immobile, di fermo. Cerco di dargli movimento e leggerezza perché comunichino a chi le osserva il mio sentire."
"Qui ho trovato la mia dimensione ideale: è la Tuscia, infatti, la mia più forte Musa ispiratrice, - conclude - basta guardarsi intorno, respirare certe atmosfere per riuscire a dar vita a qualcosa che lasci il segno.
Io non faccio altro che dare forma all'anima di questa terra meravigliosa"
giovedì, maggio 07, 2009
L'archivio storico della Diocesi di Acquapendente
L'archivio quale luogo della memoria storica di intere comunità e, in passato, attraverso quello delle diocesi, testimonianza continua del vissuto.
Oggi pomeriggio, alle 16,30 presso il Museo della Città-Palazzo Vescovile di Acquapendente, si terrà la presentazione del lavoro di riordinamento e inventariazione dell'Archivio storico delle Diocesi di Castro e Acquapendente.
Scopo dell'incontro è promuovere la conoscenza del patrimonio documentario conservato dalle antiche diocesi di Castro e Acquapendente, delle modalità e delle fasi di lavoro relative al riordinamento e all'inventariazione dell'Archivio storico delle due Diocesi, dei criteri più opportuni per favorire una corretta conservazione, tutela e valorizzazione degli archivi ecclesiastici per la ricerca e lo studio della storia del territorio dell'Alta Tuscia.
Interverranno Mons. Lorenzo Chiarinelli Vescovo della Diocesi di Viterbo, Renzo Chiovelli Direttore del Museo della Città, Luciano Osbat Direttore scientifico del Centro diocesano di Documentazione per la storia e la cultura religiosa della Diocesi di Viterbo, Danila Dottarelli e Monica Ceccariglia curatrici del riordinamento e dell'inventariazione.
L'iniziativa rientra nell'articolato programma della seconda edizione del Bibliolago Festival, ricca di appuntamenti culturali che vedono al centro il libro e la lettura nei nove paesi del Sistema Bibliotecario Lago di Bolsena.
Acquapendente è stata elevata a dignità di Diocesi da Papa Innocenzo X con bolla
Il Museo della Città, si colloca nell'ambito urbano della via Francigena con sede principale presso il Palazzo Vescovile.
La forma attuale del complesso edilizio, , deriva da successive trasformazioni e ampliamenti avvenuti tra la fine del secolo XVII e la metà del XVIII.Il museo occupa il primo piano con il Salone degli Stemmi e le sale dell'appartamento privato del vescovo con la cappella che ospitano il gruppo eterogeneo delle opere della collezione diocesana e la ricca raccolta di reperti ceramici che costituisce la collezione civica.
Il museo ha una sede distaccata presso la Torre Julia de Jacopo che ospita la collezione delle maioliche arcaiche e una terza sezione presso il piano terra dell'ex convento di san Francesco destinata ad ospitare, dopo che sarà completata, una raccolta di dipinti su tela e tavola provenienti dallo stesso convento francescano
Oggi pomeriggio, alle 16,30 presso il Museo della Città-Palazzo Vescovile di Acquapendente, si terrà la presentazione del lavoro di riordinamento e inventariazione dell'Archivio storico delle Diocesi di Castro e Acquapendente.
Scopo dell'incontro è promuovere la conoscenza del patrimonio documentario conservato dalle antiche diocesi di Castro e Acquapendente, delle modalità e delle fasi di lavoro relative al riordinamento e all'inventariazione dell'Archivio storico delle due Diocesi, dei criteri più opportuni per favorire una corretta conservazione, tutela e valorizzazione degli archivi ecclesiastici per la ricerca e lo studio della storia del territorio dell'Alta Tuscia.
Interverranno Mons. Lorenzo Chiarinelli Vescovo della Diocesi di Viterbo, Renzo Chiovelli Direttore del Museo della Città, Luciano Osbat Direttore scientifico del Centro diocesano di Documentazione per la storia e la cultura religiosa della Diocesi di Viterbo, Danila Dottarelli e Monica Ceccariglia curatrici del riordinamento e dell'inventariazione.
L'iniziativa rientra nell'articolato programma della seconda edizione del Bibliolago Festival, ricca di appuntamenti culturali che vedono al centro il libro e la lettura nei nove paesi del Sistema Bibliotecario Lago di Bolsena.
