lunedì, marzo 30, 2009

Autostrada tirrenica al posto dell'Aurelia?

Sul corridoio tirrenico, l'attacco durissimo del consigliere provinciale di Rifondazione Riccardo Fortuna (nella foto).
"Tra Pd e Pdl cambia solo una consonante? Come denunciato nei giorni scorsi dal giornalista ed ex direttore dell'Unità Furio Colombo, anche a noi pare evidente un brutto 'inciucio tra Pd e Pdl' ai danni del territorio e di chi lo abita.
C'è un progetto che deve 'passare' a tutti i costi, un danno enorme per la comunità e un grande affare per qualcuno: la Sat, Società Autostrada Tirrenica."
"Secondo il Ministro per le infrastrutture Matteoli - continua Fortuna - entro fine anno dovrebbero cominciare i lavori per la distruzione dell'Aurelia attuale in favore di un'autostrada, quindi a pagamento, che ne ricalcherà il percorso.
Sì, i nostri governanti si accingono a distruggere la stessa Aurelia, che nel recente passato avevano allargata al costo di un fiume di miliardi di vecchie lire, ma si sa che gli sprechi di denaro pubblico non hanno mai spaventato le nostre caste.
Siamo di fronte ad un colossale esproprio, con l'aggravio della deturpazione di una fascia costiera che verrà letteralmente tagliata via dall'entroterra.
Si pensi che l'altezza del 'muro autostradale' che vogliono realizzare, è grosso modo pari a quella del muro che separa Israele dalle zone palestinesi in Cisgiordania, 8-10 metri, mentre la larghezza del sedime autostradale è fino a 5-6 volte superiore a quella della zona di interdizione intorno al muro israeliano.
Non essendo la costiera maremmana in guerra con la Tuscia e la Toscana, facciamoci dunque un'idea dell'effettivo 'valore' di questo progetto per le comunità.
Si dovranno quindi demolire case e manufatti e poi anziché terminarne l'adeguamento, si divorerà metà dell'attuale Aurelia, affinché essa diventi praticamente impercorribile, costringendo il passaggio a pagamento sulla nuova tratta, da parte dei milioni di veicoli che transitano tra Roma e la Toscana.
L'affare è sicuro. Chi tra gli automobilisti non volesse pagare, può tranquillamente impantanarsi nella vecchia Aurelia, ridotta a poco più che una strada vicinale."
"Alla Provincia di Viterbo ed alle altre coinvolte - conclude Fortuna - intanto non viene chiesto alcun parere, mentre si interloquisce solo con le Regioni, che (giustamente) lo stesso Furio Colombo definisce come interessate quanto colpevoli.
Sono proprio Toscana e Lazio infatti, due Regioni in mano al Pd, a volere a tutti i costi la realizzazione del progetto, oltre ovviamente allo 'sponsor' istituzionale Matteoli, toscano di An.
Tramite Marrazzo, il Pd laziale si è ampiamente rivelato ed ha accolto la proposta della Sat , mentre i sindaci del Pd locale, si stanno largamente allineando.
I capitali necessari all'opera li metterebbe la società, mentre il Governo dovrebbe provvedere alle autorizzazioni ed ecco che l'affare è servito.
Il primo tronco necessiterebbe di un investimento di 3,8 miliardi di euro, tanto dunque valgono i nostri futuri pedaggi, tanto verrà tolto dalle tasche degli italiani e delle aziende, ma a questa astronomica somma dobbiamo pure aggiungere l'ovvio profitto che ogni impresa persegue.
Fate un po' voi il conto del 'favore' che a noi tutti stanno facendo il 'Partito degli Italiani' del ministro Matteoli e il Partito democratico di Toscana e Lazio.
Non c'è male vero?"

Ercole Olivario a Bevagna: seconda la Cooperativa Colli Etruschi di Blera

Ancora un altro risultato prestigioso per l'oro verde della Tuscia, che a Bevagna, in Umbria, è salito per la prima volta sul podio della 17ª edizione del Concorso "Ercole Olivario", il più importante Premio nazionale per l'olio extravergine di oliva di qualità.
Ad aggiudicarsi l'ambito riconoscimento la Cooperativa "Colli Etruschi" di Blera, classificatasi seconda tra gli oli Dop nella sezione "fruttato leggero" con l'olio Dop Tuscia "Evo".
A decretare il verdetto dei migliori oli extravergine di oliva d'Italia della campagna 2008/2009, 16 assaggiatori provenienti da altrettante regioni a vocazione olivicola, sotto la guida esperta di Giulio Scatolini, nuovo capo panel del Concorso.
Un lavoro arduo considerando che secondo gli organizzatori quest'anno il livello qualitativo è stato più elevato che in passato, così come maggiore è stato il numero di partecipanti.
Sono stati infatti ben 313 gli oli partecipanti (167 extravergine e 146 Dop), provenienti da 17 regioni italiane, da cui sono stati selezionati gli 81 finalisti che si sono contesi i primi due posti nelle due graduatorie degli oli Dop e degli oli extravergini, a loro volta suddivisi per tipologie: fruttato leggero, fruttato medio e fruttato intenso.
"Sorrento, Roma, Bevagna: in quindici giorni il nostro olio - dichiara Ferindo Palombella, presidente della Camera di Commercio di Viterbo - si è consacrato ai vertici nazionali.
Il segno evidente che la scelta compiuta di sostenere e promuovere le due Dop, Canino e Tuscia, è stata azzeccata.
Oltre a ringraziare i produttori per aver accettato di mettersi in gioco con realtà blasonate, auspico che sempre più aziende seguano le sforzi che come Ente camerale stiamo compiendo sulla strada della qualità e della valorizzazione del prodotto."
Grande soddisfazione è stata espressa da Nicola Fazi, direttore della Società cooperativa "Colli Etruschi":
"Il riconoscimento nazionale ripaga di tante fatiche profuse in questi anni dai nostri soci insistendo sulla coltivazione monovarietale con la cultivar Caninese e sull'adesione alla Dop Tuscia.
Con questa nuova consapevolezza che ci rafforza continueremo a insistere per preservare la tipicità del prodotto, senza rinunciare all'innovazione."
La Cooperativa agricola "Colli Etruschi" è nata nel 1965 su iniziativa di un gruppo di olivicoltori di Blera con l'obiettivo di ridurre i costi di produzione, modernizzazione il procedimento di estrazione e raggiungere un alto livello qualitativo del prodotto.
Attualmente i soci sono 375 e rappresentano la stragrande maggioranza degli olivicoltori blerani. Nel territorio comunale esistono uliveti di impianto per lo più tradizionale per una estensione di circa 800 ettari (34mila piante) tra terreni collinari misti, sia calcarei che vulcanici, compresi tra la media valle del Mignone e le propaggini dei monti Cimini, situati ad una quota media di 280 metri sul livello del mare.
La varietà coltivata è al 90% Caninese. La raccolta è precoce, effettuata manualmente o con macchine agevolatrici; le olive, esenti da difetti e da tracce di fitofarmaci, vengono molite appena raccolte.
L'olio si presenta limpido, di colore verde intenso con riflessi dorati, con profumo di oliva fresca e sapore fruttato, bassissima acidità (gradi 0,2), ricco di polifenoli (antiossidanti) che favoriscono la conservazione nel tempo delle proprietà organolettiche.
Con il riconoscimento comunitario dell'olio Dop Tuscia, la Cooperativa "Colli Etruschi" ha puntato in modo deciso su questa produzione di qualità certificata arrivando in brevissimo tempo a raggiungere i massimi risultati nazionali con "Evo", prodotto con 100% di Caninese, vincitore oltre che all'Ercole Olivario 2009, la settimana scorsa al Concorso per i migliori oli extravergine d'oliva del Lazio.
La produzione della "Colli Etruschi" si completa con l'extravergine di oliva "Colli Etruschi", anch'esso in passato più volte premiato

A Santa Maria di Foro Cassio scoperta una crocifissione dell'XI secolo

Clamorosa scoperta sugli affreschi della chiesa di Santa Maria di Foro Cassio. Ormai concluse le ricerche condotte da due studiosi, il professor Simone Piazza, storico dell'arte dell'Università Paul Valéry di Montpellier ed il professor Carlo Tedeschi, paleografo della Cà Foscari di Venezia. Ad attirare la loro attenzione è stata una monumentale crocifissione, finora inedita, databile fra XI e XII secolo e collocata sulla parete di controfacciata della chiesa di Santa Maria di Foro Cassio.
"Si tratta di un documento pittorico, in gran parte ancora leggibile e quasi interamente ricostruibile, che consente di aggiungere rilevanti informazioni utili alla conoscenza dell'edificio nel suo complesso e alla storia artistica del territorio vetrallese - precisa Tedeschi -.
Intendiamo, alla luce dei dati raccolti, proporre una rilettura delle pitture della zona absidale, fornendo nuovi dati iconografici ed epigrafici."
Il complesso architettonico di Foro Cassio, citato nel 990 d.
C. dall'arcivescovo Sigerico come una delle tappe del suo percorso da Roma a Canterbury, era tornato all'attenzione dell'opinione pubblica nel 2006 quando un gruppo di associazioni vetrallesi costituì il
"Comitato Salvaforocassio sulla via Francigena"
, promotore di una petizione popolare per il recupero dell'importante patrimonio storico di Vetralla, immediatamente supportata dall'amministrazione comunale.
Il comitato colpì nel segno ottenendo che, nel 2007, un finanziamento di un milione di euro da parte della Regione Lazio fosse deliberato al Comune di Vetralla per il restauro del monumento.
"Com'è noto, il complesso architettonico di Foro Cassio potrebbe ormai essere prossimo al collasso strutturale - sottolinea ancora Tedeschi -.
Dopo anni di denunce, grazie a finanziamenti già stanziati, potremmo essere ad un passo da un concreto intervento conservativo.
Se da tutti gli enti coinvolti (Comune, Regione Lazio e ministero per i Beni culturali, attraverso le Soprintendenze), non venisse responsabilmente compiuto un ulteriore sforzo di coordinamento, il finanziamento verrebbe perduto e con esso la possibilità di salvare uno dei più significativi monumenti della Tuscia e della via Francigena."
I risultati delle ricerche di Piazza e Tedeschi saranno resi noti il 14 aprile alle 16,30, con una conferenza che avrà luogo presso il Museo della Città e del Territorio di Vetralla, in via Porta Marchetta 2

domenica, marzo 29, 2009

Ditegli sempre di sì al Teatro Quirino

La follia, argomento principe di opere teatrali, è stata oggetto anche dell'acuta osservazione di Eduardo con "Ditegli sempre di sì", in scena al Teatro Quirino fino al 9 aprile, interpretato e diretto da Geppy Gleijeses (nella foto) con Gennaro Cannavacciuolo e Lorenzo Gleijeses.
La società "normale" dove i doveri sono sacri, le stranezze debbono essere controllate e il linguaggio deve avere una coerenza logica tanto più marcata nel suo autoritarismo quanto più usata per nascondere e andare oltre il senso.
L'ambiguità è figlia del nostro modo di comunicare e proprio in questo scarto fra senso letterale e significato delle parole si cela l'emozionante ricchezza del linguaggio.
Ci si abitua ai doppi sensi, per tutti normali: ma ma non per Michele Murri, che, per la piece teatrale di Eduardo De Filippo, è appena uscito dal manicomio e pazzo lo è davvero.
La drammaturgia, Pirandello in primis, ci ha parlato più volte del tema della pazzia: la pazzia come maschera, come fuga dal mondo, come genialità incompresa.
Ma Michele Murri non è nulla di tutto ciò: Michele Murri è un pazzo vero e la sua pazzia consiste appunto nel rimanere paradossalmente e ostinatamente attaccato a quella realtà che da tutte le parti gli sfugge.
Ogni parola, ogni gesto, ogni concatenazione di frasi deve corrispondere a un dato reale, concreto. Non esiste l'irona, non riconosce l'allegoria, gli è estranea la parafrasi. Non viene risparmiata neanche l'arte e la poesia. Il suo stato anormale, all'inizio fatto solo di piccoli tic e qualche risatina, porta Michele a pretendere che tutti usino il termine appropriato per indicare qualcosa se qualcuno gli dice "sono morto" lo prende sul serio e manda un telegramma di condoglianze.
Fino agli ultimi dieci minuti "Ditegli sempre di sì" sembra la classica commedia degli equivoci: l'assurdità delle situazioni e la comicità tutta napoletana dei personaggi, ognuno "una macchietta" quasi caricaturale, trascina facilmente le risate del pubblico.
C'è il protagonista che combina guai in successione per la sua maniacale volontà di controllo sulla "logica del discorso".
C'è sua sorella che pazza non è ma pure ha qualcosa di strano, tutta dedita al fratello e preoccupata di tenere la sua degenza in manicomio fra "i panni sporchi di famiglia".
C'è Luigi Strada, attore, poeta, scrittore: un "teatro nel teatro" impietosamente oggetto di parodia nel suo narcisismo artistico.
Proprio in Luigi alla fine il protagonista si rispecchierà, in un vero e proprio "transfert di follia", dicendo a lui quello che in realtà vorrebbe dire a se stesso fino a un gesto estremo che farà cadere tutto l'intreccio intorno all'apparente, ermetica distinzione fra chi è sano e chi non lo è.
Il finale, per bocca del pazzo Michele, ha del commovente.
"Qual è la tua malattia - dice all'innocente Luigi Strada appeso a testa in giù, quasi a voler indicare il rovesciamento della logica della pazzia-? La tua malattia è l'ostinata volontà di ragionare a scapito dell'ordine costituito.
Vattene o' manicomio. Tu sei un pericolo per la società. La gente ha paura di te."
Un capovolgimento della raltà che inclina il quieto vivere. La commedia fu scritta da Eduardo per Vincenzo Scarpetta due anni prima la data della prima messa in scena che avvenne proprio ad opera di Scarpetta nel 1927.
La riproposizione da parte della compagnia Teatro Umoristico i De Filippo fu invece del 1932 per la regia di Eduardo, al Teatro Nuovo di Napoli e nella commedia recitano, oltre ai tre fratelli De Filippo, tra gli altri, anche Tina Pica e Dolores Palumbo.
Altra importante rappresentazione per Ditegli sempre di sì, quella della compagnia di Luca De Filippo che la porta in scena alla Biennale Teatro '82 a Venezia ed anche qui la regia è firmata da Eduardo stesso, mentre la parte che fu sua nelle precedenti rappresentazioni (quella di Michele Murri) viene interpretata da Luca.Ulteriori rappresentazioni sono state nella stagione 1997-98 per la regia di Luca De Filippo e, all'estero, a Los Angeles, nel 1997

Il presente di Grotte Santo Stefano

Grotte Santo Stefano, piccolo centro abitato diventato nel 1928 frazione del capoluogo, secondo i suoi abitanti è dimenticata dall'amministrazione comunale che ormai da anni non interviene per promuoverne uno sviluppo economico e sociale.
L'accusa parte da Francesco Guancini, consigliere comunale del Pd che chiede la pianificazione di un nuovo piano regolatore.
"Circa ottanta anni fa Grotte Santo Stefano, Bagnaia e San Martino al Cimino - spiega Guancini - sono passate da paesi autonomi a frazioni per dare a Viterbo la possibilità di essere Provincia.
Purtroppo però lo scotto che abbiamo dovuto pagare è stato grosso. Il capoluogo infatti ha sempre tenuto poco conto delle esigenze delle frazioni, in particolar modo di Grotte, in quanto troppo distante dal capoluogo e mai inserita in un contesto urbano e sociale come le frazioni di Bagnaia e San Martino."
Secondo il consigliere del Pd gli altri paesi limitrofi che hanno una propria amministrazione (ad esempio, Vitorchiano, Bomarzo, Celleno, Graffignano, Bagnoregio) hanno incrementato le opere pubbliche, hanno dato ai cittadini maggiori servizi, hanno migliorato le strutture e soprattutto hanno effettuato continue varianti di Prg ottenendo così una migliore vivibilità e di conseguenza il benessere sociale ed economico.
Fino agli anni '60 l'economia del paese si è basata sull'agricoltura, sul commercio e sull'artigianato e su coloro che, espatriati per lavoro, ritornavano in paese con risparmi e liquidazioni tali da consentirgli di farsi una casa o ristrutturare quella avuta in eredità, immettendo sul mercato quella liquidità che sicuramente era maggiore di quella in possesso di quei grottani che erano rimasti in paese.
"Fin qui sembrerebbe la tipica vicenda di un paesino di provincia - continua - . Ma poi le cose sono cambiate. I risparmi e le liquidazioni dei lavoratori che sarebbero dovuti tornare non coprivano più le spese per farsi una nuova casa e quindi siamo gradatamente entrati in crisi.
Oggi siamo un paese di poveri pensionati, abbiamo un forte decremento della popolazione, non abbiamo servizi come negli anni Ottanta, non abbiamo aree da poter edificare sia residenziali che artigianali.
Ora l'amministrazione deve intervenire prontamente. Il piano regolatore è indispensabile altrimenti rischiamo di affondare ancor di più."
Circa dieci anni fa la circoscrizione aveva individuato un'area all'interno del paese da destinare a zona Ppep.
L'Amministrazione ha fatto i relativi progetti inviandoli poi alla Regione che ha chiesto chiarimenti in merito, ma la risposta del Comune di Viterbo alla Pisana non è ancora stata data.
"Inoltre - continua Francesco Guancini - in occasione dell'attuazione del Piano di insediamento produttivo, perorato dalla nostra circoscrizione, erano state allegate alla domanda circa trenta richieste di artigiani disposti ad acquistare terreno per la costruzione di altrettante strutture inerenti lo loro attività.
Quindi è chiaro che l'interesse dei cittadini a promuovere uno sviluppo di Grotte Santo Stefano c'è, ma non viene loro data la possibilità di procedere."
Il piano regolatore consentirebbe la costruzione di nuove sedi sia artigianali che residenziali e potrebbe essere un'opportunità per alcuni cittadini viterbesi che abbiano intenzione di investire le loro risorse in un paese tranquillo, portando nuova linfa ad un'economia ormai al collasso.
Grotte Santo Stefano, infatti, a differenza di Bagnaia e San Martino, è lontano dalla città capoluogo con la quale ha sempre avuto pochi rapporti sia economici che culturali e ha sempre visto i propri cittadini lottare per avere una propria autonomia politica ed amministrativa.
Vicoli dissestati, casali rurali dismessi e marciapiedi praticamente inutilizzabili. É questo lo scenario al quale si assiste girando per le strade della frazione viterbese.
"La variante - conclude Guancini - può, e deve, ricostruire un tessuto urbano troppo esteso e non necessita di strutture particolari, ma può essere progettata dall'ufficio tecnico comunale con poche spese e sicuramente in tempi brevi."
Gli interventi quindi sono fortemente necessari e a quanto pare non dovrebbero neanche costare molto all'amministrazione comunale di Viterbo.
Grotte Santo Stefano altrimenti rischia di diventare un paese di anziani senza alcuna prospettiva di crescita per le generazioni future

sabato, marzo 28, 2009

Prendi l'autobus, ti conviene: a Civita Castellana se ne sono accorti!