Acquapendente è stata elevata a dignità di Diocesi da Papa Innocenzo X con bolla
"In Supremo Militantis Ecclesiae trono"del 13 settembre 1649, subito dopo la cosiddetta "Seconda guerra di Castro" che vide il pontefice Innocenzo X Pamphilj contrapporsi al duca di Castro Ranuccio II Farnese.Questo conflitto si concluse nel settembre 1649 con la capitolazione di Castro e la distruzione dell'intera città.
Il Museo della Città, si colloca nell'ambito urbano della via Francigena con sede principale presso il Palazzo Vescovile.
La forma attuale del complesso edilizio, , deriva da successive trasformazioni e ampliamenti avvenuti tra la fine del secolo XVII e la metà del XVIII.Il museo occupa il primo piano con il Salone degli Stemmi e le sale dell'appartamento privato del vescovo con la cappella che ospitano il gruppo eterogeneo delle opere della collezione diocesana e la ricca raccolta di reperti ceramici che costituisce la collezione civica.
Il museo ha una sede distaccata presso la Torre Julia de Jacopo che ospita la collezione delle maioliche arcaiche e una terza sezione presso il piano terra dell'ex convento di san Francesco destinata ad ospitare, dopo che sarà completata, una raccolta di dipinti su tela e tavola provenienti dallo stesso convento francescano
mercoledì, maggio 06, 2009
Verso i festeggiamenti in onore di Sant'Eutizio a Soriano nel Cimino
Sono in fase di svolgimento a Soriano nel Cimino, come ogni anno in questo periodo, i preparativi per i festeggiamenti in onore di Sant'Eutizio Martire.
Le manifestazioni legate al ricordo del Santo si svolgeranno sia nell'omonima frazione, poco distante dal paese, sia nella stessa cittadina cimina.
La settimana di festa inizierà il 13 maggio e proseguirà fino al 17. Una solenne processione con il trasporto della statua di Sant'Eutizio Martire sarà il momento più atteso dai molti devoti fedeli sorianesi.
L'evento religioso sarà accompagnato dalla banda musicale e dalle confraternite. Già dalla mattina alle ore 8 verrà data la sveglia con gli spari dei "Botti Oscuri". Sant'Eutizio Martire del III secolo è compatrono di Soriano insieme a San Nicola di Bari. Pioniere del cristianesimo, prestò testimonianza della propria fede con la vita. Nella frazione è presente l'antico santuario dove sono custodite le sue reliquie. La costruzione è relativamente recente, databile infatti al XVIII secolo. Ma la grande ricchezza è contenuta sotto al santuario, dove si trovano le antiche catacombe, collegabili alla prima evangelizzazione del territorio e la cripta del martire, originario di Ferento.
La tradizione del culto del Santo è profondamente radicata da secoli tra la popolazione di Soriano, per tutte le grazie ottenute per sua intercessione.
Per questo motivo numerose sono le iniziative messe in piedi per l'occasione: gare, esibizioni del coro polifonico e della banda musicale locale, pellegrinaggio al santuario, spettacoli, tombola e fuochi d'artificio.
Anche quest'anno i festeggiamenti saranno preceduti, venerdì 8 maggio, da un evento modaiolo. Una sfilata, organizzata dallo stesso comitato festeggiamenti, avrà luogo nella piazza principale del paese.
Coinvolti molti degli esercizi commerciali presenti sul territorio di Soriano nel Cimino
Le manifestazioni legate al ricordo del Santo si svolgeranno sia nell'omonima frazione, poco distante dal paese, sia nella stessa cittadina cimina.
La settimana di festa inizierà il 13 maggio e proseguirà fino al 17. Una solenne processione con il trasporto della statua di Sant'Eutizio Martire sarà il momento più atteso dai molti devoti fedeli sorianesi.
L'evento religioso sarà accompagnato dalla banda musicale e dalle confraternite. Già dalla mattina alle ore 8 verrà data la sveglia con gli spari dei "Botti Oscuri". Sant'Eutizio Martire del III secolo è compatrono di Soriano insieme a San Nicola di Bari. Pioniere del cristianesimo, prestò testimonianza della propria fede con la vita. Nella frazione è presente l'antico santuario dove sono custodite le sue reliquie. La costruzione è relativamente recente, databile infatti al XVIII secolo. Ma la grande ricchezza è contenuta sotto al santuario, dove si trovano le antiche catacombe, collegabili alla prima evangelizzazione del territorio e la cripta del martire, originario di Ferento.
La tradizione del culto del Santo è profondamente radicata da secoli tra la popolazione di Soriano, per tutte le grazie ottenute per sua intercessione.