"Prendi l'autobus, ti conviene". Questo è lo slogan dell'opuscolo informativo e di educazione stradale che l'amministrazione comunale, in collaborazione con la Vitertur, sta distribuendo alle famiglie civitoniche per migliorare e stimolare l'utilizzo del mezzo pubblico in paese.
Il trasporto pubblico è conveniente per la collettività perché diminuisce la congestione dovuta all'uso dei mezzi di trasporto individuali, utilizza meno energia del trasporto privato, riduce i costi, riduce l'inquinamento atmosferico ed acustico, permette di muoversi anche a chi non possiede un mezzo privato.
"L'amministrazione comunale - dichiarano il sindaco Massimo Giampieri e l'assessore alla mobilità Antonio Scarinci -, fin dal suo insediamento ha compiuto una serie di interventi infrastrutturali e di ottimizzazione con un lavoro che ha portato a realizzare il parcheggio a servizio della stazione di Borghetto, marciapiedi in vaste zone della città, una serie di rotatorie come a via Falisca, via Ferretti, via Mazzocchi, piazza Di Vittorio, la riorganizzazione dei parcheggi, la realizzazione della quarta piazzola di sosta in via Belvedere Falerii Veteres e di diverse strade di penetrazione, misure di razionalizzazione della viabilità e potenziamento della segnaletica orizzontale e verticale, la chiusura parziale e temporanea del centro Storico con la realizzazione di percorsi pedonali protetti, l'imminente aggiudicazione dei lavori della variante Braccio Lungo Treja-Nepesina e relativo parcheggio a servizio del cento storico."
"L'impegno di questi anni - continuano i due amministratori - sarebbe stato ancor più efficace se accompagnato da una più forte azione di prevenzione, vigilanza e repressione contro quei comportamenti scorretti degli automobilisti che rendono il problema del traffico uno dei più complessi tra quelli che un amministratore deve affrontare.
Il contenimento della spesa per il pubblico impiego, previsto dalle leggi finanziarie che si sono susseguite negli ultimi anni, insieme al patto di stabilità, hanno provocato nel tempo un depauperamento degli organici della polizia locale che ha impedito un'azione più efficace.
La recente approvazione del nuovo regolamento di polizia municipale potrà offrire in un futuro prossimo un contributo significativo per affrontare il problema della vigilanza in maniera più decisa."
Va ricordato che il trasporto pubblico locale è stato ottimizzato grazie al rinnovo del parco automezzi con vettori a basso inquinamento, all'apposizione lungo le linee di nuove paline e pensiline con gli orari di fermata

mercoledì, marzo 25, 2009

La nuova guida del Touring club su Viterbo e la Tuscia

Ben 46 pagine della nuova Guida Verde "Lazio" del Touring club, presentata a Milano nei giorni scorsi e che verrà presentata a Roma il 1° aprile, sono riservati a Viterbo e alla Tuscia.
Si tratta di una serie completa di percorsi che interessano tutta la provincia e, in particolarità, danno l'occasione - come nello stile del Touring - di fare turismo e cultura.
Sin dalla copertina la nuova guida rivolge un'attenzione speciale al Viterbese e pubblica una foto del Parco dei Mostri di Bomarzo.
All'interno, dopo aver dedicato 9 pagine alla città, con descrizione della storia e dei luoghi di grande interesse (due capitoletti riguardano "i movimentati conclavi" e "Le terme") vengono consigliati itinerari: da Viterbo a Orte con puntate all'Università della Tuscia e al Santuario della Quercia e a Bagnaia (quindi Vitorchiano, Bomarzo, Bassano in Teverina e Orte); il lago di Bolsena e Tuscania con descrizioni di Ferento, Montefiascone, Bagnoregio e Civita, Bolsena e il suo lago, Gradoli, Valentano, Canino, Ponte dell'Abbadia e l'area archeologica di Vulci, Montalto di Castro e, in modo ampio, Tuscania, Bagni di Viterbo e Castel d'Asso; i monti Cimini e il lago di Vico con puntate a Soriano nel Cimino, Vignanello, Corchiano, Civita Castellana, Castel S.Elia, Nepi, Ronciglione, Caprarola, il lago di Vico e San Martino al Cimino.
Un ultimo itinerario riguarda la Maremma meridionale al confine con la provincia di Roma (monti della Tolfa).
In questa parte ci sono descrizioni di Vetralla, la zona archeologica di Norchia, Tarquinia, Oriolo Romano, Sutri e Capranica.
Le Nuove Guide Verdi del Touring Club Italiano sono aggiornatissime e si contraddistinguono dalle altre guide turistiche per praticità, chiarezza ed informazioni molto accurate e particolareggiate: completamente aggiornate nella grafica e nei contenuti, con dettagliatissime informazioni pratiche per organizzare il viaggio e suggerimenti utili; con capitoli dedicati alle mete da non perdere, "quando è meglio partire", "prima di partire", "come arrivare e come muoversi", eventi e manifestazioni, dormire, mangiare, shopping, divertimento "by night", attività sportive, parole e frasi utili.
Ogni guida contiene un volume con centinaia di indirizzi di locali, alberghi e ristoranti, di diversa categoria, con prezzi, valutazioni e descrizioni; piante delle città ed indirizzi consigliati per lo shopping.
Nei capitoli introduttivi di ogni guida, vengono presentati gli itinerari tematici con una dettagliata cartografia a colori, piante di città e carte stradali.
Informazioni esaurienti e molto particolareggiate su arte e storia, con disegni e foto a colori; ampie descrizioni dei monumenti e luoghi caratteristici, senza dimenticare il paesaggio e le tradizioni, anche gastronomiche

Domenica il mercatino Chicercatrova alla Domus La Quercia

Torna "Chicercatrova" il mercatino del vintage di qualità, riservato esclusivamente ad espositrici ed espositori privati.
Si tratta del nono appuntamento.
"Grazie a tutti voi che ci avete premiato, riconoscendo la qualità della nostra offerta - scrivono gli organizzatori -.
Dunque anche questa volta se vuoi svuotare l'armadio o se vuoi metterci dentro qualcosa di diverso ed insolito, non perdere questo appuntamento."
A "Chicercatrova" è possibile vendere ed acquistare abiti eleganti, sportivi, glamour, pantaloni, gonne tailleur, ma anche accessori (scarpe, stivali, borse, cappelli, cinte, guanti, sciarpe), acconciature e bigiotteria (collane, bracciali, orecchini, spille, orologi, fermagli): tutto rigorosamente usato, ma in ottimo stato e poi tante, tante idee per la prossima Pasqua.
Un'occasione da non perdere per realizzare con poca spesa tanti piccoli desideri. L'appuntamento è fissato per domenica prosisma alla Domus - La Quercia (Viterbo) nel Chiostro del Vignola.
Ingresso libero ed unico dal parcheggio della Domus. "Chicercatrova" resterà aperto dalle 10 alle 19. Per informazioni ci si può rivolgere ai seguenti numeri telefonici: 339-8466991, 333-7524926, 333-7004242

lunedì, marzo 23, 2009

I profumi degli Etruschi in mostra al Museo nazionale

Che essenze, che radici, che infusi usavano gli Etruschi? La civilizzazione del popolo era arrivata al punto di essere considerata capace di produrre veri e propri profumi? Il Centro di archeologia sperimentale Antiquitates di Blera è riuscito, partendo dai reperti (alambicchi, mortai, imbuti, recipienti vari, pesi da telaio ed utensili di pietra), con l'ausilio delle analisi chimico-fisiche dei ricercatori del Cnr di Roma, a ricomporre il ciclo produttivo dei profumi e ad individuare gli elementi con cui venivano preparati dagli Etruschi.
Sono stati attribuiti loro i nomi delle dee dell'Olimpo: Hera, Athena, Artemide e Afrodite. Sono i quattro profumi preistorici, composti da olio d'oliva, acqua, pino e coriandolo, mescolati ad alloro e bergamotto, prezzemolo, mandorla amara e menta, le cui fragranze potranno essere annusate durante una mostra allestita a Viterbo, nella Rocca Albornoz, sede del Museo archeologico nazionale etrusco, dal 2 aprile prossimo.
In esposizione, oltre alle ampolle con le fragranze, ci saranno le tecnologie preistoriche per preparare i profumi rinvenute nel sito di Pyrgos-Mavroraki a Cipro dalla missione del Cnr, finanziata dal ministero degli Esteri.
Lo scavo di Pyrgos-Mavroraki sta portando alla luce una vasta area industriale, risalente alla metà del terzo millennio a.C., distrutto da un violento terremoto nel 1850 a.C.
circa, in cui, tra l'altro, si producevano profumi. Numerose fonti letterarie ed epigrafiche ricordano gli incensieri, gli oggetti che servivano in sostanza a diffondere il profumo delle essenze odorose nei vari ambienti.
Sono convenzionalmente indicati, anche per la realtà etrusca, con il nome di thymiaterion e ne esistono tre studi fondamentali.
Per quelli villanoviani uno studio di Ducati del 1912; su quelli di periodo orientalizzante, per lo più da Populonia, quello di Vinattieri; su quelli di periodo orientalizzante e arcaico provenienti da Tarquinia, quello di Maria Paola Bini.
Le linee salienti dell'ultimo studio focalizzano l'attenzione sui contesti di utilizzo dei bruciaprofumi in Etruria.
Anzitutto compaiono in scene di danze e giochi per le onoranze funebri in due pitture tombali etrusche, rispettivamente la Tomba dei Giocolieri di Tarquinia e la tomba della Scimmia di Chiusi: in entrambe le scene il thymiaterion è tenuto in equilibrio sulla testa della danzatrice.
L'appartenenza dell'incensiere alla serie degli oggetti più strettamente legati all'uso conviviale è testimoniato in primo luogo dalla rappresentazione del thymiaterion nelle scene di banchetto di un cippo chiusino, della tomba Golini i di Orvieto e della tomba del Biclinio di Tarquinia

venerdì, marzo 20, 2009

Festival del Cortometraggio Filoteo Alberini di Orte

Il mito Filoteo Alberini, pioniere del cinema, e un secondo mito, Roberto Rossellini, protagonista della stagione più affascinante del cinema italiano.
I due miti si incontrano a Orte dove, come ogni anno, ritorna, l'appuntamento con il "Festival del Cortometraggio Filoteo Alberini", dedicato all'omonimo pioniere del cinema Mondiale.
Il festival è in corso e si concluderà domenica sempre a Orte. In occasione della 3° edizione verrà consegnato il primo premio Filoteo Alberini per la carriera ad un illustre personaggio del cinema Italiano.
La terza stagione si arricchisce inoltre di nuovi eventi, infatti oltre alla proiezione del film del già giurato Matteo Rovere "Un gioco da ragazze", un'operazione di grande rilievo è la proiezione in versione restaurata il capolavoro del neorealismo "Roma città aperta", di Roberto Rossellini, impreziosita dalla presenza del figlio, produttore di fama Renzo Rossellini.
Oggi pomeriggio ci sarà un salto indietro nel tempo con l'intervista improbabile a Filoteo Alberini messa in scena dal regista teatrale narnese Germano Rubbi.
Alberini, nel 1894, traendo spunto da un'invenzione di Thomas Edison, il kinetoscopio (una macchina dotata di manovella che azionata permetteva di vedere tramite una lente i movimenti di alcuni fotogrammi posti su una pellicola interna), inventò e brevettò il kinetografo, un apparecchio per la ripresa e la proiezione; tale invenzione avvenne un anno prima di quella dei fratelli Lumière, ma, a causa di un intoppo burocratico, il Ministero dell'Industria e Commercio rilasciò il brevetto (n° 245032) un anno dopo la richiesta di Alberini, precisamente nel dicembre 1895, nello stesso mese e anno in cui i Lumière proiettarono per la prima volta L'arrivo di un treno alla stazione di La Ciotat.
Affascinato da tale nuova invenzione e forma d'arte, Alberini fondò nel 1905 con l'amico Dante Santoni lo "Stabilimento italiano di manifattura cinematografica Alberini e Santoni", che nel 1906 cambierà nome in "Cines", con sede a Roma, nel quartiere San Giovanni.
Nel 1905 girò "La presa di Roma", primo lungometraggio italiano a soggetto. Tale pellicola era lunga 250 metri (generalmente all'epoca la lunghezza media era di 60 metri) e costò 500 lire.
Il festival di Orte per il terzo anno ricorda questa figura di pioniere. Con molti sforzi questo anno si è riusciti ad avere una giuria di altissimo profilo professionale, infatti oltre al 3 volte presidente della giuria Giovanni Visentin la giuria vede tra le sue file Enzo Porcelli, (produttore), Antonio Carloni (istituto Luce), Cecilia Dazzi, (attrice), Mario Mazzarotto(produttore), Antonio Mancini (attore), Tani Canevari (direttore della fotografia), Andrea Di Saro

martedì, marzo 17, 2009

Talete: quale futuro?

Il futuro di Talete è ancora in alto mare. Il consiglio provinciale aperto tenutosi ieri per affrontare l'argomento riguardante le numerose difficoltà della partecipata, ha lasciato più ombre che luci sulla strada che porta alla salvezza dell'azienda che gestisce il servizio idrico integrato nella Tuscia.
Nonostante le dichiarazioni di intenti di tutti i presenti, tutti concordi voler salvaguardare l'acqua pubblica - tranne il sindaco di Caprarola, Alessandro Cuzzoli, che da anni ripete di unire in un unico Ato i territori di Viterbo e Roma, affidandoli poi all'Acea - e nonostante il finanziamento regionale di 9 milioni di euro, condizionato però al superamento della frammentazione nella gestione del servizio (pena il commissariamento dei comuni "dissidenti") e all'aumento delle tariffe.
Assente l'assessore all'Ambiente Tolmino Piazzai, alla presenza dei sindaci di alcuni comuni della Tuscia, dei rappresentanti del Forum per l'acqua pubblica e dei dipendenti di Talete, il presidente della Provincia e dell'Ato1, Alessandro Mazzoli, spiega che per superare la criticità è necessaria la vicinanza della Regione, che stanzierà prima 2 poi 7,5 milioni di euro, a patto che la conferenza dei sindaci stabilisca entro fine giugno tempi e modi per la presa in carico del servizio in tutti i comuni.
"Evitiamo di fare battaglia e propaganda politica"
chiede infine Mazzoli. Anche il presidente di Talete, Roberto Corbo, punta sul superamento della frammentazione e sull'appoggio della Regione.
"Non ci sono alternative valide alla soluzione adottata - afferma -. Il territorio deve dare una risposta chiara sulle scelte da compiere."
Ma le parole di Mazzoli e Corbo non bastano a rassicurare i sindaci, perchè i dubbi sulle modalità di ingresso in Talete e sulla salute dell'azienda restano.
"c'é un piano di risanamento del debito - chiede il consigliere Francesco Bigiotti (Udc) -? e il Siit? e il tfr dei lavoratori ex Robur? Dei fondi regionali, poi, solo un milione e mezzo è stato già stanziato: ne mancano altri 8.
Quali sono gli interessi del prestito? Come saranno organizzati i servizi nei vari comuni? Cosa ne sarà dell'acqua di uso pubblico?."
"Abbiamo solo due strade - interviene il consigliere e sindaco di Corchiano, Bengasi Battisti (Pd) -, la spa pubblica o la gestione dei privati, come dice la legge.
Se esiste una terza via, sono pronto a sostenerla, ma attualmente non c'è. É doloroso chiedere soldi in più ai cittadini, ma se serve per mantenere un diritto forse si può fare."
Chiede maggiori chiarimenti invece il consigliere Riccardo Fortuna (Prc)
"Serve chiarezza sui debiti - afferma -.
I ricatti dei sindaci stanno portando Talete al fallimento: vogliamo una relazione sull'assetto dei comuni che devono entrare."
A rappresentare le istanze delle amministrazioni virtuose che vedrebbero aumentare i propri costi entrando in Talete, ci pensa il sindaco di Bagnoregio, Erino Pompei (Udc).
"Ci si crogiola sulla promessa del prestito regionale - dice - ma la Regione non paga neanche lo stato di avanzamento dei lavori già appaltati, con le aziende costrette a chiudere.
Si cerca solo di rimettere in piedi una situazione fallimentare: nessuno conosce il profondo rosso di Talete, nè i termini dei contratti che la società vuole stipulare coi comuni.
Siamo tra la tragedia e il paradosso: perchè i comuni che pagano meno l'acqua devono entrare in Talete, un pozzo senza fondo, quintuplicando i costi? Il prestito regionale serve solo a mantenere in piedi un carrozzone che non si sa dove vuole andare: i partiti che si sono spartiti anche i lacci delle scarpe di Talete ora girano intorno al problema senza dare risposte, usano il commissariamento come minaccia.
Perchè invece - conclude - non avanzano in Parlamento una proposta di modifica della legge Galli?."
"Delineiamo una proposta che sarò oggetto della conferenza dei sindaci - conclude alla fine il presidente Mazzoli -, sulla quale ognuno voterà, mostrando così chi davvero vuole la gestione pubblica del servizio idrico."
La prossima riunione della conferenza dei sindaci è fissata per il 23 marzo: ad oggi la strada dell'ingresso spontaneo dei comuni in Talete non sembra facilmente percorribile, e l'accordo con la Regione per certi versi non agevola questo processo.
Il profondo rosso di Talete rischia perciò di diventare nero

domenica, marzo 15, 2009

Palazzo Bruschi centro culturale di Tarquinia

L'assessorato alla Cultura vara tutta una serie di iniziative per valorizzare il patrimonio della città.
Palazzo Bruschi sarà il fulcro della rinascita culturale della città. Qui sorgerà una nuova biblioteca finalmente degna di una città d'arte, quale è Tarquinia e, sempre lo storico palazzo di via Umberto i ospiterà un museo civico.
"Il centro culturale sarà in 'rete' con il museo diocesano - comunale e con il museo della ceramica di Palazzo dei Priori che verrà migliorato - riferisce l'assessore Centini- fra qualche anno si arriverà ad un sistema integrato con biglietteria unica."
Ma intanto l'assessore, grazie a dei finanziamenti regionali, ha già iniziato alcune migliorie nell'ambito della biblioteca che, già da oggi, può offrire alla cittadinanza 5 postazioni internet, da poco installate, grazie al "Progetto Cadit", a costi zero per il comune.
Le postazioni possono essere di valido ausilio anche per venire incontro alle questioni pratiche, come essere utilizzate per video conferenze.
La grande novità è l'installazione di una postazione per i non udenti, dotata di un programma vocale.
Iniziative importanti anche per la valorizzazione ed il recupero dei tumuli della Doganaccia che, grazie al progetto del professore dell'Università di Torino, Alessandro Mandolesi, ha ottenuto un finanziamento regionale di 165.000 euro.
Lo scopo è valorizzare i tumuli sopravvissuti al tempo risalenti al Vii°-vi° sec. a. C. Il progetto prevede nella prima fase il consolidamento e l'apertura dei tumuli del Re e della Regina, il ripristino della strada di accesso alle sepolture, quindi la loro valorizzazione con un'apposita cartellonistica, pubblicazioni e la costruzione di un sito web.Nella seconda fase dei lavori avverrà il recupero del tumulo di Poggio Gallinaro, Poggio del Forno e della necropoli Villanoviana, antistante villa Bruschi.
Il 21 marzo invece il direttore della biblioteca comunale, Luca Gufi, relazionerà a Roma i progetti in atto nella città etrusca, nell'ambito della
"Festa dei servizi culturali del Lazio"
, organizzata dall'assessore regionale Giulia Rodano.
"In occasione poi della Settimana dei Beni culturali - riferisce Centini - abbiamo organizzato tutta una serie di iniziative: visita alle tombe etrusche, concerto a San Giacomo, conferenze.
Abbiamo in cantiere tante iniziative di qualità. Il nostro assessorato punta molto a migliorare i servizi per arrivare presto all'eccellenza, quando ci trasferiremo a Palazzo Bruschi.
La cultura è la linfa vitale della città, se è presente e ben incentivata, migliorano tutti gli altri settori"