Per questo motivo numerose sono le iniziative messe in piedi per l'occasione: gare, esibizioni del coro polifonico e della banda musicale locale, pellegrinaggio al santuario, spettacoli, tombola e fuochi d'artificio.
Anche quest'anno i festeggiamenti saranno preceduti, venerdì 8 maggio, da un evento modaiolo. Una sfilata, organizzata dallo stesso comitato festeggiamenti, avrà luogo nella piazza principale del paese.
Coinvolti molti degli esercizi commerciali presenti sul territorio di Soriano nel Cimino
Lucio Dalla a Vasanello
L'appuntamento clou per i festeggiamenti patronali in onore di San Lanno è con l'atteso concerto di Lucio Dalla, stasera alle 21:30 in piazza della Repubblica.
Ha fatto le cose in grande il comitato organizzatore (la deputazione festeggiamenti classe 1969) e soprattutto non ha badato a spese.
Il cantautore bolognese si esibirà insieme al pianista e direttore d'orchestra Beppe D'Onghia e con il quintetto Nu-ork.
In "Tu non mi basti mai" Dalla esegue in chiave sinfonico-cameristica molti dei suoi brani più noti e il "Sesto concerto" per Violino di Vivaldi, per il quale ha immaginato e scritto un testo inedito particolarmente originale.
"Nato" jazzista, Lucio Dalla rivelò fin da giovanissimo uno straordinario talento sia come compositore che come musicista.
Fu Gino Paoli, suo primo produttore, a spingerlo ad intraprendere l'avventura del pop. Il cantautore è comunque passato da molte esperienze musicali, toccando la musica etno-mediterranea e la musica operistica (è di due anni fa la sua riscrittura della "Tosca" di Puccini), interpretazione in chiave sinfonica delle sue canzoni più classiche arrangiate per orchestra.
Per domani, giorno di chiusura dei festeggiamenti è prevista la finale del trofeo di calcetto (16:30 arena polivalente), la consueta processione che chiude la ricorrenza liturgica (alle 19), il concerto di Enrico Capuano e dei Tammuriata rock (21:30 piazza della Repubblica) e infine l'atteso passaggio delle consegne alla deputazione 1970 che organizzerà i festeggiamenti dell'anno venturo.
Ha fatto le cose in grande il comitato organizzatore (la deputazione festeggiamenti classe 1969) e soprattutto non ha badato a spese.
Il cantautore bolognese si esibirà insieme al pianista e direttore d'orchestra Beppe D'Onghia e con il quintetto Nu-ork.
In "Tu non mi basti mai" Dalla esegue in chiave sinfonico-cameristica molti dei suoi brani più noti e il "Sesto concerto" per Violino di Vivaldi, per il quale ha immaginato e scritto un testo inedito particolarmente originale.
"Nato" jazzista, Lucio Dalla rivelò fin da giovanissimo uno straordinario talento sia come compositore che come musicista.
Fu Gino Paoli, suo primo produttore, a spingerlo ad intraprendere l'avventura del pop. Il cantautore è comunque passato da molte esperienze musicali, toccando la musica etno-mediterranea e la musica operistica (è di due anni fa la sua riscrittura della "Tosca" di Puccini), interpretazione in chiave sinfonica delle sue canzoni più classiche arrangiate per orchestra.
Per domani, giorno di chiusura dei festeggiamenti è prevista la finale del trofeo di calcetto (16:30 arena polivalente), la consueta processione che chiude la ricorrenza liturgica (alle 19), il concerto di Enrico Capuano e dei Tammuriata rock (21:30 piazza della Repubblica) e infine l'atteso passaggio delle consegne alla deputazione 1970 che organizzerà i festeggiamenti dell'anno venturo.
domenica, maggio 03, 2009
Santa Rosa da Viterbo, storia, culto, tradizione
La santa giovinetta e la sua città, i suoi interventi e ciò che, per secoli, Santa Rosa rappresenta per Viterbo.
Oggi pomeriggio alle 18 al Museo del colle del Duomo verrà presentato il libro
- Servizi per i Beni Culturali con il patrocinio del Sodalizio Facchini di S.Rosa. L'evento, inserito nel programma della manifestazione "San Pellegrino in Fiore 2009" sarà ospitato all'interno della struttura museale che affianca la cattedrale viterbese in piazza S.Lorenzo.