La Macchina di Santa Rosa Fiore del Cielo sarà costruita a Udine

Per la prima volta nella storia, la Macchina di santa Rosa non sarà costruita a Viterbo. Ad aggiudicarsi, infatti, l'appalto per la costruzione del nuovo "campanile che cammina" è stata un'azienda di Udine, la G.Engineering, peraltro l'unica azienda che ha partecipato alla gara. Come si sa, l'appalto dura cinque anni e vale all'incirca un milione di euro. La notizia, però, come si accennava in apertura, è che la Macchina sarà realizzata in gran parte a Udine; solo la fase di assemblaggio avverrà a Viterbo.
Il titolare dell'azienda friulana, Loris Granziera, che ieri era in città per assistere all'apertura delle buste, di fronte alle preoccupate richieste di chi gli chiedeva se la costruzione sarebbe stata completata nei tempi previsti e comunque in modo tale da permettere il Trasporto, avrebbe rassicurato tutti: "Ce la faremo".
Dal punto di vista tecnico, la Macchina ideata dall'architetto Arturo Vittori presenta diverse novità rispetto alle precedenti.
Si fa largo ricorso a tecnologie mai utilizzate finora per questo tipo di realizzazioni. Per questa ragione, l'azienda che dovrà poi materialmente realizzare "Fiore del cielo" si servirà anch'essa di tecnologie innovative, facendo largo uso del computer.
Da quel poco che si è riuscito a sapere la g. Engineering è un'azienda che si occupa soprattutto di costruire macchine industriali ad altissima tecnologia.
Forse proprio caratteristica ha indotto i tecnici friulani a partecipare all'appalto di Viterbo. Probabilmente non particolarmente remunerativo dal punto di vista economico, ma sicuramente capace di fornire un "ritorno" di immagine e tecnologico di grande richiamo.
Non solo perché la manifestazione viterbese ormai gode di una risonanza che varca anche i confini nazionali, ma anche per il tutt'altro che trascurabile fatto che il progetto è stato redatto da Arturo Vittori, un architetto di fama che spesso e volentieri opera negli Stati Uniti.
Non è affatto casuale, a questo proposito, ricordare che il bozzetto di "Fiore del cielo" è stato esposto a lungo in America.
É di tutta evidenza, dunque, che l'azienda che poi materialmente metterà in pratica le idee di Vittori godrà di una "pubblicità" di ampia portata.
Le notizie sono ancora abbastanza frammentarie, ma appare abbastanza probabile che i lavori cominceranno il più presto possibile.
D'accordo, Granziera ha rassicurato sui tempi di realizzazione, ma trattandosi di una struttura da costruire ex novo non è improbabile che durante le varie fasi si possano registrare intoppi che poi inevitabilmente allungheranno i tempi.
L'augurio di tutti è che la G-Engineering faccia presto e bene: i viterbesi si sono subito innamorati di "Fiore del cielo" e adesso non vedono l'ora di vederla sfilare il prossimo 3 settembre

Il Caffè Letterario a Viterbo

L'8 marzo, presso l'hotel Costiera Villa Sofia, si è svolta la presentazione del primo caffè letterario, in collaborazione con il Caffè letterario di Roma, che si presenta al suo pubblico ogni mercoledì.
A fare gli onori di casa Deborah D'Agostino, presidente Associazione Crescere Insieme, poetessa e scrittrice, nonché conduttrice di "Sinergie D'Arte" al Caffè Letterario di Roma, Daniela Bizzarri Consigliera di parità della Provincia di Viterbo, Elena Ignelzi referente per Viterbo del Gruppo Missioni Asmara.
Sono intervenuti Massimo Nardi responsabile del Caffè Letterario di Roma, che si è dichiarato disponibile a partecipare ai prossimi appuntamenti a Viterbo.
L'attrice Laura Allegrini che ha recitato alcune poesie tratti dalle pubblicazioni di Deborah D'Agostino, la giornalista Alba Paioletti Maffei, la professoressa Patrizia Sibi, docente universitaria che sta promuovendo progetti didattici che comprendono anche l'Africa, il poeta Riccardo Bertolotti che ha recitato alcune poesie tratte dal suo ultimo libro, il critico musicale Guido Maria Landucci, la scultrice viterbese Viviana Ravaioli che ha proposto anche un video delle sue sculture celebri in tutto il mondo.
Anche la senatrice Laura Allegrini, è intervenuta portando il suo saluto, e molto soddisfatta di questo genere di iniziativa.
Ognuno si è espresso a favore del Caffè Letterario a Viterbo, che si terrà ogni seconda domenica di ogni mese, ad eccezione del mese di aprile che avverrà il 5, ricorrendo per la seconda domenica la Santa Pasqua

Talete la società pubblica di gestione dell'acqua rischia il fallimento

D'accordo, la Regione ha deciso di scendere in campo e di elargire un prestito a condizioni vantaggiose per salvare la Talete dal fallimento, ma la sensazione è che il percorso per arrivare all'effettiva concretizzazione delle (pesanti) condizioni poste dalla Pisana sia piuttosto irto di ostacoli.
In primis, ci sono da superare gli ostacoli posti dalle altre società di gestione che dovrebbero confluire in Talete.
Se, per quanto riguarda il Cobalb (Comunità bacino lago di Bolsena) la situazione appare abbastanza consolidata, non esistendo particolari ostacoli da frapporre all'adesione; tutt'altro discorso va fatto per il SiiT (Servizi idrici integrati della Tuscia) che vanta crediti cospicui nei confronti di Talete.
Secondo le dichiarazioni rese dal presidente Valentini alla V commissione consiliare del Comune di Viterbo (quella deputata al cosiddetto "controllo analogo", che si interessa cioè dell'andamento delle società partecipate), la somma vantata nei confronti di Talete ammonterebbe a circa 3 milioni di euro.
Un cospicuo gruzzoletto che rende assai complicata l'adesione. Tanto che si era paventata addirittura la possibilità che il SiiT ricorresse ad un decreto ingiuntivo.
Con l'abnorme conseguenza che, ad esempio, il Comune di Viterbo (socio sia di Talete che di SiiT) alla fine farebbe ingiunzione a se stesso.
Insomma, da un lato chiede soldi, dall'altro dovrebbe tirarli fuori. Proprio per dirimere questa intricatissima matassa, i dirigenti del SiiT dovranno presentarsi lunedì 23 marzo in Regione per discutere di tutti questi problemi e cercare di venirne a capo.
Un altro aspetto tutt'altro che secondario riguarda l'adesione di tutti i Comuni che fanno parte dell'Ato.
Almeno una decina sono tutt'altro che disposti ad entrare in Talete e, se proprio fossero costretti a farlo, pongono condizioni pesanti.
É il caso di Vitorchiano, il cui sindaco Gemini Ciancolini ha ripetuto sino alla noia che lui, di portare i suoi concittadini in quella società, non ha nessuna voglia.
"Prima - spiegò al Corriere di Viterbo - devono pagare tutti i costi sostenuti finora e poi devono darmi garanzie su tariffe di acqua e depurazione."
Non distante la posizione di Maria Gabriela Grassini, primo cittadino di San Lorenzo Nuovo, di tutt'altra parrocchia politica rispetto a Ciancolini, ma sostanzialmente d'accordo con il suo collega.
E se è unanime l'apprezzamento nei confronti dell'attuale presidente Roberto Corbo, la cui gestione è caratterizzata da competenza e trasparenza, pochissima fiducia si nutre in generale nelle decisioni della politica.
Quella che poi, alla fine, deciderà le sorti di Talete

venerdì, marzo 13, 2009

Concerto della pianista Sun Hee You

Musica e cinema all'Università della Tuscia in una successione di eventi di spessore. Domani, alle 18 all'auditorium di S.Maria in Gradi in programma il concerto della pianista Sun Hee You.
Pur essendo giovanissima, Sun Hee You vanta numerose partecipazioni a festival di risonanza internazionale.
Nata a Seoul nel 1982, ha frequentato scuola media e liceo musicale. Vincitrice di vari concorsi per giovani pianisti, a 13 anni ha suonato con l'orchestra Yangeum di Seul, poco dopo aver avuto dal maestro Ferrari, in occasione di una sua masterclass in Corea, la proposta di continuare a studiare in Italia.
Si è diplomata nel 2002 al Conservatorio S.Cecilia in Roma con il massimo dei voti dopo 4 intensi anni di studio con il maestro Fausto Di Cesare e di esperienze concertistiche in varie città d'Italia.
Ha partecipato ai corsi internazionali di Norcia e Tuscania, dove ha suonato il 3° Concerto di Beethoven con l'Orchestra di Stara Zagora.
É vincitrice del concorso pianistico nazionale "Mascia Masin" di Sangemini e del secondo premio al concorso "Harmonie" di Roma e "Magliano Sabina".
Attualmente svolge anche attività di musica da camera con varie formazioni. Un secondo capitolo, per l'attività dell'ateneo, riguarda il cinema. Avrà infatti inizio martedì prossimo una rassegna di film in lingua originale dal titolo "Viaggio… Si gira!", organizzata dai docenti dell'indirizzo di
"Tecniche per il turismo e il territorio"
del corso di laurea in Lingue e Letterature Straniere, che si terrà nei locali della sede di Tarquinia in via Umberto I.
La rassegna, che avrà carattere di seminario con obiettivi didattici e di approfondimento, prevede la proiezione di tredici film in lingua originale - inglese, francese e spagnolo - con cadenza settimanale, ogni martedì dalle 17 alle 19,30, fino al 9 giugno.
"Il filo conduttore del progetto - spiegano gli organizzatori - è il viaggio in ogni sua sfumatura, inteso quindi non soltanto come spostamento fisico ma anche come percorso interiore e di maturazione della persona.
Prendendo parte alla rassegna, gli studenti avranno la possibilità di approfondire tematiche di interesse dell'indirizzo di studi e acquisire crediti formativi."
Tra i film previsti, "a room with a view" di James Ivory, "Thelma e Louise" di Ridley Scott, "Carlàs Song" di Ken Loach, "Lazaro del Tormes" di Fernando Fernàn Gòmez, "L'Auberge Espagnole" di Cèdric Clapish, "Chocolat" con Juliette Binoche e Johnny Depp, "Sancharram" (The Journey) di Ligy j.
Pullappally. In occasione della prima proiezione il 17 marzo, interverrà la professoressa Paola Dalla Torre, docente di Storia del Cinema della facoltà di Lingue dell'Università della Tuscia

Integriamo il precedente articolo con il contributo gentilmente inviatoci dal Sig. Mario Sansone

Sun Hee You nasce a Seul nel 1982. All’età di 4 anni inizia a studiare pianoforte, ad 11 anni viene ammessa alla Yewon School, la più importante e prestigiosa scuola musicale coreana. Da subito riesce a mettere in mostra le sue grandi doti, aggiudicandosi numerosi concorsi per giovani pianisti.
A soli 13 anni fa la sua prima esperienza concertistica a livello nazionale, suonando con l’orchestra “Yangeum” di Seul il secondo concerto di Beethoven.
Il suo grande talento viene notato, in occasione di una Masterclass tenuta in Corea, dal Maestro Ferrari, il quale le propone di continuare i suoi studi in Italia. Si trasferisce dunque a Roma dove, dopo quattro intensi anni di studio con il Maestro Fausto Di Cesare, si diploma nel 2002 al Conservatorio di S.Cecilia con il massimo dei voti.
Si diploma al corso di perfezionamento di pianoforte all’Accademia musicale di Firenze con il Maestro Lazar Berman e Valentina Berman e al corso di alto perfezionamento di musica da camera all’Accademia nazionale di S.Cecilia con il Maestro Rocco Filippini. Segue, inoltre, le Masterclass dei Maestri Bruno Canino, Boris Petrushansky, Oxana Yablonskaya, Lazar Berman e Paul Badura-Skoda.
Pur essendo giovanissima, Sun Hee You vanta numerose partecipazioni a Festival di risonanza internazionale: nel 2003 suona il terzo concerto di Beethoven con l’orchestra di “Stara Zagora” di Bulgaria al Festival internazionale musicale di Tuscania; nel 2006 riscuote grandissimo successo debuttando all’Auditorium Conciliazione di Roma con l’Orchestra Sinfonica di Roma, sotto la direzione di Francesco La Vecchia, in occasione del Festival “Ludwig van Beethoven Integrale”, trasmesso da Radio Vaticana; nello stesso anno suona con l’orchestra del “Teatro dell’opera” di Klaipeda, il secondo concerto di Beethoven all’ IMC Pazaislis Music Festival di Klaipeda in Lituania.
Nel 2005 incide le musiche di Chopin per la Scandicci cultura. Esegue numerosissimi concerti. Tra i più importanti il concerto dedicato al 150° anniversario della morte di Chopin e l’esecuzione integrale dei 2 libri di Clavicembalo ben temperato di J.S Bach. Nel 2006, inoltre, intraprende una tournée nelle principali città della Norvegia con il duo You-Birkeland, eseguendo concerti di musica da camera per violoncello e pianoforte.
Il suo innegabile talento e l’intensità delle sue esibizioni le regalano la vittoria a numerosi concorsi pianistici di prestigio: il concorso nazionale “Mascia Masin” di Sangemini, il concorso “Hyperion”, il concorso “Riviera Etrusca”, il concorso ”Lia tortora”, il concorso “SangiovanniTeatino” ed il concorso pianistico internazionale “Anemos”;
Le sue esibizioni, sempre molto apprezzate sia a livello nazionale che internazionale, hanno come scenario le più importanti ed eleganti sale: il palazzo Blumensthil, sede dell’Istituto polacco di cultura a Roma, il Forum austriaco di cultura a Roma, la Biblioteca Angelica a Roma, la Sejong culture Hall di Seul, il Teatro Pirandello di Agrigento, la sala “Santa Cecilia” del parco della musica di Roma, la sala Gimle Gard e Sigurd Lie.
Nel 2008 le viene assegnato il primo premio al concorso pianistico internazionale “Vanna Spadafora” in Roma.

Bagnaia è abbandonata

Un paese abbandonato, ennesimo capitolo di una storia senza fine. Il titolo dell'infausto romanzo a puntate è sempre lo stresso: Bagnaia e i suoi tanti problemi, che si trascinano irrisolti da tati anni.
Si tratta di una storia lunga e tormentata per la quale il lieto fine sembra non arrivare mai. Mese dopo mese, denuncia dopo denuncia la cittadina cara al duca Lante (che, se potesse vedere oggi come è ridotto il suo paese, difficilmente si costruirebbe qui la sua casa) continua a fare i conti con una serie di problemi irrisolti a cui se ne aggiungono costantemente di nuovi e più incresciosi.
A nulla sono servite le lettere, le denunce e le richieste di aiuto al Comune da parte di molti cittadini che si sono fatti portavoce nel segnalare il grave stato di disagio che regna sovrano in una cittadina che un tempo era famosa per essere tra le più belle di tutto il Viterbese.
Arduino Troili, presidente dell'unico centro di aggregazione sociale rimasto Bagnaia, La polivalente "La torre", nonché muro del pianto o meglio di denuncia da parte di molti cittadini insofferenti, ritorna a puntare il dito con le accuse di sempre verso
"un'amministrazione comunale che si è completamente dimenticata di noi."
Stavolta, però, non si tratta di parole: ci sono ben 80 foto scattate dalla stesso Troili che documentano lo stato di abbandono e di incuria in cui Bagnaia vive da anni.
Un reportage minuzioso che non lascia spazio all'interpretazione: i problemi ci sono e sono evidenti.
Tralasciando ormai la vecchia e vergognosa storia della linea Adsl di cui il paese è sprovvisto e per la quale si sono raccolte firme, fatti reclami, e "scongiurato" il comune affinché facesse arrivare la modernità pure a Bagnaia, l'elenco è lungo e corposo.
"Si tratta di una serie di istantanee, una minima parte di quelle che ho intenzione di porre all'attenzione della stampa - minaccia il presidente della polivalente 'La torre' -.
Si definisce Viterbo 'città di arte e di culturà e dunque Bagnaia dovrebbe far parte a pieno titolo, con la sua storia, il suo borgo storico e Villa Lante, di questa definizione.
Ma per come si presenta oggi agli occhi del visitatore, il nostro paese è ben lontano da esserlo."
Tra le mancanze più evidenti (oltre alle facciate dei palazzi storici in stato fatiscente, gli alberi in piazza XX Settembre che stanno letteralmente deturpando l'antica fontana, il borgo medievale sporco e invaso da parcheggi abusivi a dir poco "creativi", solo per citarne alcuni, quella davvero non più tollerabile è la situazione indegna che regna sotto il ponte, ai piedi di Palazzo Ducale.
"Oltre ad avere tutte le facciate che cadono a pezzi, ai piedi di Palazzo Ducale c'è una vera e propria discarica a cielo aperto, un accumulo di immondizia tra rovi spinosi che fanno compagnia ad un rudere pericolante - sottolinea Trioli -.
Si tratta dell'ex mattatoio per cui per tanti anni nei bilanci del Comune era previsto un recupero per fini sociali ed ora inserito tra i beni da alienare.
Capisco la situazione economica dell'Amministrazione comunale, ma qui non si tratta solo di tirare fuori i soldi: è necessaria la volontà politica che non sembra esserci e l'impegno progettuale da parte dell'ufficio tecnico del Comune."
"Diversi anni fa - spiega il presidnete Troili - la ex circoscrizione propose senza costi per l'Amministrazione il recupero di questa area da affidare in convenzione a privati per la costruzione interrata di garage e posti macchina per i residenti e turisti, eliminando lo scempio attuale.
Come sempre, non abbiamo avuto risposta. É una proposta che rilanciamo, insieme alla volontà di recuperare il nostro paese che, come dimostrano solo in parte queste immagini, rischia sul serio di diventare un vero e proprio ghetto"

giovedì, marzo 12, 2009

Pirandello in scena oggi nella Sala Carmen Maria Radulet

Un incontro dedicato ad una figura mitica del teatro quello di stamattina alle 11 all'Università nella Sala Carmen Maria Radulet (Aula Gradoni) per "Pirandello in scena".
Si confronteranno Paolo Fallai (giornalista del "Corriere della sera" e scrittore), Walter Manfré (regista) e Paolo Bonacelli (attore), interviene Maurizio Giammusso (critico e giornalista, docente universitario).
Mentre il 17 marzo alle 11 all'Auditorium della Facoltà di Lingue, sempre per ricordare Pirandello si potrà assistere alla "mise en espace" del celebre "L'uomo dal fiore in bocca", diretto e interpretato da Alberto di Stasio con la partecipazione di Gloria Pomardi.
Tutto questo nel contesto di un'iniziativa che si svolge a partire di oggi per
"Discipline del teatro e dello spettacolo"
e con il relativo programma del corso universitario in svolgimento, che per l'anno accademico 2008-2009 concentra la propria attenzione su Luigi Pirandello.
L'iniziativa mira a strutturare un discorso approfondito sul grande drammaturgo, fino ad arrivare alle pratiche di nuova drammaturgia contemporanea.
Fino al 14 maggio presso la facoltà di Lingue dell'Università della Tuscia si svolgeranno 10 appuntamenti: spettacoli, incontri, proiezioni che ruoteranno intorno alla figura di Pirandello, alle esperienze sceniche legate ai suoi testi, con uno sguardo alle nuove esperienze.
L'iniziativa rientra in "Sentieri d'ascolto 09" e riguarda il progetto di "Teatro in regione" che l'Associazione teatrale fra i Comuni del Lazio sviluppa per la Regione Lazio.
Gli altri appuntamenti sono per il 26 marzo presso la Sala Carmen Maria Radulet (Aula Gradoni) sul tema "Luigi Pirandello ed Eduardo de Filippo": ne parla Maurizio Giammusso; per il 31 marzo presso la Sala Carmen Maria Radulet "Da Pirandello a oggi: viaggio nella nuova drammaturgia italiana" raccontato da Attilio Scarpellini (critico e giornalista); per il 2 aprile nell'Auditorium della Facoltà di Lingue "Da Pirandello a oggi: esperienze di nuova drammaturgia": lettura concerto Giovanna d'Arco appunti di viaggio, di e con Ilaria Drago.
Il 21 aprile nell'Auditorium della Facoltà di Lingue " Da Pirandello a oggi: esperienze di nuova drammaturgia": performance "Me vojo sarvà", "Nessuno ci guarda", di e con Eleonora Danco.
Seguiranno, quindi, gli appuntamenti dedicati a Pirandello e il cinema con una introduzione che il 23 aprile nella Sala Carmen Maria Radulet farà Maurizio Giammusso.
Quindi il 30 aprile nell'Aula Gradoni la proiezione di "Ma non è una cosa seria", di Mario Camerini; il 7 maggio di "Kaos", di Paolo e Vittorio Taviani e il 14 maggio infine la proiezione di "Enrico Iv" di Marco Bellocchio