Presenzieranno all'avvenimento le autorità politiche cittadine e provinciali, con interventi della senatrice Laura Allegrini, del presidente del Sodalizio Facchini di Santa Rosa Massimo Mecarini, del direttore del Museo Colle del Duomo monsingnor Salvatore del Ciuco, in rappresentanza della curia diocesana, e degli autori.
Nel volume si analizza la figura di Rosa trattando in una prima parte della vita della Santa, del culto e dei miracoli compiuti.
Passa poi ad analizzare la tradizione del trasporto della Macchina nei secoli ed il suo sviluppo architettonico, fino a svelare, per la prima volta in una edizione a stampa, la prossima Macchina di Santa Rosa, "Fiore del Cielo".
Una macchina straordinaria, soprattutto per una spirale che attraverso quattro livelli si innalza verso il cielo con, sulla sommità, Santa Rosa.
I quattro livelli, come ha spiegato il suo ideatore Vittori (fratello dell'astronauta) rappresentano il progressivo abbraccio della città alla Santa fin dai facchini e i simboli di Viterbo raffigurati sulla base, ai 2 globi soprastanti, il primo raffigurante la vita terrena di Rosa e il secondo la fede purificata, in un crescente segno di devozione, fede e amore e la santa giovinetta.
Grande è, dunque, l'attesa per vederla sfilare la sera del 3 settembre. Consistente spazio nel libro è dedicato inoltre alla figura del Facchino, alla simbologia della sua divisa e alla descrizione minuziosa ed articolata dei giorni di festa che precedono il trasporto, oltre che delle fasi del trasporto stesso, la parte più entusiasmante.
Le varie categorie di Facchini sono i "ciuffi" (dal caratteristico nome del copricapo in cuoio che protegge la nuca agli uomini posizionati nelle nove file interiori), le "spallette" e le "stanghette" (i facchini occupanti le file esterne, rispettivamente laterali e anteriori e posteriori).
Tutti vanno a prendere posto sotto le travi alla base della Macchina ed ai fatidici ordini del capofacchino "Sotto col ciuffo e fermi!", "Sollevate e fermi!" e quindi "Per Santa Rosa, avanti!" iniziano il difficile percorso.
Un libro che sintetizza il rapporto tra la città e la sua santa, immagine della grande fede di Viterbo
Oggi pomeriggio alle 18 al Museo del colle del Duomo verrà presentato il libro
"Santa Rosa da Viterbo - Storia, culto, tradizione", realizzato da ArcheoAres S.n.c.
- Servizi per i Beni Culturali con il patrocinio del Sodalizio Facchini di S.Rosa. L'evento, inserito nel programma della manifestazione "San Pellegrino in Fiore 2009" sarà ospitato all'interno della struttura museale che affianca la cattedrale viterbese in piazza S.Lorenzo.
Presenzieranno all'avvenimento le autorità politiche cittadine e provinciali, con interventi della senatrice Laura Allegrini, del presidente del Sodalizio Facchini di Santa Rosa Massimo Mecarini, del direttore del Museo Colle del Duomo monsingnor Salvatore del Ciuco, in rappresentanza della curia diocesana, e degli autori.
Nel volume si analizza la figura di Rosa trattando in una prima parte della vita della Santa, del culto e dei miracoli compiuti.
Passa poi ad analizzare la tradizione del trasporto della Macchina nei secoli ed il suo sviluppo architettonico, fino a svelare, per la prima volta in una edizione a stampa, la prossima Macchina di Santa Rosa, "Fiore del Cielo".
Una macchina straordinaria, soprattutto per una spirale che attraverso quattro livelli si innalza verso il cielo con, sulla sommità, Santa Rosa.
I quattro livelli, come ha spiegato il suo ideatore Vittori (fratello dell'astronauta) rappresentano il progressivo abbraccio della città alla Santa fin dai facchini e i simboli di Viterbo raffigurati sulla base, ai 2 globi soprastanti, il primo raffigurante la vita terrena di Rosa e il secondo la fede purificata, in un crescente segno di devozione, fede e amore e la santa giovinetta.
Grande è, dunque, l'attesa per vederla sfilare la sera del 3 settembre. Consistente spazio nel libro è dedicato inoltre alla figura del Facchino, alla simbologia della sua divisa e alla descrizione minuziosa ed articolata dei giorni di festa che precedono il trasporto, oltre che delle fasi del trasporto stesso, la parte più entusiasmante.
Le varie categorie di Facchini sono i "ciuffi" (dal caratteristico nome del copricapo in cuoio che protegge la nuca agli uomini posizionati nelle nove file interiori), le "spallette" e le "stanghette" (i facchini occupanti le file esterne, rispettivamente laterali e anteriori e posteriori).
Tutti vanno a prendere posto sotto le travi alla base della Macchina ed ai fatidici ordini del capofacchino "Sotto col ciuffo e fermi!", "Sollevate e fermi!" e quindi "Per Santa Rosa, avanti!" iniziano il difficile percorso.
Un libro che sintetizza il rapporto tra la città e la sua santa, immagine della grande fede di Viterbo
venerdì, maggio 01, 2009
Viterbo e San Pellegrino in Fiore
Un'edizione particolare quella di "San Pellegrino in fiore" di quest'anno, che amplia gli spazi, accentra il mercato dei fiori a Piazza del Gesù e concentra alcuni momenti suggestivi, specie la parte finale, a piazza San Lorenzo, con uno spettacolo di musica e fuochi.
Ad inaugurare l'edizione di San Pellegrino in fiore, la 22° in ordine di tempo, è stato Jacopo Vitali, studente della prima media sezione c della "Pietro Vanni", sindaco del consiglio comunale dei bambini e dei ragazzi.
Accanto a lui il vescovo Lorenzo Chiarinelli, il sindaco Giulio Marini, il presidente della Provincia Alessandro Mazzoli, il presidente della Camera di Commercio Ferindo Palombella, l'assessore comunale Fabrizio Purchiaroni e quello provinciale Aldo Fabbrini.
Insieme, naturalmente, al presidente dell'Ente autonomo Armando Malè e al direttore organizzativo Fabio Fontana.
Il gruppo delle autorità ha poi attraversato le principali vie e piazze del centro storico addobbate con ogni genere di pianta e creazione floreale.
L'iniziativa - organizzata dall'Ente autonomo San Pellegrino in fiore in sinergia con Regione Lazio, Provincia, Comune e Camera di Commercio - anche stavolta ha visto confermare un forte impegno da parte di palazzo Gentili, che ha contribuito con un finanziamento di 40.000 euro.
Poco prima del tradizionale taglio del nastro, il vescovo Chiarinelli ha brevemente introdotto la cerimonia.
Dopo la prima giornata, tradizionalmente "di rodaggio", in concomitanza con il lungo week end del Primo maggio, da oggi si attende il flusso di visitatori.
Ad inaugurare l'edizione di San Pellegrino in fiore, la 22° in ordine di tempo, è stato Jacopo Vitali, studente della prima media sezione c della "Pietro Vanni", sindaco del consiglio comunale dei bambini e dei ragazzi.
Accanto a lui il vescovo Lorenzo Chiarinelli, il sindaco Giulio Marini, il presidente della Provincia Alessandro Mazzoli, il presidente della Camera di Commercio Ferindo Palombella, l'assessore comunale Fabrizio Purchiaroni e quello provinciale Aldo Fabbrini.
Insieme, naturalmente, al presidente dell'Ente autonomo Armando Malè e al direttore organizzativo Fabio Fontana.
Il gruppo delle autorità ha poi attraversato le principali vie e piazze del centro storico addobbate con ogni genere di pianta e creazione floreale.
L'iniziativa - organizzata dall'Ente autonomo San Pellegrino in fiore in sinergia con Regione Lazio, Provincia, Comune e Camera di Commercio - anche stavolta ha visto confermare un forte impegno da parte di palazzo Gentili, che ha contribuito con un finanziamento di 40.000 euro.
Poco prima del tradizionale taglio del nastro, il vescovo Chiarinelli ha brevemente introdotto la cerimonia.
Dopo la prima giornata, tradizionalmente "di rodaggio", in concomitanza con il lungo week end del Primo maggio, da oggi si attende il flusso di visitatori.
"Questa edizione - è il commento del presidente Mazzoli e dell'assessore Fabbrini - ha registrato ancora una volta la volontà di tutti i soggetti in campo di realizzare una manifestazione di qualità.Tra fiori, colori e addobbi anche tante le iniziative collaterali in programma.
La Provincia ha quindi confermato l'impegno per far sì che anche in questa occasione si riesca a ottenere il massimo risultato per il nostro territorio."
"Per quello che di fatto è l'evento cittadino secondo solo a Santa Rosa - affermano le autorità, sindaco Marini e presidente Mazzoli in testa - confidiamo che questa quattro giorni possa ancora registrare il tutto esaurito come lo scorso anno, quando è stata superata quota 100.000 visitatori"
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