martedì, marzo 10, 2009

La Cosmet senza sede

In tempi di crisi, ci sono anche storie di imprese che, in controtendenza, registrano un aumento della domanda e hanno le potenzialità e la giusta determinazione per svilupparsi.
É il caso della Cos.Met., amministratore della società Carlo Ciccarelli, che nel 1970 ha aperto i battenti a Viterbo e, da allora, non ha smesso di espandersi e di acquisire fette di mercato nel Centro Italia, grazie all'alto livello di specializzazione raggiunto nella carpenteria metallica, nella progettazione e nella realizzazione di strutture prefabbricate e di serbatoi, in metallo e non, così come nelle opere di bonifica dall'amianto.
L'azienda ha alle proprie dipendenze 23 addetti e, con l'indotto attivato, riesce a dare lavoro almeno ad altre 10 persone.
"Sono numeri significativi in un tessuto di micro e piccole imprese. Numeri che, soprattutto, possono crescere. Ma non solo non ci sono le condizioni perché ciò accada. Di più, è a rischio la sopravvivenza di questa realtà costruita con tanta fatica e con grande passione"
, come afferma l'imprenditore Andrea Ciccarelli, figlio di Carlo.
Il prossimo 31 marzo scatterà, infatti, per finita locazione, lo sfratto dallo stabilimento nel quale la Cos.Met.
opera, in via Santa Lucia, e l'azienda non sa dove andare, perché la ristrutturazione del capannone che da tempo aveva individuato in località Castel d'Asso, e per la quale aveva ricevuto il parere favorevole del Comune di Viterbo, è bloccata, avendo la Procura della Repubblica di Viterbo aperto un procedimento in seguito a un esposto.
"La città non può perdere un pezzo del proprio patrimonio produttivo e altri posti di lavoro. Le istituzioni devono fare la loro parte per salvare la Cos.Met.. Siamo fiduciosi"
, dice Adalberto Meschini, segretario provinciale della Cna, che, insieme con Andrea e Carlo Ciccarelli, ha incontrato il sindaco, Giulio Marini, per chiedere attenzione verso questo caso e sostegno nella ricerca di una soluzione.
Intanto, un appello è stato rivolto dall'impresa al prefetto, Alessandro Giacchetti. Nella lettera inviata, con la quale si richiede un intervento che consenta alla Cos.Met. di
"continuare ad operare, nell'interesse della comunità locale"
, si ripercorrono le tappe della vicenda.
L'avvio dell'attività nel 1970. La ricerca, iniziata intorno al 2000, di un immobile adeguato alle accresciute esigenze di produzione (gli attuali 1.000 metri quadrati sono troppo stretti, oltre che ubicati non più in una zona periferica, ma all'interno di un quartiere, accanto ai palazzi).
Lo sfratto, convalidato dal Tribunale nell'agosto del 2007. L'istanza, avanzata dall'azienda al Comune nel novembre del 2006, per l'approvazione di una variante al piano regolatore generale, al fine di trasferire l'impianto in una struttura precedentemente adibita ad attività agricola, a Castel d'Asso, visto che non erano disponibili, nel capoluogo, altre aree idonee ad ospitare una impresa che adesso ha bisogno di una superficie di due ettari e di un capannone di almeno 2.000 metri quadrati.
I successivi atti del Comune, compresa la convocazione della conferenza dei servizi, dopo che era stata rilevata la conformità del progetto presentato alle norme vigenti in materia ambientale, sanitaria e di sicurezza.
Infine, l'esposto e l'apertura di un procedimento da parte della Procura, per falso ideologico nei confronti di amministratori e funzionari comunali che avevano espresso parere favorevole.
Siamo nel 2007. Da quel momento, è tutto fermo.
"Qualcosa deve accadere. Come si fa a bloccare o a far chiudere, perché questo è il pericolo, chi ha voglia e capacità di contribuire all'innovazione e all'aumento dei livelli occupazionali?"
, si chiede Andrea Ciccarelli. Già, come si fa?

domenica, marzo 08, 2009

A Vetralla Bella da Morire

"Bella da Morire", questo il titolo dell'iniziativa organizzata dal Partito democratico vetrallese e che si è svolta ieri in una gremita sala consiliare.
La condizione e la sicurezza contro le violenze sulle donne le tematiche al centro dell'incontro. Molte le persone che hanno partecipato e ascoltato gli interventi dei relatori. La proiezione di un duro filmato su donne colpite da violenza è stato introdotto da Nicoletta Brama, esponente dell'assemblea provinciale del Pd e seguito dall'intervento del vice coordinatore provinciale del partito Giulia Arcangeli che ha letto alcune pagine del libro di Concita De Gregorio "La mala education" ascoltata, tra gli altri dal segretario provinciale Angelo Allegrini.
Importante contributo alla discussione ed al dibattito che si è poi sviluppato è stato garantito dalla presenza tra i relatori della psicologa e psicoterapeuta Stefania Calevi e dall'esponente del Pd alla Camera dei deputati Donatella Ferranti.
Il saluto dell'amministrazione comunale è stato portato dall'unico assessore donna presente in consiglio comunale Maria Giulianelli.
"L'iniziativa è stata fortemente voluta dal Pd - ha spiegato Nicoletta Brama -. Questo incontro - ha sottolineato Nicoletta Brama - oltre a sensibilizzare l'opinione pubblica si pone come obiettivo quello di far capire come la politica in primis e la società civile poi affrontano e cercano di dare risposte concrete ad una problematica di così grande rilevanza sociale.
Il Partito democratico locale con questa iniziativa - ha aggiunto esponente dell'assemblea provinciale del Pd - dimostra un impegno concreto per cercare di essere presente sul territorio affrontando tematiche quanto mai attuali."
a concludere la giornata è stata Elisa Mancinelli, giovane esponente del direttivo del pd di Vetralla che, in un passaggio del suo intervento ha spiegato che:
"c'è soddisfazione per l'inasprimento delle pene per chi si macchia del reato di stupro ma non basta, c'e' bisogno di un profondo cambiamento culturale a partire già dalla formazione scolastica e iniziative come quella di oggi possono contribuire a fare grandi passi avanti in questo senso."
Insomma, un'iniziativa importante qualla di ieri nella cittadina, a sostegno della campagna del Pd a favore delle donne denominta appunto "Bella da morire", ma non solo, anche un'occasione per ricordare e capire perché tanta violenza sulle donne che non si riesce ad arginare

sabato, marzo 07, 2009

Nasce Tuscia Sociale

Affollato debutto per la neonata Tuscia sociale, associazione culturale presieduta dall'assessore al bilancio del comune Claudio Taglia e tenuta a battesimo dal filosofo Marcello Veneziani.
All'Antico Caffè Schenardi oltre a numerosi sostenitori anche alcuni volti noti della politica locale e nazionale: in prima fila la senatrice Laura Allegrini, la presidente provinciale della federazione di Alleanza nazionale Maria Gabriela Grassini, l'assessore ai Servizi sociali del comune di Viterbo Daniele Sabatini e il consigliere Antonio Fracassini.
Chiara ed esplicita la "mission" di questa nuova realtà culturale che intende agire politicamente sul territorio.
Nell'ampia e dettagliata analisi delle evoluzioni storiche e sociali che hanno portato all'attuale quadro politico dominato da Silvio Berlusconi, Tuscia Sociale intende ripartire "dal basso", dal territorio appunto, recuperando quell'impegno civile, quel senso di appartenenza politica che negli ultimi anni si è andato perdendo.
"Intorno a Berlusconi c'è il nulla - esordisce Veneziani, esponente della 'nuova destrà -. Lo svuotamento di contenuti che la politica ha registrato in questi ultimi anni è stato artefice del dissolvimento del fondamentale legame tra il il territorio, la gente e la politica.
Uno stato di cose dettato senza dubbio anche da un sistema elettorale che, con lo sbarramento del 4 per cento, lascia fuori il voto di quasi nove milioni di italiani."
E riferendosi al nome proprio dall'associazione di Claudio Taglia, Marcello Veneziani fa appello alla necessità di recuperare la "società".
Tra gli argomenti trattati non manca anche un chiaro riferimento alla scomparsa in Parlamento delle espressioni più estreme sia di destra che di sinistra.
"La governabilità prima di tutto, ma la rappresentanza delle diverse espressioni politiche deve essere assicurata, come vuole la tradizione politica e democratica di questo Paese."
Davanti al rischio di omologazione e della scomparsa di qualsiasi dibattito sulle finalità alimentato non solo dal quadro politico nazionale ma anche dalla globalizzazione
"è necessario recuperare l'impegno civile partendo proprio dal territorio e dall'ascolto delle varie istanze sociali dalle città, dalla quotidianità della gente - conclude -.
É necessario confrontarsi, discutere sui temi che coinvolgono direttamente la vita delle persone costruendo un quadro di riferimento, come quello proposto da Tuscia Sociale, che sia capace di ricreare una linea ideologica in funzione della quale poter prendere posizione e agire concretamente."
La senatrice Laura Allegrini ha espresso preoccupazione non solo per la costituzione del Pdl ma anche per il rischio del proliferare confuso dell'associazionismo.
"Temo l'ingovernabilità alla quale rischiamo di andare incontro nel periodo di interregno che ci separa dal primo congresso nazionale del Pdl.
In questo lasso di tempo è facile che si verifichi una frammentazione tra tanti soggetti che pensano di diventare leader di se stessi, per poi ritrovarsi leader di nessuno.
Chi ci dice che dopo Tuscia Sociale i commercianti ad esempio non costituiscano una Tuscia commercio?."
Chiara e diretta la risposta di Veneziani:
"Meglio il caos creativo che il vuoto: l'unica strada è il movimento dal basso, l'associazionismo"

venerdì, marzo 06, 2009

A Vetralla e ad Acquapendente Opre femminili e l'antica arte di tessere la canapa per la Festa della Donna

La riscoperta del lavoro femminile attraverso incontri ed eventi nel mese tradizionalmente dedicato alle donne. Numerose le iniziative nella Tuscia.
Domenica, 8 marzo, alle 16,30, nella sede del Museo della città e del territorio di Vetralla si svolge la seconda edizione di "…all'opre femminili intenta…", evento dedicato quest'anno all'arte della lavorazione della canapa, a cura delle Associazioni DivaCassia onlus, Vetralla città d'arte, e della casa editrice Davide Ghaleb.
L'iniziativa è ispirata dal verso leopardiano che le fa da titolo: la riscoperta e la valorizzazione di quelle arti tipicamente femminili che, nei secoli, hanno segnato la vita quotidiana delle donne e ne hanno spesso costituito un elemento fondamentale per il sostentamento familiare.
La giornata sarà aperta da una breve sintesi della storia e delle fasi della lavorazione della canapa curata da Elisabetta De Minicis, seguita dal racconto di Piero Di Carlo che ricorderà sua madre, "l'ultima Penelope" e il duro lavoro al quale dedicò tutta la sua vita; la chiusura sarà dedicata alla riscoperta dell'aspetto dialettale e curata da Franco Pistella e Fulvio Ferri che tra aneddoti e ricordi contribuiranno a rendere omaggio alla dedizione con cui le donne vetrallesi hanno praticato quest'arte umile e faticosa.
Sulle pareti della sala conferenze del museo saranno sistemati pannelli esplicativi della storia della canapa nel Vetrallese, elaborati con l'aiuto della tradizione orale riferita da Domenico Birelli, con foto d'epoca, delle fasi di lavorazione, e propositivi per una rivalutazione dei prodotti, principalmente i tessuti, da quelli più grezzi a quelli arricchiti da preziosi ricami, magistralmente esposti insieme ad alcuni degli strumenti per la produzione del filato quali la gramola, pettini, fusi e rocchetti.
E proprio alla canapa è dedicato l'incontro di oggi alle 15 presso la Biblioteca Comunale di Acquapendente, dove la Regione Lazio, assessorato Agricoltura, l'Agenzia Regionale Lazio per lo sviluppo e l'innovazione dell'agricoltura laziale e il Consorzio Rida Lazio, hanno organizzato un convegno dal titolo
"La canapa: una risorsa antica per nuove opportunità."
L'evento è curato dal tecnico divulgativo agronomo Amalia Mencuccini. Dopo l'apertura e registrazione dei partecipanti è previsto l'intervento del sindaco di Acquapendente Alberto Bambini.
Seguiranno quelli di Alessandro Di Marco, Michele Antonio Gallotta, Francesco Della Vecchia, Claudio Speroni, Amalia Mencuccini e Giulia Zavattoni.
Dopo il coffee-break previsti gli interventi di Maria Vittori Ovidi Pazzaglia e Ruggero Salimbeni. Prima delle chiusura dei lavori, una dimostrazione pratica di tessitura al telaio ed un dibattito

martedì, marzo 03, 2009

Il pittore Felice Ludovisi in cattedra

Giovedì scorso gli studenti dell'Accademia di Belle Arti Lorenzo da Viterbo hanno applaudito a più riprese la lezione magistrale del pittore Felice Ludovisi, uno dei maggiori esponenti dell'arte figurativa del '900.
Il celebre artista viterbese ha accolto il caloroso invito del direttore dell'Abav, professor Luigi Sepiacci, ad assumere la titolarità della cattedra di Pittura.
Felice Ludovisi, che aveva già ricoperto tale incarico negli anni accademici '84/'85 e '85/'86, ha oggi accettato di ritornare in cattedra perché sente la necessità di trasmettere ai giovani il patrimonio della sua esperienza di arte e di vita per aiutarli a confrontarsi con il loro sentire interiore e riscoprire un mondo valoriale non corrotto dal consumismo e dalla banalità.
La lezione, sottolineata da numerosi e calorosi applausi, ha affascinato i giovani allievi dell'Accademia che l'hanno seguito con molto interesse e passione consci della grande opportunità loro concessa.Il senso del suo discorso è sintetizzabile nell'aforisma da lui stesso coniato:
"L'arte non è ciò che pensi di vedere, ma se senti, è ciò che pensi di sentire "
Per stimolare l'integrazione della scuola di Pittura nel contesto accademico, e per svolgere attività di promozione culturale, specifiche lezioni mensili, tenute dal professor Ludovisi, verranno aperte agli esterni, studenti e ricercatori.
Per ulteriori informazioni è possibile contattare la segreteria dell'Accademia al seguente numero telefonico 0761/220442 oppure inviare una e-mail a abav@abav.it

domenica, marzo 01, 2009

La Macchina di Santa Rosa Fiore del Cielo

Macchina di Santa Rosa "Fiore del Cielo". La sua storia è cominciata ieri mattina, a Palazzo dei Priori, con due momenti emozionanti, durante la premiazione dei vincitori del bando del concorso di idee per la macchina.
Il primo è stato il passaggio di consegne tra Raffaele Ascenzi e Arturo Vittori ovvero tra il "titolare" di "Ali di luce" (la Macchina che è stata trasportata per ben sei volte fino al 2008) e, appunto, la nuova.
Il secondo momento è stato quello della proiezione di un filmato con l'illustrazione della nuova Macchina fino alla simulazione del trasporto.
Una macchina straordinaria, "Fiore del cielo", soprattutto per una spirale che attraverso quattro livelli si innalza verso il cielo con, sulla sommità, Santa Rosa.
I quattro livelli, come ha spiegato Vittori, rappresentano il progressivo abbraccio della città alla Santa fin dai facchini e i simboli di Viterbo raffigurati sulla base, ai 2 globi soprastanti, il primo raffigurante la vita terrena di Rosa e il secondo la fede purificata, in un crescente segno di devozione, fede e amore e la santa giovinetta.
Gremitissima la sala consiliare di Palazzo dei Priori con il sindaco Giulio Marini, gli assessori Fabrizio Purchiaroni e Sandro Zucchi, la senatrice Laura Allegrini, il presidente del sodalizio, Massimo Mecarini e il capofacchino Sandro Rossi.
Inoltre giornalisti, partecipanti al concorso per la Macchina, fedelissimi di Santa Rosa e anche i genitori di Vittori.
Un pubblico eccezionale che ha applaudito i premiati: il terzo Giancarlo Di Prospero ideatore di "Il Cuore di Rosa"; il secondo "Vita Nova" ideata da Anna Maria Grifa, Oliviero Rainaldi, Leonardo Gatti, Paolo Paganucci con la collaborazione di Anna Scriminaci e Giorgio Palone.
Infine la premiazione del vincitore, sottolineata da un lungo applauso. Vittori ha ideato una spirale che, attraverso una serie di meccanismi, "dialogherà" con la gente che farà ala al trasporto.
La Macchina infatti, sarà luminosa, nel buio, con un'intensità direttamente proporzionale a quella degli applausi della gente che le farà ala e inoltre, spargerà lungo il percorso petali di rose.
Il complimento più interessante a Vittori è arrivato proprio da Raffaele Ascenzi che ha definito il progetto "una gran bella Macchina".
Adesso si attende l'esito del bando di concorso per la realizzazione della Macchina. Le domande dovranno essere presentate entro il 13 marzo. Ed è a questo punto che maggiormente si lega la grande attesa della città. Pochi giorni ancora e (dato il riserbo imposto anche ieri dal sindaco sul bando) si saprà chi avrà acquisito il diritto di utilizzare la somma di 800mila euro (spalmati in 5 anni) per costruire "Fiore del cielo".
"Ci auguriamo che vengano rimossi tutti gli ostacoli per arrivare al trasporto del 3 settembre"
hanno detto alcuni.
Pronta la risposta dell'Amministrazione comunale, per bocca dello stesso sindaco Marini:
"Siamo sicuri di farcela - ha detto - perché è necessario che la città, la sera del 3 settembre, veda sfilare questa eccezionale Macchina, che rappresenta un ulteriore passo innovativo nella tradizione di Viterbo."
Consensi, intanto, da parte dei diretti interessato al Trasporto della macchina: i facchini. Il presidente del sodalizio Mecarini che si è complimentato con l'autore e del capofacchino Rossi ("Non vediamo l'ora di trasportarla").
Intanto il progetto di "Fiore del cielo", attraverso lo studio di Vittori negli Usa, sarà esposto prima a Chicago (Moma) e quindi a San Francisco.
Rosa, il simbolo della grande fede di Viterbo, in giro per il mondo